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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
La comunità islamica di Abbiategrasso contro la Lega NordABBIATEGRASSO - Avendo appreso che il 30 novembre si sarebbe tenuto un consiglio comunale e, siccome in programma c’era una mozione che riguardava la proposta del vice ministro Adolfo Urso (Pdl) sull’insegnamento della religione islamica, un gruppo di genitori di alunni di religione islamica, tra cui i rappresentanti del centro culturale di Abbiategrasso, si è recato in Consiglio per assistere ad un dibattito che sperava equilibrato, basato su uno studio attento e serio della proposta in questione, specialmente perché presentata dal capogruppo della Lega Nord, Marcantonio Tagliabue, partito di maggioranza del governo locale.

Con nostra totale sorpresa, abbiamo invece assistito ad un attacco verbale violento che si è esteso all’intera comunità islamica. Era incredibile, noi, insultati e umiliati in Consiglio comunale da un capogruppo di maggioranza che nelle sue affermazioni ha dimostrato di non avere rispetto per la Costituzione italiana e neanche per l’istituzione che rappresenta e per noi. Sparando sul mucchio, ha dimostrato di non aver idea di cosa stesse parlando. Perciò ho pensato utile e doveroso spiegargli cosa è l’Islam e chi sono i mussulmani.

L’Islam non è una religione nuova, bensì è la stessa verità rivelata da Iddio a tutti i suoi profeti dalla creazione del mondo. Dio conferma nel sacro Corano che il profeta Mohamed (su di lui la pace e la Benedizione divina) non portò nulla di fondamentalmente nuovo, "niente è stato detto a te (o Mohamed) se non quello che già fu detto ai messaggeri prima di te"(surat dei chiari precisi - fussilat-41;43). Per un quinto della popolazione mondiale, Islam è sia religione, sia stile di vita. I mussulmani professano una religione di pace, misericordia e perdono che nulla ha a che vedere con le gravi vicende erroneamente associate all’Islam: il termine arabo Islam significa semplicemente sottomissione e deriva da una parola che significa pace. Nell’ambito religioso, significa completa sottomissione alla volontà di Dio ed il credente viene definito mussulmano; Allah è il nome di Dio - la traduzione più corretta in lingua italiana è Iddio - e viene usato dai musulmani arabi come anche dai cristiani arabi.

La comunità islamica di Abbiategrasso contro la Lega NordLa popolazione musulmana mondiale conta oltre un miliardo di persone: il 30% vive nel subcontinente indiano, il 20% nell’africa sub sahariana, il 17% nel Asia sud orientale, il 18% nel mondo arabo, il 10% nell’ex-unione sovietica e in Cina. In Turchia, Iran e in Afghanistan risiede il 10% dei mussulmani non arabi, sebbene minoranze mussulmane siano presenti in quasi tutte le aree geografiche inclusa l’america latina e l’Australia. Vi sono 5 milioni di mussulmani negli Stati Uniti, in Italia sono attualmente oltre un milione. Quindi abbiamo persone di ogni razza, nazionalità e cultura, dalle Filippine del sud fino alla Nigeria, che sono legate da una unica, comune fede islamica. Nel mondo di oggi può sembrare qualcosa di esotico o di estremamente remoto, probabilmente perché in Occidente, nella vita di ogni giorno la religione non è un elemento dominante mentre nel cuore di ogni mussulmano la religione è al primo posto e non vi sono barriere tra il mondo secolare e quello sacro. Ma le origini del Cristianesimo, insieme all’Islam e al Giudaismo, risalgono al profeta e patriarca Abramo, e i tre profeti discendono direttamente dai figli di quest’ultimo: Mohamed dal maggiore, Ismaele, Mosè e Gèsù da Isacco.

Abramo fondò l’insediamento che oggi è la città di Mecca e costruì la Ka’ba, verso la quale i Mussulmani si rivolgono cinque volte al giorno quando pregano. Una delle ragioni della rapida e pacifica diffusione dell’Islam sta nella semplicità della sua dottrina: l’Islam insegna ad aver fede e adorare un unico Dio. L’Islam, inoltre, insegna all’uomo il buon uso del potere dell’intelletto e della capacità di riflessione. Nel volgere di pochi anni, nacquero grandi civiltà e università, poiché secondo il Profeta l’approfondimento della conoscenza è un dovere per ogni mussulmano, uomo o donna che sia. La sintesi del pensiero orientale e di quello occidentale e una nuova concezione della tradizione permisero grandi progressi in campi quali la medicina, la matematica, la fisica, l’astronomia, la geografia, l’architettura, l’arte, la letteratura e la storia. L’algebra, i numeri arabi, nonché il concetto di zero (vitale per lo sviluppo del pensiero matematico), furono trasmessi dall’Islam all’Europa del medio evo. Furono messi a punto sofisticati strumenti che resero possibile i lunghi viaggi europei di scoperta, come ad esempio l’astrolabio, il quadrante e accurate carte per la navigazione. “Il Corano - dice Allah - non vi proibisce di agire con bontà ed equità verso coloro che non vi hanno scacciato dalle vostre dimore poiché Allah ama gli equanimi” (Coran 60;8). Una delle funzioni della legge islamica è quella di proteggere le minoranza, ecco perché luoghi di preghiera non mussulmani sono sorti un po’ovunque nel mondo islamico.

I mussulmani di Abbiategrasso contro la Lega NordLa storia è ricca di esempi di tolleranza da parte dei mussulmani nei confronti di altre religioni: quando il califfo Omar entrò in Gerusalemme nell'anno 634, l’Islam concesse libertà di culto a tutte le comunità religiose della città e ancora oggi in tutti i paesi arabi, tranne l’Arabia Saudita, sono presenti minoranze cristiane ed ebraiche. La legge islamica consente anche alle minoranze non mussulmane di stabilire una propria corte di giustizia con regole specifiche per le diverse comunità.

Oggi, insieme, mussulmani e cristiani formano ben oltre la metà della popolazione mondiale; senza pace e giustizia tra queste due comunità religiose non può esserci una pace significativa nel mondo. Ora vorrei parlare un attimo della comunità islamica Abbiatense. I primi mussulmani si sono stabiliti ad Abbiategrasso agli inizi degli anni '80 e il primo luogo dove si incontravano per la preghiera era l’Annunciata, quando era abbandonata da tutti. Nel 2000 le famiglie mussulmane stabilite nella città hanno cominciato ad organizzarsi e a partecipare a feste collettive. Nel 2004 avevano già un portavoce e hanno partecipato alla Fiaccolata per la pace pronunciando un discorso in piazza Marconi contro la guerra e la violenza ed hanno aderito alla Consulta degli stranieri. Nel 2005 hanno inaugurato il Centro Culturale di Abbiategrasso e costituito l’associazione culturale "Alif-Baa".

Nel 2007 hanno organizzato una conferenza con il patrocinio del Comune di Abbiategrasso dal titolo “L’incontro delle civiltà al servizio della pace” in fiera. Nel 2008 hanno organizzato un incontro pubblico al Centro culturale sul tema “Immigrazione e sicurezza sul lavoro” facendo intervenire la CGIL. Lo stesso anno e sempre al Centro culturale, si è tenuto un incontro per parlare dei diritti umani con il professor Antonio Papisca. Quest’anno, nel mese di ottobre, i giovani mussulmani del Centro culturale abbiatense, di propria iniziativa e in accordo con il Comune hanno proceduto ad una operazione di pulizia nel parco della Fossa, dimostrando un grande senso di responsabilità e di civiltà. Accenno soltanto alle partite di calcio e agli incontri che si fanno puntualmente con le famiglie cristiane, con le quali si è stabilito un rapporto esemplare. In poche parole, la comunità islamica di Abbiategrasso è la più organizzata e la più disciplinata tra quelle straniere; quella che ha dimostrato di essere disposta a migliorare e a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della città. Pertanto merita più rispetto e deve essere incoraggiata e non insultata.

Centro culturale islamico di Abbiategrasso
Associazione culturale Alif-Baa
 
A Rozzano poca raccolta differenziataROZZANO - Gentile redazione, mi domando come mai... Come mai il Comune di Rozzano continua a mettere in evidenza le sue qualità di Comune "ambientalista" dimenticando o meglio non dicendo di qual è la sua situazione in materia (per esempio di raccolta differenziata). Lo sapevamo già da dati della Provincia del 2007, ma oggi Legambiente (su dati Arpa) ribadisce che Rozzano con altri comuni (Milano ed Abbiategrasso) è la "zavorra ambientalista" della Regione Lombardia: che primato! Mi domando come mai... Come mai a Rozzano nei tanti nuovi interventi edilizi (sembra che qui non esista la crisi del mattone, anzi) si vedono fiorire queste nuove "diavolerie tecnologizzate" per la raccolta differenziata (avanguardia europea recita il giornaletto gratuito che ci arriva nelle caselle) e in ogni caso la raccolta rimane sempre su valori pessimi.

Mi domando come mai... Come mai non si pensa di mettere in campo azioni di sensibilizzazione (forse anche qualche sanzione) della cittadinanza ad un tema così importante, oltre che avviare una analisi puntuale del fenomeno per cercare di porre rimedio al problema (non solo con slogan e articoli su giornaletti locali). Gentile redazione de giornalelibero.com, scusate per lo sfogo, ma volevo solo segnalare un triste primato che la città in cui sono nato ed in cui vivo non dovrebbe avere . Cordialmente.

Arch. Emilio Guastamacchia
Dipartimento di Architettura e Pianificazione - Politecnico di Milano
 
Il sindaco di Cesano Boscone Vincenzo D'AvanzoCESANO BOSCONE - Anche se non faccio più parte della vita politica attiva cesanese, tuttavia seguo con attenzione le vicende dell'Amministrazione comunale di Cesano Boscone, di cui sento di essere stato protagonista fino alle ultime elezioni comunali del 6 e 7 giugno scorso. Infatti, oltre a ricoprire per due legislature la carica di Consigliere comunale, di capogruppo del P.P.I., della Margherita e del Nuovo Gruppo per l'Unione, sono stato anche presidente per due legislature della Commissione sociale, vice segretario della Dc, segretario del Partito Popolare, dirigente Provinciale del P.P.I. e della Margherita, e posso vantarmi senza essere smentito, di essere stato il fautore e l'artefice, per quasi un ventennio, dell'ascesa politica dell'attuale primo cittadino dott. Vincenzo D'Avanzo, appoggiando, incondizionatamente, la sua candidatura a sindaco nel 2004 e nel 2009, che lo hanno visto in entrambe le competizioni vincitore.

UN NUOVO ASSESSORE IN GIUNTA?
Come è comprensibile, il mio compito non è stato facile. Quando si è trattato di far accettare le sue candidature a vicesindaco con delega al Bilancio e a sindaco all'interno della coalizione di centrosinistra, dovendo fare i conti con personaggi politici di un certo calibro, di un certo peso e consistenza elettorale, personaggi politici sicuramente più consistenti rispetto all'attuale sindaco. Ciò nonostante il dott. D'Avanzo non ha riserbato nei miei confronti un solo segno di riguardo, un solo cenno d'attenzione, una sola briciola di riconoscimento, come se tutto fosse stato a lui dovuto perché unto dal Signore. Riguardo, attenzione, riconoscimento che il primo cittadino di Cesano Boscone ha inteso elargire a favore della sua lista civica, con l'assegnazione di vari incarichi e forse con l'assegnazione di un ulteriore prossimo futuro assessorato, cosa che mai si era permesso di fare nei confronti della Margherita che, nelle elezioni comunali del 2004 ha ottenuto il 10,6% mentre la sua lista ha ottenuto l'8,6%. Allora per avere la delega di assessore abbiamo aspettato un anno, perché secondo lui, l'Assessorato non ci spettava perché c'era il sindaco che rappresentava tutti noi della ex Margherita, e non c'era bisogno di avere in Giunta un nostro assessore. Che strani mutamenti da allora ad oggi!!!

PROMESSE NON MANTENUTE
Da quanto appena detto, rientra nella normalità comportamentale del dott. Vincenzo D'Avanzo se a distanza di sei mesi dalle ultime elezioni civiche egli si sia completamente dimenticato di alcune forze politiche che hanno contribuito attivamente alla sua risicata elezione a primo cittadino ed in particolar modo del Movimento Civico per l'Innovazione e del suo leader Vincenzo Bongiorno, che traghettando dal centrodestra verso il centrosinistra ben 327 voti, ha tolto dalle mani della coalizione di centrodestra una vittoria ormai certa, consegnandola al Divin D'Avanzo. Si perché proprio grazie ai voti di Bongiorno, il centrosinistra ha vinto l'elezioni.

Ma ciò che è molto più grave è che il sindaco e tutta la coalizione di centrosinistra che lo sostiene si sono dimenticati completamente degli impegni programmatici assunti con il Movimento Civico per l’Innovazione, in virtù dei quali nulla è cambiato e nulla sta cambiando. Infatti, e a solo titolo esemplificativo, i mezzi di trasporto pubblico, continuano a fare i tortuosi giri turistici per Cesano Boscone in barba ai cittadini che gli hanno dato fiducia e credito. Con grande amarezza debbo constatare che il rispetto alle persone e agli impegni presi non hanno alcuna cittadinanza in Vincenzo D’Avanzo.

Salvatore Ariemma
 
Ricominica a Corsico dillo alla Lega NordCORSICO - La Lega Nord di Corsico torna in piazza coi suoi gazebo. E questa volta vogliamo fare centro. In periferia. Spesso l'Amministrazione in questi anni è sembrata dimenticarsi delle periferie concentrando la sua attenzione su Corsico "centro" anche se tuttora anche nel centro le cose non funzionano perfettamente. Per questa ragione con l'avvicinarsi delle elezioni vogliamo essere pronti a stilare e portare avanti un programma elettorale, che per noi è un impegno elettorale, veramente condiviso con tutti, per i cittadini e "con" i cittadini.

Perciò è ripartita l'iniziativa "Dillo alla Lega" che questa volta scende sotto casa di tutti. E' nostra intenzione infatti posizionare i nostri gazebo nei quartieri di Corsico, come abbiamo fatto questa domenica in piazza Europa dove molti cittadini si sono avvicinati a noi per firmare a favore del crocifisso e per comunicarci i problemi della loro zona; come faremo questa domenica, 29 novembre, in piazza Giovanni XXIII, come faremo il 13 dicembre al San Giustino e così via per i prossimi mesi non dimenticando nessuna zona. Così facendo raccoglieremo la voce le proposte i problemi dei cittadini per così costituire un programma che raccolga le voci e le istanze di tutti!

Gruppo Lega Nord Corsico
leganordcorsico@libero.it
 
Presentato il ricorso dei Comitati di Trezzano sulle sanzioni IciTREZZANO SUL NAVIGLIO - Depositata la denuncia con la quale l'Unione dei Comitati di Quartiere di Trezzano chiede che siano restituiti ai cittadini i 103 euro delle sanzioni emesse dalla Tributi Italia per conto dell'Amministrazione comunale tra il 2008 e l'inizio del 2009. I Comitati e le associazioni dell’Unione chiedono inoltre alla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano che, ove, dai fatti esposti, risultasse qualche ipotesi di reato, si proceda come per legge contro i responsabili. Il fascicolo consegnato all’autorità giudiziaria comprende un documento di cinque pagine e numerosi allegati.

La vicenda scoppiò il 12 gennaio scorso quando, l’Unione dei Comitati di Quartiere di Trezzano emise un comunicato con il quale denunciava l’invio di centinaia di sanzioni a cittadini che, pur avendo sempre pagato le tasse e in particolare l’Ici, si erano dimenticati di segnalare con un documento scritto l’avvenuto acquisto di un immobile, (appartamento, box, cantina ecc.). Pochi giorni dopo il sindaco replicò affermando “Non siamo di fronte ad alcuna ingiustizia, anzi il nostro è “Un atto di giustizia ed equità. Peraltro gli accertamenti in corso, che si riferiscono al periodo dal 1994 in avanti, saranno gli ultimi, perché abbiamo abolito il regolamento approvato dal centrodestra di Trezzano”. Una difesa delle pesanti sanzioni che però non convinse l’Unione, tanto che la stessa associazione di comitati il 4 febbraio protocollò in comune una lettera con la quale chiese a Giunta e Consiglio Comunale di revocare le sanzioni e restituire ai cittadini i soldi già incassati. Preso atto che nel successivo Consiglio Comunale la sollecitazione non fu neppure presa in considerazione, il 22 febbraio l’Unione recapitò al Difensore Civico una lettera con 9 specifiche domande sulla legittimità dei provvedimenti assunti dall’amministrazione comunale.

Il 7 aprile il Difensore Civico rispose ai quesiti evidenziando tra l’altro: a) nessuna sanzione può essere stata comminata in base al regolamento entrato in vigore nel gennaio 2003 per violazioni antecedenti tale data. b) Ci risulta inspiegabile che si possa aver sanzionato nel 2008 mancate dichiarazioni relative ad anni antecedenti il 2003, in quanto il periodo di prescrizione è di cinque anni a partire dalla fine dell’anno di riferimento. c) Abbiamo chiesto l’intervento del segretario comunale che da una parte ha provveduto a richiedere un parere al Ministero dell’Economia e delle Finanze e, dall’altra, nelle more, ha richiesto alla concessionaria di sospendere l’emanazione di ulteriori sanzioni e di non procedere all’emanazione di ingiunzioni per gli atti già notificati, scaduti ma non ancora saldati. A questo punto l’invio delle sanzioni venne sospeso.

L’Unione, da parte sua, da prima auspicò che gli amministratori pubblici decidessero di restituire i soldi a chi aveva già pagato le salatissime sanzioni, poi, visto che non succedeva nulla e che l’unica novità era rappresentata da un debito (poco inferiore al milione di euro?) che la società appaltatrice aveva contratto con la stessa amministrazione comunale, decisero di consultare un legale per verificare l’esistenza dei margini per un ricorso alla Procura della Repubblica.

Il direttivo dell'Unione Comitati di quartiere di Trezzano sul Naviglio
 
Carovana antimafia 2009, un successo a BuccinascoBUCCINASCO - Che dire, siamo senza parole, ma l'omertà non c'entra. E' un silenzio di stupore, è un silenzio di gioia, un silenzio di meraviglia inaspettata. Per la tappa della Carovana Antimafie di Corsico e Buccinasco oltre 350 persone gremivano l'auditorium, gente seduta ovunque, gente in piedi. "A cento Passi dal Duomo", lo spettacolo teatrale di Giulio Cavalli e Gianni Barbacetto è stato un trionfo di passioni, di emozioni, di arte e di pubblico.

Rita Borsellino un giorno disse "L'Italia è la capitale della Mafia, ma anche dell'Antimafia"; la cittadinanza responsabile di Corsico e di Buccinasco ha contribuito a rendere ancor più veritiera questa affermazione, anche qui nel Sud Ovest Milanese. Un grazie infinito a chiunque abbia contribuito alla buona riuscita di questa splendida iniziativa, e siete in tantissimi.

Rosa Palone, associazione Legalmente Buccinasco
 
Crocifisso: raccolta firme della Lega Nord ad AbbiategrassoABBIATEGRASSO - Secondo la Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche costituirebbe una violazione del "diritto dei genitori ad educare i figli secondo le proprie convinzioni" ed una violazione alla"libertà di religione degli alunni". La Lega Nord contesta questa sentenza e condivide il ricorso presentato dal Governo a difesa di un simbolo della nostra storia e tradizione. "Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E' l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente". Per coloro che condividono questa affermazione di Natalia Ginzburg apparsa su l'Unità il 22 marzo 1988, la Lega Nord organizza per il pomeriggio di sabato 21 in Corso Italia ad Abbiategrasso un gazebo per raccogliere le firme e "lasciare i crocifissi sui muri delle nostre scuole, dei nostri ospedali, dei nostri luoghi pubblici, dove sono sempre stati".

"Non si tratta di una nuova crociata o di revanscismo cattolico - afferma il segretario lumbard, Daniele Zambolo - ma di una precisa presa di posizione a favore della sacrosanta difesa di un simbolo della nostra tradizione, radicato da secoli fra la nostra gente, credente e non. Siamo sicuri che la nostra petizione incontrerà un consenso trasversale anche presso simpatizzanti di quel PD che, per non scontentare la Turchia, assieme ai socialisti europei non ha voluto che l’Europa riconoscesse formalmente le proprie radici cristiane".

La Sezione Lega Nord Lega Lombarda Di Abbiategrasso
 
I palazzi Aler di piazza Europa a Corsico nel degradoCORSICO - Egregio direttore, è da anni che si assite indifesi allo stato di degrado in cui versa lo stabile Aler di piazza Europa. Diverse le segnalazione all'azienda perchè provveda a porre in essere ogni intervento uitile al risanamento di alcune condizioni di invivibilità. Gli assegnatari degli alloggi devono rimborsare le spese che l'Aler dovesse sostenere per riparare i guasti da essi prodotti negli appartamenti e in genere nello stabile, ma nonostante questa prerogativa e nonostante le voci di spesa risultino nelle bollette, di manutenzione e/o di lavori di risanamento delle aree, nessuna traccia.

Tombini marci, fogne strabocccanti, locali pattummiera stracolmi di masserizie varie, vialotti e marciappiedi con pavimentazione sformata e pericolasa per anziani e bambini, portoni rotti, porte di surezza rotte, atri di scale con infriltrazioni d'acqua, auto bruciate e rubate nei parcheggi interni, zone verdi incurate, aree con presenza di carcasse di moto rubate eccetera. Queste sono alcune delle senalazioni anche per iscritto rivolte ad Aler. Ci si chiede se è mai possibile che non vengano presi provvedimenti neanche per le cose piu veloci da attuare?

Ci si chiede se la rimozione di un auto bruciata sia un atto così difficile da attuare e quanti anni devono passare? Al sindaco di Corsico abbiamo inviato nei giorni scorsi una e-mail di aiuto (all'uffico Relazioni con il pubblico) perché solleciti l'Ammistrazione ad attivarsi in aiuto dei cittadini di Corsico onesti, che non meritano di vivere in simili condizioni.

Per gli inquilini, Nico Costa
 
Nuove polemiche sullo Stradabus di BuccinascoBUCCINASCO - Prendendo spunto dal dibattito politico/sociale che in questi giorni vede la cittadina di Buccinasco assurgere agli onori della cronaca nazionale (purtroppo!!) e la conseguente inconsistenza dell'azione dell'Amministrazione Comunale, cogliamo l'occasione per ribadire il nostro punto di vista, anche sulla decisione presa circa l'eliminazione del servizio Stradabus . La cronologia dei fatti è stata questa: In data 7/9 u.s. durante l’incontro da noi richiesto e tanto sospirato, l'Amministrazione Comunale aveva affermato che nel giro di pochi giorni avrebbe avanzato proproste ANCORA NULLA DI FATTO!

Durante il Consiglio Comunale del 29/9 u.s. l' Amministrazione Comunale aveva promesso e messo a verbale una ipotetica costituzione di un tavolo di lavoro, che prevedeva la partecipazione di Consiglieri comunali appartenenti a forze politiche diverse nonché di alcuni componenti il Comitato Ex Stradabus, che nel frattempo si è costituito. RIBADIAMO CHE ANCORA NULLA E' STATO FATTO! Alla nostra azione “mediatica” L' Amministrazione Comunale ha risposto su “Giornalelibero.com” in data 14/09 u.s. con un articolo intitolato “La Buccinasco che critica il Citybus pagherebbe 5 euro” con il quale ha tentato di farci fare una figura meschina nei confronti dei ns. concittadini. E questo lo esprimiamo con estrema “tristezza”. Di fronte alla nostra contestazione nei commenti inseriti nel blog del blog stesso, l'Amministrazione ha provveduto velocemente a rettificare quanto affermato nell'articolo, smentendo il proprio Ufficio Stampa “che aveva mal interpretato” le parole del sig. Sindaco”.

L'Amministrazione Comunale ha quindi provveduto a far rettificare l'articolo in argomento, facendo riportare comunque affermazioni false e tendenziose, con il chiaro intento di sminuire l'importanza del Comitato Stradabus. Il sig. Sindaco si è sentito in dovere di fare alcune affermazioni, quantomai tedenziose e fuorvianti, circa la “lobby utenti Stradabus” accostando argomenti seri e preoccupanti che stanno accadendo in questi giorni a Buccinasco (arresti per mafia), all'azione civile di un Comitato di cittadini, che chiedono solamente la soluzione di un problema di mobilità da e per il PROPRIO LUOGO DI LAVORO. Spiace dover constatare che il Sig. Sindaco non conosce il significato della parola LOBBY, visto che lo statuto del Comitato recita....”Associazione senza scopo di lucro”!!!! CHIEDIAMO IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI PROMESSI E NON ANCORA MANTENUTI

Il Comitato Civico "ex stradabus"
 
Marisa Bozzini, ex assessora di Pieve EmanuelePIEVE EMANUELE - In relazione al comunicato stampa della giunta comunale del 31.10.2009, mi corre l’obbligo di replicare quanto segue: nella mia lettera di dimissioni non ho mai citato la giunta ed i suoi membri, se non per evitare il ripetersi di manovre politicamente speculative sulla persona di un mio ex collega; se la Giunta ha inteso riconoscersi in quella lettera, non può certamente attribuirmene la paternità; nella mia lettera mai ho citato i termini “interessi personali”, “attività illecite”, ne tanto meno “associazione a delinquere”.

Come la giunta comunale più volte sottolinea nel comunicato alla cittadinanza, onde attribuire i su riferiti significati è occorsa una libera attività interpretativa della giunta stessa; riguardo alle dichiarazioni della giunta comunale, espresse attraverso i giornali, con le quali si afferma: “ribadiamo pertanto il nostro personale disappunto per aver usato termini offensivi nei confronti di tutti noi…”, mi corre il dovere di sottolineare come non vi sia, nella mia lettera di dimissioni, l’utilizzo di terminologie offensive. Tanto dovevo, al fine di ricondurre il tutto nel corretto ambito della diatriba politica.

Marisa Bozzini
 
L'area D4 di Assago osservata dall'alto: il commento dei Verdi Assago BuccinascoASSAGO - Premessa. I Verdi di Assago hanno governato il Comune una sola volta nella storia Repubblicana, dal giugno 2004 al dicembre 2008. In questo periodo abbiamo partecipato e contribuito alla vittoria elettorale della lista Civica che ha eletto Domenico Raimondo sindaco. Come ecologisti, insieme agli alleati, ci siamo cimentati nel difficile compito di mitigare in ogni modo e con ogni mezzo lecito, le scellerate decisioni delle passate Amministrazioni, tutte capitanate dal Sindaco Graziano Musella.

RESIDENZIALE ZONA D4
L’urbanizzazione della zona “D4” (Milanofiori nord), meglio nota come “torre di babele”, completamente e legittimamente approvata da Musella e soci, ci ha visti attivi sul territorio (non eravamo presenti in Consiglio comunale) con forti iniziative in opposizione a questa cementificazione del territorio assaghese. Nel 2004 la giunta Musella approvò comunque la variante urbanistica, e la D4, tra le funzioni commerciali ed uffici aveva già previsto anche 15.000 mq. di residenziale oltre a della cubatura di ricettivo (alberghi, mini appartamenti, residance e alloggi di pertinenza delle attività commerciali tipo guardiania). Nel 2005, con la giunta Raimondo, abbiamo cercato di “metterci una pezza” intervenendo sulla convenzione (la variante urbanistica non poteva più essere modificata per legge), con l'intento di limitare il traffico e la presenza di attività commerciali, quindi l’inquinamento e l’impatto ambientale.

IL PERCORSO
Dopo varie fasi, liti con la proprietà, ricorsi al TAR, sentiti consulenti e avvocati, dopo una lunga trattativa tecnico-politica, siamo riusciti a togliere 90.000 metri cubi di commerciale (per capirsi pari ad un paio di centri commerciali stile Ikea di Corsico) sostituendoli con 15.000 mq di residenziale a particolari condizioni e vincoli, cioè alloggi per studenti, edilizia convenzionata per giovani coppie e residenza al servizio delle attività commerciali e degli uffici. Stiamo parlando di una capacità insediativa di max 700 nuovi abitanti. Risulta evidente per tutti che circa 300 alloggi (di cui 170 già previsti da Musella) sono molto meglio che altri due centri commerciali di grosse dimensioni, se l’idea di città è quella sostenibile, sia sul piano ecologico-ambientale che di relazioni sociali. Con questa difficile trattativa abbiamo ottenuto che la proprietà realizzasse a suo carico l'asilo nido, la scuola materna ed elementare e un contributo per la scuola media, inoltre è stato previsto l'arrivo di una facoltà universitaria (l'accademia d'arte NABA).

LE SCUOLE IN DUBBIO
Abbiamo inoltre ottenuto la cessione in proprietà del parcheggio multipiano della nuova fermata del metrò, 5 milioni di euro di oneri in più, la proprietà delle reti strutturali con manutenzione a carico del privato, la realizzazione di una centrale di co-generazione che produrrà energia e ridurrà l'inquinamento (sempre a spese del privato). Sinceramente non crediamo si potesse fare di più stante la situazione oramai compromessa. Siamo oggi molto preoccupati perché la “palla” è tornata nelle mani di Musella (al quinto mandato da Sindaco) che sta cercando di cambiare ancora le cose positive da noi ottenute con tanta fatica (cose che lui non aveva previsto di fare nelle sue delibere e alle quali si era opposto in Consiglio come minoranza).

Infatti, ci risulta che l'attuale amministrazione comunale stia cercando di non far realizzare le strutture scolastiche, mettendo in pericolo anche l'arrivo dell'università. C’è da chiedersi e da chiedere a questa giunta, quale sia l’idea di città che muove le loro scelte: è giusto che una città sia centrata prevalentemente sui luoghi della dimora e del consumo e tralasci la realizzazioni di spazi sociali quali le strutture scolastiche? Obbligando così le nuove famiglie a spostamenti onerosi, con un impatto ambientale dannoso, per consumi e per emissioni di Co2?

Valeria Corbisiero, consigliera comunale dei Verdi di Assago
Claudio De Marco, portavoce dei Verdi di Assago e Buccinasco
 
Dia Milano operazione Parco Sud Assago Buccinasco Cesano Corsico TrezzanoCORSICO - Nel corso degli ultimi giorni abbiamo assistito a un importante operazione della DIA di Milano, del Gico della Guardia di Finanza di Milano e dell’Arma dei Carabinieri di Corsico, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia del Tribunale di Milano (Pm Bocassini, Venditti, Dolci e Sorari) volta a colpire le ramificazioni della cosca Barbaro-Papalia, legata all’ndrangheta, insediatasi da anni sul territorio del Sud Ovest Milanese.

Il Partito Democratico della zona del Corsichese esprime profondo apprezzamento per l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, occasione in cui hanno avuto un ruolo determinante anche gli uomini guidati dal Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Corsico, Ruggero Rugge, noto per avere notevole esperienza nel settore avendo lavorato nelle zone "calde" calabresi. È l’ennesima conferma del fatto che viviamo in un territorio caratterizzato da questi problemi. Siamo quindi sempre più consapevoli dei potenziali rischi che ogni intervento amministrativo, soprattutto di natura edile, può comportare. Auspichiamo vivamente che si apra una fase di dibattito, che deve vedere in prima fila nostro Partito e che deve essere allargato alle istituzione e alla gente. È necessario dedicare l’attenzione dovuta alle infiltrazioni mafiose nel Sud-Ovest affinché non trovino spazio le idee di chi ne minimizza rilievo e pericolosità.

Da parte nostra, inoltre, profonderemo il massimo impegno per far sì che vengano garantiti dalla classe politica locale atteggiamenti di rigore e trasparenza, consci delle attenzioni che le mafie rivolgono al nostro territorio anche in vista dell’importante appuntamento di Expo 2015 e tranquillizzati dalla assidua presenza delle forze dell’ordine a cui garantiamo la nostra collaborazione. Confermiamo infine la nostra adesione e il nostro sostegno alla mobilitazione generale contro le mafie "Milano dice NO", organizzato dai consiglieri comunali aderenti al Comitato Antimafia di Milano che si terrà nel capoluogo lombardo dei giorni 13-14-15 novembre.
 
Ndrangheta: a sinistra Andrea Iorio, a destra Andrea Madaffari. Una donna difende i due imprenditori di CesanoCESANO BOSCONE - "Sono una tra le persone più coinvolte in questa faccenda, a livello intimo. Nessuno ma dico nessuno, mi ha chiesto una qualsiasi cosa o ha sentito la mia voce. Peccato che io c'ero, perchè in questi ultimi due anni sono stata al fianco di uno dei due personaggi di cui sopra, Andrea Madaffari. Ho condiviso con lui molto tempo, l'ho amato con tutta me stessa, ma questo non mi ha mai impedito e non mi impedisce di vedere l'uomo dietro al personaggio, perchè in zona è un personaggio". A scrivere è Maria, nome di fantasia che scegliamo per proteggere l'autrice della lettera che è appena pervenuta alla redazione di www.giornalelibero.com. La donna prende le difese di Andrea Madaffari, vicepresidente del gruppo immobiliare Kreiamo di Cesano Boscone guidato da Alfredo Iorio: si tratta dei due imprenditori arrestati ieri mattina nell'ambito dell'operazione Parco Sud della Direzione investigativa antimafia di Milano.

"E' UN EROE"
"Io mi sono confrontata con l'uomo Andrea Madaffari - continua Maria - l'ho consigliato, guidato e l'ho influenzato come lui ha consigliato, guidato e influenzato me. Ogni giorno aiuto molte persone ad orientarsi. So che ogni uomo è un educatore e data la mia posizione cerco di essere un modello da emulare e così concretamente so di aver contribuito al tutto. Da quando questa faccenda è iniziata, cioè ad aprile con la prima perquisizione, Andrea per proteggermi si è sacrificato. Ha compiuto un gesto nobile anzi direi eroico, perchè nel momento in cui aveva più bisogno del mio conforto e del mio calore mi ha costretto ad allontanarmi, anche se poi visto il profondo legame che oggettivamente esiste non siamo mai riusciti a lasciarci veramente. Andrea è un uomo straordinario, è carismatico, possiede un'intelligenza ed energia difficili da incontrare, è forte e fragile allo stesso tempo. Alfredo Iorio è per me un amico che rispetto e di cui ho ammirato la grande generosità e sensibilità".

"In quanto uomini - continua la lettera - hanno sicuramente le loro imperfezioni, le loro paure, i loro difetti e i loro desideri. Per i loro desideri hanno lottato molto, la loro soddisfazione massima sarebbe stata quella di vederli realizzati, ma mai avrebbero fatto scelte e commesso atti capaci di danneggiare le loro famiglie e far correre dei rischi ai loro figli. Mi domando, cosa dico a fare tutte queste cose? Forse le dico, perchè è giusto che si senta anche un altra verità, la mia. Anche se so che la gente li ha già etichettati come criminali. Non so se servirà dire che sono due persone meravigliose, che mi hanno insegnato molto anzi moltissimo, ma soprattutto che: La differenza é nel Cuore (questo è lo slogan con cui si presentava il gruppo immobiliare Kreiamo di Cesano Boscone, ndr). Perchè? Perchè me lo hanno dimostrato con i fatti, ogni giorno. Ci hanno messo cuore, sudore, sacrifici, lacrime, sonno, soldi, sorrisi e sogni in tutto quello che hanno fatto, nel loro progetto, ma non è stato abbastanza".

VITTIME DEI PREGIUDIZI
La conferenza stampa di ieri, presso la Direzione distrettuale antimafia di Milano"Mi hanno trasmesso cosa significa avere un Obiettivo, uno Scopo trasversale - continua l'autrice della lettera - una Visione, una Missione. Se ci fossero più persone così al mondo, forse le cose sarebbero diverse. In riferimento al commento numero 5 questi tizi (con una Z) avrebbero portato Ricchezza in quanto persone Ricche di contenuti ed energia. Ma questo non è stato possibile, perchè? Perchè c'è il pregiudizio, perchè sono calabresi, perchè sono stati chiaccherati come peggio non si poteva e sulla base di che? Dell'invidia e delle conclusioni affrettate e di superficie". La donna interviene anche sulla vicenda della compravendita del castello di Cusago, sfumata tra maggio e giugno 2009. "Se avessero avuto il giusto credito e il giusto tempo Cusago e il Castello avrebbero trovato nuovo lustro, altro che puzza!! Hanno avuto il coraggio d'inseguire un grande sogno e hanno provato a concretizzarlo, hanno lavorato notte e giorno, hanno dato lavoro e aiuto a molte persone e a molte famiglie. Sono due persone con forti principi e mi rattrista vedere, come con quanta velocità siano stati già indicati come colpevoli. Avanti Savoia - conclude Maria - continuate pure la ricerca della pagliuzza nell'occhio del vostro vicino, ma fatelo consapevoli che nel vostro ce n'è una così grande da rendervi sguerci".
 
