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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Maria Ferrucci e Giovanni Molisse primarie Pd Corsico 22 novembreCORSICO - Il countdown è iniziato. Domenica 22 a Corsico si vota per eleggere il candidato sindaco del Partito democratico. La scelta è tra Maria Ferrucci, assessora a Pubblica Istruzione, Politiche di Genere, Partecipazione e associazionismo, Sport e tempo libero, Cultura e formazione professionale e Politiche giovanili e Giovanni Molisse, assessore all'Edilizia Pubblica e Privata, Relazioni con il pubblico e Comunicazione.

ECCO DOVE SI VOTA
Per votare occorre essere residenti a Corsico e avere almeno 16 anni. I seggi istituiti sono tre. Al Centro Polifunzionale Foscolo di via Foscolo 3/d votano gli elettori che abitualmente si recano alle scuole Galilei e IV Novembre. Il secondo seggio è al centro sociale Curiel di via Curiel 23: votano qui gli elettori che votano abitualmente alla scuola Curiel. Il terzo seggio è al centro civico Giorgella di piazza Papa Giovanni XXIII, per gli elettori che abitualmente votano alle scuole don Tornaghi e Cesare Battisti. Il contributo economico al momento del voto è volontario.

I due candidati hanno rilasciato un'intervista a giornalelibero.com, che sarà pubblicata dopo il voto. Nel frattempo, ecco il  videomessaggio di Maria Ferrucci e Giovanni Molisse agli elettori.

 
Il castello di Cusago verso l'Expo 2015
CUSAGO - "O mangiano 'sta minestra, o saltano tutti dalla finestra". A parlare è Luigi Cairati. Sono le 18.30 di martedì 3 febbraio 2009. L'allora sindaco di Cusago, giunto agli sgoccioli del secondo mandato, ha convocato la stampa in municipio. Vuole dare un annuncio sensazionale. Intende chiudere 'col botto', prima di passare il testimone a Daniela Pallazzoli.

"Ho preso di pugno la situazione del castello - spiega Cairati - interessandomi su chi, ad alti livelli, ne è davvero interessato. Sono stanco di tutte le storie tra privati che si sono sentite: si mettano l'anima in pace. Adesso c'è un discorso di fattibilità per un'operazione culturale di importanza internazionale, nel campo dell'arte e dei musei. Posso assicurare che c'è l'interessamento di un ente in grado di garantire la copertura sia finanziaria sia qualitativa al progetto di ristrutturazione, cosa che né Rappo né la società immobiliare Kreiamo possono fare".

NON E' CAMBIATO NULLA
Federico Martini, presidente del Comitato castello di Cusago, vicino al manieroSono passati otto mesi e il castello è ancora lì. Com'era a febbraio. Anzi. Sta peggio. A luglio sono cadute delle tegole dal tetto. Sono ancora ammassate lungo la facciata del maniero. Blindate dietro a cavalletti bianchi e rossi. E grate. Il castello, simbolo di Cusago, è prigioniero del tempo che scorre. E del meteo che non fa sconti, soprattutto al tetto. Neppure una traccia dell' "importante ente pubblico" di cui parlava Cairati. Fabio Rappo, detentore delle quote di maggioranza del castello, oggi lo smentisce: "Nessun ente pubblico, che io sappia, si è mai interessato al maniero". E si scopre pure che nella società proprietaria del castello figura Marco Cairati, nipote dell'ex sindaco che aveva fatto brillare gli occhi a tutti. "Le sue parole sono rimaste tali - evidenzia Federico Martini, presidente del Comitato che si batte per la ristrutturazione del castello - senza tramutarsi in nulla di concreto. Le 3