Smettiamola con i grilli parlanti nel Consiglio comunale di CorsicoCORSICO - Da diverso tempo, secondo alcuni troppo, nell'aula del Consiglio Comunale, si è instaurata una curiosa consuetudine di presentare numerose mozioni ed ordini del giorno sui più svariati problemi che riguardano le tematiche della vita Nazione e Internazionale. I nostri solerti Consiglieri spaziano dal G8 di Genova, al problema finanziario dei Tremonti-Bond, alle finanze dello Stato Italiano, alla mancata visita del Santo Padre alla Sapienza di Roma, al diffondersi dell'alcolismo fra i giovani, ai diritti civili ed etici passando ovviamente dagli immancabili problemi Internazionali. Ma per i Cittadini di Corsico, davvero sono utili ed hanno un seguito proficuo queste richieste di dibattito e di voto conseguente? Crediamo proprio di no!

A nostro avviso, ci sembra di capire che le ragioni di questa continua logorrea di iniziative alla ricerca della verità, corrispondono a motivazioni molto discutibili, in quanto: moltissime di queste richieste di dibattito sono forzate, volute esplicitamente dalla propria bandierina o Partito di appartenenza per tentare di avere visibilità; quasi mai queste iniziative hanno poi un riscontro ed un prosieguo nelle discussioni, non incidono nella crescita del dibattito fra i Cittadini di Corsico; di fatto in quell'aula, si assiste al ripetuto scimmiottare delle posizioni, dei documenti e delle veline redatte in altre sedi, Regionali o Nazionali; praticamente queste interminabili ore di discussione si svolgono fra l'indifferenza totale dei Cittadini di Corsico. Questa è la cruda realtà. Ma intendiamoci bene, alcuni gli argomenti trattati sono molto importanti e degni di considerazione, ma veramente pensiamo che il modo per informare, approfondire e decidere sia questo? Ma poi decidere che cosa? Un pezzo di carta che nessuno leggerà.

Ma perché non organizzare serate monotematiche sui singoli problemi, aperte ai Cittadini, organizzando un contraddittorio delle varie posizioni, ma fuori dell'aula Comunale? Certo questa prassi presuppone impegno, studio, fatica, organizzazione. Ma per supplire a queste vistose mancanze dei Consiglieri e dei Partiti non possiamo svilire e surrogare l'aula del Consiglio Comunale a questo scopo. La sciatteria ed il pressappochismo che si registra in questi comportamenti non deve passare sotto silenzio. Ma come mai si permette tutto questo, invece di essere informati, analizzare e discutere dei problemi concreti dei Cittadini di Corsico, che sono tanti, si sbanda su velleità personalistiche e di propaganda. A differenza del Grillo parlante di Pinocchio, in questi comportamenti vediamo poco buon senso e poca saggezza , invece molta voglia di apparire ma senza sostanza, atteggiamenti auto-referenziali che non si accorgono dell'indifferenza e del cattivo esempio verso i Cittadini.

Roberto Silvestrini e altri Cittadini di Corsico
 
Raccolta firme di Rifondazione comunista a Corsico in favore degli anzianiCORSICO - Rifondazione Comunista promuove una raccolta di firme affinchè i comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Cusago, Trezzano sul Naviglio sostegno proposte di legge affinché la Regione Lombardia trasferisca fondi ai Comuni per l'assistenza agli anziani non autosufficienti e i famigliari non siano costretti, come oggi, a partecipare al costo delle rette. Già 12 comuni in Lombardia (Bresso, Zanica, Castelleone, Romanengo, Spino d'Adda, Vaiano Cremasco, Brembio, Borghetto Lodigiano, Castiglione d'Adda e Lodivecchio), hanno approvato la proposta di legge di iniziativa comunale sulla autosufficienza. Rifondazione organizza quindi un presidio e una raccolta di firme sabato 31 ottobre, dalle 16 alle 17.30, davanti alla Rsa "Il Naviglio", in via Alzaia Trento 1, a Corsico.

In Lombardia il 70% degli anziani oltre i 78 diventa non autosufficiente. Le famiglie costrette ad assistere in casa o a ricoverare gli anziani sono lasciate sole di fronte a spese ingenti che ne compromettono la stabilità economica. Per una famiglia la retta di una casa di riposo è insostenibile (da 1400 a 2000 euro), anche chi ha la possibilità ti tenere in casa i propri anziani si avvale di una badante regolare spende oltre 1000 euro al mese. La legge 130/200 chiarisce che le rette dei ricoverati nelle strutture per anziani e disabili (RSA-CDI-RSD-CSS) non possono essere caricate sui famigliari, ma solo sui redditi dell’utente e, la parte non coperta sui comuni. La regione Lombardia ha ricevuto dal Governo 44 milioni di euro nel 2008 e 58 nel 2009 per il "Fondo per le non autosufficienze". Ma questi soldi non sono dati ai Comuni perché possano intervenire per coprire le rette.

Rifondazione comunista di Corsico
 
Ufficio di staff del sindaco: per i Verdi sono soldi sprecatiASSAGO - Il "nuovo-vecchio" Sindaco Graziano Musella (Pdl) ha istituito il suo personale "ufficio di Staff". In particolare, si tratta di Andrea De Vecchi, che dovrà coordinare le politiche di comunicazione e occuparsi del sito Internet del Comune di Assago; Paolo Toselli, cui spetterà gestire i rapporti con le società sportive; Antonio Maiorano, che si occuperà delle relazioni tra l'ente e le associazioni culturali; Eugenio Pasquinucci, che offrirà il proprio supporto per l'organizzazione degli eventi culturali; e infine Pierluigi Cerri, che gestirà il coordinamento dello staff del sindaco (?).

Questo scherzetto, utile soltanto a dare un incarico ai propri fedelissimi, costerà oltre 25 mila euro all'anno tra rimborsi spese, oneri, spese gestionali e contributi vari. Ma a cosa serve questo staff, considerato che sono già stati nominati 6 assessori di cui due esterni e quattro consiglieri delegati, per un totale di 11 persone, sindaco compreso? Neppure Milano ha un apparato composto da 16 persone. E' evidente che Il sindaco Musella spreca le risorse pubbliche con una logica politica sbagliata, solo per dare un ruolo ai suoi sostenitori, infatti tutti i "nominati" erano, o candidati nella sua lista, o sostenitori e attivisti del PDL locale. Come Verdi di Assago abbiamo sempre sostenuto l'esigenza di non precare i soldi dei Cittadini, chiediamo quindi che sia subito annullata questa delibera e si destinino questi soldi all'aiuto delle circa 50 famiglie in difficoltà di Assago. Se l’Amministrazione Musella non annullerà il provvedimento ci rivolgeremo alla Corte dei Conti sottoponendo la delibera al giudizio dei Magistrati.

Verdi di Assago e Buccinasco
 
Giambattista Maiorano vs Loris Cereda a BuccinascoBUCCINASCO - "Se davvero si vuole rinnovare la politica e si vuole che essa appaia nel modo più chiaro come un’attività al servizio dei cittadini, la prima cosa che si deve fare è dare valore ai programmi elettorali. La vera moralità di un politico si misura nella sua volontà e capacità a rispettare quanto più possibile gli impegni che ha preso con gli elettori...". Verità sacrosanta. Affermazione che non fa una grinza. Ineccepibile.

Lo ha scritto nel suo editoriale del settembre scorso il nostro Sindaco Loris Cereda. Gli si può dar torto? NO! Parole, parole, parole, soltanto parole… Era il motivetto che ci faceva compagnia ai tempi della nostra giovinezza! Infatti, non basta dirle, se le parole sono vere e sincere vanno testimoniate e, qualora disattese, bisogna trovare il coraggio “morale” di dire ho fallito o almeno cercare plausibili giustificazioni per dimostrare che non si è tradito. Capitava spesso nella prima repubblica. Ma quella esperienza, a detta di tutti, è stata archiviata. E capita frequentemente ancora oggi. Un po’ con tutti, è vero. Come è vero che la situazione più dirompente e rumorosa dovrebbe essere quella di chi si arrampica su termini così impegnativi senza rendersi conto di essere già scivolato nella più ridicola delle situazioni politiche. La memoria, invecchiando, può fare brutti scherzi. Ma, viva Iddio, sono appena trascorsi poco più di due anni e gli opuscoli patinati con programmi e simboli non hanno ancora perso l’odore della stampa. Lo sa bene Cereda come tutti i suoi alleati.

Alleati? Chi? Forse! Perché qui è il dilemma ed il mistero che si preferisce non svelare e tenacemente celare nonostante qualche foglio birichino sbugiardino la pretesa coalizione. Quegli opuscoli presentavano con gli impegni diversi simboli. Forza Italia, A.N., Lista Lanati, Insieme per Buccinasco, Lega Nord, UDC, Partito Pensionati: un sodalizio molto ampio, coriaceo, perfettamente coeso e programmaticamente impegnato a “servire” i cittadini per l’intera durata del mandato. E’ cambiato qualcosa? Molto, per non dire tutto. Qualcuno se ne è accorto? Tanti. Ma ancora di più sono quelli che per scelta voluta, per indifferenza, per assuefazione al clima generale o più semplicemente per menefreghismo puro, preferiscono far finta di nulla, masticare amaro, mandar giù nello stomaco pur sapendo delle negative conseguenze della pesante digestione.

Del Partito Pensionati si è perso traccia già dal giorno successivo alle votazione del maggio 2007. La Lega Nord è stata la prima a congedarsi e tuttavia non è rimasta silenziosa. Ha rimarcato rumorosamente la propria differenza misurando una distanza abissale da Cereda. Poi è arrivato il ben servito alla Lista Lanati: oltre al licenziamento dell’ideatore, l’unico consigliere eletto è passato a F.I. e poi al PDL. Quasi contemporaneamente sorge in Consiglio Comunale, dalle ceneri di A.N., un nuovo gruppo, Alleanza Cittadina, disconosciuta dal partito di origine che ha raccolto i voti alle amministrative e mai entrata nel PDL.

L’UDC si è parecchio defilata, non si vede e non si sente. Infine i consiglieri Rapetti prima e Cardilli poi abbandonano la lista civica Insieme per Buccinasco lasciando a mani vuote l’assessore Patrizia Seghezzi. Si può ancora parlare di forte coesione, di coalizione robusta, di impegni comuni e condivisi, di rispetto degli elettori? La maggioranza è politicamente spacciata e distrutta, in preda al nervosismo peggiore e condizionata dai possibili ricatti che ciascuno dei componenti può fare. Neppure Chi l’ha visto ne rammenta le sembianze. Solo Cereda ed i suoi si trastullano nell’immaginario impossibile portando Buccinasco nel vicolo cieco dei senza idee. Si rimproverava la vecchia Amministrazione accusando i suoi componenti di essere attaccati al potere con la colla. Cosa pensare di questa? Altro che colla, peggio del cemento armato! Sindaco Cereda, sono d’accordo con quanto scrivevi a settembre.

Ti ricordo soltanto che in altri tempi, qualcuno, anche oggi per fortuna, con un po’ di dignità si dimetteva togliendo il disturbo e passando la mano restituendo lo scettro ai cittadini. Ti sei sempre vantato di essere un “prestato” alla politica, tu come altri della tua schiera. Non sorprenderti: hai imparato presto e bene il mestiere, tu come gli altri. Hai e avete superato i maestri. E’ forse questo il nuovo modo di fare politica? Bene, auguri vivissimi: la città può aspettare e i cittadini sono serviti!

Giambattista Maiorano, capogruppo del Partito democratico di Buccinasco
 
Corsico: Il Pdl dimostra di essere il partito dei palazzinariCORSICO - Uno schiaffo alle istituzioni e ai cittadini: non possiamo che definire così la scellerata decisione dei partiti di centrodestra (Pdl, Lega e tre liste civiche) di sottrarsi, anche ieri sera, alla discussione su un tema di straordinaria importanza per la nostra città.

Nel momento in cui l'assessore Giovanni Molisse avrebbe dovuto presentare i contenuti della delibera con la quale la nostra maggioranza ha scelto di non accogliere molti aspetti del Piano casa regionale per evitare speculazioni edilizie selvagge, gli esponenti dell'opposizione hanno abbandonato l'aula del Consiglio comunale. Senza alcuna motivazione. Senza assumersi alcuna responsabilità su una decisione importante per il futuro della nostra città Senza illustrare la loro opinione su una delibera, relativa a una legge regionale, che doveva essere approvata entro e non più tardi del 15 ottobre. Riteniamo questa scellerata decisione l'ennesima dimostrazione di una spregiudicata mancanza di rispetto delle istituzioni, ma anche dei cittadini che hanno eletto loro rappresentanti in Consiglio comunale. Rappresentanti che devono svolgere un ruolo di vigilanza e controllo in modo rigoroso, non come un'armata Brancaleone che, disorientata dalla mancanza di qualche consigliere di maggioranza per motivi personali, coglie l'occasione per tentare di far mancare il numero legale.

Non è così che si amministra una città importante come Corsico. Non è così che si risponde ai problemi dei nostri cittadini. Le chiacchiere e i proclami all'esterno delle sedi istituzionali sono parole al vento se non sono seguite da fatti, da assunzioni di responsabilità da un dovere anche nei confronti degli elettori e delle persone che attendono risposte. L'opposizione di centrodestra avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di dire chiaramente che vuole le speculazioni edilizie, senza alcun controllo, ritenendo non accettabili quegli strumenti di pianificazione che tengono invece conto delle esigenze dei residenti di ciascuna zona della città. Non è questo il modo che intendiamo noi di occuparsi del territorio, di ascoltare le esigenze dei cittadini, di contribuire a migliorare la qualità della vita.

I gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di Corsico
 
Il municipio di Trezzano sul Naviglio, in via IV NovembreTREZZANO SUL NAVIGLIO - Fermamente convinta che, inviando le sanzioni Ici da 103 euro l'amministrazione comunale di Trezzano sul Naviglio ha commesso una grave ingiustizia nei confronti di centinaia e centinaia di cittadini trezzanesi, l'Unione dei Comitati di Trezzano ha deciso di denunciare il fatto all'autorità giudiziaria.

A tale scopo ha consegnato ad un legale milanese tutto il materiale cartaceo e non, atto a predisporre la documentazione che nelle prossime settimane sarà depositata presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Milano. La vicenda scoppiò il 12 gennaio scorso quando, l'Unione dei Comitati di Quartiere di Trezzano ha denunciato l'invio di centinaia di sanzioni a cittadini che pur avendo sempre pagato le tasse e in particolare l'Ici si erano dimenticati di segnalare con un documento scritto l'avvenuto acquisto di un immobile (appartamento, box, cantina ecc.). Pochi giorni dopo il sindaco replicò affermando: "Non siamo di fronte ad alcuna ingiustizia, anzi il nostro è un atto di giustizia ed equità. Dunque mi meraviglia che tra chi ha diffuso queste notizie sbagliate ci siano ex amministratori: loro dovrebbero sapere che si tratta di dispositivi di legge nazionali. Peraltro gli accertamenti in corso, che si riferiscono al periodo dal 1994 in avanti, saranno gli ultimi, perché abbiamo abolito il regolamento approvato dal centrodestra di Trezzano".

Una difesa delle pesanti sanzioni che però non convinse l'Unione, tanto che la stessa associazione di comitati il 4 febbraio protocollò in Comune una lettera con la quale chiese a Giunta e Consiglio Comunale di revocare le sanzioni e restituire ai cittadini i soldi già incassati. Preso atto che nel successivo Consiglio Comunale la sollecitazione non fu neppure presa in considerazione, il 22 febbraio l'Unione recapitò al Difensore Civico una lettera con 9 specifiche richieste sulla legittimità dei provvedimenti assunti dall’amministrazione comunale.

Il 7 aprile il Difensore Civico rispose ai quesiti evidenziando tra l’altro: a) nessuna sanzione può essere stata comminata in base al regolamento entrato in vigore nel gennaio 2003 per violazioni antecedenti tale data. b) Mi risulta inspiegabile che si possa aver sanzionato nel 2008 mancate dichiarazioni relative ad anni antecedenti il 2003, in quanto il periodo di prescrizione è di cinque anni a partire dalla fine dell’anno di riferimento. c) Tenendo conto che non esiste più l’obbligo della dichiarazione ICI se non per ottenere l’eventuale riduzione d’imposta, ritengo sia possibile applicare il concetto del "favor rei". d) Ho chiesto l'intervento del segretario comunale che da una parte ha provveduto a richiedere un parere al Ministero dell'Economia e delle Finanze e, dall'altra, nelle more, ha richiesto alla concessionaria di sospendere l'emanazione di ulteriori sanzioni e di non procedere all'emanazione di ingiunzioni per gli atti già notificati, scaduti ma non ancora saldati.

A questo punto l'invio delle sanzioni venne sospeso creando un’ulteriore ingiustizia in quanto si verificò che cittadini che si erano dimenticati di consegnare il foglio all’ufficio tributi nella stessa settimana o addirittura nello stesso giorno si trovarono su due versanti diametralmente opposti tanto che alcuni si videro costretti a pagare perché ricevettero l’ingiunzione tra il 2008 e l’inizio del 2009, mentre altri non ebbero neppure la sventura di ricevere la lettera con la richiesta di pagamento. L'Unione, da parte sua, da prima auspicò che subentrasse quel pizzico di buon senso tra gli amministratori pubblici che li inducesse a restituire i soldi, poi, visto che parallelamente al trascorrere del tempo, iniziarono anche ad emergere indiscrezioni che ponevano la società appaltatrice in gravissime condizioni economiche e con un debito nei confronti dell'amministrazione comunale di Trezzano che si avvicinava al milione di euro (sembra che la Giunta abbia rinnovato il contratto quando il credito era già vertiginoso) decisero di consultare un legale per verificare l'esistenza dei margini per un ricorso alla Procura della Repubblica; percorso che si completerà nelle prossime settimane con un preciso obbiettivo: tutelare gli interessi delle centinaia di cittadini trezzanesi che hanno dovuto pagare quella pesante sanzione.
 
Nasce a Buccinasco il comitato stradabusBUCCINASCO - La convocazione di un tavolo di lavoro e il ripristino dello Stradabus: sono questi gli obiettivi dell’attività del nascente comitato Stradabus. Nato dopo la soppressione definitiva dell’unico mezzo di trasporto comunale che collegava, in modo diretto e veloce, Buccinasco alla fermata della metropolitana milanese Bisceglie, il comitato chiede ora una risposta “certa, veloce e concreta” ai problemi presentati al Sindaco, al Vice Sindaco, al Presidente e al tecnico dell’Azienda Speciale Buccinasco (che attualmente gestisce il servizio), lo scorso 7 settembre.

Da allora, infatti, il nostro disagio quotidiano prosegue, nonostante l’amministrazione avesse promesso di darci soluzioni alternative nell’arco di pochi giorni. Ma veniamo alla storia. Lo stradabus era stato istituito dalla precedente giunta Carbonera e, nel mese di luglio 2009, in maniera “silente e poco trasparente” è stato tolto, senza neppure avvisare la cittadinanza. Secondo l’attuale amministrazione comunale, infatti, lo Stradabus era un servizio troppo caro visti i pochi utilizzatori ed è stato sostituito con una circolare interna chiamata “Citybus”. Una decisione unilaterale che ha deciso di “tagliare” anche le esigenze di una fascia di cittadinanza. Nella speranza che l’amministrazione torni sui suoi passi, oltre a ribadire l’utilità del veloce collegamento soppresso, evidenziamo una serie di motivazione che, probabilmente quando è stato scelto di cancellare lo stradabus, sono state “dimenticate”.

Oltre alla celerità del servizio che si sposa con la politica della Regione Lombardia che vuole una conciliazione degli orari e dei tempi della città, agevolando spostamenti e servizi in virtù delle necessità dei cittadini, i vantaggi dello stradabus riguardano, anche, la salute pubblica. Il mix chimico e fisico prodotto dall’inquinamento automobilistico è il più micidiale che esista perché continua a produrre sostanze nuove. Incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico e non dell’automobile è un primo passo per avere aria più pulita da respirare ed evitare contemporaneamente il formarsi di code di veicoli negli orari di punta per entrare/uscire dal nostro comune. E’ anche una questione di sicurezza, uno dei punti su cui punta molto il nostro sindaco. Lo stradabus, infatti, era l’unico mezzo che percorreva solamente il territorio di Buccinasco, fornendo il servizio solo ai cittadini buccinaschesi, raggiungendo direttamente Milano/Bisceglie M1.

Questa caratteristica dava una certa tranquillità ai fruitori del servizio che, ben conoscevano i loro compagni di viaggio e che non rischiavano, come avviene sulle linee di trasporto pubblico, di avere a che fare con malviventi, ubriachi o balordi. Inoltre, il mezzo rappresentava una sicurezza anche per i lavoratori della zona industriale che ora in assenza del mezzo sono costretti a percorrere a piedi il ponte Rovido senza alcuna protezione pedonale. Da ultimo ma non per importanza, c’è il risparmio. Dal mese di novembre 2008 con la medesima tessera studenti/lavoratori potevano usufruire anche dello Stradabus senza ulteriore costo economico.

Il comitato Stradabus
utenti.stradabus@alice.it
 
L'incidente mortale all'incrocio Resistenza Foscolo a CorsicoCORSICO - Gentile redazione, vi scrivo in merito all'incidente avvenuto giorni fa qui a Corsico. Avendo letto che più persone invocano una rotonda e ritengono in qualche modo responsabile il Comune, ho sentito il bisogno di protestare contro il solito atteggiamento italiano di non assumersi mai le proprie responsabilità scaricandole su terzi, siano questi le istituzioni (nella fattispecie) o generici "altri". Porto un esempio.

Esattamente a 200 metri dall'incrocio in cui è avvenuto l'incidente c'è l'ingresso al parco: due anni fa il Comune ha realizzato un dosso ben visibile (di colore rosso) per invitare le auto - almeno in quel punto ad altissimo accesso di bambini - a perdere il brutto vizio nostrano di non rispettare la precedenza dei pedoni sulle strisce pedonali (sottolineo nostrano perchè ovunque io sia stato nel mondo, anche in luoghi che noi etichettiamo con sufficienza come "inferiori" al nostro Bel Paese, le macchine si fermano davanti alle strisce). Risultato? La maggioranza degli automobilisti/motociclisti/camionisti/ecc non si ferma. Paradossalmente le più pervicaci in questo atteggiamento sono proprio le donne, che pure dovrebbero essere più sensibili in quanto spesso madri.

Ciò che intendo sottolineare con questo esempio è che le buone infrastrutture sono solo una parte della soluzione: senza un comportamento responsabile da parte di chi guida, gli incidenti (o la probabilità che accadano) continueranno ad esserci. Non voglio entrare nel merito delle colpe di questo particolare incidente perchè non ne conosco la dinamica. Osservo solo che per quanto grandi o stupidi siano gli errori che commettiamo, la morte è sempre una punizione eccessiva. Questo non deve essere però una scusa per invocare l'intervento di qualcun altro, bensì l'occasione per riflettere sul fatto che se tutti ci comportassimo tenendo conto che siamo responsabili (letteralmente: abili a rispondere) delle nostre azioni, la vità sarebbe più semplice e più bella. Ringrazio per l'attenzione.

Daniele Galuppo
 
L'autovelox nell'auto a Fizzonasco di Pieve Emanuele
PIEVE EMANUELE - Nei giorni 25 e 26 agosto, a Fizzonasco, frazione di Pieve Emanuele, in provincia di Milano, già nota per il mare di multe appioppate ai cittadini grazie al T-Red, in via Fizzonasco, si è 'appostata' un'auto munita di autovelox.

L'autovelox nell'auto a Fizzonasco di Pieve EmanueleTale auto non era affatto riconoscibile come vettura in dotazione alla Polizia municipale o ai vigili, in quanto totalmente priva di qualsiasi contrassegno e senza neppure un lampeggiante sul tettuccio: insomma, in tutto e per tutto un'autovettura anonima. Siccome martedì 25 mi sono accorta dell'irregolarità, mercoledì mattina mi sono munita di macchina fotografica digitale. Una volta raggiunta la vettura verde che vedete nelle foto ho parlato con il pubblico ufficiale (che ho ritratto in una foto ma che mi ha raccomandato di non riprendere lui personalmente), comunicandogli che avrei fatto qualche scatto e sarei andata a fondo. Tengo a precisare che il pubblico ufficiale era seduto dentro la vettura, sul sedile posteriore (pertanto invisibile agli automobilisti di passaggio) ed è sceso dalla vettura solo quando mi sono avvcinata per parlare con lui. Caso vule che da quel giorno gli appostamenti sono finiti. In compenso il postino ha consegnato un mare di multe.

Per amore della verità devo ammettere che un cartello che indicava il controllo elettronico della velocità era stato piazzato qualche metro prima della vettura, ma si trattava di un cartello mobile appoggiato sul marciapiede, pertanto non posto alla normale altezza della segnaletica verticale, ma praticamente all'altezza del manto stradale. In ogni caso mi risulta che si possano usare vetture 'anonime', ma che debbano essere corredate di lampeggiante o di qualche contrassegno che le identifichi come vetture in dotazione alla Polizia Municipale.

Lara Castagna

L'autovelox nell'auto a Fizzonasco di Pieve Emanuele
 
Una manifestazione dell'Unione Comitati TrezzanesiTREZZANO SUL NAVIGLIO - Ad oltre due mesi dalla decisione di sindaco e giunta di rendere pubblici i propositi di approvazione degli importanti progetti urbanistici che interessano i quartieri Marchesina, Centro Storico e Zingone, l'Unione dei Comitati ha deciso di rompere gli indugi e far sapere alla cittadinanza come la pensa sui tre dibattuti progetti.

Perché sino ad oggi l’Unione non si era mai espressa sul complesso e discusso progetto della maggioranza? Dopo aver stabilito che i singoli comitati potevano intervenire nel dibattito, come Unione avevamo deciso di aspettare e di esprimerci solo dopo l’approvazione dei tre progetti. Per quale motivo? Semplicemente perché ritenendo assurdo ciò che era stato proposto ci aspettavamo delle consistenti modifiche. Cosa vi ha indotto a cambiare idea e ad intervenire nel dibattito? Due cose: l’affermazione "Userò i tre progetti in campagna elettorale" pronunciata dal sindaco dopo la mancata approvazione in consiglio comunale e le due pagine con le quali il periodico comunale rende celestiali gli interventi che dovrebbero sorgere sulla ex area Demalena, nel Centro Storico e in Via Volta; a fronte di tanta spregiudicatezza non si può continuare a tacere. Quindi il vostro giudizio non è positivo? Affermare che consideriamo semplicemente non positivi i progetti commetteremmo un colossale eufemismo poiché siamo fermamente convinti di trovarci di fronte ad interventi che se realizzati, da una parte comprometterebbero definitivamente il quartiere Marchesina e dall'altra consentirebbero macroscopici vantaggi economici a buona parte dei privati che sono interessati alle tre operazioni.

Queste pesanti affermazioni le avete scritte anche nelle osservazioni che avete presentato al sindaco e protocollato nel mese di agosto? Certamente. Nelle sei pagine di osservazioni abbiamo contestato i molteplici aspetti di carattere tecnico e confutato le scelte di sindaco e assessori sotto il profilo socio politico. Potete farci qualche esempio sul progetto che riguarda l’area ex Demalena? A scanso di equivoci vanno fatte due precisazioni e cioè che ci limiteremo a citare solo alcune delle numerose note negative di questa operazione e che la trasformazione d’uso dell’area da industriale a residenziale non è un obbligo, quindi, nel momento in cui l’amministrazione comunale decide di compiere questo atto che piaccia o non piaccia fa un favore al privato e, quindi, sia gli amministratori pubblici, sia il privato, di questa concessione, devono tenerne conto nel corso della trattativa; cosa, che ci risulta, visto cosa dovrebbe sorgere, che non sia stata fatta.

L'area dell'ex cartiera demalena di Trezzano sul NaviglioDetto questo ci domandiamo come si possa definire paradisiaco un intervento che da una parte metterà definitivamente in ginocchio il quartiere sotto il profilo di viabilità e inquinamento e dall’altra consentirà alla proprietà privata di guadagnare, al netto delle spese, importi di diverse decine di milioni, ribadiamo per chi pensa ad un errore di ortografia, che sono diverse decine di milioni di euro. In cambio dello stratosferico utile del privato, cosa riceverà la collettività? Punti di aggregazione? Un misero locale per la scuola di musica e neppure l’ombra di una struttura scolastica dell’obbligo, (siamo ancora a quelle costruite negli anni '70 e nella materna i bambini dormono in piedi). Viabilità? Tra il costruendo Tr5 e il mega insediamento previsto nella ex Demalena il trascurato e dimenticato quartiere sarà percorso da almeno duemila vetture in più ogni giorno. Inquinamento? Basti segnalare che una buona parte della Marchesina già oggi è classificata con il bollino rosso: "Considerevole pericolo per la salute dei cittadini", figuriamoci quali saranno i livelli di veleno che respireranno i cittadini dopo questa nuova e spaventosa edificazione. A loro, ai signori che esaltano lo scempio poniamo anche alcune domande. Perché ci si limita ad affermare che: "Sorgeranno due palazzi di 16 piani contornati da altri con un minimo di 2-3 piani" e non si dice chiaramente ai cittadini che gli "altri" sono ben dieci, esattamente dieci palazzi, che oscillano tra i tre e i sette piani. Hanno vergogna a dire le cose come stanno?

E ancora, come si fa a spacciare come conquista i 5.254 mq di verde attrezzato (in proporzione alle concessioni rilasciate per l’edificazione dei dodici edifici sono una miseria) e per di più ad avere la sfrontatezza di definirli parco pubblico quando in realtà non saranno altro che un giardino condominiale, (avremmo voluto vedere i ritmi di vendita degli appartamenti dopo le immense colate di cemento armato, se gli urbanisti non avessero previsto un po' di verde tra un palazzo e l’altro). Non solo, ma il millantato parco, incredibilmente, dovrà anche essere curato con i soldi di tutti i cittadini trezzanesi; cittadini, che avranno gli oneri senza poter usufruire dei vantaggi; almeno in passato chi spacciò per parco pubblico quello che poi, ovviamente, divenne un giardino privato, vedi Tr4, ebbe il pudore di prevedere che la manutenzione doveva essere a carico dei condomini; ma probabilmente ai giorni nostri il pudore e la vergogna non esistono più. "Complessivamente, dichiara il sindaco, l’intervento comporta investimenti a carico dell’operatore privato di oltre 9 milioni di euro" dimenticandosi di aggiungere che solo gli oneri, obbligatori per legge, di urbanizzazione primaria e secondaria sono oltre 4 milioni e mezzo e che sempre per legge, chi costruisce deve pagare anche gli standard qualitativi (in questo caso non sono pochi).

L'amianto sull'ex cartiera Demalena di Trezzano sul NaviglioE ancora, "Il comune non spenderà un centesimo, anzi incasserà circa 2 milioni e 600 mila euro", avete capito bene, dopo aver deliberato la trasformazione d’uso dell’area, (senza questa importante concessione il privato non avrebbe mai potuto costruire case su quel terreno) e aver confezionato un progetto che consente allo stesso privato di guadagnare decine di milioni di euro il primo cittadino e tutti coloro che dovessero approvare questa schifezza potranno vantarsi di aver fatto incassare al Comune qualche spicciolo. E sugli altri due interventi quali sono le osservazioni? Che, non riteniamo possibile approvare i due progetti in assenza di un Piano del Governo del Territorio. Fatta questa precisazione, che non è poca cosa, ci sentiamo di aggiungere che, considerato il nulla che l'Amministrazione comunale acquisirà dai privati, giudichiamo dei regali alla proprietà la cessione di aree verdi comunali (una di queste è addirittura tra i pochi parchi pubblici che sorgono nel cuore del quartiere Zingone).

Che la si deve smettere di smerciare per parchi pubblici micro aree verdi (nel centro storico la miseria ingigantita è di 1.458 mq). Che è ora di finirla di vendere, agli occhi dei cittadini, appartamenti di 179 mq. come "Spazi con funzione di sala pubblica". Che sindaco e giunta municipale dovrebbero spiegare ad esempio perché il progetto del centro storico viene definito "Proprietà Salterio" quando invece le proprietà sono due. Insomma, siamo fermamente convinti che, approvando i tre progetti, così come sono stati presentati, l’amministrazione comunale, provocherebbe enormi danni alla collettività e proprio per questo, preso atto che le celestiali affermazioni apparse sul periodico del comune sono esattamente il contrario di quanto pensiamo noi, non escludiamo, nel caso i progetti fossero approvati, di ricorrere ad un terzo e imparziale soggetto: l'aitorità giudiziaria.
 
Il municipio di Rozzano, in piazza FogliaROZZANO - Nella seduta di ieri sera del Consiglio comunale, dove era in discussione l'assestamento di bilancio, la telecamera di Italia dei Valori stava riprendendo i lavori del Consiglio per poi diffonderli via Internet. Il consigliere di maggioranza Anselmo della lista "Uniti per Rozzano" ha chiesto al presidente del Consiglio D'Errico (Pd) che la telecamera fosse spenta "per motivi di privacy". Nonostante le proteste degli attivisti di Italia dei Valori, il presidente D'Errico ha deciso di far spegnere la telecamera, facendo intervenire addirittura i vigili. Dopo circa trenta minuti di discussione gli attivisti di Italia dei Valori hanno spento la telecamera e hanno abbandonato l'aula.

"Quello che è successo è una grave violazione del diritto di informazione dei cittadini. I consiglieri comunali nell'esercizio delle loro funzioni non sono dei privati cittadini e sono tenuti a rendere conto dei loro comportamenti minuto per minuto per minuto. Questo diritto è sancito dalla legge. Il presidente D'Errico si vada a rileggere gli articoli 10 e 38 del testo unico della leggi sull'ordinamento degli enti locali(D.Lgs.n.267/2000) che garantiscono espressamente la pubblicità degli atti e delle sedute del Consiglio comunale. Abbiamo il sospetto che sia arrivato l'ordine dall'alto di zittire l'informazione nei confronti dei cittadini, soprattutto perché era in discussione un riequilibrio di bilancio di oltre 16 milioni di euro coperti in gran parte con le recenti grandi operazioni edilizie, delle quali probabilmente non si vuole far sapere niente.

Non è la prima volta che le telecamere entrano in aula . Da giugno infatti Italia dei Valori ha lanciato in tutta Italia l'iniziativa "Filma il tuo consiglio comunale" e anche il circolo di Rozzano ha aderito, mettendo a disposizione dei cittadini in rete i filmati delle discussioni del consesso rozzanese. Non ci faremo certo intimidire, i cittadini hanno il diritto di sapere, abbiamo già pronto il ricorso al difensore civico e ci stiamo consultando con i nostri legali per mettere in atto tutte le iniziative volte a tutelare il dirtto di informazione.

Emilio Mastropaolo, IdV Rozzano
 
Appello del Comitato No Tangenziale di Magenta al congiliere Roberto PrinaMAGENTA - Abbiamo appreso con preoccupazione nelle scorse settimane dagli organi di stampa che la Provincia di Milano, per voce del presidente Podestà, e addirittura la Presidenza del Consiglio dei Ministri, stanno valutando la possibilità di realizzare un anello esterno alla Tangenziale Ovest di Milano, fra l'innesto della Boffalora-Malpensa e Melegnano-A1, ossia un prolungamento, non richiesto, della tangenziale che da anni andiamo contrastando, quella fra Magenta e la Tangenziale ovest a Cusago.

La posizione dei Comitati No Tangenziale e di alcuni sindaci dei Comuni interessati (Albairate, Cisliano, Cusago, Cassinetta di Lugagnano e Ozzero) è chiara e netta: nè questa nè altre opere del genere sono sostenibili nel nostro territorio. Non sembra essere così per il Partito democratico del Magentino-Abbiatense. Apprendiamo infatti dal bollettino del Pd di Magenta, "Notizie in circolo" del settembre 2009, per voce di Flavio Cislaghi, membro del coordinamento di zona, che un'opera viaria come la Tangenziale Ovest esterna (collegamento fra Boffalora e la A1) porterebbe benefici sia al sistema viabilistico sia alle potenzialità di "sviluppo" della zona. Ci chiediamo e chiediamo al consigliere regionale del Pd Francesco Prina come queste affermazioni si possano conciliare con le prese di posizione da lui stesso assunte in più ambiti rispetto al progetto di collegamento fra Magenta e Cusago, ultimo in ordine di tempo alla conferenza stampa di Bestazzo del 12 settembre 2009.

Chiediamo al consigliere Prina e al Partito democratico di fare chiarezza su questo punto e invitiamo a una riflessione pubblica su questo nuovo progetto, un pericolo per la salvaguardia della campagna del sud-ovest milanese e una minaccia allo stesso Parco agricolo Sud-Milano. Restiamo disponibili a un confronto pubblico assieme al comitato No tangenziale di Magenta, associazioni ambientaliste, agricoltori e e i cittadini che hanno a cuore il futuro del proprio territorio.

Comitato No Tangenziale di Magenta
 
Una protesta davanti ai civici licei serali di MilanoTREZZANO SUL NAVIGLIO - Gentile direttore, sono una studentessa dei Civici Licei Serali di Milano. Abito, come il mio compagno di classe D.L. a Trezzano sul Naviglio e so di una ragazza che abita a Cesano Boscone. Per forza, essendo l'unica scuola serale paritaria di Milano e d'Italia, l'unica alternativa alle scuole private (che non posso permettermi) qui ci sono studenti provenienti da tutto l'hinterland milanese e da fuori Milano. Docenti e studenti, in assemblea permanente, non si arrendono alla chiusura di questa scuola, si tratta di battersi contro una ingiustizia del tutto priva di logica.

PERCHE'?
Qui si tratta di salvare l'istruzione pubblica. La Lega Nord ha presentato una interrogazione all'assessora Mariolina Moioli per conoscere cosa fosse successo esattamente alle scuole Civiche Paritarie, perché fossero state chiuse e se c'era possibilità di riaprirle. Intanto si prosegue nell'organizzazione dell'occupazione, delle proteste fuori e dentro la scuola, del coinvolgimento di personaggi famosi (Roberto Bolle è un ex studente delle scuole serali di piazza XXV Aprile). Stabilire le motivazioni della chiusura è impresa ostica: la Moioli ha negato ogni causa di ordine economico, senza però saper fornire altro tipo di spiegazione. Si può chiudere una scuola senza un perché? La decisione del Comune umilia 200 studenti (ci sono anche gli Istituti Tecnici) e 30 docenti di ruolo che perdono la cattedra. Gli studenti smetteranno di studiare. Si tratta per la maggior parte di persone che saranno inserite nel mondo senza avere i mezzi necessari. E' lo studio che offre gli strumenti per affrontare la vita. Questi studenti non diplomati non troveranno lavoro e saranno a carico dei Servizi sociali e degli anziani genitori.

"I meritevoli privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi": questa bella frase resta dunque solo una bella frase. L'articolo 34 della nostra Costituzione, il protocollo europeo di Lisbona e il Manifesto del merito lanciato dal Sindaco Moratti, sono mortificati da un suo assessore. Non è un bene per la collettività questa chiusura. Meglio sarebbe combattere semianalfabetismo e dispersione scolastica e non crediamo che la chiusura di una scuola così importante porterà a un risultato apprezzabile in tal senso. L'assessora alla Famiglia, Scuola e politiche Sociali, Mariolina Moioli lo definiscono "riordino delle Scuole Civiche Paritarie del Comune".

E' esattamente come se noi, volendo riordinare casa nostra, usassimo il metodo giapponese del feng shui e gettassimo via ogni oggetto per poi ricostruire daccapo la nostra esistenza, che detto così effettivamente suona molto poetico. "Caro Ex Studente la informo che la Sua classe non verrà attivata, perciò vada pure in Segreteria a richiedere il rimborso della quota d'iscrizione al prossimo anno scolastico, perché per Lei il viaggio verso il Diploma è finito. Ma siccome La vediamo molto arrabbiato Le proponiamo varie alternative, una più scema dell'altra". Gli iscritti per ogni classe dovrebbero essere 22 (ma perché proprio 22, numero doppio fa molto "cabala"). Solo lo scorso anno però, nella seduta del 19 settembre 2008, la giunta comunale aveva stabilito in 8 il numero minimo di iscritti. Tale numero è forse sembrato troppo facilmente raggiungibile...

SITUAZIONE GRAVE
Qui la situazione è grave: non è diverso che se stesse chiudendo una fabbrica. Qua c'è da far comprendere a certe persone, che occupano certe poltrone,che non possono rovinare l'esistenza delle persone, cercando di far passare la cosa sotto silenzio, o peggio, cercando di convincere la pubblica opinione della bontà delle scelte effettuate. Sono stati utilizzati mezzi infidi, come assemblee a fine luglio,decisioni finali prese a fine agosto; la promozione della nostra scuola è sempre stata scarsa, ma negli ultimi anni è stata inesistente. Certo il Comune non voleva nemmeno che si sapesse dell'esistenza di una simile istituzione, Così i professori, persone di alta istruzione, hanno dovuto fare i facchini, trasportando chili di manifesti e volantini e gli studenti hanno tolto tempo allo studio per promuovere in giro per Milano una scuola che rappresenta per loro una speranza per il futuro.

Il Comune dovrà restituire oltre 35mila euro agli studenti che hanno già pagato l'iscrizione e spendere denaro per riqualificare i circa 30 docenti di ruolo che smetteranno di insegnare e pagare un bel numero di risarcimenti danno: 7mila euro x 142 studenti. Il tavolo interistituzionale per valutare le potenzialità delle esperienze maturate nell'ambito delle Civiche scuole serali, discussione alla quale avrebbero dovuto partecipare l'Ufficio scolastico regionale e provinciale, i Consiglieri comunali, le Oo.Ss. non è stato concesso. Gli insegnati che si sono offerti di lavorare gratis sono stati scherniti, la scuola è stata ripetutamente offesa con l'appellativo di "diplomificio". Non mi sembra poco.

Valentina Bufano
 
Ignazio MarinoCORSICO - I sostenitori del Sud Ovest Milanese della mozione "Vivi il Pd, cambia l'Italia", che presenta Ignazio Marino candidato alla segreteria Nazionale del Partito Democratico, e Vittorio Angiolini, candidato alla segretaria regionale della Lombardia, vogliono dare una buona notizia agli elettori del Partito Democratico e a tutti i cittadini e cittadine: l'alternativa c'è. Un'alternativa non solo agli altri candidati, ma un'alternativa al passato.

È il momento di evitare di sbagliare ancora una volta. Diciamo noi per primi “basta all’indecisione”. Negli ultimi anni l’incapacità di fare scelte nette, non ci ha dato la forza di rappresentare un’alternativa alla destre. La candidatura di Ignazio Marino si caratterizza per discontinuità e per la chiarezza delle proprie proposte. Dice Sì ad un partito federale, che dia spazio ai circoli e ai territori, No alle correnti. Sì ad un partito aperto alla partecipazione dei cittadini; Sì alle primarie e alla valutazione del lavoro svolto a tutti i livelli. Sì ad un partito trasparente, ad un partito riformista anche di se stesso, con regole comprensibili, semplici, rispettate da tutti. Sì ad un partito con respiro maggioritario, con alleanze definite a partire dai propri valori e proposte. Sì, ad un sistema elettorale con collegio uninominale che rende protagonista della scelta l’elettore e non le oligarchie di partito. Sì ad un partito in cui si pratica ciò che si dice. Sì ad un partito ed uno Stato laico; Sì ad un partito che combatte la mafia. Sì a servizi pubblici più efficienti, soprattutto a quelli strategici per il nostro futuro: istruzione e sanità.

E poi ancora Sì ai diritti: dei nuovi italiani, dei migranti, delle donne, delle coppie di fatto, etero o omosessuali, dei diversamente abili, dei giovani e degli anziani. Sì a regole chiare per l’immigrazione; Sì alle unioni civili, Sì al testamento biologico. Sì al contratto unico, al salario minimo garantito, al reddito di solidarietà; alle pari opportunità e al merito. Sì all’energia rinnovabile, alla libertà di stampa. No al nucleare; No ai respingimenti, No a leggi come la Fini-Bossi, la legge Cirielli, la legge Berlusconi sul falso in bilancio e il lodo Alfano. Noi sosteniamo Marino perché vogliamo fissare, una volta per tutte, alcuni punti irrinunciabili nell'identità del Partito Democratico. Noi vogliamo che Marino venga eletto segretario del Pd perché vogliamo che anche l'Italia abbia l’opportunità di cambiare.

I sostenitori del sudovest milanese della mozione Marino (Pd)
 
Milano Mortara: prosegue la battaglia del Comitato di CorsicoCORSICO - La notizia del treno deragliato in viale Monza, uscito dai binari e finito nel cortile di una casa, ci preoccupa enormemente, visto che già segue i fatti di Viareggio. Quando i cittadini di Corsico hanno posto il problema relativo al raddoppio della Milano Mortara, anche in termini di sicurezza, proponendo l'interramento dei binari, ci è stato assicurato che non sarebbe mai potuto accadere.

Invece oggi guardiamo molto preoccuati i binari che passano a livello della strada, vicino ai cortili, ai parcheggi, ai palazzi. Visto che i binari non sono né interrati né sopraelevati. E non corrono nella sperduta campagna lombarda. Siamo in piena città. Al confine con Milano Zona Lorenteggio. Nel quartiere di Corsico vivono ben 7.000 persone. E nella vicina Trezzano sul Naviglio la linea passa addirittura attraverso l'industria chimica Brenntag. Pericolosissimo. Sono quasi 4 anni che i cittadini di Corsico si battono a favore di un raddoppio della linea che sia ambientalmente compatibile, valorizzi il territorio invece di degradarlo, permettendo ai numerosi residenti di continuare a vivere in tranquillità. L'interramento dei binari sarebbe stata la soluzione ideale. E avrebbe dato maggiore sicurezza anche ai cittadini. Ma purtroppo non siamo riusciti a convincere chi di dovere, in Regione e al Ministero.

IL PROGETTO DEL POLITECNICO
Il progetto del Politecnico era troppo all'avanguardia, a quanto pare. Troppo illuminato. Era un problema di soldi, ci hanno detto. E i soldi non ci sono, almeno per noi. Zona di confine, di periferia. Terra di nessuno. Meglio sprecarli altrove. I lavori di raddoppio continuano e sembrano a buon punto, hanno anche scelto un colore molto di moda per la pensilina, l'anno fatta lilla. A quanto pare si tengono al passo più con le ultime tendenze cromatiche, molto fashion, che non con le ultime novità in termini di tutela ambientale e Mi-Mo: le barriere antirumore così come previste dal progetto del Politecnico di Milanosicurezza, visto che altrove in Europa interrare è normale, oppure si usano binari speciali che non fanno sentire alcun rumore. Invece noi cittadini corsichesi ancora non sappiamo che soluzioni Rfi-Italferr intenda adottare per contenere il problema del rumore, delle vibrazioni, e come venga trattato il tema sicurezza.

Delle 57 prescrizioni del Ministero dell Ambiente realtive alla via del 2002, sottoscritte dalla Regione Lombardia, che dovevano esser risolte ante operam, ancora noi semplici cittadini non conosciamo come siano state effettivamente risolte. Se sono state risolte. Quel che è certo è che adesso siamo da tempo nel post operam, visto l'avanzato stato dei lavori di raddoppio e la realizzazione della stazione di Corsico. E ci piacerebbe sapere quale sarà il futuro della nostra città e cosa verrà realizzato per evitare che i 200 treni che adesso sono previsti (giorno e notte) passino calmi calmi e si scongiuri la fatalità di deragliamenti, poco importa se per errore umano o tecnico. Sappiamo che la Magistatura sta attualmente indagando.

L'ESPOSTO
Diverse persone sono state ascoltate in quanto informate sui fatti. Inizia a dare qualche frutto l'esposto presentato oltre un anno fa da parte del Comitato Cittadino. E la raccolta fondi condotta pubblicamente prima dell'estate ha permesso di saldare finalmente l'avvocato. E dobbiamo davvero ringraziare i molti cittadini che hanno contribuito con generose offerte. Ma non siamo stupiti, perchè anche se non si fa più l'interramento dei binari, questo non significa che i cittadini abbiano rinunciato a tutelare i loro diritti. E a pretendere che il raddoppio dei binari sia fatto nel migliore dei modi possibili. I cittadini di Corsico continuano a guardare i treni che passano, a sentirli ogni tanto suonare, anche a tarda sera (chiedendosi perchè), e a sentire lo stridio e gli assordanti rumori dei lavori notturni. Ma non stanno solo a guardare. Stanno attenti. E aspettano. Aspettano che sia fatta giustizia. Prima o poi. E di poter andar fieri della loro nuova Stazione Ferroviaria e della loro bella città.

Comitato linea ferroviaria Milano-Mortara (Corsico)
 
Peppino ImpastatoROZZANO - Come già accaduto a luglio per la campagna "La lunga marcia della Memoria", abbiamo deciso di aderire alla campagna lanciata dall'associazione Dasud "La lunga marcia per Peppino Impastato". Questa iniziativa, a carattere nazionale, nasce dalla necessità di rispondere al sindaco di Ponteranica (Bergamo) e al suo gesto scellerato di togliere l'intitolazione della biblioteca a Peppino Impastato.

Ciò che rende ancora più aberrante il gesto è la sua giustificazione, per il sindaco di Ponteranica Peppino era solo un "terrone" e la mafia non è affar dei cittadini bergamaschi. Non possiamo accettare questa visione delle cose, Peppino è un uomo ucciso da un potere, quello mafioso, ingiusto e violento che ha combattuto perchè credeva in un mondo diverso, in un mondo equo. Per questi motivi, nel pomeriggio, dalle ore 16 alle ore 16.30, ci troveremo di fronte alla Biblioteca e Centro Culturale Cascina Grande di Rozzano per reintitolarla simbolicamente a Peppino. Per ricordare a tutti chi è Peppino Impastato, per ricordare che l'intolleranza è solo una guerra fra poveri e per urlare ancora una volta che "la mafia è una montagna di merda".

Francesco Pota
associazione Rozzano Rossa

 

 
Il municipio di Robecco sul NaviglioROBECCO SUL NAVIGLIO - La sera del 14 settembre 2009 il sindaco Giuseppe Zanoni mi ha espulso dal Consiglio Comunale richiesto dalle minoranze, sulla questione Arcalgas. Il tutto è successo nell'arco di un breve momento quando il Sindaco, rispondendo in maniera sibillina a una domanda della Capogruppo della Lega Galletti, il pubblico in sala, tra l'altro numeroso ha mugugnato abbastanza sonoramente.

Tra i mugugnatori c'era anche la scrivente, che non ha fatto altro che dire al vicino un suo veloce pensiero, ma ahimè il Sindaco mi ha vista, chissà perché proprio io e non il resto del pubblico in sala! Il Sindaco dichiara "Agente, accompagni fuori la signora". Quando mi sono vista arrivare l'agente vicino e mi ha invitata a uscire mi sono veramente sorpresa e allora alzandomi in piedi ho detto: "Io e perché?". E il Sindaco: "Perché lei sta disturbando la seduta". Io, sorpresa, rispondo: "E tutti gli altri che hanno mugugnato?". "Che escano anche loro", ribadisce il Sindaco. Ma in effetti solo io ho lasciato la sala.

Che la simpatia per le donne in politica del nostro Sig. Sindaco, non è grande è lì da vedersi, qualche donna nelle sue giunte precedenti ha dovuto lasciare il suo posto e altre come me hanno dovuto lasciare l'aula. Io non sono molto addentro nei regolamenti ma non vorrei dire nulla di sbagliato affermando che, prima di arrivare a un atto di espulsione dalla sala consigliare forse, sarebbe servito prima un richiamo, che nel caso in questione doveva essere fatto a tutti e non solo alla scrivente.

Esiste anche la possibilità che il Sindaco lasci l'aula per qualche minuto per calmare gli animi, poi fare un richiamo e come ultima arma l'espulsione di una o più persone o il proscioglimento del Consiglio. Devo dire di aver preso questo atteggiamento con molta filosofia, anche se un po' dei miei diritti sono stati lesi, ma tornando a casa in macchina ridevo e dicevo fra me: "Cavolo non sono mai stata espulsa a scuola, sono arrivata a 53 anni per essere espulsa dal Sindaco in consiglio, non ho capito se sto invecchiando o ringiovanendo". Fatto sta che i miei sogni di democrazia e di alta etica della politica sono stati ancora una volta mandati in fumo.

Loredana Michelon
 
Fizzonasco di Pieve EmanuelePIEVE EMANUELE - Spett. redazione, mi rivolgo nuovamente a voi, nella speranza di far sentire la nostra voce. La scorsa volta siete stati così cortesi da dare spazio alla mia lettera, commentandola anche positivamente. Spero che possa accadere di nuovo.

POCO VERDE
Qualche riflessione sulla frazione Fizzonasco, di Pieve Emanuele: è un "dormitorio di lusso", non me ne vogliano gli abitanti, io stessa ci abito. Non ci si può fare nulla, sono case, case, case...ognuna ha il suo piccolo giardino ma verde pubblico nulla, un piccolo parco per i bambini e basta. Il rapporto spazio costruito-spazio verde, nullo. Neanche un'aiuola. Io ho un cane, non so dove portarlo e non vivo nel centro di Milano. L'area cani ora è penosa e lontana da casa mia. Sto parlando di un cane ma, comunque, ha le sue necessità di muoversi e camminare, perché i cani non sono solo produttori di escrementi. Lo carico in auto due volte al giorno e lo porto a milano3 o a Rozzano, non ho alternative.

L'USO DELL'AUTO
Quindi in auto per il lavoro, in auto per tutto: cane, spesa, svago... Questo è un esempio ma non valutatelo banale, per introdurre il problema: l'uso dell'auto. Qui per qualunque necessità bisogna spostarsi in auto. I nostri amministratori cosa fanno? Ci penalizzano negli spostamenti!! Da qualche tempo è comparso il limite di velocità a 30 km orari in via Fizzonasco, da semaforo a semaforo, tutto il tratto di attraversamento esterno. Andare a 30 all'ora è praticamente impossibile, ci ho provato, non riesco, scivolo sui 40. Devo guardare la strada o il contachilometri? Se non metteranno dei rallentatori che aiutino ad andare così piano, sarà impossibile farlo. Se verrà posto l'autovelox ci saranno un mare di multe. Un pedaggio per uscire ed entrare? E chi passa più volte al giorno? Ora poi si dice che verrà ripristinato il T-red. Esaminiamo la collocazione della telecamera posta al semaforo che incrocia via Molise. E' un semaforo che sulla destra ha la campagna, è seguito da un altro semaforo a brevissima distanza ed in mezzo c'è una svolta a destra.

INCUBO T-RED
Quando scatta il rosso si attiva solo la freccia per girare a sinistra, in via Molise. Chi anche passasse col giallo-rosso (perché è davvero un attimo che intercorre tra uno e l'altro), si fermerebbe tranquillamente al semaforo successivo, allora perché non mettere la telecamera a quel semaforo? La sola cosa che riesco a pensare è: per fare cassa, come del resto è successo. Altra riflessione: è un punto così pericoloso da richiedere una telecamera? No, assolutamente no. Non sono mai successi incidenti, se non banali. Io ho visto dei tamponamenti dovuti a chi bloccava al giallo a causa della telecamera, ma il giallo sarebbe fatto per scorrere, così insegano a scuola guida. Non è una contraddizione?! La telecamera serve a dare multe ai tapini che fanno sempre quella strada per andare al lavoro, perché lo spericolato che passa una tantum ci sarà comunque e di una multa non gli importerà nulla.

POSTEGGI
Non barattiamo per sicurezza quello che sicurezza non è ma altro. Tutti vanno nella direzione delle rotonde, basta guardare Pieve stesso, poi Rozzano dove non c'è più un semaforo. Le rotonde sono le più scorrevoli e sicure, non per niente tutti le adottano. Invece in quei 500 metri che servono per entrare e uscire da Fizzonasco c'è il dazio. A cosa dobbiamo questo trattamento di favore? Velocemente un altro problema ma non da poco e sempre collegato: in via Grandi la sera non si sa dove parcheggiare. Tutti abbiamo un box e almeno due auto. I parcheggi sono pochissimi in confronto ai residenti. Cosa si fa?! Anche questo sarà un problema da risolvere. Grazie e scusate la lunghezza ma era indispensabile per chiarire.

Giulia C.
 
Peppino Impastato e la querella della biblioteca di PonteranicaPIEVE EMANUELE - Buongiorno Signor Sindaco di Ponteranica (Bergamo), Sig.Cristiano Aldegani, sono un cittadino italiano e abito in un paese (Pieve Emanuele, in provincia di Milano) la cui piazza principale è intitolata proprio alla figura di Peppino Impastato e, soprattutto, a quello che Lui ha rappresentato (e continua a rappresentare, per i meno smemorati e/o disattenti) nella lotta al tumore mafioso che sta consumando l'Italia dall'interno, come lei potrà concordare anche solo leggendo una sua qualunque biografia come: http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato

E se anche il mio paese dista quasi 1.600 Km da Cinisi, credo sarà altrettanto d'accordo che rimangono pur sempre un'inezia rispetto ai 150 milioni di Km che separano entrambi i nostri ridenti paesi dallo stesso indispensabile sole che splende dalle mie, e dalle sue, finestre quando ci alziamo la mattina. Proprio dopo la colazione di stamani, ho letto (incredulo!) in internet la decisione della Sua amministrazione di predisporre tra i primi atti ritenuti importanti per la Sua città, addirittura di rimuovere la targa di intitolazione della Vs. biblioteca civica alla stessa figura di Peppino Impastato che, evidentemente, altre sensibilità prima del Suo arrivo avevano invece deciso di ricordare proprio con l'intitolazione del luogo di cultura per eccellenza della biblioteca. La stessa (e sola) cultura che modella gli "istinti di pancia" (che invero procurano anche voti a qualche formazione politica), verso la più lungimirante "ragione" che porta, per esempio, a commemorare coloro i quali meritano di essere ricordati per l'impatto sociale dell'azione svolta e non per la latitudine dove hanno operato le loro nobili gesta.

Peppino Impastato e la querella della biblioteca di PonteranicaMi creda signor Sindaco, anche nel mio paese ci sono figure altrettanto degne come è sicuramente da Lei la figura di Giancarlo Baggi (scomparso 9 anni fa) a cui potrà intitolare la biblioteca Impastato (e mi scuserà se la chiamo così...) solo nel 2010, visto che esiste una legge che vieta di intitolare edifici a una persona scomparsa da meno di dieci anni. Non so se per Sua/Vostra distrazione o ignoranza di tale disposizione, ma ciò rende ancora più inspiegabile l'attuale frettolosa rimozione, che sicuramente i suoi voti potranno anche permetterLe ma il punto è un altro: vincere le elezioni NON significa instaurare un quinquennio di decisioni unilaterali in cui le sensibilità precedenti vengono annullate. E non è neppure una questione di latitudine e/o di campanile signor Sindaco, poiché anche in natura la diversità è il FONDAMENTO di qualunque ecosistema che altrimenti, semplicemente, non esisterebbe come ben sanno studiosi della vita e biologi di qualunque partito.

Per essere "pratici" come piace (anche!) a Voi leghisti, pensi che a Pieve Emanuele (paese con più del doppio degli abitanti di Ponteranica) la piazza centrale del paese è stata intitolata a Peppino Impastato da un'amministrazione precedente, mentre l'anno scorso è stato solennemente celebrato il 30° dell'assassinio di Impastato con un'altra amministrazione di colore opposto... Nel rispetto delle vittime di mafia (che anche i suoi onesti concittadini compiangeranno), abbia dunque la cortesia di ripensare in chiave diversa le intitolazioni a un martire di quella mafia che NON è solo un problema meridionale visto che proprio al nord trova lo sbocco delle attività illecite per cui Peppino Impastato (indipendentemente dal diverso partito e/o campanile a cui apparteneva, di cui nulla c'importa) ha dato la sua VITA! Sincere cordialità a Lei e ai Suoi concittadini, Sindaco Aldegani

Alessandro Diano, da Pieve Emanuele (MI)
 
Un paesaggio austriacoALBAIRATE - Ho trascorso qualche giorno in Austria pedalando sulla ciclabile di Mozart e lungo l'Alpen Strabe in Baviera, immergendomi, pochi chilometri al di là del Brennero in un…"mondo a parte". Piste ciclabili ovunque, immerse nella natura ma anche lungo le strade statali, molto semplici ed economiche con piccoli sottopassi che spostano i ciclisti a destra o a sinistra della strada principale o che sfruttano le strade poderali o le corsie riservate agli autobus o ancora i marciapiedi, molto più larghi dei nostri.

In questi casi pedoni e ciclisti convivono con intelligenza e da ogni parte il ciclista sembra essere favorito nella mobilità. Ovunque si trovano rastrelliere per le bici, anche queste semplici e poco costose. Le zone pedonali ed escluse all'auto privata sono estese a tal punto da farmi immaginare che noi italiani siamo completamente emarginati in Europa nel nostro modo di spostarci e cosa ancor più grave nel progettare le infrastrutture del futuro. Il paesaggio che i "paladini nostrani" o "gli scomodi cretini", nella azzeccata definizione di Maria Giulia Crespi, si ostinano a difendere qui da noi in Italia, là è integro e regala spazi di chilometri tra una cittadina e l’altra,senza lo sfregio dei centri commerciali e della cartellonistica pubblicitaria.

Gli spazi aperti della ruralità sono aumentati dalla quasi totale assenza di recinzioni, da cancelli, da quelle barriere, che nella nostra vita quotidiana continuiamo ad erigere in difesa dei nostri spazi privati. Le attività artigianali e commerciali sono mirabilmente inseriti nell’architettura locale e a chi può essere allergico allo "stile Tirolese" dirò che ho trovato impianti sportivi ricoperti con tetti trasformati in prati, o campi da golf la cui unica recinzione era il filo che delimita i pascoli. In circa trecento chilometri percorsi ho contato solo tre bottigliette di plastica e mi è capitato di entrare ,uscendo da un bosco,in una cava,ed uscirne senza neanche incontrare una sbarra. Ettari ed ettari di prati e pascoli con piccole stalle che vantano un marchio Austria Bio, ospitalità diffusa con piccole Gasthof, zimmer e agriturismi dove la concorrenza tiene bassi i prezzi ed evita il consumo di territorio con le seconde e terze case chiuse nei nostri centri turistici per buona parte dell'anno.

NUMERI A CONFRONTO
L'attenzione ambientale ,da una parte, e la mancanza dei richiami pressanti al consumismo di tanti popoli europei, non possono non far riflettere ancora una volta sulla povertà culturale dei modelli dello sviluppo italiano dell’ultimo decennio. L'Italia detiene il TRISTE PRIMATO europeo per densità automobilistica con 60 auto ogni 100 abitanti , seconda nel mondo dietro agli U.S.A!!!!! e conta circa 1200 chilometri di piste ciclabili degne di questo nome. L’Austria, con una superficie grande come il nord Italia, ne conta circa 3000, altrettanto ne ha la Svizzera e addirittura 35.000 la Germania. L'Austria è al primo posto in Europa per quota di merci trasportate per abitante attraverso la ferrovia,e senza avere l'alta velocità vanta un servizio tra i più efficienti in Europa,con treni che dispongono sempre di un vagone per il trasporto bici a cui è assicurata una riduzione del 50 % del costo del biglietto.

Se vogliamo continuare a considerare il P.I.L. come indice di progresso troviamo sempre l'Austria al quarto posto in Europa, e avendo da anni investito nel settore delle energie rinnovabili conquista il primato della produzione nel solare termico esportando il 70% della sua produzione. Singolarità che ho trovato studiando Piste ciclabili in Austriaun po' di statistiche su Internet, è l'attenzione che ai temi ambientali riserva anche la Chiesa cattolica in questo paese. Da quattro anni ,durante la Quaresima, i preti sollecitano i fedeli a compiere il DIGIUNO dall’AUTO!!!!!!!! Invogliandoli a contribuire alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica per raggiungere i parametri fissati dal protocollo di Kyoto. Di tali parametri il governo italiano non sembra preoccuparsene molto, visto che stiamo accumulando un debito di oltre 3,6 milioni di euro al giorno per lo sforamento delle emissioni rispetto all'obiettivo prefissato.

Nel 2008, infatti, le stime del Kyoto Club, rilevano in Italia un aumento del 6% al posto di una diminuzione richiesta del 20% circa entro il 2012. Paesi virtuosi e non certo sottosviluppati come la Germania, hanno in anticipo già raggiunto i parametri fissati dal protocollo, avendo già ridotto del 22,4% le proprie emissioni. Di fronte a questi semplici dati non è possibile continuare a credere che l'idea di sviluppo che ci propinano quotidianamente migliorerà la vita dei nostri figli, né tantomeno ci avvicinerà a un'Europa che si fa sempre più lontana e irraggiungibile. Spesso più di tante parole contano i fatti e allora nel nostro piccolo in tanti scomodi cretini continueremo a contrastare il progetto Anas, proseguimento della Boffalora - Malpensa, auspicando che qualche nostro amministratore si spinga a pedalare al di là del Brennero...

Renata Lovati
Cascina Isola Maria di Albairate
 
Una delle proiezioni dei Soliti Ignoti a Bestazzo (Cisliano)CISLIANO - Visto l’articolo "Dopo il cinema all’aperto, nuove iniziative per tutti", apparso sulle pagine dell'ultimo numero del periodico comunale Vivere Cisliano, e le molte voci che da qualche mese tormentano le nostre orecchie, ci sentiamo in dovere, soprattutto verso i nostri spettatori, di chiarire definitivamente la nostra posizione.

Il cineforum estivo della nostra associazione è stato organizzato in collaborazione con la biblioteca di Bestazzo, in modo da dare visibilità alla stessa e di animare le serate della frazione. Siamo invece estranei all'organizzazione del cineforum estivo comunale, che diversamente dallo scorso anno, non ci ha visto collaborare con l'Amministrazione, nemmeno nella selezione dei film. Non possiamo quindi assumerci alcuna responsabilità nei confronti di quanti hanno criticato la scelta della pellicola "Burning after reading", proiettata a Bestazzo, e nemmeno della scarsa affluenza in alcune proiezioni.

Smentiamo inoltre di essere stati finanziati per la cifra di 3 mila euro, in quanto non abbiamo mai ricevuto alcun tipo di finanziamento pubblico nei cinque anni di attività, da nessuna Amministrazione. Con estremo rammarico e molta delusione dobbiamo sottolineare alcuni aspetti dell'articolo apparso sul numero di settembre di Vivere Cisliano, dove appare una nostra foto ritoccata digitalmente, scattata durante la proiezione di "The Millionaire". Nell'originale si nota infatti chiaramente sullo schermo il titolo del film che è stato cancellato nell'immagine del periodico comunale.

DOMANDE ALL'AMMINISTRAZIONE
Qual è il motivo che ha spinto l'Amministrazione comunale o il responsabile dell'articolo a una tale manipolazione? Cosa ne pensa il direttore del periodico di questa mancanza di rispetto? Com'è giustificabile questa astrusa scelta? Constatiamo comunque che il nostro comunicato estivo sulle serate di Bestazzo ha notevolmente influenzato e ispirato l'autore dell'articolo del periodico Vivere Cisliano… E' questa la trasparenza con cui si vuole comunicare con i cittadini? Che fine ha fatto l'articolo preparato dalla nostra associazione, in accordo con il Sindaco, sull'attività dei prossimi mesi? Perché non è stato pubblicato? Perché nessuno ci ha avvisati prima?

Associazione Cineforum I soliti ignoti

Le fotografie a confronto
 
Cancellato l'evento gay friendly ad Abbiategrasso: lo sdegno del Pd della zona di CorsicoABBIATEGRASSO - Gentile Direttore, leggendo il Suo giornale, mi sono imbattuto nella notizia dell'annullamento della serata gay ad Abbiategrasso e vorrei esprimere il mio parere sulla querelle. La vicenda, dai contorni non chiari, è comunque preoccupante e pone il Sindaco del Pdl, che apprendo da Lei essere membro di Comunione e Liberazione, di fronte alla necessità di ulteriori e necessari chiarimenti.

Innanzitutto deve chiarire di non aver in alcun modo ostacolato la realizzazione dell'iniziativa. In più, di fronte ai preoccupanti episodi di aggressione subiti dagli omosessuali negli ultimi tempi, è auspicabile che il Primo Cittadino esprima solidarietà a una delle "categorie" in assoluto fra le più discriminate del nostro Paese e che si faccia promotore di un evento gay sul territorio abbiatense a breve. Questo atteggiamento è necessario per illuminare quella zona d’ombra che il fallimento dell’iniziativa ha alimentato.

Colgo l'occasione per esprimere apprezzamento alla Sua testata per aver sollevato il problema: è compito delle istituzioni tornare a ragionare sui gay nella società italiana, garantendo loro protezione e quei diritti che l’attuale Governo, per questioni esclusivamente ideologiche, non vuole riconoscergli. Per capire qual è l’orientamento generale, basta leggere le imbarazzanti interviste che il Ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha rilasciato recentemente e che sono state riprese da centinaia di siti Internet.

Alfredo Simone Negri, coordinatore del Pd per la zona del Corsichese
 
Lavori sull'asfalto della Binasco - MelegnanoBINASCO - Niente da dire, le varie amministrazioni stanno dando prova di incredibile lungimiranza e capacità gestionale… Dopo un agosto tranquillo, con pochissime macchine in giro e traffico praticamente inesistente, ecco che si è aspettato il ritorno in massa della gente dalle ferie per aprire non uno, ma due cantieri per il rifacimento del manto stradale sulla "Binasca", con annesso senso unico alternato.

Io, come penso, del resto, tutti i lavoratori che, come me, sono costretti sulla Binasco - Melegnano, tutte le mattine, non posso che ringraziare per questo colpo di genio programmatico. Ma costava tanto fare i lavori una settimana prima quando le strade erano vuote?

Cordialmente
Marco Cattalini

 

 
Una Tangenziale nei parchi del sud Milano?CISLIANO - Collaborare significa voler progredire per la difesa e valorizzazione del territorio contro la cementificazione selvaggia. È quanto è accaduto dallo scorso dicembre in provincia di Milano, dove diversi sindaci hanno creato un fronte compatto per salvaguardare le aree verdi e pregiate del Parco Agricolo Sud Milano e del Parco del Ticino.

Sono diventati l’ultimo baluardo contro l’avanzata del cemento, la conurbazione che cancella paesaggi, storie e identità dei singoli paesi, la costruzione di grandi e costose infrastrutture che spesso non servono alla comunità. La situazione è radicalmente cambiata dal 17 dicembre del 2008 quando il Consiglio di Amministrazione dell’Anas (l’ente nazionale che gestisce le strade) ha approvato e avviato le relative procedure del progetto definitivo riguardante il collegamento tra l’ex strada statale 11 "Padana Superiore", a Magenta, e la Tangenziale Ovest di Milano, all’altezza di Cusago. Si tratta di un’opera di notevole impatto ambientale, costosa ma soprattutto inutile. Dall’inizio del 2009 i sindaci Luigi Tarantola (Albairate), Emilio Simonini (Cisliano) e Luigi Cairati (Cusago) hanno iniziato a collaborare in maniera diversa, assumendo una posizione chiara, forte e condivisa contro il progetto e iniziando a sviluppare sinergie volte a difendere e valorizzare il territorio.

UN "NO", TANTI PERCHE'
Tutto questo con la consapevolezza di non poter contare sul sostegno degli enti istituzionali superiori come la Regione Lombardia (da sempre favorevole alla superstrada), la Provincia di Milano e il Parco Agricolo Sud (che hanno tentennato per lungo tempo) e il Parco del Ticino (la cui presidente si è espressa chiaramente a favore). Non hanno creato il "Partito del no" o "Il Partito dei comunisti", come qualche "furbetto del Ticino" ha in malafede cercato di far credere contando anche sul sostegno di certa stampa locale palesemente favorevole alle nuove colate di cemento. I tre sindaci invece hanno promosso un fronte compatto e politicamente trasversale che si è schierato senza tentennare dalla parte del territorio e della comunità locale. Un fronte che, oltre ai ricorsi al Tar (quando sono necessari) e alle manifestazioni di protesta, ha iniziato a parlare con una voce sola nelle competenti sedi istituzionali. Mentre in passato ogni sindaco da solo e, quindi, in una situazione di debolezza politica, cercava di ottenere delle compensazioni per il proprio comune.

Emilio Simonini, ideatore del fronte contro il progetto AnasNei mesi successivi i sindaci hanno messo sotto scacco Anas e in generale tutti i fautori della nuova tangenziale, esprimendo parere contrario al progetto, spiegandone le ragioni e chiedendo la ricerca di alternative sostenibili per risolvere il problema della mobilità, difendere e valorizzare il territorio. Hanno convocato consigli comunali aperti, conferenze stampa e riunioni per spiegare che il progetto preliminare della superstrada, seppure approvato in via definitiva lo scorso dicembre, è di difficile realizzazione, sia per la mancanza di adeguate risorse economiche e la recessione economica, sia perché sono profondamente mutate le condizioni generali globali. In passato la strada doveva essere funzionale allo sviluppo dell'aerostazione Malpensa, oramai sempre più ridimensionata. Adesso si giustifica come risposta alle esigenze di mobilità legate ad Expo 2015, la manifestazione internazionale su alimentazione e sostenibilità che poco ha a che fare con nuove colate di cemento nel Parco Agricolo Sud Milano. I tre sindaci hanno anche suggerito la riqualificazione e il potenziamento della strada provinciale 114, analogamente a quanto fatto nel tratto tra Cusago e la Tangenziale Ovest di Milano. Sarebbe un semplice raddoppio a raso di basso impatto ambientale ed economicamente sostenibile.

LA CONTROPROPOSTA
È iniziata in questa maniera, semplice e spontanea, una forte collaborazione intercomunale che è stata condivisa dai sindaci Alvaro Luigi Galli (Ozzero) e Domenico Finiguerra (Cassinetta di Lugagnano) che invero ha sempre tenuto con coerenza una posizione di assoluta contrarietà al Progetto Anas ma anche a qualsiasi altra nuova strada nel territorio. Prima delle elezioni amministrative dello scorso giugno, avevano aderito anche i Comuni di Robecco sul Naviglio e di Boffalora sopra Ticino: poi il sindaco del primo (confermato dagli elettori) ha preferito muoversi autonomamente compiendo scelte diverse, mentre il sindaco del secondo è cambiato (anche di colore politico) e ancora oggi non si conosce qual è la sua posizione sul progetto. Nonostante il cambio dei sindaci a Cusago (con Daniela Pallazzoli) e ad Ozzero (con Willie Chiodini), questi due Comuni hanno mantenuto l’adesione al fronte per la difesa e valorizzazione del territorio. Sulla stessa linea si sono schierate le associazioni di categoria degli agricoltori, associazioni e importanti realtà come il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano). La contrarietà al progetto è frutto di una chiara e netta posizione di buon senso tesa alla difesa del territorio. Non potrebbe essere altrimenti considerando che l’Anas ha progettato un’infrastruttura inutile e costosa che devasta un paesaggio pregiato, comporta consumo di suolo, compromette la qualità della vita dei cittadini e di molte attività produttive in prevalenza agricole.

E IL CIPE TACE
Un'immagine del Parco Agricolo Sud MilanoCon esclusione del recente periodo elettorale, i sindaci hanno continuato a promuovere nel territorio azioni di sensibilizzazione e condivisione, per rendere possibile l’elaborazione e l’attuazione di un progetto alternativo a basso impatto ambientale. Si attende ancora di conoscere la posizione ufficiale e definitiva del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), in merito al Progetto dell’Anas. Una decisione importante che tarda ad arrivare e che sembra avvolta dal mistero. Ma indipendentemente dalla scelta del Cipe, una cosa è certa: la situazione rispetto al 2008 è radicalmente cambiata. Adesso esiste un fronte compatto e deciso a difendere fino in fondo gli interessi del territorio e della popolazione locale. Di cosa è stato fatto finora e di quello che si continuerà a fare nei prossimi mesi se ne discuterà il prossimo 12 settembre, in occasione della manifestazione intercomunale organizzata nel borgo agricolo di Bestazzo, per la difesa e valorizzazione di un territorio pregiato, ricco di saperi e sapori tipici della campagna lombarda. L’iniziativa è organizzata dai Comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Cusago e Ozzero e si articolerà in una giornata ricca di eventi nelle strade di Bestazzo.

LA MANIFESTAZIONE DEL 12 SETTEMBRE
Lo scopo è di coinvolgere i cittadini e tutte quelle realtà istituzionali e associative che vogliono conoscere, tutelare e difendere un territorio di forte tradizione agricola. Interverranno sindaci, ambientalisti, giornalisti ed esperti per discutere di valide proposte alternative per un vero sviluppo sostenibile. La manifestazione inizierà alle 15. Nel borgo di Bestazzo saranno allestite diverse isole tematiche: area conferenze, aree ristoro (risotto) e degustazione di prodotti locali (salumi e formaggi), area mercatini biologici e del commercio equo e solidale; area giochi per bambini. Nel corso della giornata i sindaci terranno una conferenza stampa aperta al pubblico e sarà presentato anche il progetto “Terre dei Fontanili” del Politecnico di Milano. In chiusura verrà proiettato il film "Oil Crash Movie", un documentario sulla dipendenza dal petrolio della società moderna, l’esaurimento dell’oro nero e la necessità di fonti energetiche alternative. Alla manifestazione, organizzata dai cinque comuni e intitolata “Insieme per il Territorio”, hanno aderito, tra gli altri: Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano), WWF, Politecnico di Milano, Coldiretti, Confagricoltura, Cia - Confederazione Italiana Agricoltori, Legambiente, Vas - Verdi, Ambiente e Società, Comitati No Tangenziale, Pro Loco comunali.

I Comuni di Albairate, Cassinetta, Cisliano, Cusago e Ozzero
 
Il municipio di Pieve Emanuele: crisi di maggioranza nella giunta Pinto?PIEVE EMANUELE - A due anni dall'insediamento, la maggioranza di Pinto si spacca definitivamente. Un gruppo di cinque consiglieri comunali di maggioranza (An, Fi e Udc), richiedono al sindaco la modifica dell'articolo 8 dello statuto comunale. Questo articolo tratta la delicata materia delle pari opportunità e prevede l’obbligo di rappresentanza in giunta di ciascun sesso per almeno un minimo di 3 assessori.

Il Sindaco Pinto infatti si avvale della collaborazione di tre assessori donna: De Curtis, Bozzini, Prencipe. La maggioranza di Pinto vorrebbe eliminare questo obbligo ... e forse qualche assessora ? Nel mese di Luglio viene depositata al protocollo una richiesta al Sindaco Pinto (da parte di 5 consiglieri di maggioranza) di portare in consiglio comunale la modifica dell'art. 8 dello statuto. Per modificare lo statuto, è previsto che il punto debba essere votato con maggioranza qualificata. Al primo tentativo, nella seduta di consiglio convocata per il 27 luglio, Pinto, pur incassando il voto, dai "nobili principi", di Angelone (Insieme per Pieve, partito di opposizione), tra i banchi della maggioranza non trova il voto favorevole del gruppo Pieve che Verrà (Obino e Zappia), che attraverso la dichiarazione del capogruppo lamenta "giochetti" poco chiari all'interno della maggioranza e si astiene dalla votazione. Al secondo tentativo, nella seduta di consiglio comunale del 4 agosto, ancora una volta la maggioranza non ha i numeri necessari; Angelone, consigliere di opposizione, che nel consiglio comunale precedente aveva votato a favore, risulta assente, così come Zappia e Obino del gruppo Pieve che Verrà.

Al terzo tentativo, nella seduta di consiglio comunale del 28 agosto, stante l'assenza dei consiglieri di maggioranza Obino e Zappia, le sorti della delibera sono rimesse nelle mani del consigliere Angelone, in quale, in una surreale atmosfera di “trilling”, vota contro la modifica, raggelando la maggioranza tutta, che, definitivamente, deve incassare la sconfitta. I consiglieri di maggioranza richiedono, con richiesta scritta al Sindaco, di modificare un articolo dello statuto; tutto ciò è segno che qualcosa non funziona. E' evidente che i consiglieri di maggioranza, facendo una richiesta scritta, hanno voluto obbligare Pinto a portare questa modifica in consiglio comunale. E' una forzatura che viene fatta al Sindaco dai suoi stessi consiglieri. La maggioranza chiede una modifica allo statuto e poi non ha i numeri per approvarla. Ormai è chiaro a tutti a Pieve in questi anni siamo passati dal governo del “fare” del centrosinistra, alla spartizione partitocratrica e clientelare del centrodestra, il consiglio comunale sta sfiorando il ridicolo. L’assenza di alcuni consiglieri di maggioranza (Obino e Zappia di Pieve che Verrà) ha fatto si che il Sindaco non avesse i numeri sufficienti per approvare la modifica.

E' evidente che politicamente PDL e UDC hanno deciso di mettere alle strette il Sindaco e che il gruppo consigliare Pieve che Verrà, così come dichiarato dallo stesso capogruppo Obino nel consiglio comunale del 27 luglio: “non partecipa a certi giochi” ma ormai secondo noi, sono fuori anche dalla maggioranza. Il Sindaco deve dare le dimissioni e ammettere davanti alla cittadinanza che è per lui impossibile governare. Negli ultimi 3 consigli comunali ha perso la maggioranza e quindi non ha più consiglieri comunali sufficienti per governare. E' palese che la maggioranza sia spaccata; il tentativo di modifica allo statuto dimostra che ci sia l'intento dei partiti di sostituire alcuni assessori donna. Ora tutta la cittadinanza ha la prova che il Sindaco non può governare ... troppi galli nel pollaio ... e vedremo cosa si inventerà Pinto per accontentare i partiti desiderosi delle poltrone attualmente occupate dalle tre donne. Il Sindaco Pinto, dopo le sconfitte incassate negli ultimi 3 consigli comunali dovrà ammettere che la sua maggioranza ha grossi problemi.

Tutti litigano con tutti... consiglieri contro assessori ... assessori contro il Sindaco ... segretari di partito contro assessori, sindaco e consiglieri. La situazione è veramente pesante ormai. Non c’è un progetto condiviso e il fatto che alcuni consiglieri di maggioranza facciano una richiesta al sindaco da discutere in consiglio comunale e poi non riescano ad approvarla perché non hanno i numeri è un palese segnale di sgretolamento della maggioranza. Quanto accaduto negli ultimi consigli comunali è un segnale politico gravissimo per una maggioranza che dice di governare il paese. Il Sindaco Pinto è stritolato dai partiti, che evidentemente non riescono ad andare d’accordo nemmeno su questioni che dovrebbero essere concordate precedentemente la discussione in consiglio comunale. Il fatto che venga fatta una richiesta scritta significa che questa maggioranza non si parla e vuole governare utilizzando i "giochi di potere" dei numeri, ma tutto ciò non ha funzionato.

I gruppi d'opposizione del Pd, Prc e de La Sinistra di Pieve Emanuele
 
Prostituzione su Binasca e Valtidone: la Lega di Pieve chiama a raccoltaPIEVE EMANUELE - Carissimi, molti di voi avranno notato come, negli ultimi giorni, chissà per quale motivo... le Sp. Binasca e Valtidone appaiono quasi completamente libere dalle prostitute. Ma noi vogliamo dei segnali concreti e non delle illusioni. Vogliamo che le istituzioni si interessino seriamente alla problematica, non vogliamo più passare su quelle strade, magari coi nostri bambini, e far vedere loro quello scempio!!!

E quindi abbiamo deciso di mandare un segnale concreto, megafonante, forte. Vogliamo fare sentire la nostra voce alle televisioni che interverranno, ai giornali, in modo che chi deve sapere sappia che siamo davvero arrabbiati! Dobbiamo essere da esempio per chi vive, in Italia, la nostra stessa situazione, in modo che anche loro si facciano sentire come stiamo facendo noi. In modo che chi di dovere legiferi in modo da porre fine a questo degrado. Non vogliamo polemizzare su di chi sono le colpe, ecc. Vogliamo solo far sentire la nostra voce, in modo pacifico e portare alla ribalta un problema serio.

LA MANIFESTAZIONE DEL 18 SETTEMBRE
Il 18 settembre quindi abbiamo deciso di fare una fiaccolata lungo le vie del degrado, insieme ai cittadini di tutti i Comuni interessati dal fenomeno. Ed è davvero importante partecipare numerosissimi!!! Più saremo e più ci ascolteranno. Alla fiaccolata, che partirà da Pieve Emanuele (MI) in Via dei Pini angolo Sp. Nuova Vigentina il 18 settembre alle ore 21, saranno presenti anche gli On.li Mario Borghezio, Marco Rondini, il Sen. Roberto Mura e l'Ass. della Regione Lombardia Davide Boni. Ci aspettiamo quindi una vostra larghissima partecipazione ad un evento come questo che non ha precedenti. Vi preghiamo di diffondere il più possibile questo messaggio. Nei prossimi giorni nei Comuni interessati dal problema saranno affissi manifesti di avviso dell'evento.

Un Caro Saluto a tutti
Pier Paolo Antonelli, segretario Lega Nord Pieve Emanuele
 
Un manifestante del corteo anti cemento sull'ex cartiera Demalena di Trezzano sul NaviglioTREZZANO SUL NAVIGLIO - Nel mese di dicembre 2008, quando l'unione dei comitati di quartiere trezzanesi ed in particolare quello della Marchesina, organizzò una manifestazione di protesta contro il ventilato progetto di edificare a 'dismisura' nell’area dell'ex cartiera Demalena, sita nel cuore del quartiere Marchesina, il nostro Sindaco rilasciò ai giornali rassicuranti dichiarazioni in merito, accusando tra l'altro i comitati di "fare tanto rumore sul nulla".

Peccato, però, che al 22 di luglio la signora Scundi, in accordo con la sua giunta, abbia deliberato di avviare la procedura prevista per la presentazione ed eventuale sua successiva approvazione, di un progetto che prevede, guarda caso, di edificare nell'area in questione per circa 93.000 mc, di cui 72.000 mc a destinazione residenziale libera, 8.000 mc circa a destinazione residenziale convenzionata, 13.000 mc circa a destinazione terziaria-commerciale (quindi con un indice di 3,5 che equivale, all’incirca, alla costruzione di due torri di 16 piani ciascuno, per un numero di circa 350 appartamenti!!!). A questo si aggiunge che il termine indicato entro cui fare pervenire eventuali osservazioni e proposte al progetto preliminare presentato, è stato fissato entro il 27 agosto.

LE CONTROPROPOSTE
Demalena: la manifestazione anti cemento svoltasi a Trezzano sul NaviglioIn considerazione di quanto sopra esposto non possiamo che pensare che si sia cercato il periodo estivo per rendere difficoltosa la presentazione di eventuali osservazioni in merito. Il Comitato ritiene che l'area in questione vada riqualificata ma con un ridimensionamento dell'indice proposto dalla proprietà, che debba essere eseguita - contrariamente a quanto richiesto - la VAS (valutazione ambientale strategica) che verifichi e accerti i significativi effetti sull'ambiente che un simile progetto, in termini di aumentato inquinamento da traffico veicolare e ricadute sulla salute, impatto sulla già precaria viabilità della zona, assenza di adeguate infrastrutture ect ect, potrebbe avere. Riteniamo che in questa nostra richiesta il sig. Sindaco debba essere dalla parte dei suoi concittadini, e che non possa subordinare agli interessi economici della proprietà la qualità di vita dei residenti.

Comitato di Quartiere Marchesina - TR3
 
Il centro commerciale Fiordaliso di RozzanoROZZANO - Mai era successo un preavviso di così pochi giorni. Solo il 4 agosto, poco prima della chiusura, alle 22, a noi operatori del centro commerciale Fiordaliso di Rozzano è stata comunicata l'apertura straordinaria il giorno 15 agosto.

Nessuna possibilità di ribattere, siamo alle solite per chi lavora non c'è pace. Questa è la lettera che ho inviato al caro sindaco: "Egregio sindaco, volevo mostrarle il mio dispiacere per come ha trattato la questione Fiordaliso, com'è possibile dare il consenso di aprire il 15 agosto? Non ritiene questo centro aperto già abbastanza, tutti i giorni dalle 9 alle 22! Non pensa alle famiglie di chi lavora qui? Se lei non crede nel valore della famiglia e dello stare insieme e uniti c'è ancora chi ci crede, qui sono tutte madri e padri di famiglia, le dico sinceramente che dovrebbe vergognarsi! Io me ne vergognerei di una decisione simile ma probabilmente chi si comporta come lei non ha cuore, quindi non spreco più parole"...

Silvia, commessa disperata
 
Un bus AtmPIEVE EMANUELE - Egregio direttore, i miei genitori abitano a Pieve Emanuele in via delle Rose e ci chiediamo tutti per quale motivo il prolungamento della linea 222, l'unica diretta verso Milano, non abbia interessato anche il quartiere di via delle Rose, i cui abitanti si vedono costretti a utilizzare DUE MEZZI (con conseguente disagio per le persone anziane, nonché perdita di tempo per tutti) per recarsi o tornare da Milano.

Di fatto non è vero come sbandierato sui giornali che tutti i quartieri di Pieve Emanuele sono ora collegati con Milano. Come al solito ci si dimentica di via delle Rose, ma i cittadini di via delle Rose non dimenticano quanto non si fa per loro. Distinti saluti

Francesca Lombardi
 
Cani: a Lacchiarella servono più controlliLACCHIARELLA - Egregio direttore, abito e lavoro a Lacchiarella da decenni. Vorrei che questo paese diventasse più europeo e civilizzato. Mi spiego: A) Ci sono prostitute all'inizio del paese, anche di giorno. B) I cani sono ancora liberi di sporcare i marciapiedi (paletta e sacco?!).

E' possibile chiedere al dott. Acerbi, considerando che finalmente ha fatto mettere in piazza i cartelli "vietato calpestare le aiuole", di proseguire in questo senso?

Grazie
R.P.
 
Una sala giochiALBAIRATE - Per l'ennesima volta i residenti hanno assalito fisicamente i ragazzi che si recano nella sala giochi del centro per prendere da mangiare. Il locale in questione è dotato di macchinette self-service, per bevande analcoliche e pizza.

Da quel che so, su richiesta dei residenti, i vigili hanno fatto dei controlli, e la sala giochi è in regola al 100% con le licenze. Qualche sera fa un ragazzo (minorenne) è stato rincorso da un adulto che ha tentato di sferrargli un calcio. Questo è successo intorno alle 23. In precedenza erano intervenuti addirittura cinque adulti armati di bastoni.

Per una volta sono stati i ragazzi a chiamare i carabinieri. Sul posto c'era anche il titolare del locale. Mi risulta che i giovani aggrediti abbiano manifestato la volontà di sporgere denuncia. Premetto che la sala è frequentata anche da mio figlio, e qualora venisse malmenato, non saprei quale potrebbe essere la mia reazione. Da oggi il locale è in ferie, fra un mese si ricomincia!

Buona giornata a tutti
Lettera firmata
 
Contatore del gas e bolletteROBECCO SUL NAVIGLIO - A distanza di un anno dalla notizia del via alle indagini su presunte irregolarità nell’appalto del servizio di erogazione del gas metano in alcuni Comuni di Lombardia ed Emilia Romagna, sindaco e giunta del Comune di Robecco sul Naviglio vengono nuovamente coinvolti - a mezzo stampa - in un'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Milano.

L'Amministrazione di Robecco, suo malgrado, è perciò nuovamente costretta a ribadire con assoluta forza e piena convinzione la totale estraneità a ogni atto illecito, irregolare o contrario alle legge. Abbiamo sempre agito nella più totale trasparenza. Vogliamo ribadire che l’assegnazione è avvenuta mediante un regolare bando di gara, di cui la giunta ed il Consiglio comunale hanno espresso un formale atto di indirizzo, delegando poi ad una Commissione lo svolgimento della gara e la successiva assegnazione ad Arcalgas. Il sindaco e la giunta non hanno in alcun modo influito sull’esito della gara, la cui procedura è avvenuta in maniera limpida e trasparente, tanto che nessuno dei partecipanti ha inteso ricorrere contro l’aggiudicazione ad Arcalgas.

Respingiamo nella maniera più decisa qualsivoglia ipotesi di turbativa o di altri comportamenti illegittimi. Ribadiamo la nostra piena estraneità ai reati di cui si parla: siamo persone perbene, e in questa vicenda ci sentiamo casomai parte lesa. Ancora una volta, infatti, abbiamo appreso della richiesta di rinvio a giudizio formulata da due Pubblici Ministeri solo dalla stampa: una gogna mediatica a cui siamo stati sottoposti senza alcun riguardo, e che ci costringerà a tutelare la nostra immagine ed onorabilità in tutte le sedi giudiziarie competenti, qualora fossero diffuse altre notizie infondate o inesatte sull’indagine avviata dalla Procura di Milano.

La giunta, il sindaco ed il Comune di Robecco non hanno nulla da nascondere: abbiamo cercato sempre di agire nel solo interesse della comunità robecchese, e siamo sicuri che le indagini accerteranno l’infondatezza delle accuse a nostro carico. Attendiamo con serenità di poter dimostrare, dinanzi al Giudice per le Udienze Preliminari, la nostra correttezza. Abbiamo peraltro già depositato una memoria difensiva che ricostruisce, passo dopo passo, l’iter che portò all’assegnazione dell’appalto alla società Arcalgas. Giova infatti ribadire che nel 2003, approssimandosi la scadenza del contratto con Arcalgas, l’Amministrazione in carica affidò ad uno studio legale la predisposizione di un nuovo accordo. Nel 2004 entrava in carica la prima giunta retta dal sindaco Giuseppe Zanoni. Nel 2005, alla scadenza del contratto, il Consiglio comunale di Robecco ha regolarmente deliberato di indire un bando di gara pubblico per il servizio di erogazione del gas.

La giunta Zanoni determinò allora i criteri della gara, tenendo conto dell’accordo formalizzato nel 2003: l’indagine in corso è incentrata esattamente su questo elemento, ossia se nel 2005 si sarebbe o meno dovuto tener conto dell’accordo stipulato o meno. La vicenda giudiziaria nella quale siamo coinvolti si basa perciò unicamente sull’interpretazione di una norma di legge. Dal canto nostro non possiamo far altro che rivendicare la linearità del percorso politico ed amministrativo adottato nella vicenda Arcalgas. Serenamente, confortati dalla nostra coscienza di uomini prima che di politici, attendiamo il pronunciamento degli organi competenti.

L'Amministrazione Comunale di Robecco sul Naviglio
 
Beppe Grillo si propone come il nuovo BerlinguerCORSICO - Non mi unisco al coro di "No" che sta accompagnando la paventata candidatura di Beppe Grillo a segretario del Partito Democratico. Sono ben conscio del pericolo che tale mossa dell’ex comico possa essere il solito tentativo per provocare e che, come dice un "candidato vero" come Pierluigi Bersani, Grillo veda il "PD come un autobus, su cui salire, fare un giretto e scendere".

PERCHE' NO
Ciò detto, però, non posso esimermi dal fare alcune considerazioni. Innanzitutto sono convinto che da un punto di vista giornalistico, faccia molto più parlare di sé un'eventuale esclusione di Grillo piuttosto che la sua corsa a segretario. E considerando la stampa italiana, anche di fronte a un fatto di così bassa importanza, è facile intuire che questa sarebbe usata contro l’immagine del Partito Democratico. La "paura del Grillo" è chiaramente più legata al polverone e ai tumulti che può sollevare nel corso del congresso che all’esiguo risultato che potrebbe conseguire. Infatti, pur popolare, è lecito dubitare delle sue doti politiche. Inoltre, e si tratta di particolari che scopro mentre scrivo questo commento leggendo la pagina a lui dedicata su Wikipedia, non ne emerge una figura cristallina. Citerò solo questo aspetto: Grillo è pregiudicato per omicidio colposo, avendo causato la morte di più persone durante un incidente stradale. E' lecito che un pregiudicato corra per la segreteria del PD? Accanto a queste considerazioni, però, ci sono anche lati positivi della vicenda che vorrei far emergere e che mi portano a dire: "Ben venga".

PERCHE' SI'
Alfredo Simone Negri, coordinatore del Pd nel sudovest milaneseIntanto Grillo si rivolge e vuole candidarsi nel Partito Democratico, segno che, nonostante tutte le critiche mosse, si sente per qualche motivo vicino a questo parte politica. Non so se l’ex comico abbia mai avuto in tasca una tessera politica; oggi è disponibile a iscriversi al PD. Vuol dire che, pur tra le mille e più critiche che muove, ritiene che è proprio da questo terreno che possa nascere una speranza per l’Italia. Grillo è stato etichettato come simbolo dell’antipolitica: un'assegnazione su cui sono d'accordo solo in parte. Sicuramente non può passare come antipolitica, come invece si fa sempre più spesso, l’esigenza di maggiore onestà e sobrietà da parte delle nostre classi dirigenti. Anzi, sono assolutamente convinto che la questione morale sia assolutamente centrale e che nel PD se n’è discusso ancora troppo poco. Non perché nelle fila del Partito Democratico esista un'emergenza da questo punto di vista, ma perché io auspico che il mio partito eccella e si segnali per probità, per trasparenza e per sobrietà.

QUESTIONE MORALE
In questi termini l’ex comico genovese porterebbe sicuramente un contributo. Non dimentichiamoci che tra le nostre fila annoveriamo ancora esponenti che, a volerne parlar bene, sono rappresentanti di un modo vetusto di fare politica. Su tutti penso a Bassolino e alla Campania. Infine, penso a Piazza Navona e a quanta gente è in grado di mobilitare il nostro polemista. Il PD, nei suoi movimenti centripeti, si è sempre chiesto come intercettare il voto moderato, fallendo in buona parte. Ma non ci si è mai chiesti su come raccogliere il voto di un’ampia fetta della popolazione delusa dalla politica, d’ispirazione di sinistra, di cui uno come Grillo è l’epigono e che o vota Di Pietro o non va a votare. Mi chiedo: non è che imbarcando questo personaggio, il Partito Democratico si renda più interessante agli occhi di quelle persone? Non è forse anche questa un’occasione per recuperare alla politica tanta gente che non ci crede più?

Alfredo Simone Negri
Coordinatore di zona del Pd
 
BUCCINASCO - Il 10 luglio, in clima ormai vacanziero, il sito della Comunità che il Sindaco pro tempore gestisce come cosa propria, se ne esce con un sintetico trattatello che ha l’intento palese di dare dignità al "pensiero nero", utilizzando qualche espediente di maniera.

Non sostiene la verità del negazionismo (l’invenzione o l’esagerazione del fenomeno shoà); semplicemente elencando le posizioni degli uni e degli altri, le presenta diciamo così pariteticamente; entrambe degne di approfondimento. Tutto ciò per legittimarne la propaganda, una presentazione all’interno della Casa Comune. Ecco come si conclude l’anonimo (ma in questo caso l’assenza di firma significa la piena condivisione del gestore, cioè del Sindaco): ……….

"I negazionisti considerano tali leggi (cioè il divieto di diffusione e propaganda del negazionismo, ndr) come un mezzo di limitare la libertà di parola, e propugnano l'idea per la quale esista un enorme complotto per il quale gli storici siano succubi del "credo olocaustico", difeso in molti paesi con la forza della legge, eterodiretta dai poteri ebraici o comunque filosemiti. Un tema attuale anche in questi giorni, ne parliamo qui all'interno del palazzo comunale". Non firmato (quindi attribuibile al nostro Sindaco), per quanto è dato sapere una proposta autonoma non discussa; certamente non proposta in Consiglio Comunale, nella quale si preannuncia una iniziativa / evento nei locali della Comunità.

Julius Evola, filosofo noto per i suoi studi sulla razzaSgombriamo subito il campo da vittimismi di maniera: il Cittadino Loris Cereda è libero di pensare e sostenere anche cose del genere, di promuovere a proprie spese e di propria iniziativa incontri con altri che la pensano come lui, invitando coloro che fossero interessanti ad informarsene. Affari suoi e della sua coscienza di Cittadino. Alla Istituzione, al Sindaco non è consentito: presentare su un mezzo della Comunità idee che sono apertamente contrarie alla Carta Costituzionale (sulla quale dovrebbe avere giurato fedeltà e rispetto); non gli è consentito mettere a disposizione mezzi, locali e la sede istituzionale della Comunità per iniziative come quella qui presentata (gratuiti o a pagamento).

Da Cittadino chiedo quindi ai rappresentanti della Comunità: ai membri della Giunta: di prendere pubblicamente le distanze dalla improvvida iniziativa del Sindaco, chiedendogli: a) l'eliminazione del testo dal sito del Comune (libero lui di proporlo come Cittadino dove vuole e dove ci sia chi è disposto ad accoglierlo); b) che venga esclusa una iniziativa quale qui presentata, se non discussa ed approvata nei suoi contenuti dal Consiglio Comunale; ai membri del Consiglio Comunale: la convocazione urgente e la discussione sulla vicenda, diffidando dal procedere nella iniziativa, proponendo una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco. Sarà da valutare credo, anche una denuncia alle autorità competenti. Nota bene: la Maggioranza cosa deve ancora attendersi per agire in modo che il personaggio la smetta di far del male alla Comunità ? Un po’ di coraggio, suvvia!

Luigi Saccavini
 
Bestazzo risponde alla grande all'invito dei Soliti IgnotiCISLIANO - Forse in pochi ci credevano, forse nemmeno noi ci credavamo fino in fondo. Una serata magica quella di ieri sera, sotto un cielo stellato, una fresca brezza estiva, l'odore dell'erba appena tagliata e tanta gente, ad animare la piccola Bestass. Avevamo un sogno, un progetto, cinque anni fa, quando abbiamo dato vita all'associazione, ed ora, anche grazie a voi, possiamo dire che si sta realizzando.

"Ho visto con i miei occhi cambiare la faccia di un paese con la nascita di un circolo del cinema, giovani e anziani si animavano improvvisamente e cominciavano a discutere. Ho visto aspettare con ansia l’arrivo di un nuovo film e il nuovo film lasciare dietro di sé un’idea, un sentimento, qualche cosa che prima non c’era, e centinaia di abitanti di quel piccolo paese, che prima andavano a vedere il film col bisogno di entrare nel giro dei giudizi del mondo, di sentirsi membri di una collettività dove chi fa qualcosa la fa sempre come in rapporto agli altri" (C.Zavattini)

Vedervi così eterogenei, l'uno vicino all'altro, con tante idee diverse, con tante esperienze da condividere, ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta; che in questi anni abbiamo lavorato bene, lasciatecelo dire, almeno per una volta. Allora fateci dire anche, senza offese, CISLIANO RI-SVEGLIATI, CISLIANO PARTECIPA. Facciamo tutti insieme ri-vivere il paese, le sue tradizioni, le sue iniziative. Riscopriamoci membri di quella collettività che ha fatto grande il paese nei suo anni d'oro; ridiventiamo membri di questa colletività, "dove chi fa qualcosa lo fa sempre come in rapporto agli altri" e per gli altri. A giovedì prossimo!

I Soliti Ignoti, cineforum di Cisliano

 
Un bis dell'Atinom ad AbbiategrassoOZZERO - Mercoledì 24 giugno, dopo un incontro con i tecnici della Provincia (formata dalla lista del nuovo presidente Guido Podestà) e Atinom, sono state soppresse le corse delle ore 6.50 in partenza da Morimondo con capolinea alla stazione di Abbiategrasso e delle ore 15.20 in partenza dalla stazione di Abbiategrasso per Morimondo.

La motivazione è stata che le corse in oggetto hanno un’utenza debole. Mi chiedo allora: non era Atinom che sosteneva di proseguire la sperimentazione del bus a chiamata, a fronte di un utilizzo minimo di utenti? In questo modo, come è possibile creare nella cittadinanza la cultura del trasporto pubblico e dell’ambiente, con la conseguente diminuzione del traffico e dell’inquinamento atmosferico per una vita migliore della persona, per una vita sana e pulita, senza scarichi e particelle dannose alla salute?

Siamo rimasti in pochi a proteggere il nostro territorio e il verde del Parco del Ticino! Come è possibile pretendere che un pendolare, sia esso studente o impiegato, che studia o lavori a Milano, possa usufruire del trasporto pubblico, quando il primo mezzo che raggiunge la stazione di Abbiategrasso arriva alle ore 7.55?

Il pendolare ha la sola alternativa di raggiungere Abbiategrasso con la macchina, creando non poche difficoltà alla città , visto la cronica carenza di parcheggi, o di proseguire fino a Milano e di conseguenza intasare le strade per raggiungere la città metropolitana. Questa è la realtà in cui si trovano i cittadini del nostro territorio, dovuta a scelte che prediligono nuove strade a fronte di una mobilità pubblica.

Renato Bergamini
Assessore all'Ambiente e ai Trasporti del Comune di Ozzero
 
Edoardo Pascarella, capogruppo dei Comunisti uniti a TrezzanoTREZZANO SUL NAVIGLIO - Arroganza, prepotenza, intolleranza, atti intimidatori, palesi falsità diffuse sugli organi di informazione: questo il clima a Trezzano sul Naviglio durante le ultime elezioni ai seggi elettorali, durante tutto il mese di giugno e durante e dopo il Consiglio comunale del 24/06/2009.

Ai Consiglieri e agli Assessori del gruppo consiliare dei Comunisti Uniti, al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco di Trezzano, ai rappresentanti di lista e al Presidente dell’A.N.P.I. di Trezzano, vittime di tali angherie, esprimiamo la nostra totale solidarietà. Non si tratta però di casi isolati. In tutta Italia, negli ultimi mesi, si sta verificando una recrudescenza di atti fascisti e xenofobi ormai di pubblico dominio. Non passa giorno che i mezzi di comunicazione non riportino la cronaca di episodi sempre più aggressivi, perpetrati da settori di estrema destra che, probabilmente, in questa fase storica si sentono particolarmente protetti.

Ritenendo che la china per la quale si è avviato il paese sia particolarmente preoccupante, consideriamo responsabile e doveroso dare una risposta sinceramente democratica che veda la partecipazione dei lavoratori e di tutta la cittadinanza al presidio antifascista, indetto dall’a.n.p.i., sabato 11 luglio dalle ore 16,00 a Trezzano s/n - piazzetta casa dell’acqua adiacente il municipio. Invitiamo inoltre ad una vigilanza attiva e costante volta ad isolare tutti coloro che, in spregio alla Costituzione Repubblicana, vogliano reintrodurre elementi di fascismo con lo scopo di creare tensione e guerra tra poveri. è necessario infine, in questo clima, pensare ad un comitato antifascista permanente che si ispiri alla nostra costituzione e che veda la partecipazione di lavoratori e cittadini sinceramente democratici.

Il coordinamento dei Comunisti uniti del sudovest milanese
 
Il Blanco di CorsicoCORSICO - La "sanzione" comminata dall'Amministrazione comunale di Corsico al Chiringuito Blanco Cafè appare di straordinaria gravità per almeno tre ordini di motivi: 1) la sproporzione incredibile tra il (presunto) reato e la (certa) pena. Davvero appare impossibile comprendere il nesso logico e giuridico tra i due termini citati, specialmente in considerazione del fatto che un esercizio commerciale di questo tipo, dopo un simile black-out, cesserebbe sostanzialmente di esistere (ma non sarà proprio questo l'obiettivo del Comune di Corsico?)

2) L'assoluta mancanza di alcuna considerazione del danno prodotto, oltre che al Chiringuito, a tutta la sua utenza e, in particolare, a quella fascia giovanile per la quale si lamenta sovente l'assenza di centri di aggregazione locale, con la logica conseguenza di allontanarli da quella che organi di informazione locali definiscono "Grande Città" o di gettarli tra le braccia di altri esercizi concorrenti, meno attraenti, ma ormai in regime di monopolio (ma non sarà anche questo l'obiettivo dell'Amministrazione di Corsico?)

3) La forte puzza di marcio che si sviluppa dall'intera operazione, tale da far "sospettare" che cospicue quantità di "spazzatura" siano nascoste sotto il tappeto. A tornata elettorale europea e, soprattutto, provinciale archiviate, si è di fatto aperta una lunga campagna elettorale per le consultazioni regionali e comunali (Corsico, Trezzano...) dell'anno prossimo. Qualche malpensante potrebbe, a questo punto, insinuare che tutta l'operazione costituisca un'apertura di credito (e di operatività) a qualche sottufficiale locale, non ancora promosso al grado di sergente, in grado di sponsorizzare mediaticamente improbabili reginette “trombate” (più che giustamente) alle passate elezioni provinciali, ma pronte a scendere in campo per le prossime comunali di Corsico (ci pare proprio che questo sia almeno uno degli obiettivi della locale giunta municipale!).

Così potremmo, a breve, trovarci al Parco ex "Pozzi", per assistere ad indicazioni di voto disgiunte di questo tipo: In Regione Lombardia perpetuazione del regno delle grandi formiche (o di loro degni successori) ed al Comune di Corsico premiazione di devastatoridiparchisudlombardia che, non potendo più perpetuare la propria provinciale furia sterminatrice, si ridimensionano al ruolo di piccoli Attila comunali. La storia, è evidente, appare molto complicata. Da parte nostra, oltre a prodigarci perché lo scempio attuale non si realizzi, vigileremo sugli sviluppi e, ai primi segnali di tracimazione del pattume, informeremo gli ignari cittadini della "Grande Città".

Per il Nucleo Sud-Ovest Sinistra Critica
Claudio Mendicino
 
ASSAGO - La nuova giunta di destra di Assago ha fatto rimuovere le griglie che stavano all'interno del Parco Agricolo (via Matteotti angolo via del Parco), con l'assurda motivazione che...udite, udite... la legna e la carbonella bruciate inquinano l'aria!!! E' possibile leggere l'ordinanza sul sito del Comune, al link http://www.comune.assago.mi.it/acm-on-line/Home/documento9004157.html.

L'area picnic era stata progettata e realizzata, diversi anni addietro, per una migliore e maggiore fruizione degli spazi del parco. Ironia vuole che a capo della lungimirante giunta fosse l'attuale sindaco, quando ancora era socialista! L'area picnic, con griglie e tavoli, sono utilizzati dai giovani che, per le loro feste nel periodo estivo, si incontrano in quell'area (non avendo luoghi adatti). Sono utilizzate anche da cittadini assaghesi delle varie comunità straniere con i loro amici e parenti... e qui forse sta la spiegazione della decisione di vietarne l'uso e la demolizione dei barbecue! Questa è la prima operazione nel nostro Comune dettata dalla fobia dell'extracomunitario e del diverso da allontanare.

LA RISPOSTA
Stiamo organizzando, in risposta, per domenica a mezzodì una grigliata "disobbediente" proprio sul "luogo del delitto". Chi ci sta, si metta in contatto con Doriana Accattino accatino@tiscalinet.it o con Patrizia Nobili patrician@libero.it. Se si pensa di partecipare si può portare un contributo. Servono griglie, carbonella e materiale da pic nic (tovaglioli, piatti e bicchieri, posate ecc.). Oltre alla materia da grigliare naturalmente è possibile portare uova sode, cicorino, torta pasqualina e beveraggi adatti al pic nic. E, come in un vero pic nic che si rispetti, potremmo apprezzare anche un po' di musica da radiolone stile anni '60 o strumenti musicali! Chi ha amici stranieri li inviti a condividere il pranzo agreste (se portano qualcosa di tipico è gradito). Siamo o non siamo tutti tolleranti??? Attendiamo adesioni! Più siamo e meglio è!

Doriana Accattino e Patrizia Nobili

PS Qualcuno ha detto che "l'obbedienza non è più una virtù" perciò disobbedire è lecito se si pensa di difendere una giusta idea!
 
AnpiTREZZANO SUL NAVIGLIO - Il Coordinamento sud ovest delle sezioni Anpi di Trezzano s/n, Cesano Boscone, Buccinasco e Corsico ritiene estremamente grave e preoccupante quanto avvenuto nei seggi elettorali durante le operazioni di scrutinio delle ultime elezioni, allorché la Presidente dell'Anpi di Trezzano e alcuni rappresentanti di lista della sinistra sono stati più volte aggrediti verbalmente da alcuni esponenti di centrodestra, tanto da dover fare intervenire le forze dell’ordine per allontanarli.

A questo inqualificabile episodio si aggiunge la intollerabile provocazione avvenuta lo scorso 24 giugno, durante e dopo la seduta del Consiglio comunale di Trezzano sul Naviglio. Il coordinamento sud ovest dell'Anpi esprime una ferma condanna dell'atteggiamento provocatorio ed oltraggioso dimostrato nei confronti della sede istituzionale in cui l’episodio è avvenuto, e dei suoi membri, messo in atto da alcuni elementi esterni ed interni al Consiglio comunale, tutti appartenenti al Pdl. L'Anpi considera vergognoso il tentativo degli stessi di aggiungere all'azione provocatoria, chiaramente premeditata, l’insulto di simulare un reato di aggressione posto in essere nei loro confronti, fatto passare attraverso gli organi d’informazione locali e nazionali, per presentarsi agli occhi dei cittadini come vittime degli avversari politici.

Tentativo maldestro e destituito di ogni fondamento, come dichiarato dai presenti in Consiglio comunale e dalle stesse Forze dell’ordine. L'Anpi da tempo denuncia un imbarbarimento del clima sociale e politico, dove l’arroganza, la prevaricazione e la violenza trovano terreno fertile. Così come l'Anpi non ha mai sottovalutato, ed ha sempre considerato un’emergenza democratica, i forti segnali di rigurgiti neofascisti esterni alle istituzioni, allo stesso modo non può sottovalutare gli atteggiamenti facinorosi, violenti e talvolta squadristi di chi, eletto all’interno delle istituzioni, si sente intoccabile e legittimato ad assumere comportamenti antidemocratici. L'Anpi, nell’esprimere la propria solidarietà a quanti hanno dovuto subire tali sopraffazioni, rivolge un appello a tutte le forze politiche democratiche ed alle istituzioni affinché vigilino per evitare queste provocazioni e isolino coloro che le praticano. Rivolge, infine un appello ai cittadini affinché non diano credito politico a tutti quelli che caratterizzano la visione del loro agire politico con metodi contrastanti il vivere civile e le regole democratiche.

Il coordinamento sud ovest dell'Anpi
 
Il Blanco di CorsicoCORSICO - Noi del Chiringuito Blanco poniamo delle domande. Restiamo in attesa delle risposte per poter giudicare. Egregio signor sindaco Lillo Sergio Graffeo, 1) È vero che l’amministrazione che ha preceduto la sua ha speso circa 10 milioni di euro per realizzare la struttura oggi occupata dal Chiringuito Blanco?

2) È vero che dopo averla realizzata è rimasta vuota in quanto non sapevate che fare? 3) È vero che per risolvere il problema avete fatto 3 bandi di gara d’appalto è sono sempre andati deserti? 4) È vero che i frequentatori del parco ex area Pozzi, dopo 5 anni dalla costruzione del chiosco in questione, non avevano ancora la possibilità di comprare una bottiglietta d’acqua? 5) È vero che da quando siamo arrivati noi del Chiringuito Blanco questi problemi sono stati risolti? 6) È vero che il contratto d’affitto che ci avete fatto firmare prevede l’allestimento di 200 mq a bar e di 500 mq a locale di intrattenimento? 7) È vero che nell’allegato al contratto d’affitto vengono specificati i termini del concetto di intrattenimento in concerti, cabaret, incontri, ecc. e che in caso non avessimo organizzato tali eventi saremmo stati considerati inadempienti?

8) È vero, sulla base degli accordi presi in sede di firma del contratto di affitto, che vi abbiamo tempestivamente presentato la documentazione necessaria per ottenere le dovute licenze senza a tutt’oggi aver ottenuto alcuna risposta? 9) È vero che la documentazione di cui al punto 8 abbiamo provveduto a presentarvela per ben 3 volte, con un costo di 2.500 euro ogni atto di presentazione, senza che la sua amministrazione abbia mai avuto la cortesia di degnarci di una risposta, positiva o negativa che fosse? 10) È vero che le svariate volte in cui abbiamo chiesto spiegazioni ai vostri uffici la risposta è sempre stata: “siamo imbarazzati ma non abbiamo risposte”? 11) È vero che l’architetto Cimino, da noi incaricato, si e messo a vostra disposizione per studiare tutte le misure atte a evitare disturbi alle case vicine (rendendoci peraltro disponibili a sostenere autonomamente, senza alcun apporto pubblico, le spese che si sarebbero rese necessarie) senza però essere tenuto minimamente in considerazione dalla sua amministrazione?

12) È vero che da lei convocati nei suoi uffici e su sua espressa richiesta, abbiamo rinunciato a organizzare sotto la tensostruttura del Parco qualsiasi forma di spettacolo, nonostante fosse nel nostro diritto formale, legale e contrattuale? 13) È vero che a fronte della nostra cortese disponibilità di cui al punto 10 voi, in quanto amministrazione comunale avete invece, nella stessa zona, DIRETTAMENTE ORGANIZZATO O AUTORIZZATO circa 10 RUMOROSI CONCERTI? 14) È vero che la videocassetta proiettata in una seduta del consiglio comunale (usata contro di noi addirittura con un lancio stampa ripreso dal quotidiano Il Giorno) e presentata come prova della “movida selvaggia” del Chiringuito Blanco, in realtà è stata girata durante una festa organizzata nel parco dai giovani di rifondazione comunista? 15) È vero che il primo provvedimento preso contro il Chiringuito Blanco si è basato su di un documento dell’Arpa (organo di controllo sull’inquinamento acustico) a dir poco male se non pretestuosamente interpretato? (In due ore di controllo avevamo splafonato con il rumore di 1.5 db in una sola occasione. Volutamente e forse anche maliziosamente, nella decisione del vostro provvedimento avete tenuto conto di questo unico picco di splafonamento e non della media dei decibel nelle due ore. Per dovere di informazione si tenga conto che la rilevanza acustica di un uomo che parla a bassa voce corrisponde a circa 3 db.)

16) È vero che il secondo provvedimento lo avete preso per errore? Le ricordiamo che nel provvedimento si accusava il Chiringuito Blanco del Parco di aver violato gli orari consentiti per tutto il mese di febbraio, eventualità assolutamente impossibile in quanto nel mese di febbraio eravamo chiusi. Le ricordiamo altresì che il nostro locale nel Parco apre da maggio a settembre. 17) È vero che il terzo e recente provvedimento (novanta giorni di fermo attività) è stato preso perché venerdì 13 giugno abbiamo chiuso con ben 35 minuti di ritardo? 18) È vero che alcuni assessori in una riunione di maggioranza tenutasi prima del provvedimento di cui al punto 17 hanno esplicitamente detto: “se non chiudiamo il Chiringuito perdiamo voti? Egregio signor sindaco Lillo Sergio Graffeo, nell’attesa delle sue cortesi risposte, ci è preziosa l’occasione per sottolineare che se alla fine di tutta questa vicenda il Chiringuito Blanco sarà chiuso, questo Parco, che in 3 anni abbiamo faticosamente costruito in quanto luogo di aggregazione di mamme e bambini nel pomeriggio e giovani alla sera, ritornerà nelle condizioni di buio e di abbandono che trovammo 3 anni fa.

Di questo lei e la sua giunta dovrete rispondere, sia sotto l’aspetto politico che sociale, ai cittadini, alla stampa e ai movimenti d’opinione che vogliono sicurezza, cultura e sviluppo. Ma tutto sommato cosa vuole che sia tutto questo rispetto alla possibilità di salvare il “trono del potere” a qualche assessore o consigliere comunale, anche se nelle elezioni ha raccolto dalle 5 alle 150 preferenze, non di più. Buon lavoro signor sindaco Lillo Sergio Graffeo

Quelli del Chiringuito Blanco di Corsico
 
Il logo del Comitato >No TangenzialeCISLIANO - Noi dei Comitati No Tangenziale non ci riteniamo affatto dei "presunti autorevoli esperti ambientali". Siamo solo dei normali cittadini che, insieme ad altri abitanti della zona, pensano di avere il diritto, nonché l’obbligo morale derivante dalle 13 mila firme raccolte sul territorio, di contrastare con tutta la loro forza il progetto Anas di livello autostradale.

Non abbiamo mai negato il problema del traffico veicolare, però pensiamo che la Direzione dell'Ente presieduto dalla signora Bertani dovrebbe cercare di farsi carico di nuove proposte, alternative a questi progetti, non avallarli senza condizioni. La Presidente cita le riflessioni fatte dai Comuni interessati come una sorta di via libera al progetto. Evidentemente tralascia di dire che insieme al Comune di Cassinetta di Lugagnano, da sempre contrario, anche i comuni di Albairate e Cisliano hanno fatto una serie di ricorsi congiunti al T.A.R. Anche i Comitati No Tangenziale a inizio 2007 hanno fatto un ricorso aggiunto a quello dei tre comuni; ricorso firmato da ben 160 cittadini i quali hanno voluto affiancarci anche da un punto di vista legale. Senza tenere conto delle centinaia di espropriati pronti a ricorrere per vie legali per non vedersi sfilare brutalmente le proprie terre, coltivate e gestite da secoli dalle loro famiglie.

Attualmente altre amministrazioni comunali si sono aggiunte ribadendo la loro contrarietà al progetto, magari con tempi e modi diversi, però le delibere comunali parlano chiaro. Di conseguenza non risulterebbe plausibile quanto afferma la Presidente di decisioni prese “in coerenza con i sindaci del Parco”. Nella motivazione per il parere favorevole da parte del Parco viene ribadito il concetto che ANAS ha recepito tutte le osservazioni migliorandone il progetto iniziale. A noi risulta che ANAS non abbia tenuto conto di moltissime indicazioni di parte dei soggetti interessati (enti locali e Parchi). La riprova è la sollevazione dei quattro Comuni aggiuntisi di recente al "fronte del No" proprio a causa della mancata accettazione delle loro proposte di mitigazioni, variazioni o progetti alternativi a minor impatto ambientale. Facciamo presente alla Presidente Bertani che i comitati hanno depositato una petizione presso il Parlamento Europeo riguardante il progetto ANAS e che tramite il nostro legale abbiamo inviato di recente alla commissione petizioni di Bruxelles una nuova integrazione di documentazione basata appunto sul mancato rispetto delle prescrizioni della delibera CIPE 31.01.2008. In questa documentazione sosteniamo che ANAS non ha ottemperato buona parte delle prescrizioni richieste dal Cipe.

Inoltre, ci scusiamo anticipatamente se ci è sfuggita, ma non siamo al corrente di una delibera formale da parte del Consiglio di Amministrazione del Parco del Ticino, supportata (come avvenuto per il parere del Parco Sud) da una relazione della Direzione Tecnica del Parco, riguardante il parere favorevole in vista dell’incontro di Roma del 26 maggio. Perché la Presidente non la rende pubblica? Riconosceremmo immediatamente la validità della stessa, pur non entrandone nel merito. Altra domanda: suddetta delibera sarebbe compatibile con un Parco del Ticino ancora facente parte del progetto MAB dell’Unesco? Ci sembra difficile, dal momento che già il 3 aprile 2003 la commissione nazionale italiana dell’Unesco aveva scritto all’Ente Parco minacciando “la inevitabile necessità di avviare le procedure per l’immediata sospensione di suddetto Parco dalla lista delle Riserve della Biosfera, qualora sussistessero chiari e probatori argomenti circa un’alterazione dell’equilibrio naturale”. Vorremmo infine sottolineare come una riconosciuta personalità culturale, protettrice dei beni ambientali e architettonici quale la signora Giulia Maria Crespi, Presidente del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), in un articolo apparso sul “Il Sole 24 Ore” il 18 giugno scorso, abbia definito “da piangere” la decisione del Parco del Ticino di avallare il progetto. Anche noi siamo rimasti senza parole, ma come la signora Crespi, anche noi vogliamo essere fiduciosi affinché "la coscienza delle persone delle alte sfere prevalga sugli interessi".

Sottolineiamo inoltre che nella parte finale della recente assemblea pubblica di Cisliano, anche il nuovo Sindaco di Ozzero ha chiesto le dimissioni del Presidente del Parco del Ticino. Noi dei Comitati non abbiamo alcun potere di chiedere le dimissioni della Presidente del Parco però, per quanto possa valere, siamo in totale accordo con quanto chiesto dai sindaci di Cassinetta e di Ozzero a tale riguardo.

I Comitati No Tangenziale

P.S. D'accordo con la Presidente del Parco anche noi gradiremmo l’assunzione di comportamenti piu’ virtuosi da parte dei Sindaci, tutelando e rinunciando a futuri consumi di territorio. Ci sembra che Cassinetta si sia ormai lanciata nella campagna "Stop al consumo di territorio" mentre il sindaco di Albairate ha dichiarato l’intenzione di approvare il nuovo Pgt con norme di edilizia a sviluppo zero. Noi riteniamo valido questo pronunciamento fino a prova contraria.
 
Siccità a Buccinaco: la protesta del comitato Mantegna-RomagnaBUCCINASCO - Gentile Sindaco, a seguito di numerose segnalazioni pervenuteci, vorremmo sollecitare un intervento urgente per porre rimedio allo stato di preoccupante siccità in cui versano piante, alberi e manto erboso nel nostro Comune, anche a causa del caldo torrido arrivato quest'anno con anticipo e che ci accompagnerà ancora per qualche mese.

Sarebbe opportuno, laddove non sono istallati irrigatori automatici, provvedere ad un'urgente irrigazione manuale, o con altri mezzi provvisori ,in attesa di una soluzione definitiva che non metta più a rischio la vita del nostro prezioso verde pubblico. Segnaliamo con più specificità di competenza e urgenza d'intervento il parco di Via Scarlatti, la Passeggiata Rossini e il parco della Poesia; ma facciamo presente che nella stessa situazione versano numerose aree verdi (attualmente gialle) di Buccinasco come, ad esempio, il parco Spina Azzurra.

Crediamo che il verde pubblico sia una preziosa risorsa per i cittadini, crediamo che sia un valore aggiunto rispetto ad altri comuni a noi vicini e riteniamo che la sua cura debba essere una priorità per le istituzioni locali. Noi di Buccinasco non vorremmo pronunciare il detto popolare l'erba del vicino è sempre più verde. Attendiamo fiduciosi una risposta.

In Fede
Comitato Mantegna Romagna
mantegna.Romagna@gmail.com
 
Maurizio Carbonera, ex sindaco di BuccinascoBUCCINASCO - Verso la fine del mese di maggio era stata pubblicata una sentenza che riguardava alcune persone coinvolte in attività mafiose sul nostro territorio negli scorsi anni. Una agenzia di stampa aveva lanciato la notizia della condanna di queste persone riportando inoltre riferimenti al precedente Sindaco Maurizio Carbonera.

Immediatamente l’attuale sindaco Loris Cereda faceva sua la notizia e provvedeva a dare la più ampia pubblicità anche attraverso lo strumento pubblico di "Buccinasco Informazioni" di giugno nel quale i Gruppi Consiliari di Maggioranza fanno loro la "richiesta di chiarezza" invitando Maurizio Carbonera a dare le dimissioni dal Consiglio Comunale. Animato da tanta pazienza ho fatto richiesta al GUP Luerti di avere copia della sentenza che mi è stata consegnata alcuni giorni fa e con mia sorpresa la lettura del documento ha riservato una interpretazione differente di quanto il sindaco Loris Cereda si era affrettato a fare propria. Nel Consiglio Comunale del 23 Giugno dettaglierò tutti gli aspetti e pertanto invito tutti i cittadini di Buccinasco ad esserci.

Per ora avanzo alcune richieste: - che il sindaco Loris Cereda, non avendo verificata l’informazione, mi chieda pubblicamente e per iscritto scusa di quanto si è dimostrata una menzogna; - che il sindaco Loris Cereda organizzi anche per me una conferenza stampa nella Sala Giunta del Comune con la sua presenza e quella del Segretario Comunale per dare finalmente una corretta informazione, considerando che lo scorso mese ha organizzato per un Consigliere -a cui sono state contestate amicizie pericolose - una conferenza stampa impegnando con la sua presenza l’Amministrazione Comunale su questioni personali riferite al Consigliere;

- che il sindaco Loris Cereda si scusi per aver cercato di cancellare la onorabilità di Maurizio Carbonera svilendo la sua storia e la testimonianza di coerenza e coraggio che ha dato in questi anni rispetto ai problemi che il territorio presenta. siamo al punto che chi ha cercato di difendere la legalità sul territorio rischiando anche personalmente diventa colpevole; - che il sindaco Loris Cereda si scusi con tutta la cittadinanza perché con tutte le non verità di cui si è fatto portatore in questi due anni ha cercato di sorprendere la buona fede dei cittadini facendo loro credere verità che danneggiavano la credibilità e l’impegno di chi ha coperto precedenti ruoli di responsabilità pubblica; - che il sindaco Loris Cereda si scusi per l’incapacità, l’assenza di professionalità, l’incuria con cui svolge il suo ruolo.

Tengo ad informare il sindaco Cereda ed i singoli componenti dei Gruppi Consiliari di Maggioranza che ho dato mandato ad un Avvocato per valutare gli estremi di una azione legale nei loro confronti. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine in questo periodo nel quale ho dovuto saper attendere con pazienza e fiducia.

Maurizio Carbonera
 
Milena Bertani, presidente del Parco del TicinoMAGENTA - In queste ultime settimane molti commenti da "presunti autorevoli esperti ambientali" si sono sprecati per giudicare il Parco del Ticino in merito al parere di propria competenza per la costruzione del proseguimento della bretella Boffalora - Malpensa.

Ancora venerdì, sulle pagine di questo giornale, i Comitati No Tangenziale affermavano che un semplice consigliere del Parco, parlando a titolo personale alla Conferenza di Roma, esprimeva parere favorevole in assenza di una delibera ufficiale del Consiglio del Parco stesso. Solo queste dichiarazioni dimostrano quanta improvvisazione ormai imperi nelle menti di tutti, al punto tale da immaginare che una Conferenza di Servizi convocata per esprimere il parere ufficiale degli Enti coinvolti in questo progetto, possa essere un luogo senza regole frequentato da chiunque.

Da tempo in tanti parlano di questo progetto solo per "sentito dire". Un sentito dire che parla di inutilità, di incompetenza di chi è proposto a valutare e decidere. Senza sapere in realtà di cosa si sta discutendo e quale ruolo giocano i numerosi attori protagonisti di questa vicenda. Andiamo con ordine. Le riflessioni sul tavolo non riguardano il Parco ma i Sindaci, soprattutto quelli che oggi si ritengono paladini del territorio. Qualcuno si è mai chiesto quale atteggiamento abbiano assunto durante le numerose riunioni che si sono susseguite in questo lungo anno in Regione Lombardia per valutare la praticabilità di questo progetto? Se alla prima riunione plenaria tutti loro avessero espresso un "no secco e deciso" questa proposta da tempo sarebbe definitivamente tramontata. Invece si è lavorato lungamente per valutare e introdurre proposte alternative o migliorative - anche alla viabilità locale - avanzate da tutti gli Enti locali, compreso quelli che oggi esprimono una netta contrarietà. Sono queste migliorie e queste numerose aggiunte, condivise da tutti nello spirito di realizzare una "strada" mai contestata da nessuno fatta eccezione per il Sindaco di Cassinetta, che hanno notevolmente contribuito a raddoppiare i costi dell'opera.

Il Parco del TicinoNessun Sindaco, inoltre, si è dichiarato pronto ad assumere comportamenti più virtuosi per tutelare il territorio, l’ambiente, la naturalità del contesto, rinunciando a qualsiasi sviluppo territoriale futuro. Sarebbe bello che tanta coerenza trovasse una degna conclusione nell’approvazione dei Piani di Governo del Territorio a “sviluppo zero”. Ma questo non consente a chi amministra di fare “cassa” perché gli oneri in edilizia rappresentano una risorsa importante nei bilanci comunali, una risorsa a cui nessuno rinuncia anche a fronte di "tanto invenduto" ben visibile agli occhi di un osservatore attento. Il problema va dunque ribaltato perché la presunta visione ambientalista e il rigoroso rispetto di un territorio non può quindi limitarsi solo alla costruzione di una tangenziale perchè il traffico e i problemi di viabilità che oggi i numerosi cittadini chiedono di risolvere non ci sarebbero mai stati senza lo sviluppo urbanistico degli ultimi venti anni. Uno sviluppo di competenza comunale. Alcuni ritengono che il compito di un Parco sia quello di dire sempre no a tutto praticando la miope politica del Nimby, dal quale si devono ritenere esclusi i residenti e le Amministrazioni locali. Perfettamente coerente con il motto "Not in my back yard", "non nel mio giardino".

Ecco perché quando il Parco decide di agire nell’interesse delle comunità e nel rispetto del territorio desta scalpore. Al Parco lavorano da moltissimi anni figure professionali diverse, di elevata qualità che in piena autonomia esprimono le loro considerazioni al Consiglio di Amministrazione da me presieduto per le decisioni conseguenti. I tecnici del Parco, preso atto della volontà dei Sindaci di non interrompere questo percorso, hanno ritenuto di valutare positivamente il progetto solo dopo aver constato che le numerose e importanti migliorie richieste sono state tutte accolte. Il parere contestato è l’espressione formale dell’intero Consiglio di Amministrazione che così ha deliberato in merito recependo le indicazioni degli uffici. Il Consigliere Sanson, peraltro da sempre delegato alle politiche di sviluppo del territorio, ha quindi legittimamente rappresentato il Parco.

Campi fioriti nel Parco del TicinoLe considerazioni dei Comitati sono poco credibili se il loro obiettivo è la difesa del territorio. Se oggi ci troviamo ad affrontare questo problema è perché i piani regolatori approvati e attuati nel tempo hanno consentito uno sviluppo senza prevedere gli effetti territoriali sulla viabilità e sulla mobilità di un comparto più vasto. Oggi, purtroppo, oltre al traffico non esiste una vera mobilità pubblica alternativa e nessuno intende utilizzare la bicicletta come unico mezzo di trasporto. Nessun silenzio quindi, nessuna paura di esprimere liberamente la nostra visione ambientale. In coerenza con i Sindaci del Parco che hanno deciso che questa bretella è importante perché, oltre raggiungere la Tangenziale Ovest, a est si collega al nuovo ponte sul Ticino previsto a Vigevano e consentirà benefici anche al territorio lomellino del Parco.

Milena Bertani, presidente Parco Ticino
 
La Tangenziale Ovest di MilanoMAGENTA - I Comitati No Tangenziale denunciano pubblicamente la loro contrarietà per la posizione assunta dal Parco del Ticino alla Conferenza dei Servizi di Roma sul tema del collegamento autostradale tra Boffalora e la Tangenziale Ovest Milano.

Crediamo che l’atteggiamento tenuto a Roma dall’Ente Parco del Ticino, come ribadito anche dai sindaci contrari all’infrastruttura, sia assolutamente discutibile e oltremodo non conforme alle normative: un semplice consigliere non può farsi carico, parlando a titolo personale, di una enorme decisione come quella di dare parere favorevole ad una superstrada nel parco senza avere un mandato, in questo caso una delibera ufficiale sottoscritta dal Consiglio del Parco stesso. E’ una vergognosa presa in giro, un atteggiamento non democratico.

L’unica delibera vigente è quella del 2004, contraria all’opera. Il Parco del Ticino dovrebbe prendere decisioni a salvaguardia e invece si assume la responsabilità di approvare, non ufficialmente, un’opera che va nella direzione opposta alla funzione di preservazione del Parco. Abbiamo letto che il consenso all’opera viene motivato dal fatto che ANAS e Regione Lombardia hanno tenuto conto delle prescrizioni indicate dal Parco. Noi riteniamo che ciò non sia avvenuto e siamo disposti a dimostrarlo pubblicamente.

Un esempio su tutti: per il tratto Albairate- Robecco, di competenza del Parco del Ticino, le prescrizioni indicavano la costruzione al massimo di una carreggiata per senso di marcia. Ebbene, nel progetto approvato da ANAS, in quel tratto sarebbero già visibili a progetto quattro corsie dal confine del comune di Albairate, nel territorio di Cassinetta, fino alla svincolo di Robecco. Inoltre le prescrizioni di svincoli a raso sono totalmente disattese. Ci chiediamo a questo punto a cosa serve l’Ente Parco del Ticino? E’ un altro modo per "succhiare denaro dalle tasche dei cittadini"? Oppure dobbiamo pensare che l’Ente Parco del Ticino è un organo politico senza la benché minima sensibilità in tema ambientale?

Ci scusiamo per la provocazione ma ci sembra che a dirigere il parco siano i bracconieri e non i guardaparco. Vorremmo ricordare che in Italia esistono 8 riserve MAB (Man and Biosphere) promosse e tutelate dall’UNESCO e che il Parco del Ticino è inserito a tutti gli effetti nel progetto MAB. A tali aree viene assegnato un ruolo speciale di "individuazione di una nuova visione nella relazione tra conservazione delle aree naturali e sviluppo".

Già nel 2003, quando sono stati presentati i primi progetti della nuova Tangenziale, incombeva la minaccia del ritiro della certificazione MAB nel caso di assenso all’opera. Tale scenario si sta purtroppo verificando. Da parte nostra ci impegniamo sin d’ora ad agire presso l'UNESCO e le sedi istituzionali coinvolte, affinché venga esercitata la giusta pressione nei confronti della direzione del parco.

Per concludere, riteniamo che la Presidente Milena Bertani non abbia ottemperato al suo compito istituzionale di difendere e preservare il Parco e concordiamo quindi con la presa di posizione del Sindaco di Cassinetta il quale ha recentemente avanzato la richiesta di dimissioni della Direzione del Parco stesso. Invitiamo anche i gli altri sindaci coinvolti a far sentire la loro voce esprimendosi quanto prima nei riguardi della decisione presa da parte del Parco del Ticino.

Comitati No Tangenziale del Parco della Valle del Ticino e Parco Agricolo Sud
 
BUCCINASCO - Questa mattina, come Consiglieri comunali di opposizione, abbiamo incontrato il Vice-Prefetto Dott. Tortora presso la Prefettura di Milano in C.so Monforte. Nell'incontro ci siamo confrontati sulla preoccupante situazione di Buccinasco relativamente alla criminalità organizzata, alle ultime vicende che hanno coinvolto esponenti di spicco della maggioranza che sostiene il Sindaco Loris Cereda ed alla controversa assegnazione dei beni confiscati alle mafie.

Pur non potendo entrare nel merito dei contenuti discussi per motivi di riservatezza, vogliamo esprimere soddisfazione e gratitudine per le rassicurazioni ed il sostegno che ci sono stati dimostrati. Oggi abbiamo la certezza che la Prefettura di Milano segue con attenzione le vicende del nostro Comune.

I gruppi consiliari di opposizione
Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Uniti per Buccinasco (Verdi + Italia dei valori)
 
Franco Ilariucci, della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sisma
CESANO BOSCONE - Giunge il momento anche per Cesano Boscone come componente attiva di protezione civile nell'ambito della Provincia di Milano di partecipare alle operazioni di soccorso conseguenti al sisma in Abruzzo. Il nostro emergency manager, Giuseppe Pedullà, decide di inviare noi tre in qualita' di capisquadra operativi, come avamposto cesanese in quel dell'Aquila.

Siamo una squadra ben assortita e preparata, Antonio Zanghi, Laura Bacchetta e io, avendo partecipato negli scorsi 5 anni a tutti i corsi, specializzazioni ed esercitazioni, sappiamo esattamente cosa fare e cio' che ci aspetta. Compito della colonna mobile e' quella di portare il ricambio al personale di servizio e materiale al campo Lombardia 2 frazione Monticchio nel comune dell'Aquila. Il Capo Missione ci accoglie al centro operativo della Protezione Civile della Provincia di Milano e consegnatici i piani della missione seguiamo il capo colonna del ccvpc milano (comitato coordinamento volontari protezione civile, n.d.r.) con una carovana di 11 veicoli assortiti tra i vari gruppi comunali di turno tra i quali siamo assegnati come automezzo n.2. Partiti alle ore 23.00 del venerdi' 8 maggio e carichi di aiuti umanitari e aspettative personali, ci ritroviamo in meno di 7 ore ad arrivare nella zona delle operazioni.

SITUAZIONE CRITICA
L'Aquila in uno scatto della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sismaPassato l'interminabile tunnel sotto al Gran Sasso, noto anche come sede dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il piu' grande laboratorio sotterraneo del mondo, ci rendiamo immediatamente conto che la situazione della zona e' assolutamente critica. Nonostante siano passate alcune settimane dall'evento principale, il clima e' spettrale e desolante, tra le macerie che punteggiano ovunque la campagna della valle dell'Aterno circolano unicamente mezzi operativi di protezione civile e vigili del fuoco gia' dalle prime luci dell'alba in fervorante e quasi febbricitante attivita' praticamente ovunque. Siamo diretti nella zona a sud dell'Aquila, epicentro del sisma e teatro dello scenario piu' catastrofico, dove la parte del leone e' interpretata dalla Regione Lombardia che controlla la zona con 4 campi di accoglienza piu' un quinto in costruzione. Nonostante le notizie incoraggianti che avevamo sentito ventilare dai mass media, il numero degli sfollati e' in continua crescita, le tendopoli sono ben lungi dall'essere dismesse e vediamo coi nostri occhi che nuove aree sono in fase di allestimento; notiamo il personale dell'esercito italiano che con giganteschi bulldozer sta spianando alcune aree su cui getta uno strato di ghiaia, prodromo del montaggio delle tende ed abitazioni mobili.

NON "SFOLLATI" MA "RESIDENTI"
Arrivati al campo Lombardia 2, ufficiosamente chiamato Monticchio 2, iniziamo immediatamente senza troppe formalita' i turni di lavoro dando il cambio agli stremati volontari del turno precedente che ci lasciano le consegne assieme a qualche «dritta» di ordine pratico. Il campo-tendopoli al quale siamo assegnati si trova in una zona rurale tra le aree agricole di Monticchio, a un chilometro da Onna e 5 da L'Aquila ed ospita circa 300 sfollati, verso i quali gli psicologi ci consigliano di rivolgerci col piu' rispettoso epiteto di "residenti", e circa 60 operatori di protezione civile.

Il personale e' suddiviso in squadre eterogenee provenienti in gran parte dalla provincia di Milano, Varese, Lodi e Monza-Brianza con mansioni di logistica che spaziano dalla gestione dei magazzini alla manutenzione del campo, ma la parte preponderante e fulcro del lavoro e' incentrato ovviamente sulla sussistenza della popolazione. Il sito e' veramente suggestivo, una pianura georgica circondata da altissimi monti completamente innevati, il clima ha una escursione termica notevole, si passa dai 3-5 gradi della notte ai 25 e piu' del giorno, le giornate si susseguono a ritmi frenetici per i volontari e lentissime per i residenti che praticamente non hanno nulla da fare tutto il giorno e restano in compagnia dei loro problemi ed angosce in ogni momento; quasi tutti gli uffici e negozi sono chiusi, sospesi; solo pochissimi fortunati hanno un lavoro, una decina in tutto il nostro campo. Ci rendiamo immediatamente conto che la gente dipende in toto da noi e dal nostro lavoro ed abbandonate le questioni personali ci dedichiamo anima e corpo al lavoro. I turni anche se scaglionati e partizionati a periodi di 9 ore e mezza giornaliere, sono solo nominali, in quanto anche nei periodi di riposo siamo praticamente sempre impegnati su vari fronti e mansioni che ci portano ad essere in attivita' praticamente per 18 ore al giorno. Antonio e Laura vengono assegnati alla cucina come supporto alla mensa, diretta da un volontario che di professione fa' il cuoco, assieme ai volontari di Assago, Verano, Cavenago, Cornaredo, Pantigliate, Locate Triulzi e Bareggio, mentre io assieme ad un volontario di Pantigliate mi dedico alla manutenzione, praticamente siamo dei «jolly tuttofare» e in un campo di 300 residenti eccome se ce n'e' da fare.

IL CAMPO DI MONTICCHIO 2
Il campo allestito con l'aiuto della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sismaLa popolazione di Monticchio 2, proveniente in gran parte da Monticchio ma anche Paganica Onna e L'Aquila risiede in schiere di tende allestite dalla Protezione Civile nazionale tra le quali scherzosamente per alleggerire l'ambiente sono state intitolate vie e piazze dai nomi floreali o beneauguranti, ma non mancano alcuni camper, roulottes e capanni. I bambini hanno a disposizione una tenda giochi, servizi igenici sono costituiti da moduli container attrezzati ad hoc, c'è pure la lavanderia con tre lavatrici e due asciugatrici (che non funzionano mai..). Il materiale, magazzini e le attrezzature sono riposte in containers, le celle alimentari sono 2 camion-rimorchi refrigerati, la cucina e' posizionata in una serie di tre tendoni, e la nostra dimora e' una grande tenda pneumatica che ci ospita in una camerata unica. Abbiamo l'uso di acqua e corrente, naturalmente forniti da allacciamenti precari di fortuna, ma almeno cio' rende possibile sopravvivere dignitosamente. Il centro vitale del campo e fulcro di ogni attivita' e' il tendone-refettorio dove la popolazione dei residenti vive tutto il giorno; in questo spazio fornito di tv (obsoleta, che prende 3 canali e non funziona quasi mai), dalla mattina vengono servite le colazioni dalle 6.00 fino alle 8.30, poi svolta l'attivita' scolastica (di vari gradi promiscui), dunque viene servito il pranzo dalle 12.30 alle 14.00, successivamente viene utilizzato lo spazio per aggregazione di vario tipo, poi viene servita la cena alle 19.30 e fino alle 23.30 viene usato per la ricreazione degli ospiti residenti.

LA DOMENICA NELLA TENDOPOLI
Laura Bacchetta della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sismaLa domenica questa grande tenda viene addobbata come chiesa ed il parroco locale celebra regolarmente i riti cristiani, seppure in una atmosfera particolare visto il risentimento che alcuni hanno riversato sulla religione che a loro modo di vedere non li ha protetti da lutti e disastri. Gli sfollati appartengono a tutti i ceti ed eta', dai bambini ai vecchi, dai disadattati alla gente in giacca e cravatta, sono tanti i personaggi, ci colpisce la vecchina centenaria, il ragazzo tossico, la «sciura» alla quale e' scappato il marito, il faccendiere che riesce a reperire qualunque oggetto, la maestra del campo (vera guida morale di Monticchio 2), ognuno con una storia triste alle spalle, c'e' pure la mascotte della tendopoli, un pollo sopravvissuto e tirato fuori dalle macerie che razzola solitario ovunque e nessuno ha l'ardire di disturbare.

Cerchiamo ogni giorno di rendere la vita della popolazione residente piu' agevole, cerchiamo di coinvolgerli lievemente in qualche lavoro banale di tutti i giorni, come lavare i piatti, i bagni o pelare le patate, cerchiamo di scambiare qualche chiacchera leggera, ma la gente pur affezionandosi a noi resta in un limbo emotivo e ci racconta drammi che non possono trovare risposta da noi cesanesi, ci domanda dell'entita' delle scosse di terremoto (che ogni giorno si verificano dalle 3 alle 7 volte), ci chiedono lumi sul loro futuro incerto, sono sicuramente gente fiera e dignitosa, per nulla incline all'autocommiserazione, ma internamente molto fragile ed alienata. Tra le mie mansioni di «tuttofare» mi vengono assegnate anche diverse commissioni fuori dal campo Monticchio 2, ed ho occasione di recarmi in altre zone e documentare la realta' del dramma, L'Aquila, gli altri paesi ed altri campi di accoglienza.

Per le strade nessuno puo' circolare, c'e' una sorta di coprifuoco, ovunque posti di blocco, polizia e carabinieri in tenuta anti sommossa "armati fino ai denti" fermano ogni civile che sia a tiro perquisendolo e chiedendo il motivo dello spostamento; nessuno puo' muoversi dalle tendopoli senza un permesso motivato; solo per gli agricoltori la vita va avanti come sempre, ma per il resto lo sciacallaggio incombe.

ECCO L'EPICENTRO DEL SISMA
L'epicentro del sisma si trova presso il fiume Aterno, vicino ad Onna, una impressionante e profonda crepa nel terreno disegna chiaramente la faglia che si e' aperta per kilometri inghiottendo letteralmente 2 laghetti che ora sono rimasti svuotati; il paesino di Onna e' stato raso al suolo dalla furia del sisma, nulla resta che possa avere una parvenza di abitazione e i lavori si limitano allo spostamento di macerie.

Onna, in un altro scatto della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sismaTra i cumuli di calcestruzzo e pietre si vedono sedie, libri, passeggini, vestiti, niente e' piu' recuperabile, mi viene detto dai vigili del fuoco che il paese non sara' mai piu' abitato e ricostruito. L'Aquila, una bella citta' con un centro medioevale e' «off limits» per chi non ha il permesso di circolare operativamente, tutte le case sono inagibili e lesionate, i tetti crollati, le automobili stritolate dai crolli, i muri mostruosamente piegati; entrando all'interno delle case attraverso le brecce nelle pareti, si trovano ancora i panni stesi, le pentole sui fornelli, gli oggetti di tutti i giorni lasciati per una fuga improvvisa.

Paganica e Monticchio sono spettrali ma emblematiche, la distruzione di interi quartieri, chiese ed edifici pubblici ha lasciato incredibilmente qua' e la' alcune abitazioni integre circondate da case e condomini schiacciati, quasi tutti mancanti del primo livello, lasciando intuire anche ai non addetti ai lavori la dinamica del crollo. Mi capita di recarmi per una commissione anche al campo Lombardia 1 a Monticchio, quello che viene visitato dai politici e mostrato in televisione nei vari collegamenti e telegiornali; con grande sorpresa noto che su quella tendopoli sono state riversate moltissime forze e risorse, il campo e' enorme, vi gravitano forse tra le mille e le duemila persone fra volontari e residenti con un rapporto lavoratori/ospiti almeno triplo rispetto al nostro campo; e' attrezzatissimo, segreterie informatizzate, schiere di lavanderie, ingloba persino un bar e una pizzeria, grandi schermi al plasma 16:9 che proiettano programmazioni satellitari a pagamento, in pratica quasi un campeggio, mancano solo i tappeti rossi.. almeno la' gli sfollati ospitati saranno un po' piu' comodi.

Come fosse passato soltanto un attimo trascorrono gli 8 giorni di lavoro intenso, arriva la fine della nostra missione e vediamo arrivare il turno successivo. I residenti tutti in occhiali scuri ci salutano, uno ad uno, affettuosamente, lasciando intravedere lacrime e sincera commozione. Ci vengono consegnati i documenti e ci prepariamo al rientro alla «base», a Cesano, ognuno di noi tre con la convinzione di aver lasciato un buon lavoro alle spalle e con la speranza malcelata di ritornare al piu' presto da quella gente in quei luoghi tanto disastrati quanto affascinanti. Ci guardiamo in faccia e l'unica cosa che possiamo e riusciamo a dirci e' che questa avventura ce la ricorderemo per tutta la vita.

Franco M. Ilariucci

Franco Ilariucci, della Protezione civile di Cesano Boscone, in Abruzzo per il sisma
 
Alfredo Simone Negri, coordinatore della zona corsichese del Partito democratico (Pd)BUCCINASCO - A seguito delle stravaganti affermazioni del sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, non possiamo che esprimere la nostra ripugnanza per le tesi da lui riportate in merito alle presunte concessioni dell’allora sindaco Carbonera nei confronti della 'ndrangheta.

Capiamo che la campagna elettorale possa essere un momento caratterizzato da duri scontri tra le parti avverse e che si cerchi spesso di delegittimare l'avversario, ma riteniamo anche che ci siano degli ambiti che vadano rispettati. Le farneticanti e subdole affermazioni di Cereda, infatti, puntano a screditare l'immagine di un uomo onesto e coraggioso che ha pagato e sofferto in prima persona per il suo impegno diretto e cristallino nel contrasto alle organizzazioni mafiose presenti a Buccinasco, tanto da essere considerato a pieno diritto IL simbolo della lotta alla 'ndrangheta nel Sud Ovest Milanese.

Volendo trovare qualcosa di positivo in questa faccenda, comunque, apprezziamo il fatto che finalmente, dopo mesi trascorsi a minimizzare il problema, anche Loris Cereda si è accorto che a Buccinasco il dramma delle infiltrazioni mafiose è rilevante. Lo invitiamo pertanto ad assumere le adeguate contromisure per debellare questo terribile morbo congiuntamente alle forze dell'ordine e alla magistratura, che già da tempo sono proficuamente impegnate su questo fronte.

Alfredo Simone Negri
Coordinatore del Pd per la zona del Corsichese
 
Il municipio di BuccinascoBUCCINASCO - Il sindaco di Buccinasco Loris Cereda ha rilasciato un meschino e vergognoso comunicato stampa dove attacca i Consiglieri comunali Maurizio Carbonera e Rino Pruiti in relazione ad inchieste e processi penali riguardanti la criminalità organizzata.

Nell’ignobile missiva il primo cittadino osa chiedere “l’allontanamento” dalla politica dei due Consiglieri comunali dell’opposizione di Buccinasco. Due persone che in questi anni sono state protagoniste e simboli di una politica improntata alla trasparenza e alla cultura della legalità. Da notizie di stampa apprendiamo che in questi giorni si sta svolgendo il processo alle cosche mafiose del nostro territorio e che una parte delle accuse viene mossa proprio grazie alla coraggiosa azione dei nostri Consiglieri comunali. Per questo riteniamo oltremodo pericoloso per l'incolumità della democrazia e dei due Consiglieri comunali lo sconsiderato comunicato del Sindaco di Buccinasco.

Non sappiamo perché Loris Cereda si comporti in questo modo, vogliamo sperare che le sue parole non siano funzionali alla campagna elettorale del Partito delle Libertà (Pdl) ed ai problemi giudiziari che stanno interessando importanti personaggi della sua maggioranza. Chiediamo al Prefetto di Milano e al Ministro dell'interno un intervento immediato. Esprimiamo forte solidarietà ed incondizionato sostegno ai Consiglieri Carbonera e Pruiti, preannunciamo importanti ed eclatanti iniziative di protesta nei confronti dell’Amministrazione comunale di Buccinasco, chiediamo a tutte le forze veramente democratiche e oneste di Buccinasco, indipendentemente dal colore politico, di battersi al nostro fianco in questa battaglia che riteniamo prioritaria per la difesa dell’Istituzione comunale.

Verdi Assago & Buccinasco (MI)
Federazione dei Verdi Italiani
 
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Sono ormai diversi giorni, pressoché da quando è iniziata la campagna elettorale per le prossime elezioni provinciali ed europee, che il sistema informativo nazionale sta operando un sistematico ed antidemocratico boicottaggio nei confronti delle cosiddette liste minori, tanto che l’onorevole Pannella ha dovuto ricorrere, per porre in evidenza la drammaticità del problema, ad un ennesimo sciopero della fame.

La Lista Comunista, a cui fa riferimento il nostro Gruppo consiliare, sta quindi subendo, assieme ad altre liste, un violento ed ingiustificabile oscuramento sui mezzi di comunicazione di massa che ci fa fortemente preoccupare circa lo stato di salute della nostra cosiddetta democrazia. Per questo, stamattina alle dieci, sono stati organizzati presidi di protesta davanti alle sedi RAI. In questo quadro si inserisce purtroppo anche un gravissimo episodio che vede protagonista la nostra Amministrazione comunale.

Sull’ultimo numero del giornale edito dal nostro Comune è stato scientemente censurato dalla pagina dedicata ai gruppi consiliari un nostro comunicato mentre al gruppo del Partito Democratico, in maniera del tutto inusuale, sono stati pubblicati ben due interventi. Interroghiamo pertanto il Sindaco Scundi in qualità di Direttore editoriale del periodico comunale ed esponente di spicco del Partito Democratico (indubbio beneficiario dello spazio a noi sottratto) se intende e come intende intervenire per ripristinare le più elementari regole democratiche, palesemente calpestate, nella conduzione del giornale.

In attesa che vengano accertate le responsabilità di questo inqualificabile ed ulteriore intervento censorio operato nei nostri confronti, intendiamo protestare non partecipando all’odierna seduta del Consiglio Comunale e all’intera attività consiliare fino allo svolgimento delle prossime elezioni europee.

Gruppo consiliare dei Comunisti Uniti
Edoardo Pascarella, Mauro Scolari, Marco Gugliotti
(comunicazione letta durante il Consiglio comunale)
 
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Preso atto dell’utopia e della mancanza di volontà dei politici che amministrano Trezzano, parallelamente alla presentazione dei due quesiti referendari, l’Unione dei comitati trezzanesi ha avviato una serie di incontri con esponenti della Regione Lombardia e con i sindaci della zona allo scopo di mettere a fuoco un progetto che consenta alle istituzioni di prendere definitiva coscienza sulla inderogabile necessità di risolvere gli annosi e sempre più preoccupanti problemi dell’inquinamento, della salute degli abitanti e dello spostamento del traffico di transito dal centro cittadino alla periferia del comune.

L'Unione dei Comitati Trezzanesi ha deciso di rompere gli indugi e dare maggiore forza al proprio impegno per evitare che i cittadini , nei prossimi anni, si trovino di fronte alla totale cementificazione delle aree interessate al percorso della tangenziale e, di conseguenza, siano, loro malgrado, costretti a dover coesistere con tassi d’inquinamento inaccettabili per la salute umana. “Ai “signori” che hanno fatto cadere il progetto di trasferimento alla periferia di Trezzano del traffico di transito e che hanno deciso di sperperare quasi due milioni di euro per realizzare rotonde in pieno centro storico e sulla Vecchia Vigevanese,( interventi che hanno il solo pregio di peggiorare la vivibilità dei cittadini), diciamo che, sarebbe stato sufficiente guardare oltre il loro naso per rendersi conto che, se non viene realizzata oggi, la tangenziale esterna, rischia seriamente di finire in soffitta, con tutti i rischi, compreso quello della salute, che ne deriverebbero per la popolazione".

A fronte di questo rischio gli amministratori di Trezzano cosa fanno? Si rifiutano di realizzare quel tratto di tangenziale esterna che dovrebbe transitare ad oltre cento metri di distanza dalle abitazioni del tr4, perché, dicono, la strada comprometterebbe il parco sud. Il risultato di questo scellerato e forse opportunistico ragionamento sarà, che, via loro dal palazzo comunale, nel breve volgere di pochi anni laddove non si è voluto costruire una strada che sta aspettando di essere realizzata da oltre trent’anni, sorgerà un immenso quartiere e allora addio alla tangenziale esterna, alla vivibilità e alla salute di tutta la popolazione di Trezzano.

A quel punto ai cittadini di questo sfigato e mal amministrato comune dopo essere stati buggerati e costretti a respirare immense quantità di veleni, non resterà che la misera soddisfazione di citare in giudizio per procurato danno ai loro polmoni quei "signori" che, nel frattempo, saranno spariti dalla gestione della cosa pubblica locale. Per evitare che tutto ciò avvenga e per renderli edotti sulla gravità della situazione, l’Unione dei Comitati Trezzanesi ha quindi deciso di avviare incontri con i rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, e, dopo essersi incontrata con i sindaci della zona e aver esposto, agli assessori regionali alla Viabilità e alla Protezione Civile, la drammatica realtà di Trezzano, nel mese di giugno, quando si saranno concluse le elezioni, solleciterà riunioni anche con gli esponenti della Provincia.

Il direttivo dell'Unione comitati trezzanesi
 
Rino Pruiti, consigliere comunale dei Verdi di BuccinascoBUCCINASCO - Sapete perchè il sindaco di Buccinasco chiede le mie dimissioni e quelle del mio collega Maurizio Carbonera. Perché, a suo avviso, sarebbero "responsabili, per lo meno, di scarso controllo nel periodo in cui la criminalità organizzata otteneva gli importanti appalti legati al movimento terra del quartiere di via Guido Rossa .. ".

Dopo aver letto mi sono irritato e ho pensato di dargli una risposta seria. Ma ho cambiato subito idea. Perchè rispondere seriamente a chi ci "accusa" (che coraggio!) di non aver vigilato su di un cantiere privato che è stato pesantemente controllato e sanzionato proprio grazie alle nostre denunce e alla nostra puntuale attività amministrativa? Perchè rispondere seriamente a chi fa finta di non sapere che, "la criminalità organizzata" (che quì si chiama 'ndrangheta), parlando di Maurizio Carbonera durante delle intercettazioni ambientali diceva: "Quello lì, quello lì... ha una vocazione a diventare eroe - Però lui non ha ancora capito che per diventare eroe (...) deve morire".

Questo perchè Carbonera voleva sapere chi operava in sub-appalto x il movimento terra nel cantiere di Via Guido Rossa pur non avendo alcun titolo legale per chiederlo. Aggiungo un piccolo promemoria per chi ha poca memoria: le auto bruciate. L'ex sindaco Maurizio Carbonera ha subito due attentati incendiari. Il 26 marzo 2003, la sua Opel Astra fu bruciata davanti a casa. Sul posto i vigili trovarono una bottiglia con residui di benzina. L'11 novembre 2005, stessa sorte per la Ford Mondeo del primo cittadino. I proiettili: il 25 marzo 2005, in municipio viene recapitata una busta. Dentro, un proiettile di mitragliatore, un biglietto di "auguri" per la Santa Pasqua e una foto di Carbonera. Lo striscione: l'ultima provocazione in città, ancora nel novembre del 2005. Un taglia e cuci su cinque striscioni con il "no" dei cittadini alla mafia che diventa "sì".

Insomma, dopo la vicenda del suo vice-sindaco cacciato, dopo il parricidio politico nei confronti di Guido Lanati, dopo la porcata di Robarello, dopo le denunce alla Corte dei Conti fatte dall'opposizione e dai privati Cittadini, dopo la condanna del Tribunale Amministrativo Regionale, dopo i cinque ricorsi al Tar pendenti, dopo un ricorso al Presidente della Repubblica pendente, dopo i richiami del Prefetto di Milano sui beni confiscati alle mafie, dopo l'auto-sospensione di un consigliere di maggioranza Pdl, arrivate a seguito di un'inchiesta della Magistratura... dopo che la sua maggioranza politica si è sciolta come neve al sole e mantiene la poltrona grazie al gruppo di potere formato dai suoi pavidi consiglieri comunali (terrorizzati dall'idea di andare a casa)... Dopo tutto questo! Cereda Loris chiede le mie dimissioni e quelle dell'amico Maurizio Carbonera!!! Ma secondo voi chi dovrebbe veramente andare fuori dalle balle?

Rino Pruiti, Verdi Buccinasco
 
BUCCINASCO - Ai Cittadini del Comune di Buccinasco Abbiamo ascoltato la conferenza stampa del 19 Maggio del Capo della Squadra Mobile di Milano dott. Francesco Messina durante la quale ha affermato che nel nostro Comune esistono preoccupanti rapporti, che sono in fase di approfondimento, da parte di un Consigliere Comunale con alcuni personaggi della criminalità organizzata.

Dalle indagini risulta inoltre che la ‘ndrangheta avrebbe contribuito a condizionare le Elezioni Amministrative del 2007 nel nostro Comune. Riteniamo che quanto detto confermi le preoccupazioni che come Partiti dell’opposizione avevamo già espresso durante il Consiglio Comunale aperto sulla Legalità del 5 Marzo. Rispetto a questo il Sindaco nel suo editoriale su Buccinasco Informazioni di Marzo aveva negato ogni problema tacciando chi aveva espresso le preoccupazioni di persona priva del senso di responsabilità. Come nel Consiglio Comunale del 21 Aprile nel quale veniva proposto da parte dell’opposizione un ordine del giorno che chiedeva al Prefetto di Milano ed alla Direzione Antimafia informazioni su notizie di stampa rispetto a possibili condizionamenti mafiosi relativi ad un Consigliere Comunale di Buccinasco. In quella occasione il Sindaco ha proposto di non votare una simile richiesta. Proposta condivisa da tutta la maggioranza del Consiglio.

Oggi 21 Maggio lo stesso Sindaco si presenta, insieme con il Segretario Comunale, nella Sala Giunta del Comune ad una conferenza stampa promossa dal Consigliere Luigi Iocca nella quale lo stesso ha raccontato la sua verità. Sorgono spontanee delle domande. Cosa centra la presenza del Sindaco, persona che dovrebbe rappresentare l’Istituzione? Cosa centra la presenza del Segretario Comunale, persona che ha il compito di garantire il rispetto delle leggi? Come mai una simile iniziativa viene fatta nella Sala Giunta del Comune? Tutto questo conferma ulteriormente che la persona che copre il ruolo di Sindaco non è capace di interpretare il suo ruolo istituzionale e non ha chiara l’importanza della legalità in riferimento alla vita di una comunità cittadina.

Al Sindaco rivolgiamo l’invito a fare chiarezza all’interno della sua maggioranza contribuendo a far dimettere, in forma precauzionale, il Consigliere Luigi Iocca da tutti i ruoli di responsabilità che copre all’interno del Consiglio Comunale sospendendosi immediatamente dalle attività del Consiglio finchè la sua posizione non sarà chiarita. Al Sindaco rivolgiamo l’invito a rivedere le scelte rispetto alla presenza della criminalità organizzata e ripensare gli interventi sul territorio. In caso di risposte negative, come forze di opposizione, decideremo forti iniziative che coinvolgeranno i cittadini e le Istituzioni.

Le forze di opposizione del Consiglio Comunale di Buccinasco
 
CISLIANO - Usciamo dalla polemica politica acuita dalla competizione elettorale. Il paesaggio è un bene comune irripetibile, una ricchezza sul quale realizzare uno sviluppo sostenibile, per questo deve essere tutelato e valorizzato, non a caso a Magenta in questi giorni ci sarà l'utile Expo Parchi.

Per questo proponiamo che i gestori del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano siano in prima linea a sostenere le attività ecocompatibili, anche industriali e di ricerca. Dalla risorsa paesaggio si può, e deve, creare un'economia che non sia la stanca ripetizione del consumo di suolo dell'area metropolitana che tutto ingloba. Sappiamo anche dell'insopprimibile necessità di mobilità delle persone, e delle relative criticità del traffico, anche nelle nostre zone. La primaria risposta data finora è quella di una grande arteria stradale, che sigillerà inevitabilmente la zona di riserva integrale dei parchi, rovinando anche zone assai piacevoli del nostro paesaggio, citiamo Robecco e Cassinetta, ma facciamo torto ad altre realtà. La richiesta è di potenziare innanzitutto la viabilità locale esistente, anche con locali tangenziali per evitare i centri abitati più disagiati dal traffico di attraversamento, Robecco e Abbiategrasso, per esempio. Notiamo con dispiacere che il sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, ha preso posizione a favore dell'opera, quando in passato non ha mai fatto mancare il suo parere critico.

Ci dispiace, speriamo che in caso di parere favorevole dell'opera almeno tuteli coloro che vivono nei dintorni, come non è stato fatto nella recente fase di presentazione delle osservazioni agli espropri. Ci permettiamo di far notare che lo sviluppo dell'aeroporto di Malpensa ha subito un brutto stop che non ci rallegra. Un simile problema potrebbe essere usato, per esempio, per realizzare la valutazione d'impatto ambientale mancante sin dall'avvio della trasformazione in scalo intercontinentale, e magari adottando norme di tutela più stringenti per gli scarichi atmosferici e acustici. Miglioramenti adottati, per esempio, a Londra.

Ci permettiamo sommessamente di far notare come la capitale inglese abbia un modello di sviluppo più simile a quello che vorrebbero i fautori della superstrada, che noi. Ci pare ora di mettere fine nel nostro paese a questi derby al ribasso sulla qualità della vita. Una metropoli simbolo della globalizzazione ha adottato standard qualitativi più stringenti di noi che viviamo in parco, e ci fa pure sviluppo economico. In politichese vi chiediamo di cambiare paradigmi, ispirandovi alla Conferenza internazionale di Rio de Janeiro del '92, quella dove nacquero le Agende 21 per lo sviluppo sostenibile. In Europa non mancano le buone pratiche cui ispirarsi.

Associazione Verdi Ambiente e Società Onlus (Vas), circolo Ticinia
 
CORSICO - Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani di Corsico (MI) esprimono la loro solidarietà al consigliere comunale dei Socialisti Corsichesi Giacomo Di Capua per l’aggressione subita da parte di Maurizio Mannino, consigliere comunale di Alleanza Nazionale verso il Popolo delle Libertà.

Un fatto che riteniamo non possa passare inosservato poiché rappresenta una grave violazione delle norme civili e del dibattito politico: durante il Consiglio Comunale del 7 maggio scorso Di Capua si è permesso di richiamare all’attenzione i colleghi criticando la scarsa partecipazione durante i lavori di alcuni membri del consiglio. Mannino ha reagito subito con disprezzo e al termine del Consiglio la discussione si è accesa e Mannino non ha saputo reagire alle critiche con l’arma delle parole, come si è soliti adoperare nelle aule della politica; ha invece colpito con un calcio tra il sedere e l’addome Di Capua che è stato costretto a ricorrere a cure mediche. Siamo di fronte ad un comportamento irrispettoso della pratica politica e democratica, da condannare senza alcun riserbo.

Stigmatizziamo gesti simili, reputando l’evento un vero e proprio atto d’inciviltà, non consono ad un rappresentante delle istituzioni che dovrebbe piuttosto far valere le proprie ragioni nel rispetto delle opinioni altrui, senza prevaricazioni o atti di violenza. Per questo chiediamo, se non altro, le scuse ufficiali del consigliere Mannino, auspicando che tali eventi non si ripetano e siano di monito per il rispetto dell’ordine democratico e pluralista. Se queste scuse non verranno presentate entro il prossimo Consiglio comunale, chiediamo che tutti i consiglieri votino una mozione di censura del comportamento inqualificabile del consigliere Mannino.

Ivan Caccianiga - segretario PRC corsichese
Mirko Bozzato - segretario PDCI corsichese
 
Tiziana Maiolo, candidata sindaco a RozzanoROZZANO - Una continua escalation nelle intimidazioni stile Unione Sovietica rivolte alla mia persona. Stamattina l'ennesima prova di quanto sia difficile condurre questa campagna elettorale a Rozzano. Dopo gli insulti oggi, mentre ero a Telelombardia, sono arrivate le minacce. Un uomo ha chiamato urlando che non avrei mai vinto a Rozzano e che, visto che l'avevo buttato fuori dal mio ufficio (io non ho un ufficio a Rozzano), mi avrebbe aspettato fuori per farmela pagare.

Ho chiesto più volte all'uomo di dirmi il suo nome, ma il mio aggressore ha preferito restare nell'anonimato. Non sarà, però, difficile rintracciarlo visto che Telelombardia registra tutte le chiamate. Intendo segnalare alle autorità competenti sia i fatti di sabato 9 al mercato che l'atteggiamento della vigilanza urbana che quanto mi è accaduto questa mattina e prego il Sindaco uscente di vigilare meglio sulla sua città e sui suoi cittadini.

Tiziana Maiolo, candidata sindaco Pdl a Rozzano
 
Lettera aperta del Comitato No Tangenziale al Comune di Abbiategrasso
ABBIATEGRASSO - Le ultime dichiarazioni apparse sulla stampa da parte degli amministratori di Abbiategrasso sul tema della Tangenziale Cusago-Magenta meritano delle precisazioni in quanto vi sono parecchie inesattezze e verità volutamente sottaciute.

Spesso capita che le dichiarazioni dei sindaci vengano dettate da esigenze d’interesse politico e campanilistico, quando invece sui temi ambientali bisognerebbe usare più cautela e saggezza, cosa che non si è verificata in questi ultimi anni dalle parti del Comune di Abbiategrasso, qualsiasi colore politico abbia avuto. Noi pensiamo che Voi stiate clamorosamente sbagliando, perché considerare la valutazione di un’opera devastante come questa in base al numero di abitanti di ogni paese è una affermazione di basso profilo oltre che un insulto all’intelligenza dei cittadini del territorio.

E' come voler classificare i Comuni coinvolti in paesi di Serie A e paesi di Serie B. Abbiamo ben capito quali siano i motivi dell’intransigenza dell’amministrazione di Abbiategrasso e di Magenta (unici comuni ancora favorevoli) nel volere ad ogni costo quest’opera: 1) Anas “regalerà” ad Abbiategrasso la circonvallazione da Mendosio alla Vecchia Soria. 2) Anas “regalerà” a Magenta la variante di Ponte Nuovo sui terreni del Comune di Boffalora senza che i cittadini di Boffalora sappiano nulla . La crisi dello sviluppo commerciale del sud-ovest milanese non è dovuto alla mancanza di una Tangenziale; le ragioni sono altre!

Le immense aree commerciali dismesse sono lì a dimostrare che, se qualche impreditore vuole, si può ancora investire sul nostro territorio, senza dimenticare la sua vera vocazione: quella dell’eccellenza agricola che con quest’opera verrebbe ridicolizzata. Ricordate la scritta all’ingresso di Abbiategrasso, città slow con lo zola al PM10? Niente di più azzeccato! I tal senso il Comune di Abbiategrasso, nell’ambito dell’approvazione del nuovo Pgt e vista la sua "sensibilità" nel mantenimento dell’agricoltura della zona, ha avuto la bell’idea di convocare lunedì 11 maggio gli agricoltori e le associazioni ambientaliste (NB solo WWF e Italia Nostra!) alle ore 18, sapendo (ci auguriamo) che in questo periodo e soprattutto a quell'ora , gli agricoltori sono impegnati nelle semine e nei raccolti, oltre che nella mungitura delle vacche. Risultato: solo sei presenze!

L’assessore reg. Cattaneo ha dichiarato che in Regione sono state accolte gran parte delle osservazioni presentate dai comuni. Ebbene, il progetto preliminare e quello attuale dimostrano che Anas non ha minimamente tenuto conto di nessuna miglioria richiesta. Anzi, in alcuni casi, ne ha peggiorato l’impatto (vedi tratto Albairate – Robecco). Tutto questo dimostra l’incapacità cronica di quest’amministrazione nell’affrontare il tema viabilistico e, più in generale, la mancanza di capacità di concertazione fra i vari Comuni interessati. Il sindaco di Abbiategrasso Albetti dovrebbe dire la verità, ossia che questa strada non rientra nel piano d’area di Malpensa e che sul tema delle strutture prioritarie per l’Expo 2015 non c ‘è ancora nulla di definitivamente confermato o garantito.

Ribadiamo la nostra più completa contrarietà all’opera; la consapevolezza che ora anche molti altri comuni (prima molto più morbidi o favorevoli nei confronti del progetto) hanno assunto posizione nettamente contraria, ora che hanno capito che ANAS va per la sua strada, ci rende ancora più determinati nel proseguire la nostra battaglia. Vorremmo infine ringraziare le molte decine di espropriati che hanno deciso di preparare insieme a noi le osservazioni al progetto e che con noi faranno piovere un’ondata di ricorsi presso le sedi di competenza.

Il Comitato No Tangenziale
 
Parco pertini vietato ai cani: lettera di diffida della Lega anti VivisezioneCESANO BOSCONE - Il sottoscritto Gianluca Felicetti, nella sua qualità di Presidente e legale rappresentante della LAV – Lega Anti Vivisezione Onlus, con sede in Roma - Via Piave n 7,

PREMESSO

• che la LAV Lega Anti Vivisezione Onlus è Ente morale riconosciuto dal Ministero dell’Interno con Decreto del 19.05.1998, Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta con Decreto del Ministero dell’Ambiente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 24 marzo 2007, primo Ente animalista riconosciuto con Decreto del Ministero della Salute ex art 19 quater legge 189 del 2004 con finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali, ed i cui scopi sociali sono rivolti, come da statuto, alla tutela ed alla protezione degli animali, con la finalità tra l’altro di “battersi contro ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali umani e non umani, sull'ambiente per il rispetto del diritto alla vita di ogni essere vivente”;

• che la Lav vanta un diritto soggettivo, o, affinchè la pubblica amministrazione, nel caso de quo in persona del Sindaco di Cesano Boscone, agisca nel rispetto delle regole che scandiscono la tutela degli animali d’affezione, diritto risarcibile quanto meno riguardo l’interesse negativo ossia le spese processuali che saranno sostenute dall’Ente per far valere la corretta procedura in materia di animali da affezione( Cass.Sez.I n 157/03, CDS Sez VI n 1945/03)

• che il sindaco di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo, ha emanato l’ordinanza sindacale oggi contestata in cui rilevato che” l’abbandono delle deiezioni solide animali sul suolo pubblico, e in particolare sui prati e nelle aiuole dei parchi pubblici destinati alla ricreazione e allo svago, possono comportare rischi per salute della popolazione”si vieta “di condurre cani all’interno del parco Sandro Pertini in quanto area pubblica adibita prevalentementea luogo di ritrovo per le persone e gioco per i bambini”

CONSIDERATO CHE

• Regolamento di Polizia Veterinaria D.P.R. n. 320 del 1954 che, all’art. 83, prescrive: “ c) l'obbligo di idonea museruola per i cani non condotti al guinzaglio quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico; d) l'obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto”

• Il DPR sopra citato vieta espressamente l'accesso ai cani solo nei teatri/cinema, negli ospedali/luoghi di cura (a meno che non si applichi la pet therapy), nei luoghi di culto.

• un divieto di accesso ai cani alle aree verdi appare quindi del tutto privo di fondamento normativo.

• A tale proposito, in un caso del tutto analogo, in cui il sindaco di Treviso ha tentato di vietare l’accesso ai cani ad alcune zone della città, il TAR del Veneto si è espresso annullando tale ordinanza

• Il Tar nel dichiarare suddetta ordinanza illegittima,ha infatti rilevato che “Il provvedimento, con il quale è stato fatto divieto ai proprietari ed ai detentori di cani, anche in temporanea consegna ed a qualsiasi titolo (…) di condurre lo stesso in particolari località": vìola i principi di adeguatezza e proporzionalità tra azione e reazione, laddove, anziché contrastare il riscontrato fenomeno con i normali mezzi predisposti dall’ordinamento (maggiore prevenzione, inasprimenti dei controlli e della repressione), vieta puramente e semplicemente un determinato comportamento, incidendo peraltro sulla libertà dei proprietari-detentori di cani, ai quali sono interdette talune zone della città. Pertanto, al fine di giustificare il potere esercitato dal Sindaco, non é richiamabile l’art. 37 del regolamento comunale di polizia urbana (che consente la limitazione ricorrendo specifiche e ben individuate circostanze). Pres. Zuballi - Est. Rovis. TAR - Veneto, sezione, III, 27 luglio 2004, Ordinanza n. 797 Tutto ciò premesso e considerato, l’Ente scrivente formalmente

CHIEDE

che il Sindaco del Comune di Cesano Boscone, voglia disporre l’immediata sospensione ed il conseguente ritiro in autotutela della norma che vieta l’ingresso dei cani all’interno del Parco Sandro Pertini contenuta nell’ordinanza in oggetto, SI INVITA il Prefetto, qualora ne ravvisi i presupposti, a voler intervenire in caso di inadempienza del Sindaco. SI COMUNICA che la LAV - Lega Anti Vivisezione, rimanendo in attesa di un riscontro in tal senso e di conoscere le determinazioni assunte ai sensi della L.241/1990, in base ai diritti ed alle facoltà che le sono state riconosciute per legge ed in ottemperanza al Decreto del Ministero della Salute ex art 19 quater legge 189 del 2004, si riserva di intervenire con ogni azione legale che riterrà opportuna a tutela dei cani.

Roma, 11/05/2009
Il Presidente Lav Gianluca Felicetti

 
Pieve, lettera di un cittadino: senza più T-red i vigli di tartassano con le multePIEVE EMANUELE - Caro Sig. Sindaco, oggi, 15 maggio 2009, alcuni cittadini di Pieve Emanuele hanno iniziato la giornata con un amara sorpresa. Davanti alle scuola Materna Don Zeno di Piazza Puccini, mentre sostavano brevemente per poter accompagnare i bambini all’interno delle classi, si sono visti fioccare dai nostri ben amati Vigili urbani multe per divieto di sosta.

Come ben sottolineato in modo sgarbato e arrogante dal nostro comandante Boselli, i vigili sono stati “Chiamati o Mandati” a compiere tale servizio di pubblica utilità. Ora come cittadina di un Comune evidentemente ostile ai suoi residenti mi interrogo in merito a tali comportamenti dell’amministrazione. Qual è il compito dei Vigili Urbani? Faccio una ricerca in internet e da un sito di un Comune scarico un documento redatto dai vigili stessi. "Essere attualmente un vigile urbano significa soprattutto stare al servizio e a disposizione della città, della collettività, della comunità e del cittadino in quanto il compito del vigile urbano è di svolgere un servizio di interesse pubblico; essere socialmente utile, avere un importante ruolo sociale e far parte attivamente della società. Inoltre significa applicare le leggi e far rispettare la legalità in quanto tutore dell’ordine e della sicurezza pubblica nello svolgimento di specifici compiti istituzionali, esporsi a tutto ed essere sempre pronti a fronteggiare qualsiasi tipo di richiesta e di evenienza, costituire il tramite tra i cittadini e l’Amministrazione, conoscere bene la professione ed essere preparati perché l’utenza richiede sempre di più maggiore competenza e grande preparazione".

Allora in quest’ottica c’è qualcosa nella nostra amministrazione che non funziona….. Faccio una breve cronistoria per sottolineare a cosa mi riferisco. Mia figlia frequenta la scuola materna Don Zeno da ben 2 anni. Come tutti i cittadini sanno questa scuola ha un accesso da via Mascagni, proprio a fianco all’ingresso del cantiere dei negozi di piazza Puccini. Ora in questi 2 lunghissimi anni di lavori, dove questa strada era senza uscita, non si è MAI e poi MAI visto un vigile urbano a regolare l’ingresso, il transito e la sosta in questa zona. I nostri bambini si sono trovati a passare in mezzo alla strada, senza marciapiedi, mentre attraversavano la strada non asfaltata piena di fango, cumuli di immondizia dei negozi, con ruspe e camion del cantiere che attraversavano in continuazione il passaggio di fronte alla scuola. Guarda caso finiti i lavori, in una giornata di pioggia di maggio, i Vigili vengono “mandati” a controllare le auto in divieto di sosta in via Mascagni dalle 8.30 alle 9.00, orario scolastico, quando ormai la strada a doppio senso è libera e la breve sosta dei genitori, seppur in divieto visto che i pochi parcheggi presenti vicino ai negozi sono totalmente occupati dai residenti, non ingombra o ostruisce la carreggiata e non arreca danno ai cittadini.

Nonostante ciò il comportamento del Comandante Boselli poteva essere diverso e sicuramente più garbato. Dare un esempio, se ciò era necessario, era possibile; bastava rimanere in sevizio davanti alla scuola, come i vigili urbani dovrebbero fare davanti in tutte le scuole del territorio in quell’orario, e indicare ai genitori zone più opportune per il parcheggio o meglio tollerare le brevi soste controllando che non arrechino intralcio al traffico. Stranamente quest’atteggiamento viene invece utilizzato per via dei Pini, nel pomeriggio, quando alcuni “personaggi” parcheggiano in doppia fila ingombrando completamente la carreggiata al passaggio dell’ATM, per recarsi al bar o alla ricevitoria del lotto. Allora mi domando, visto che i cittadini non conoscono più i dettagli del bilancio di previsione 2009, non è che per mantenere il famoso “patto di stabilità” l’amministrazione ha preventivato un cospicuo introito relativo alle contravvenzioni? Mancando il budget dei T-red bisogna allora recuperare altrove???

I cittadini di Pieve vengano pre-avvisati di ciò e per coloro che sono incappati in questa sanzione, sicuramente tutte famiglie molto abbienti che non subiscono i disagi della crisi economica, che si rechino a pagare la multa insieme al bollettino di circa 100 euro/figlio dell’eccezionale servizio mensa scolastica, tonno wurstel e pasta in bianco, e l’iscrizione agli economici centri estivi (70 euro settimana) e poi…. Mancano solo 15 gg alla fine del mese….. Caro Sindaco, la sensazione recente di vivere a Pieve Emanuele è quella di una lotta quotidiana con l’amministrazione per la sopravvivenza. Strano visto che il Comune e l’Amministrazione.. siamo noi………. C’è qualcosa che non funziona e che continuamente sfiducia il cittadino nel confronto delle istituzioni locali… non le sembra il caso di dare una svolta a questa situazione???

Cordiali Saluti da un cittadina indignata
Angela M. Rizzo
 

Cusago: i rom ci prendono per i fondelliCUSAGO - Vi scrivo perché indignato, mortificato e prossimo ad essere anche rassegnato. Ormai da oltre un mese, come del resto avete documentato accuratamente, dobbiamo assistere allo spettacolo indecente dell’accampamento zingari (rom, sinti, etc etc) sulla via Cusago in prossimità del nostro paese (Cusago).

È forse la quarta volta in pochi giorni che alla mattina i vigili accennano ad un sgombero e nel giro di poche ore (forse minuti), gli zingari ritornano sulla strada. Una presa in giro che oltre a costare ai contribuenti dimostra che in Italia, grazie al garantismo ed al falso buonismo, chi viola la legge, se appartiene a minoranze etniche, è considerato in modo diverso e più benevolo rispetto alla maggioranza dei cittadini.

E non mi addentro nella ricerca dei motivi per i quali ci siano in bella mostra auto del costo di svariati migliaia di euro. E neanche del perché di giorno “gli uomini” siano sempre presenti (ma che lavoro faranno e in che ore?). Cosa ci resta da fare per vivere tranquilli?

Un cittadino di Cusago


Gent.mo lettore,
quello dei rom lungo la Provinciale 114 è un problema che ormai ha la barba bianca, a Cusago. Il problema è che questa gente se ne frega delle nostre leggi. Ma quel che è peggio è che se ne fregano pure di rispettarci. Si infilano nei vuoti normativi del nostro Paese. Approfittando, peraltro, della presenza di donne e bambini nella loro "colonia": queste donne e questi bambini diventano anzi gli strumenti coi quali viene perpetrata la "presa per i fondelli".

Ho ancora vivo il ricordo di quanto accaduto lo scorso anno: all'altezza di una delle rotonde di via Parri (quella del supermercato) due agenti motociclisti della Polizia locale milanese furono speronati dal conducente (rom) dell'auto che stavano inseguendo, in direzione Cusago. L'avevano appena pizzicato a tentare la classica "truffa dello specchietto", all'altezza della fermata Bisceglie della Metropolitana. A uno dei 'ghisa' i medici asportarono la milza, in seguito alla rovinosa caduta dalla moto.

Ebbene: le indagini della Polizia locale dimostrarono che il rom alla guida dell'auto proveniva proprio dall'accampamento adiacente il confine con Cusago. Un giovane di 19 anni, che riuscì a sfuggire. Mezzora dopo l'incidente, non c'era più traccia di camper e auto di lusso nei pressi dei "Caminetti" di Monzoro. Bisogna attendere la prossima tragedia (o sfiorata tragedia) affinché sia ristabilito il dovuto decoro nella zona? Giro la domanda alle istituzioni competenti, unendomi al suo sdegno.

Cordiali saluti
Davide Bortone

 
Bimba morta per una complicazione della varicella, a Cesano Boscone: la zia chiede spiegazioniCESANO BOSCONE - Salve, sono la zia della bambina deceduta il 5 maggio. Oltre al profondo dolore che abbiamo dovuto subire, ci chiediamo come possa accadere un evento cosi tragico, non troviamo risposta.

Sono mamma di una bambina di 24 mesi e più di una volta sono dovuta ricorrere all'ospedale perchè non esiste a Cesano Boscone una guardia medica pediatrica. Forse se ci fosse stata tutto questo non sarebbe accaduto. O forse no.

Non sarebbe ora di mettere a disposizione del cittadino un presidio medico pediatrico a Cesano Boscone senza dover correre tutte le volte a Milano, rischiando di non fare in tempo?

Lettera firmata
 
CORSICO - Le Anpi di Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio e Buccinasco sono venute a conoscenza di un gesto di violenza messo in atto da parte di un consigliere nei confronti di un altro consigliere di una diversa fazione politica di Corsico, a seguito di una divergenza di opinione.

Ritengono tale gesto un vero e proprio atto incivile, non consono di un paese democratico e non possono esimersi dal condannarlo. Ogni cittadino dovrebbe essere solito mantenere comportamenti civili e nel rispetto delle opinioni altrui, e a maggior ragione questo dovrebbe farlo un rappresentante delle istituzioni.

Chi rappresenta le istituzioni per primo è chiamato a dare il buon esempio e tra cittadini deve esistere il rispetto reciproco. Auspichiamo con forza che tali gesti non vengano più utilizzati e invitiamo tutti a sostenere la cultura della non violenza e della non prevaricazione.

Le Anpi di Corsico, Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Buccinasco
 
Controlli sulla velocità da parte della Polizia localePIEVE EMANUELE - Vi scrivo per parlarvi di un fatto che è successo nei giorni scorsi. La polizia municipale di Pieve Emanuele ha messo in una macchina del Comune un autovelox. Il cartello era quasi invisibile (infatti non l'ho visto) e la macchina con il velox era messa in modo tale che al passaggio delle macchine fosse invisibile (ha parcheggiato attaccato ad un suv senza rispettare le strisce del parcheggio).

Ma il problema qual è? Che si sono messi a multare in via dei Pini!!! Dove secondo loro il limite è a 30 chilometri orari, e io ho preso una multa perchè andavo a 34 chilometri orari. Lo trovo vergognoso. Un modo palese di fare soldi. E' impossibile farsi tutto quel vialone a 30 chilometri orari. Ci ho provato, ma come si fa? Poi se si va un po' piu avanti di via dei Pini e si vedono macchine in seconda o terza fila, ma senza che gli si dica niente.

Oppure sullo stradone che porta da Pieve a Fizzonasco, dove le macchine corrono almeno 100 chilometri orari e compiono sorpassi azzardati!!! Ma evidentemente quelli son più difficili da fermare. Molto piu semblice rubare soldi a chi va a 34 chilometri orari. Lo trovo davvero vergognoso che si metta un autovelox dove c'è il limite a 30!! Già è scandaloso il limite a 30, multare per quello è ancora più vergognoso! Sono davvero allibito!!

Distinti saluti
L.P.
 
 Redazione ( 10/05/2009 - 08:42:52,  Le vostre lettere)
Davide Currò, della lista Aria pulita, scrive a Tiziana Maiolo dopo la rissa al mercatoROZZANO - Gentile Tiziana Maiolo, ho appreso che questa mattina, sabato 9 Maggio, al mercato sei stata oggetto di violenza fisica, insulti, minacce a seguito di una discussione con alcuni sostenitori del sindaco PD Massimo D'Avolio.

Per questo ti esprimo la mia personale solidarietà, quella di tutto il movimento Aria Pulita, nonché del nostro candidato sindaco, il Prof. Marco Parma. Da quando sei arrivata a Rozzano in veste di candidata sindaco del PDL hai avuto modo di accorgerti velocemente del clima politico della Città. Questo è certamente un aspetto a tuo favore, visto che Mariarosa Malinverno (altra candidata sindaco) ci ha messo quasi 5 anni (pur essendo già stata sindaco per i precedenti 9 anni) e solo adesso, a un mese dalla elezioni, ha deciso di rassegnare le dimissioni da presidente della fondazione Rudh, cordone ombelicale da 640 mila euro annui che ancora la legava di fatto al suo ex-pupillo, l'attuale sindaco D'Avolio.

Purtroppo, non è altrettanto a tuo favore il fatto che il tuo predecessore candidato sindaco di Forza Italia, Michele Procida, 5 anni or sono di questi tempi diceva cose simili alle tue, per poi entrare in Consiglio Comunale a fare opposizione (questo naturalmente è un mio personalissimo giudizio) giusto il tempo di negoziare un posto nel consiglio di amministrazione di API (la società del Comune di Rozzano famosa per i 50 milioni di euro del teleriscaldamento che anche tu hai condannato pochi giorni fa). E proprio l'ex candidato sindaco di Forza Italia Michele Procida è, a mio avviso, la chiave di lettura per interpretare questo bizzarro fenomeno rozzanese. Come si può al tempo stesso permanere nel consiglio di amministrazione di una società, API nel caso specifico, e poi dai banchi del Consiglio Comunale stare all'opposizione e contestare la scelta del Comune di ratificare il piano da 50 milioni di euro di API stessa? La risposta, che sicuramente ti sarai data da sola, è semplice: non si può. Oppure si sta facendo finta di fare opposizione. Ecco, allora, la riflessione che voglio proporti dopo che tu stessa hai sperimentato l'atmosfera antidemocratica che si respira a Rozzano è la seguente: come ha potuto verificarsi questo stato di cose?

Come è possibile che l'opposizione di Rozzano l'abbia consentito? Come è possibile che non ci sia stata una *vera* opposizione contro il giornale ViviRozzano, finanziato con i soldi dei cittadini rozzanesi e controllato dalla moglie del sindaco D'Avolio che da anni ne fa uno strumento propagandistico per il marito? Come è possibile che nessuno abbia denunciato i 17 mila euro spesi per un soggiorno al mare in albergo a 5 stelle a Camogli da questo sindaco e la sua maggioranza? E come mai nessuno ha mai fiatato sul clientelismo delle assunzioni o sulle consulenze e gli stipendi d'oro che vengono elargiti a Rozzano? Ora, cara Tiziana, tu hai troppa esperienza e sei troppo intelligente per non sapere che se un consigliere di opposizione si limita a "sussurrare" la sua opposizione in Consiglio Comunale, questa non è *opposizione*. In definitiva, cara Tiziana, il tuo "esercito" in questi cinque anni si è rammollito. Non tutti forse, ma di certo qualcuno (più di uno..) si è lasciato "conquistare", "ammorbidire", negoziando o svendendo l'interesse della città per piccoli favori personali, per figli, parenti o amici.

Qualcuno poi avrà seguito i suoi personalissimi processi politici, non lo metto in dubbio. E' quasi comico pensare a come il "duro e puro" candidato sindaco di 5 anni fa della Lega Nord, Aristide Rossi, ora lo troviamo nella liste a sostegno del candidato sindaco PD D'Avolio. Questa opposizione, fra le cui file figurano ex candidati sindaci, ex vicesindaci, ex assessori, ha lasciato che questo sindaco, questa amministrazione, facesse quanto ha fatto e si arrivasse al punto che tu hai avuto il dispiacere di testare sulla tua pelle questa mattina. E allora, Tiziana, mi permetto di regalarti un suggerimento. Passa bene in rassegna il tuo "esercito" e assicurati che nelle tasche non abbia moneta del nemico. Dopodiché, non chiederci di unirci a te per denunciare una situazione che il consigliere comunale Davide Currò denuncia da anni. Chiediti come mai oggi un solo consigliere di Aria Pulita valga quanto 10 dei "tuoi" consiglieri di opposizione. Buona campagna elettorale. Affezionatamente

Davide Currò, lista Aria Pulita
 
Ancora polemiche sui referendum a Trezzano sul NaviglioTREZZANO SUL NAVIGLIO - Preso atto della ferma e non modificabile decisione del Tribunale Ordinario di Milano, comunicataci con lettera datata 22 aprile 2009, protocollo n° 11.689, ci permettiamo di proporre e segnalare quanto segue:

a) Sostituire la figura del magistrato con quella di un secondo avvocato che, a differenza di quello già previsto, abbia le seguenti caratteristiche: 1° Sia professionalmente specializzato nel settore amministrativo e degli Enti Locali. 2° Non abbia mai avuto rapporti di alcun tipo con l’amministrazione comunale e con i membri di Consiglio Comunale e Giunta Municipale

b) Limitare la modifica da apportare al regolamento alla sola sostituzione della figura del magistrato, rinviando ad una fase successiva allo svolgimento del referendum eventuali e più ampie modifiche allo stesso regolamento

c) Porre all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale la modifica dell’art. 11 del regolamento comunale.

A proposito di quanto affermato ai punti A, B e C, facciamo inoltre presente che il problema relativo all’impossibilità della costituzione del Comitato dei Garanti è sorto dopo e non prima della presentazione della documentazione (9 marzo2009, protocollo n° 6663) e pertanto non può in alcun modo inficiare o protrarre a lungo, per aspetti che sono solo ed esclusivamente di carattere politico amministrativo e dell’amministrazione comunale di Trezzano, quello che è un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica italiana.

Rammentiamo, infine, che qualsiasi scelta che non tenga conto di una sollecita procedura per superare le evidenti superficialità amministrative e quello che il Tribunale di Milano ritiene una "previsione contenuta nello statuto Comunale non idonea a legittimare e consentire la partecipazione di un magistrato ordinario al comitato previsto dall’art.11", potrebbe essere considerato irragionevolmente dilatorio e dunque lesivo del diritto dei cittadini di esprimersi attraverso un referendum previsto dalle Leggi italiane. Sicuri di una sollecita soluzione del problema venutosi a creare all’interno dell’istituzione locale, cogliamo l’occasione per porgere i più cordiali saluti.

Lettera inviata al sindaco dall'Unione comitati trezzanesi
 
Un pastore tedesco in un parcoCESANO BOSCONE - Caro Sindaco, le scriviamo in merito all'ordinanaza da lei emessa che vieta ai cani l'ingesso ai parchi....perchè portano malattie. Cosa? Malattie? Non possiamo credere alle nostre orecchie. E' talmente triste che fa quasi ridere! Bisognava proprio partorire un'idea del genere per guadagnare notorietà davanti ai propri cittadini? Ci saranno altre cose a cui pensare nel Vostro comune, ci auguriamo!

E dire che pensavamo che la luna fosse molto lontana, ma a quanto pare basta guardare non tanto in là, solo allle porte di Milano per capire come davvero questa Terra sia abitata da paranoici e ipocondriaci alieni. Ci creda vorremmo davvero protestare per questa iniziativa, ma risulta talmente ai limiti dell'assurdo da non fornirci neanche elementi per contestarla.

Ma ci proveremo comunque: 1 - Cosa intelligente e molto funzionale sarebbe stata l'organizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione per istruire le persone a raccogliere sempre ed ovunque le feci dei loro animali, e a portarli sempre al guinzaglio per non perderne mai il controllo.

2 - Ci piacerebbe davvero conoscere, e non lo diciamo tanto per dire, gli esperti da lei menzionati che parlano di queste ben 150 malattie e vorremmo sapere quali sono queste gravi patologie e quante persone le hanno contratte. Farebbe cosa gradita a volere farci entrare in contatto con questi esperti.

3 - Lei parla di inquinamento del terreno a causa delle feci dei cani ma si dovrebbe rendere conto che mentre i cani inquinano con il minimo indispensabile (cioè quello che esce dal loro corpo), noi riversiamo di tutto e di più su questa povera Terra, producendo quintali e quintali di spazzatura a volte anche molto pericolosa.

4 - Che ne dice allora di tutto quel letame prodotto dagli animali d'allevamento, tra i primi fattori dell'inquinamento delle acque del suolo e dell'aria? Quello si che sarebbe un problema da risolvere. Ma nessuno oserebbe mai dire "Chiudiamo gli allevamenti perchè il letame degli animali inquina troppo!!!".

5 - Infine crediamo che non ci sia spettacolo migliore di un posto verde dove serenamente ed amorevolmente convivono animali, bambini, adulti ed anche amministratori. La terra è di tutti.
Cordiali saluti

L.I.D.A (Lega Italiana Diritti Animali)
Sezione di Tortona - ONLUS via S. Brighenti, 18 Tortona (AL)
 
Rino Pruiti, consigliere dei Verdi a BuccinascoBUCCINASCO - Loris Cereda, Sindaco sempre più pro-tempore di Buccinasco è riuscito a rovinare anche la nostra festa del 25 aprile (che poi è anche il mio compleanno). Lo ha fatto con cognizione di causa, con premeditazione, cattiveria ed esaltazione politico-ideologica.

Si presuppone che un Sindaco faccia un discorso sul 25 aprile alla festa del 25 aprile, Cereda NO! Cereda ha parlato di Berlusconi che lavora 20 ore al giorno e dovrebbe essere santificato subito e ringraziato dagli italiani per questo. Cereda ha parlato del terremoto dell'Abruzzo e delle grandi cose fatte da Berlusconi (?), si è risentito della mancanza di unanimità e accondiscendenza verso l'operato del Governo, se l'è presa con la trasmissione di Santoro "anno zero" rea di essere stata l'unica voce fuori dal coro dei servi dell'informazione pubblica e privata.

Loris Cereda ha parlato per poco meno di 5 minuti perchè il pubblico presente (molti anziani), disgustato, ha cominciato a rumoreggiare indignato... molti sono andati via subito. Perfino esponenti della destra locale, con cui ho scambiato qualche battuta alla fine della cerimonia, hanno espresso forte critiche al Sindaco rispetto al suo breve devastante discorso. Nessun altro personaggio Istituzionale ha poi avuto il coraggio di prendere la parola durante le celebrazioni.

La dignità e l'onore di Buccinasco sono stati "salvati" dal rappresentante dell'Associazione Nazionale Partigiani D’Italia - Sezione “FULVIO FORMENTI” (Buccinasco) che ha fatto un bel discorso, centrato e attuale sul 25 aprile. Adesso mi chiedo e vi chiedo? Ma questo Sindaco rappresenta veramente il nostro Comune? Quanto ancora i Cittadini innocenti dovranno subire?

Rino Pruiti (Verdi Buccinasco)
 
Una lavoratrice della Hitman di Corsico durante una manifestazione organizzata prima dell'approvazione del piano di rilancioCORSICO - Sinistra democratica esprime piena soddisfazione per l’approvazione dell’Atto di indirizzo per il Piano di rilancio della Hitman. Nella giornata del 20 aprile abbiamo fatto conoscere la posizione di Sinistra democratica, in modo pubblico e l’abbiamo comunicata direttamente alle delegate della Rsu, volutamente "prima" dello svolgimento del Consiglio Comunale, proprio perché eravamo a conoscenza delle posizioni differenti del nostro consigliere comunale.

Le posizioni di Luigi Autunno sono legittime, non è la prima volta che ci si confronta anche aspramente, sui temi del lavoro e difesa del territorio, ma semplicemente non è la posizione di Sinistra democratica. Il Piano di rilancio approvato il 20 aprile da una risposta alla "difesa" dell’occupazione di lavoratrici e lavoratori, che, non va dimenticato, erano già fuori dall’azienda, già senza lavoro, difende una attività manifatturiera qualificata e competitiva, difende il tessuto produttivo e sociale di un territorio che sta vivendo da anni un processo di deindustrializzazione, senza impatti negativi sul territorio.

Qualcuno ha parlato di "figuraccia" di Sinistra Democratica, per noi la cosa importante è che la vicenda della Hitman si sia conclusa positivamente per le lavoratrici e i lavoratori, i nostri problemi interni li affronteremo in seguito, certamente in modo democratico e trasparente, perché siamo convinti che il rinnovamento della politica richieda anche la capacità di innovare le forme della partecipazione e del confronto.

Luciano Chiodo, coordinatore zona Corsichese di Sinistra democratica
 
Il municipio di Trezzano sul Naviglio, in via RomaTREZZANO SUL NAVIGLIO - L’ Unione Comitati Trezzanesi è sorta due anni orsono e quindi non era presente durante le giunte Pirani: in ogni caso diversi suoi esponenti furono in prima linea contro alcuni provvedimenti del centrodestra, in particolare citiamo le iniziative del Centro Storico (i rappresentanti del Comitato vennero persino denunciati per occupazione abusiva di suolo pubblico) e l’ episodio in cui, per difendere l’ultimo spazio verde di Via Morona (Cascina Forosera), il presidente dell’associazione ambientalista che fa parte dell’Unione, dopo aver scritto decine di lettere alle istituzioni e aver sollecitato l’intervento di WWF, guardie forestali e autorità giudiziaria arrivò al punto di incatenarsi ad un albero.

In ogni caso il giudizio complessivo sulle giunte Pirani non è stato e non è certamente positivo, tanto che alcuni di noi fecero campagna elettorale per l’ attuale sindaco: per questi cittadini la delusione è ovviamente maggiore in quanto si aspettavamo un governo della città in cui si mettevano al centro delle decisioni i bisogni e quei disagi che per anni erano stati disattesi da tutti i suoi predecessori.

Il sindaco si lamenta del fatto che l’ Unione dei Comitati diffonde notizie sull’ inquinamento, il che, a suo dire, non migliora la situazione. Naturalmente conoscere la realtà di per sé non fa fare passi avanti, ma certamente rende consapevoli e dovrebbe orientare in positivo le decisioni. Ci chiediamo in particolare perché i responsi dei monitoraggi svoltisi a Trezzano tra il 2002 e il 2004 e alla fine del 2007, non furono fatti conoscere alla popolazione, come invece ha fatto l’Unione, con circostanziate e puntuali analisi; lasciamo alla sagacia dei lettori l’ ardua risposta. Noi ci limitiamo a segnalare che solo l’ Unione dei Comitati ha dato visibilità ai dati che hanno collocato Trezzano tra i comuni più inquinati della Provincia di Milano.

Un ulteriore motivo di attrito con il sindaco consiste nell’ attivismo dell’ Unione e nella nostra decisione di avviare incontri con i sindaci dei comuni limitrofi e con gli assessori regionali. A tal proposito teniamo a precisare che siamo giunti a questa decisione dopo aver preso atto dell’inerzia della Giunta Municipale di Trezzano.

Per porre fine alle polemiche sull’inquinamento atmosferico e alle continue affermazioni di faziosità che gli amministratori pubblici rivolgono all’Unione dei Comitati Trezzanesi c’è un solo e semplice atto: collocare delle centraline di controllo sul territorio comunale; centraline che l’Unione ha richiesto. Purtroppo, nessuno dei destinatari della richiesta ha ritenuto opportuno rispondere o riverificare i monitoraggi per accertare stabilità o aumenti dei valori conosciuti. Un’amministrazione che reputa problema di secondaria importanza l’impatto degli inquinanti sulla salute dei suoi cittadini, e soprattutto, non reputa di dover prendere provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria, non è certo espressione di buon governo.

Il direttivo dell'Unione comitati trezzanesi
 
Un impianto a combustione di biomassaROBECCO SUL NAVIGLIO - Questa sera abbiamo avuto il piacere di avere tra noi il titolare dell'impianto a combustione di biomassa - impianto che prenderà avvio nei prossimi mesi sul territorio di Abbiategrasso e nelle vicinanze della frazione di Cascinazza - descrivendone gli aspetti tecnici, ecosostenibili ed i vantaggi economici.

Lo scambio di opinioni con la popolazione, presente numerosa all'incontro, ha evidenziato delle profonde carenze di informazione da parte della attuale Amministrazione Comunale. La proprietà ha rassicurato la popolazione sotto vari aspetti, in particolare l'impatto ambientale, portando esempi di realizzazioni analoghe in altre regioni molto sviluppate sul fronte della ecosostenibilità e la salvaguardia del territorio, come ad esempio il Trentino Alto Adige, ed ha invitato la popolazione stessa a visitare l'agriturismo e l'impianto di ultima generazione per la produzione di energia, facenti parte di un unico progetto. L'impianto ad impatto ambientale zero produrrà energia elettrica ed acqua calda.

"POCA INFORMAZIONE"
Purtroppo la distanza dal centro abitato di Abbiategrasso, territorio sul quale sorge la struttura, non consentirà al comune stesso di sfruttare al meglio tali potenzialità; tuttavia, essendo vicina alla Frazione di Cascinazza, i cui cittadini residenti, ignari degli enormi vantaggi che ne potrebbero scaturire, questa sera non soltanto hanno avuto la netta percezione di non avere ricevuto informazioni, ma di avere perso la possibilità di sfruttare fonti energetiche sicuramente ecosostenibili ed a costo contenuto. Riteniamo sia importante per i cittadini che tali occasioni vengano sempre sfruttate al meglio: accedere ad una fonte di energia a basso impatto ambientale e soprattutto a bassissimo costo avrebbe certamente portato benefici alle famiglie che avrebbero potuto accedere a tale servizio.

Tuttavia, la mancanza di comunicazione, elemento caratteristico della attuale Amministrazione, non soltanto ha indotto i cittadini stessi ad organizzarsi - come questa sera - per comprendere appieno ciò che stava sorgendo gradualmente in prossimità del centro abitato, bensì di perdere quelli che sarebbero stati dei sicuri vantaggi. Il gruppo consiliare VIVI ROBECCO, in collaborazione con la proprietà dell'impianto ecosostenibile (invitata dal gruppo consiliare VIVI ROBECCO al prossimo Consiglio Comunale del 27 p.v.) proporrà la realizzazione di progetti mirati di riduzione dei costi energetici sfruttando quanto oggi viene invece trattato e conferito in discarica come materiale da smaltire: ovvero ramaglie e sfalci dei nostri giardini.

I VANTAGGI
I cittadini, fornendo la materia prima come combustibile, potranno godere di una serie di vantaggi: ad esempio verranno attivati dei servizi di erogazione di energia elettrica e/o teleriscaldamento per le nostre abitazioni e, facendo tesoro di tale esperienza, cercando di replicare ove possibile tali soluzioni economicamente interessanti e ad impatto zero. La conseguenza di tali progetti saranno: l'azzeramento dei costi di smaltimento delle potature e degli sfalci (altissimi se pensiamo a quanto oggi la TIA, introdotta dal sindaco attuale Giuseppe Zanoni, incida sui costi complessivi del bilancio famigliare) perchè utilizzati come combustibile, e la possibilità di accedere ad energia per riscaldare le nostre case a costi davvero ridotti. VIVI ROBECCO si farà partecipe dell'avvio di tali collaborazioni, tra le aziende ad impatto zero e la popolazione, un binomio perfetto per il rilancio economico e sostenibile del futuro dei nostri figli.

Gruppo consiliare VIVI ROBECCO (21 aprile 2009)
 
Rocco Pinto, sindaco di Pieve EmanuelePIEVE EMANUELE - Abbiamo chiesto come volesse garantire, dopo l'incontro con i negozianti di piazza Puccini, il rispetto dei diritti degli acquirenti delle nuove strutture commerciali, visti i ritardi nelle consegne e le modifiche di alcuni termini dei contratti, da parte della ditta Ing. Ins. Int. S.p.A., esecutrice dei lavori di rifacimento della piazza. Ha risposto di ritenere conclusa la sua opera di mediazione in quanto le problematiche sono una pura questione privata (cioé “non sono fatti miei”).

Abbiamo chiesto perché non provvedesse, dopo la promozione del concorso “Pieve più bella”, alla tutela del decoro pubblico, visto il degrado in cui versano i parchi pubblici da molti mesi e lo stato di abbandono di questi spazi che dovrebbero invece dare al territorio un aspetto piacevole ed accogliente per incentivare l'aggregazione sociale e il gioco dei bambini. Ha risposto che la manutenzione dei parchi pubblici è eccessivamente dispendiosa in termini economici (cioé “non butto soldi”).

Abbiamo chiesto se volesse disporre un capitolo di spesa per la restituzione delle somme introitate dal comune di Pieve a tutti i cittadini che, non avendo fatto ricorso, hanno pagato le multe e impegnarsi presso il Ministero dei Trasporti per la restituzione dei punti detratti dalla patente. Ha risposto ancora una volta di ritenere di essere stato nel giusto a fare installare il T-Red, e che se il magistrato gli ordinasse di restituirle lo farebbe negli anni (cioè “cornuti e mazziati”).

Abbiamo chiesto se volesse far installare almeno due webcam nell'aula del Consiglio Comunale per trasmettere in diretta i dibattiti, per renderli poi fruibili sul sito internet comunale al fine di costituire un archivio storico dei lavori del consiglio comunale liberamente consultabile dai cittadini anche successivamente alla seduta consiliare. Ha risposto di dover garantire (?) la riservatezza (cioè “così posso dire quello che voglio”).

Nel frattempo i consiglieri comunali Maurizio Obino, Roberto Zappia, Germano Orlando, Luigi Angelone costituiscono il gruppo "Pieve che verrà" per rafforzare le idee (le aspettiamo anche noi), per unire le forze (ma allora sono divisi?), per rappresentare la cittadinanza (senza webcam) e tradurre in azioni i principi fondamentali delle linee programmatiche del sindaco Rocco Pinto. Ovvero: faccio quello che mi pare.

Il gruppo consiliare del Pd di Pieve Emanuele
 
Omertà in Consiglio comunale a Rozzano: l'accusa di Aria PulitaROZZANO - Prima il sindaco D'Avolio si scaglia contro i consiglieri che chiedono chiarezza sul presunto arresto di un dirigente dell'Amministrazione. Poi la sua maggioranza si oppone alla discussione di un ordine del giorno che riguarda un collaboratore del sindaco sotto processo per minacce di morte a un consigliere comunale.

Nel consiglio comunale del 6 Aprile scorso, in risposta all'interrogazione (presentata da Pietro Modo del PDL) di un gruppo di consiglieri che chiedeva chiarezza sulle voci di un arresto di un dirigente di un'azienda partecipata del Comune di Rozzano, il sindaco Massimo D'Avolio rispondeva scagliandosi contro il movimento Aria Pulita, accusandolo di voler spargere fango sull'amministrazione. L'11 Aprile "La Gazzetta del Sud" ha riportato in un ampio articolo la notizia sul "giallo dell'arresto eccellente". Il giornale afferma che "la voce (dell'arresto) girava da settimane" e che tale voce "si era rapidamente propagata tra i politici locali e addetti ai lavori" con "epicentro, pare, il mercato di piazza Foglia". Ironia delle cose, gli esponenti di Aria Pulita sono parecchie settimane che non si presentano più al mercato di piazza Foglia a causa dell'eccessiva ressa di politici locali che rischia di infastidire i cittadini.

Lo stesso giornale riconosce infine al movimento Aria Pulita di aver preso atto di una voce che era già di dominio pubblico. Aria Pulita respinge pertanto le accuse ignobili del sindaco D'Avolio e condanna la sua mancanza di volontà di fare luce su aspetti poco chiari dell'amministrazione di Rozzano. Come il processo per minacce di morte a un consigliere comunale a carico di un collaboratore stretto del sindaco. Il sindaco D'Avolio in merito al processo, non solo non ha cercato di fare chiarezza, ma con la complicità del presidente del consiglio Ciro Piscelli non ha fatto nulla affinchè il consiglio comunale potesse discutere della vicenda, nonostante un ordine del giorno sia stato presentato a fine Febbraio (più di un mese e mezzo fa) da una folto numero di consiglieri sia di sinistra che di destra (PDL, IDV, SD). L'ordine del giorno era stato posto al 4° punto di discussione nel consiglio del 9 Marzo; poi è slittato al 16 Marzo, al 6 Aprile, al 14 Aprile, e infine al prossimo 20 Aprile retrocedendo addirittura al 9° posto nei punti da discutere, grazie all'opera del Presidente del Consiglio Ciro Piscelli che modifica di volta in volta l'ordine dei punti da discutere, impedendone di fatto la trattazione e rinviandolo per ben 5 sedute di consiglio consecutive.

Di fronte a questi gravi ritardi, nel consiglio comunale del 14 Aprile è stata avanzata la proposta che il Consiglio Comunale discutesse per primo questo ordine del giorno, considerata anche la gravità dei fatti in questione. Tuttavia, messa ai voti la proposta, la maggioranza (PD, Verdi, Rifondazione) del consiglio comunale ha votato contro, decidendo che sull'argomento dovesse permanere quell'ostinato silenzio, molto molto simile all'omertà. Nessuna dichiarazione da parte della giunta e del sindaco. Silenzio ostinato, appunto. Altro che etica e trasparenza. Al massimo omertà.

"La volontà di 'troncare e sopire' le voci di dissenso e di denuncia dei comportamenti quanto meno devianti assunti da taluni personaggi molto vicini all’amministrazione comunale evidenzia per via indiretta la fondatezza delle denunce e delle contestazioni da più parti mosse” – sottolinea il candidato sindaco Marco Parma - “E’ del tutto evidente che questi comportamenti dilatori mirano ad arrivare alla data delle elezioni amministrative senza affrontare lo spinoso problema della moralità, della trasparenza e della correttezza di comportamento che dovrebbero costituire la cifra caratteristica di coloro che sono chiamati a collaborare con il sindaco. Tutto ciò vale a dimostrare, ancora una volta, l’urgente necessità di un radicale cambiamento: tanto delle persone quanto degli stili di comportamento. Ed è proprio quello che 'Aria Pulita' si propone di fare".

"Aria Pulita" Rozzano

 
iciTREZZANO - Diversi cittadini ci hanno segnalato che, dopo essersi recati presso gli uffici preposti per ottenere informazioni in merito alle sanzioni sulla mancata consegna del foglio relativo all’avvenuto acquisto di un immobile, si sono sentiti dire dai funzionari che operano alle dipendenze e per conto del comune, che non ci sarà nessun rimborso per chi ha già pagato, quella che noi, sin dalla prima denuncia pubblica, riteniamo essere una sanzione illegittima.

Essendo molto delicata e non certo conclusa la vertenza che l’Unione dei Comitati Trezzanesi, ha avviato per conto di centinaia di cittadini, invitando la s.v. gli assessori e i capi gruppo dei partiti presenti in Consiglio Comunale, a bloccare l’emissione dei conti correnti e a rimborsare chi aveva già pagato, (richiesta protocollata il giorno 04 febbraio 2009 ), la invitiamo a prendere i necessari e urgenti provvedimenti affinché il personale si limiti a informare i cittadini su ciò che sino ad oggi è concretamente avvenuto e cioè che l’Amministrazione comunale a seguito sia delle nostre sollecitazioni, sia dell’intervento del Difensore Civico si è vista costretta a far bloccare l’erogazione delle sanzioni in oggetto, a far sospendere l’emanazione di ingiunzioni per gli atti già notificati e scaduti e a "richiedere un parere al Ministero dell’Economia e delle Finanze; dipartimento Finanze".

L'Unione comitati trezzanesi (lettera aperta inviata al sindaco di Trezzano, Liana Scundi)
 
Luigi Cairati, sindaco di CusagoCUSAGO - Cari cusaghesi, siamo l’attuale amministrazione che desidera molto semplicemente inviarvi le corrette informazioni intorno a temi che tanto influenzano la nostra vita di cittadini quale è la "costruzione di nuove case" sul nostro territorio e la possibile prossima realizzazione di superstrade sul nostro territorio.

Ci siamo sentiti ingiustamente accusati di aver favorito e agevolato la realizzazione frettolosa e completa di un piano regolatore che avrebbe dovuto avere uno sviluppo temporale di circa un decennio. Partiamo quindi da un dato preciso, il piano regolatore vigente, è stato approvato nell’aprile del 2004, come uno degli ultimi atti approvati dal consiglio comunale tenuto dalla precedente amministrazione guidata dall’ex Sindaco M.Giovanna Invernizzi; tale piano regolatore una volta approvato sancisce il pieno diritto di edificare sulle aree indicate come edificabili nello stesso...

Dal momento in cui un P.R.G è vigente, gli aventi diritto hanno piena facoltà di inoltrare le loro richieste edificatorie, che possono quindi presentarsi ad una amministrazione tutte nello stesso periodo o molto distanziate nel tempo; di solito è il mercato immobiliare che muove queste scelte e nel caso specifico di Cusago, ci fu nel triennio 2004-2005-2006 un momento di mercato molto favorevole con il raggiungimento di prezzi degli immobili molto allettanti per chi possedeva la possibilità di costruire. Questo è il motivo della comparsa dei cantieri che tutti insieme hanno preso vita sul nostro territorio, spaventando un po’ la cittadinanza ma a nostro parere senza ragione. Torniamo ai dati che malgrado le sensazioni sono invece molto confortanti; malgrado i cantieri molto attivi, l’attuale amministrazione non ha aggiunto nulla in termini numerici o volumetrici a quanto precedentemente approvato e stabilito, limitandosi a delle varianti che hanno permesso l’assegnazione e la vendita di circa 40 appartamenti in edilizia convenzionata a prezzi molto più bassi del mercato, favorendo la cittadinanza di Cusago.

Maria Giovanna Invernizzi, nuovamente candidata sindaco a CusagoVarianti rese necessarie da un ricorso al TAR inoltrato da alcuni Cusaghesi che a ragione impugnarono nel 2005 l’intero PRG, che aveva in sé palesi inefficienze, quali ad esempio la possibilità per alcune aree di costruire oltre i 3 piani tipici del nostro comune. Giusto per dovere di cronaca, per chi magari non ne fosse a conoscenza, il Sindaco che allora approvò il Piano Regolatore e che quindi trovava consono lo sviluppo che oggi vediamo nascere, così come consone trovava gli edifici a 4 piani, è lo stesso Candidato della Lista Civica per Cusago che oggi invece è tanto preoccupato dello stesso sviluppo dal lei previsto e gestito.

Ci chiediamo, ma se la dottoressa M.Giovanna Invernizzi fosse stata nel 2004 rieletta, come si sarebbe comportata? Avrebbe negato le concessioni edilizie che ella stessa si era impegnata a concedere? Il mercato segue logiche private ma, dal momento in cui approvi il P R G devi essere pronto ad accogliere anche il giorno dopo le legittime richieste di chi vuole edificare dove gli è consentito. Non comprendiamo le sue preoccupazioni di oggi o forse si è sbagliata allora nella sua funzione di Sindaco. In effetti ad oggi e a partire dal periodo amministrativo da noi gestito ci sono solo 64 residenti in più; 3348 erano i cittadini del 2004 e 3412 sono quelli al Febbraio 2009.

Non ci pare quindi di vivere oggi nessun allarme servizi, ma certamente ci aspettiamo un aumento demografico a cantieri conclusi ed è per questo abbiamo già iniziato l’adeguamento di tutti i servizi necessari. Scuole: è in costruzione il nuovo Asilo Nido capace di accogliere 60 bambini al posto dei 40 attuali; l’attuale materna ingloberà quindi tutto l’edificio che oggi ospita il nido, aumentando notevolmente la capacità di accoglienza dei bimbi in età prescolare. Non dimentichiamo anche la qualità del servizio scuola materna, che si lascia alle spalle anni di insoddisfazione per far posto ad un generale e diffuso senso di tranquiliità nel lasciare alla scuola dell’infanzia i nostri bimbi. Ampliamenti sono previsti anche alle scuole medie e elementari con previsione di realizzo per il 2010-2011, presumibilmente gli anni in cui si avrà necessità di nuove aule.

A Monzoro abbiamo un ambulatorio medico nuovo che fa passare la dotazione dei medici da 1 a 3 e cosa mai avuta prima, Cusago ha un pediatra di zona che riceve direttamente a Cusago. Altra novità è il centro prelievi. Buone pratiche sono la riapertura del centro sportivo, e lo spazio giovani. Ci fermiamo qui ma l’elenco non è terminato. Giusto per proseguire nel nostro dovere di comunicazione, c’è un’altra informazione che vi è stata inviata in maniera distorta e anche qui semplicemente vi informiamo; il comune non ha mai chiesto né pensato di eliminare il vincolo di non edificabilità su 800.000 mq di suolo, ma ha chiesto al parco Agricolo Sud Milano la Modifica dei suoi Confini. Modificare i confini del parco non significa rendere edificabile un’area; le aree stralciate restano agricole, lo scopo di quella richiesta era avere territorio non posto sotto i vincoli del Parco Agricolo Sud Milano e rendere disponibili delle aree agli amministratori per realizzare eventuali servizi necessari alla collettività.

Per concludere, ci chiediamo e vi invitiamo ad una riflessione sul, perché l’ex Sindaco M.G Invernizzi, che oggi si candida come cittadina alla guida di cittadini tanto preoccupati per il Raddoppio della SP 114, quando ebbe la possibilità concreta di tentare di bloccare questa infrastruttura, avendo lei gestito la fase strategica del Progetto Preliminare, espresse sempre un parere favorevole, e malgrado alcune legittime richieste, si dimenticò di inserire fra le stesse un’opera tanto necessaria oggi e ancor di più a raddoppio concluso, quale è una bretella sovracomunale che consenta il by-pass del paese dal traffico di attraversamento.

Diversa è la posizione dell’attuale amministrazione che dopo aver con coscienza lavorato sul progetto Definitivo, delusa dall’esito dello stesso, ha velocemente attivato un processo di condivisione con alcuni enti locali vicini per inoltrare una proposta serie che tenta di bloccare o condizionare la tipologia di intervento da realizzare sulla viabilità esistente. Il nostro lavoro di questi anni, ha quindi gestito un piano di sviluppo demografico e un piano di sviluppo infrastrutturale, senza avere ritardi né disservizi; perché persone serie, competenti e senza improvvisazioni si sono dedicate alla gestione del proprio paese.

Il gruppo consiliare di maggioranza
 
Il municipio di Pieve EmanuelePIEVE EMANUELE - Il gruppo "Pieve che verrà" si costituisce per rafforzare le idee, per unire le forze, per rappresentare la cittadinanza e tradurre in azioni i principi fondamentali delle linee programmatiche del sindaco Rocco Pinto. Ciascun singolo consigliere che si riconosce in questo gruppo predilige il valore delle idee delle persone, svincolate dall’ideologia politica dettata dai partiti, pur mantenendo il rispetto di ciascuna peculiare tradizione e provenienza politica dei suoi componenti.

Il Gruppo “Pieve che verrà” si costituisce per superare il vecchio schieramento, il solito schema poco interessante : sinistra contro sinistra … destra contro destra … destra contro sinistra … sinistra contro destra. La logica introdotta del bipolarismo, così come erroneamente interpretato dai più quale appiattimento e passiva accettazione delle logiche dirigistiche di partito, sta incrinando il concetto di identità politica e libertà di pensiero del singolo, con il perverso effetto dell’omologazione di tutti entro schemi precostituiti di parte. Il Gruppo “Pieve che verrà” nasce con lo scopo di estraniarsi dalla politica classica, che limita buona parte della libertà individuale, costringendo i cittadini ad accettare oppure ad estraniarsi da quello che la politica gli propone. Il Gruppo “Pieve che verrà” si costituisce per valorizzare l’intero patrimonio personale di ciascun suo componente, apportatore di ricchezza e di ideali indirizzati esclusivamente al bene della collettività.

Il gruppo “Pieve che verrà” intende superare il classico schieramento e lo dimostra con la diversità di provenienza politica dei suoi componenti, perché ciò di cui ha bisogno la gente non è il costante scontro tra schieramenti aprioristicamente opposti, ma il costruttivo confronto di visioni tra loro anche non identiche ... è la trasformazione delle idee in azioni di governo … è la politica in mezzo alla gente; al gruppo “Pieve che verrà” non interessano le logiche di partito, al gruppo “Pieve che verrà” non interessa lo schieramento ideologico del cittadino, il gruppo “Pieve che verrà” vuole arrivare al cittadino, nostro unico traguardo.

Il gruppo “Pieve che verrà” intende soprattutto porre l’attenzione alle priorità indicate nella relazione programmatica del Sindaco Rocco Pinto, affinchè le stesse siano tradotte in azioni concrete in tema di : -sostegno alla famiglia; - politiche giovanili; - infanzia, minori e sicurezza; - valorizzazione degli anziani e delle persone non autosufficienti, attraverso azioni di miglioramento delle “politiche sociali”; - valorizzazione e tutela dell’ambiente e del territorio; - potenziamento dei servizi di welfare. E tutto quanto diventerà necessario durante il viaggio insieme a Rocco Pinto. Il presente documento è condiviso e sottoscritto anche dal gruppo “autonomo”, costituitosi questa sera, rappresentato dal consigliere comunale Luigi Angelone.

I consiglieri comunali
Maurizio Obino, Roberto Zappia, Germano Orlando, Luigi Angelone
 
Trezzano, auto in codaTREZZANO SUL NAVIGLIO - A fronte delle continue e preoccupanti segnalazioni sul massiccio inquinamento provocato dall’ormai insopportabile numero di veicoli che, provenienti da Cusago, transitano nel cuore di Trezzano per raggiungere la Vecchia Vigevanese, l’amministrazione comunale, invece di attuare misure che possano indurre il traffico di transito a trovare altri percorsi, realizza gigantesche rotonde in pieno centro storico per velocizzare e aumentare il già smisurato numero di veicoli che attraversa e avvelena Trezzano.

Non solo, ma, dopo aver assassinato il Centro Storico con un’imbarazzante e pericolosa rotonda, l’amministrazione comunale, intende spendere altre centinaia di migliaia di euro dei cittadini per realizzare altre due rotonde e degli sparti traffico tipo autostrada sulla Vecchia Vigevanese. Interventi che avranno il solo pregio di creare disagi alla collettività, aumentare l’inquinamento, moltiplicare i rischi per i pedoni e spaccare definitivamente, invece di unire, i tre quartieri della città. A questo scopo, nei giorni scorsi, l’Unione dei Comitati Trezzanesi, ha inviato al sindaco una lettera con la quale richiede che:” in attesa del giudizio del Comitato dei Garanti sull’ammissibilità del quesito referendario presentato all’Amministrazione Comunale (documentazione protocollata il 09.03.2009 con n° 0006663), venga sospeso ogni atto riguardante l’ipotesi d’intervento sulla Circonvallazione della Vecchia Vigevanese nel tratto compreso tra l’incrocio semaforico di Via Veneto (lato Gaggiano) e la rotonda situata all’altezza della Via Marchesina.

A fronte del possibile coinvolgimento di tutta la collettività trezzanese su un problema così importante, siamo sicuri che accoglierete la nostra proposta ed eviterete considerevoli impegni di spesa che potrebbero rivelarsi inutili se non addirittura controproducenti.” Una sollecitazione che si pone l’obiettivo di evitare la realizzazione di un “Intervento vergogna”. Un intervento che potrebbe rivelarsi l’emblema dello sperpero del denaro pubblico per difendere l’interesse di pochi a scapito dell’intera collettività di Trezzano. L’auspicio è che l’amministrazione comunale prenda coscienza delle devastanti conseguenze che ne deriverebbero e accolga il nostro invito, in caso contrario, sarà cura dell’Unione dei Comitati Trezzanesi informare la cittadinanza sui come e sui perché del nuovo e assurdo progetto che, di fatto, modificherebbe il percorso terminale di quella tangenziale periferica che i trezzanesi stanno aspettando da trent’anni.

Unione comitati trezzanesi
 
CoraggioROZZANO - In questi giorni agli abitanti di Ponte Sesto di Rozzano è stato recapitato un volantino dal titolo “Comitati? Non così grazie!”. Ci auguriamo che tutti quanti l’abbiano letto. Questo volantino che a prima vista farebbe pensare a persona o persone con una coscienza vigile ed onesta per il bene comune, alla fine risulta firmato, o meglio non firmato “Alcuni tuoi concittadini”; è di fatto anonimo.

Perché? La comunità di Ponte Sesto ha bisogno di persone che non rimangono anonime, ma che abbiano, se lo desiderano davvero, il coraggio delle proprie idee ed azioni per il bene proprio e di tutti. Noi facciamo parte e siamo stati tra i promotori, assieme ad altri, del Comitato dei 610, comitato composto da persone di varia estrazione sociale e politica, nato spontaneamente per rispondere alle forti preoccupazioni circa lo sviluppo futuro di Ponte Sesto. Esigenza condivisa poi da centinaia di persone, 610 per l’esattezza e da qui il nome.

Questo comitato non risponde, come si vuol far credere, ad altre logiche, è semplicemente attento a quello che succede sul territorio, confrontandosi correttamente con tutti i cittadini che lo desiderano e con l’amministrazione, al di là degli schieramenti, per il bene comune. Il dialogo è sempre stato una prerogativa del Comitato 610 e proprio per questo ci auguriamo che l’anonimo autore del volantino vinca la timidezza e trovi un po’ di coraggio per farsi conoscere. Forza ti aspettiamo, non abbiamo mai mangiato nessuno!

Enrico Branchi, Renato Galli, Alberto Hertel, Raffaele Di Bennardo
 
Robecco sul NaviglioROBECCO SUL NAVIGLIO - Giovedì 19 Vivi Robecco ha tenuto in Comune un primo incontro con i rappresentanti delle associazioni cittadine per la presentazione del proprio candidato sindaco, Fortunata Barni. L'occasione è servita anche per per raccogliere richieste e proposte che serviranno per la stesura del programma elettorale.

"Con questo primo incontro - spiega Fortunata Barni - Vivi Robecco non solo vuole condividere con le associazioni l'atto più importante di una lista che voglia realmente definirsi civica, ovvero la preparazione del programma elettorale, ma intende coinvolgere le singole associazioni affinché non restino destinatari passivi delle scelte di chi governa, ovvero soggetti protagonisti della vita politica della comunità così da concorrere attivamente alla realizzazione dello stesso".

In questo primo incontro è stata presentata la linea di azione del gruppo consiliare Vivi Robecco, e nei prossimi giorni si completeranno gli incontri con le altre associazioni sportive e culturali. Tutto ciò al fine di costruire concretamente un futuro condiviso, non fondato su promesse fantasiose e irrealizzabili. Ad oggi gli incontri organizzati hanno portato a una innumerevole serie di proposte e suggerimenti, molte delle quali urgenti, che ci impegneremo a realizzare nel prossimo mandato amministrativo. Ricordiamo il nostro prossimo incontro con la frazione di Casterno, presso la sede del Circolo Cooperativo, il giorno giovedì 2 aprile alle 21.30.

VIvi Robecco
 
 Redazione ( 13/03/2009 - 09:21:40,  Le vostre lettere)
Il logo di Libera associazioni, nomi e numeri contro le mafieBUCCINASCO - Cari Amici, Fratelli e Compagni di Libera, ho letto il verbale dell’ incontro tenutosi il 28/01/2008 tra Libera, il Comune di Buccinasco (sindaco Cereda) e il consigliere Maiorano. La lettura mi ha inquietato. Mi chiamo Camito Giampiero, già consigliere comunale di Rifondazione comunista ed oltre attivista e promotore sul territorio dell’ Associazione Culturale LiberaMente).

Mi chiedo per quale motivo Libera faccia una trattativa privata e riservata con una amministrazione come quella di Buccinasco? Visionate le ultime delibere dove vengono venduti importanti terreni comunali a "prezzi di favore". Perché trattate con questa gente? Perché questa trattativa deve essere riservata e segreta? Perché non vi confrontate con le associazioni del territorio, quelle che sono state promotrici di LIBERA nella zona? L’immobile di Via Odessa era stato destinato ad un importante servizio sociale, una struttura educativa e di assistenza ai minori quando i Tribunali indicano ai Comuni questi percorsi; la giunta Cereda ha annullato e fatto realizzare un nido privato (sapete a chi?...provate a indovinare).

Tenete presente che si era previsto il raddoppio dell’asilo nido pubblico di via Scarlatti. Perché andate a quella inaugurazione? Per quanto riguarda Via Bramante, la precedente amministrazione aveva già individuato gli operatori, le associazioni territoriali, i finanziamenti per realizzare uno spazio sociale nella ex pizzeria della mafia, il sindaco Cereda annulla tutto e affida ad una fantomatica associazione denominata Anta (associazione romana che pare si occupi di tutela animali) la realizzazione di uno spazio multifunzionale, ad oggi un fallimento totale…nulla è stato fatto dopo 20 mesi!

Personalmente credo che i percorsi dovrebbero essere differenti, il coinvolgimento di chi vive e lavora socialmente e politicamente sul territorio è fondamentale, come aveva fatto la precedente amministrazione; viceversa si apriranno spazi che non saranno nè vissuti nè utilizzati dalla comunità e che in breve tempo, esauriti i finanziamenti pubblici, diverranno deserto alla merce del “libero mercato”. Si realizzerà così l’obbiettivo dell’Amministrazione di centrodestra di Buccinasco: NON RESTITUIRE ALLA CITTADINANZA I BENI CONFISCATI ALLE MAFIE.

Per ultimo aggiungo: capisco la pratica dell’obbiettivo, il portare a casa un risultato ma questo credo non debba essere realizzato creando un deserto davanti e dietro a noi, è un risultato che non paga! Scusate forse come al solito sono troppo irruento ma credo che se un “diverso mondo è possibile” deve partire da noi e dai nostri rapporti, sempre comunque a disposizione per un confronto

Buona vita
Giampiero Camito
 
Oscar Pistorius
ALBAIRATE - Esimia redazione, chi Vi scrive è un essere vivente che condivide il seguente pensiero: "Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo", come ebbe a dire il grandemente e lungimirante Voltaire. Sono anche un volontario Emergency, congenitamente disabile. Prima la tanto chiacchierata ammissione alle Olimpiadi di Oscar Pistorius (il quale, dopo una non breve diatriba legale, non ha potuto essere a Pechino, per non aver superato la tempistica cronometrica richiesta), atleta sudafricano disabile con amputazione bilaterale degli arti inferiori che si avvale di protesi al carbonio; poi il piazzamento al 16esimo posto nella 10 Km di nuoto di fondo della nuotatrice amputata ad una gamba, Natalie Du Toit (anch'essa del Sudafrica,nazione di cui è stata la portabandiera), infine il flebile e caritatevole interesse dei media per le Paralimpiadi, mi ha instillato una profonda considerazione. Vorrei innanzitutto che mi si chiarisse un dubbio.

IL MIO SOSPETTO
Ho la sensazione, vissuta, che la "categoria" (e chiedo venia per tale classificazione) delle persone con disabilità sia alla continua ricerca di una propria identità, che sembra avere smarrito o che intenda trasformare. Le vite, le azioni e le vicende di persone con disabilità, narrate e rappresentate dalle TV generaliste e dai media, si incentrano quasi sempre (malauguratamente se vittime d'episodi di cronaca nera) su chi rappresenta una "specificità nella disabilità", come a dimostrare la propria "eccezionalità" nella disabilità stessa. La continua e sola rappresentazione di limiti estremi ad opera di sportivi disabili, di specificità di artisti disabili e altro ancora - sempre all'insegna dell'altisonante - da una parte, certamente mi confortano e mi suscitano grande e profonda ammirazione per tutte le capacità che queste persone riescono a mettere in gioco.

Vorrei far notare però che, nella grande rappresentazione di questa nostra realtà sociale, la persona con disabilità non deve mostrare le proprie incapacità per avvalorare ed esaltare le capacità eventualmente raggiunte. Senza voler sottacere o nascondere alcunché, mi sembra infatti che sia dignitoso mostrare la persona con disabilità in tutto il suo essere umano, prescindendo dall'estremizzazione del suo carattere e dei suoi limiti. Che l'"handicap", ossia "l'ineguaglianza delle prestazioni", derivante da menomazioni o patologie a carico di una persona sia in realtà commisurato fortunatamente non più e non solo alla valenza di questa menomazione o disturbo, bensì al fatto che la persona viva, operi e lavori in un ambiente sfavorevole o favorevole, è cosa ormai assodata.

Si può concludere quindi che la disabilità è una determinata condizione in un ambiente sfavorevole. Oltre a ciò è generalmente acclarato anche che la non ricchezza e l'handicap creano una sorta di circolo vizioso, tanto che se la povertà è causa di patologie, vale anche il suo opposto. Per le persone che vivono con un handicap, la semipovertà causa insomma una forma secondaria di handicap, legata alle condizioni di vita precaria, agli impedimenti sociali (non solo architettonici), all'accesso alla salute. Gli individui con disabilità - come esseri umani e perché esseri umani - hanno diritti primari che non è lo Stato a dover attribuire; diritti naturali che proprio perché tali, sottendono prerogative umane insopprimibili che lo Stato deve solo riconoscere. Sono quei diritti che nascono con l'uomo e con lui muoiono, costituendo la garanzia vitale dei beni insostituibili e inalienabili della vita, dell'integrità fisica e psichica, dell'uguaglianza e della libertà, della vita stessa.

Ebbene, in tale contesto la società mostra un'attenzione molto parziale nei confronti di tutti noi persone con "normale disabilità" e soprattutto impotenti o incapaci, forse, a valorizzare, o direi più precisamente, a mostrare, le nostre non-normalità. Noi disabili, siamo non di rado circondati da leggi che sembrano di specificità e correttezza impareggiabile, ma che al momento della loro applicazione, divengono strumenti quasi devastanti della nostra dignità di vita. Molti di noi, se non avessimo l'affetto, la vicinanza,l'amore dei nostri familiari e di quelli che con abnegazione si impegnano con noi (e che io ho il privilegio di saperli amici veri!), certo non sarebbe lo Stato a permetterci di condurre una vita che si può soltanto definirsi tale. Tornando a quanto si diceva all'inizio, è categoricamente pleonastico affermare che in realtà tutti hanno in sé delle potenzialità che possono evolversi o essere sviluppate a prescindere dalle proprie condizioni psicofisiche.

Anche il mondo della "normalità" è pieno di individui con una spiccata ed emergente sensibilità nell'arte, nella cultura, nello sport e quant'altro; ciò, però, non significa che la "normalità" sia costituita da tali eccezionalità, altrimenti vorrebbe dire banalizzare la normalità stessa. Ora, credo che nel mondo della disabilità debba essere applicato lo stesso concetto in maniera più profonda e responsabile. Siamo individui che alle quotidiane difficoltà della vita devono aggiungere quella di un corpo non al top, e di barriere create (non sempre volontariamente) dalla società. È proprio questa, paradossalmente, la "normalità della disabilità".

Mi piacerebbe molto non vedere più la "diversità nella diversità". Vorrei vedere, sentire, vivere il "disabile normale", non discriminato. La persona che non sempre può frequentare la scuola, che difficilmente può lavorare, che a volte non può uscire per le eterogenee barriere: questo è il "normale disabile". Tutto l'amore e l'attaccamento per la nostra vita deve quotidianamente fare i conti con gli sguardi curiosi degli altri e con il dover certificare (nel senso letterale del vocabolo!) per poter veder riconosciuti e tutelati i propri diritti. Sperticatamente grazie per il tempo dedicatomi

Cordiali saluti
Luigi Zappa di Albairate (MI)


Gentile Sig. Zappa,
pubblichiamo volentieri la sua lettera. Il suo grido pacato tocca il cuore, smuove le coscienze. Anche quelle di chi non ha mai fatto distinzioni. Mi permetto soltanto di chiederle - e lo faccio col cuore in mano, ebbene sì, ancora il "cuore" - di non smettere di lottare. Tra le righe della sua lettera traspare rassegnazione, ma anche una gran voglia di vivere.

Faccia prevalere la seconda sulla prima. Ricambi con un sorriso gli sguardi di chi la osserva con curiosità. La via scelta da Pistorius è lodevole, ma offende - a mio avviso - la disabilità stessa. Perché se è vero che la vita è una gara e noi siamo atleti affannati alla ricerca della felicità e dell'autoaffermazione dell'io, è anche vero che non conta dove corri, ma con che spirito affronti la sfida. Quella con te stesso, prima ancora delle altre.
Davide Bortone
 
OrtoGAGGIANO - Ancora una volta ci ritroviamo a denunciare il disinteresse nei confronti dei bisogni dei cittadini con il quale la Giunta Miracoli sta amministrando Gaggiano. Il Pgt allo studio dell’amministrazione gaggianese prevede una crescita smisurata per il nostro paese e centinaia di migliaia di metri cubi di nuovo cemento. Questa visione della "Gaggiano che verrà" non solo apre la strada alle speculazioni edilizie nel primo comune verde dopo l’agglomerato urbano che dal centro di Milano arriva fino a Trezzano, ma non tiene neanche conto delle esigenze dei cittadini.

GLI ORTI DI SAN VITO
Caso emblematico è la battaglia che stanno portando avanti gli ortisti di San Vito (frazione gaggianese) contro l’Amministrazione. Questi coltivatori, costituitisi in associazione, già nel novembre scorso, avevano portato le loro istanze all’assessore competente richiedendo che venissero prese in considerazione nella stesura del nuovo Pgt. L’esigenza di chi cura con passione il proprio lotto di terreno era quella di stabilire cosa si potesse fare in quegli appezzamenti adibiti ad orti ma in molti casi usati per altro. Non solo le richieste non sono state ascoltate ma, anzi, la zona degli orti di San Vito rientra in un progetto di perequazione del nuovo cemento che sorgerà a Bonirola, in tutt’altra parte del paese. Così al posto degli orti dovrà nascere un bosco.

"AMMINISTRAZIONE FURBA"
Un’Amministrazione cieca e furba che non vede i bisogni di cittadini e che vuole compensare il consumo indiscriminato che sta facendo del territorio con terreni già tutelati grazie alla passione degli ortisti,. L’Amministrazione Miracoli dovrebbe pensare a una crescita sostenibile per Gaggiano e non a ostacolare chi già il suolo lo difende dalle speculazioni. Il nuovo Pgt prevede 100mila mc di cemento sul suolo del Parco agricolo (grazie alle deroghe concesse da chi il Parco lo amministra). La Goccia è un’associazione di cittadini che pone al centro della propria attività politica la partecipazione "dal basso" alla gestione della cosa pubblica e la lotta al consumo di territorio. Per questo non possiamo che unirci alla lotta dell’associazione "Gli orti di San Vito" contro questa "Amministrazione del cemento".
 
La manifestazione dello scorso sabato a RozzanoROZZANO - Non poteva mancare, sulla manifestazione di protesta svoltasi sabato scorso a Rozzano da parte delle uniche realtà politiche cittadine ancora disposte a dire liberamente quello che pensano, la difesa del sindaco scadente (nel senso della scadenza del mandato) da parte del suo scherano più devoto e disinvolto: ci riferiamo, l’avrete capito tutti, al buon carneade Stefano Apuzzo, ex assai riverente portacolori del povero, dimenticato, vilipeso, mortificato e (fortunatamente) scomparso dal proscenio politico nazionale, Alfonso Pecoraro Scanio.

Capiamo benissimo, sig. Apuzzo, che per chi come lei ha scelto di fare nella vita il politico di professione, bisogna pure essere disposti ad adattarsi a qualsiasi rimaneggiamento delle proprie idee, a rivedere i propri schemi ideologici (ammesso che siano ancora di moda), perché i circensi, sì insomma, i quattrini per campare servono, eccome servono. E sanno tutti che Lei ha cercato e trovato momentaneo parcheggio politico qui da noi (vero che non se la passa tanto male?), in attesa di spiccare voli più alti, provinciali, regionali o nazionali che siano. Sappiamo anche che questa prospettiva è diventata, almeno nel medio periodo, irrealizzabile per via del tracollo del suo movimento, oltreché del suo succitato ex lider nazionale. Insomma, sappiamo bene che, di conseguenza, da buon consolidato politicante, per Lei è diventato necessario riciclarsi, ma…Ma, ineffabile sig. Apuzzo, tutto ha, o dovrebbe avere, un limite: anche la sua “facciatosteria”.

Stefano Apuzzo (immagine tratta dal suo sito web)Ed invece Lei riesce, come dire, a stupire anche i più disincantati osservatori politici quando: • imbacuccato come un adepto della famigerata setta di Ku Klux Klan, si fa immortalare mentre, dando prova di sommo sprezzo del pericolo, unitamente al suo socio-padrone (qualche centimetro un po’ più indietro, per carità: non si sa mai che esso padrone si adombri perché gli si ruba la scena …) e ad un folto e protettivo gruppo di carabinieri e vigili urbani, caccia via due povere, inoffensive famiglie nomadi; • costantemente due passi indietro dal suo socio-padrone (ma ben inquadrato dall’immancabile fotografo di regime) e sempre preceduto dalle forze dell’ordine, fa le ronde sul tram 15 e in alcune vie cittadine; collabora, con impegno e disinvoltura degni di miglior causa, all’abbattimento di centinaia di alberi in vari zone della città; rassicurando che, laddove il tutto può essere capitato per mero disguido, saranno ripiantumate piante di miglior pregio. Con buona pace dei soldi della comunità. Forse è troppo ricordarle che da quando i verdi sono raddoppiati di numero in consiglio comunale il verde della città s’è quasi dimezzato?

E’ vero: ora come ora il fenomeno non si appalesa in tutta la sua evidenza, perché gran parte dei progetti di selvaggia, inurbana urbanizzazione che sono pronti nei segreti cassetti, vedranno la loro realizzazione solo nella prossima legislatura. Ma si tranquillizzi: Lei, la prossima legislatura, non la farà a Rozzano. E sa perché? Perché i nostri concittadini non sono ingenui come quelle brave anime che di volta in volta, con i soldi del Comune, Lei va a visitare in giro per il mondo. Qui, oramai, la conoscono tutti, ed è bene che quell’aria da simpatico e forbito imbonitore la metta al servizio di altre platee elettorali, non più di quelle rozzanesi. Si cerchi altri dominus da servire e riverire, chè quello attuale oramai non lo vuole più la stragrande maggioranza dei “nostri” concittadini.

La manifestazione di sabato davanti al Municipio di RozzanoSolo Lei, signor Apuzzo, s’è ostinato a non capire che Egli è riuscito nella assai difficile impresa di compattare le più diverse anime politiche della città per l’assoluta mancanza di: trasparenza amministrativa, soprattutto delegando alle società controllate la vera operatività dell’Ente, in un regime, quindi, di sostanziale incontrollabilità da parte dell’organo consiliare, unico vero deputato a tale compito; rispetto degli avversari politici, ai quali si continua a “nascondere” la reale progettualità di sviluppo della città. E, per ultimo, i due “episodi” che hanno provocato la reazione pubblica inscenata sabato scorso da tutti i rappresentanti dell’opposizione, quella che Lei, con una notevole caduta i stile, ha definitivo un’arlecchinata.

Se opporsi alla minaccia di adozione di provvedimenti intimidatori verso chiunque manifesti dissenso sul modo di esercitare il potere e se chiedere di sospendere in via provvisoria e cautelativa l’assunzione pro-tempore di un patner politico locale coinvolto in un fatto di pesante rilevanza penale, sono da Lei ritenute ridicole, banali arlecchinate, beh, crediamo che di tali arlecchinate Lei, sig. Apuzzo, avrà modo di vederne tante altre ancora, prima che termini questa legislatura. Malgrado tutto, Le augurano un buon fine e ultimo mandato

I gruppi consiliari di FORZA ITALIA e A.N. verso il PDL
 
Il candidato sindaco Marco ParmaROZZANO - Gent.mo prof. Marco Parma,ho avuto modo di conoscerLa e apprezzare le Sue qualità dialettiche, di integrità etica/morale, di idee programmatiche e anche e soprattutto di rispetto verso il pensieri e opinioni diverse dalle Sue. Ciò mi ha impressionato e Le dico sinceramente: "Vi è un gran bisogno di persone come Lei nella gestione della vita Pubblica......".

Vorrei, però dirLe, pubblicamente, quello che ho avuto modo di dirLe personalmente: Rozzano ha un estremo bisogno di ritrovare se stessa, la sua storia, i suoi riferimenti culturali e partecipativi, i suoi valori, le sue speranze e ambizioni, la sue necessità di cultura istituzionale democratica, ma anche, di persone dalla dirittura etico/morale ineccepibili. Questi recquisiti e risposte sono possibili, glielo dico con molta franchezza, solo se con coraggio e avendo come riferimento unico le aspirazioni e le speranze, dei molti Cittadini di Rozzano, Lei saprà costruire, congiuntamente a quella straordinaria Donna e già Sindaco di Rozzano Maria Rosa Malinverno, la sintesi per conquistare le coscienze di chi vuole continuare a credere nelle Istituzioni.

Lei sà che sono uno iscritto al Partito Democratico e che a questo Partito, nel suo percorso e nella sua evoluzione, ho dato l'anima, non rinnego quello per cui, per molti anni, ho lavorato e nel mio piccolo ho contribuito a far nascere. Continuerò a battermi, affinchè persone come Lei e come la Maria Rosa Malinverno, siano riconosciute, a pieno titolo, nella schiera di chi può seriamente costituire una seria e valida alternativa all'imperante modello Berlusconiano. Sono certo che se tale sintesi si realizzerà, a Rozzano, si potrà dare un contributo per ricostruire quelle speranze, valori, sentimenti e sensibilità, in cui molti Cittadini vogliono identificarsi e ritrovarsi per riconquistare dignità e diritto di cittadinanza.

Con stima
Pino Vella
 

CORSICO - A seguito delle dimissioni di Walter Veltroni e del suo immediato avvicendamento con Dario Franceschini, per il Partito Democratico si è aperta una fase cruciale. In questo momentovogliamo riaffermare con chiarezza la validità del progetto che ha orientato la costruzione di questo nuovo soggetto politico: il rinnovamento della classe dirigente, con lo scopo di realizzare finalmente il grande partito di respiro europeo che possa garantire al Paese una politica di orizzonte e che, senza inseguire facili e momentanei consensi, sappia formulare proposte non propagandistiche, realmente praticabili e moderne ai problemi dell’Italia.
Ci impegniamo da subito a chiedere e ad attuare un netto cambio di passo rispetto a quanto compiuto negli ultimi mesi, per dare ai problemi della nostra zona e del Paese risposte che devono essere chiare e condivise. Noi del PD della zona del Corsichese sappiamo che il nostro Partito ha le risorse organizzative e culturali per costruire un’alternativa credibile alla politica della destra e lavoreremo per radicarlo sul territorio. .

Il Coordinamento zona del Corsichese del Partito democratico

 
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Gentilissimo signor Carbone, a proposito della probabile soluzione dell'annoso “Caso Brenntag”, ho letto un suo breve commento apparso a margine di una mia lettera pubblicata recentemente da "giornalelibero.com". Le posso assicurare che questi miei due ultimi anni di lotta come responsabile Istituzioni e Stampa del Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente per la delocalizzazione della Brenntag dal centro abitato di Trezzano, non miravano alla cementificazione di quell'area (sei ettari) ma ponevano un problema alle autorità cittadine, provinciali e regionali di salvaguardia dell'ambiente e della salute della nostra comunità, nei confronti di una multinazionale che stocca e commercializza (a due passi dalle nostre case e dalle nostre scuole) migliaia di tonnellate di prodotti anche tossici, infiammabili, esplosivi e cancerogeni.

Tale azienda, per di più, che tra interrate e a cielo aperto conta circa 140 cisterne, è tagliata in due dalla linea ferroviaria Milano-Mortara il cui raddoppio di binario prevede il passaggio, a lavori ultimati, di 180 treni giornalieri, quadruplicando le probabilità statistiche di un possibile, drammatico incidente ferroviario. A questo punto le pongo un quesito, da cittadina a dirigente politico quale egli è, nella speranza che in un prossimo futuro potremo parlarne in maniera più approfondita. E' meglio per i Trezzanesi, ma anche per chi abita a Bonirola, Gaggiano, Corsico, Cesano Boscone e perfino Milano veder sorgere su quell'area (moderatamente, s'intende) civili abitazioni, magari rigorosamente mitigate da aree di pubblico godimento, o tenersi un'azienda classificata a “Rischio d'Incidente Rilevante?".

Sull'emergenza Brenntag abbiamo raccolto centinaia e centinaia di documenti, abbiamo denunciato e provato che negli ultimi quattro anni ben tre suoi stabilimenti sono esplosi nel mondo (Costa Rica, Spagna, USA) causando morti, evacuazioni, danni ambientali incalcolabili. Abbiamo lottato con Ministeri, Regione, Provincia, Comune, raccogliendo le firme (tutte autenticate) di 3.000 cittadini. Temo che ora, però, qualche politico, speculando sul nostro lavoro, vorrà farci sopra una bella campagna elettorale mentre altri, giunti in ritardo sull'argomento, tenteranno di frenare molti “ardori” per le loro passate “connivenze con il nemico”, o incapacità e pochezza politica.

Alla fine di questa mia lettera, mi sento di fornirle un dato sulla mia persona. Non sono e non sono mai stata un'ambientalista “dura e pura”, una nostalgica del calesse, ma neppure sono una “cantautrice della betoniera”. Mi piacerebbe solo sapere, di fronte ad un problema così grande per la nostra Comunità, dove e come si collocherà la Lega, oggi e nel futuro prossimo, quando ci sarà bisogno di vigilare su quei sei ettari, che passeranno da industriale a residenziale, ma soprattutto sulla loro bonifica. Con i migliori saluti e nella speranza di fare la sua conoscenza unitamente a quella del signor Cremon, coordinatore della Lega di Gaggiano.

Angela De Leo
 
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Circa due settimane fa il presidente dell'azienda chimica Brenntag ha espresso pubblicamente l'intenzione della sua società di andarsene dal centro abitato di Trezzano. Il sindaco Liana Scundi, in alcune dichiarazioni rese alla stampa, ha affermato testualmente che su quell'area sorgeranno (dopo la bonifica) civili abitazioni, una piazza e spazi verdi attrezzati.

Il mio compito di responsabile dei rapporti con le istituzioni e la stampa del Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente (Ctua) è quindi giunto al termine.Pertanto, è con piacere che torno alla mia professione, alle mie collaborazioni giornalistiche, ai temi e ai problemi della mia famiglia e della mia vita privata.

Un ringraziamento particolare mi sento di rivolgerlo alle Istituzioni locali e regionali, che in questi ultimi due anni, seppure tra mille incomprensioni, hanno finalmente riconosciuto la validità della nostra lotta ma anche e soprattutto ai cittadini trezzanesi, alla stampa locale e a quei consiglieri regionali che da destra a sinistra hanno sostenuto le nostre buone ragioni.

Agli amici del Ctua un saluto affettuoso e riconoscente per avermi affidato in questi anni un incarico così oneroso, che spero di aver assolto con il massimo impegno e senza altro fine che non fosse la tutela dell'Ambiente e la Salute della nostra Comunità. Grazie per la vostra attenzione

Angela De Leo
 
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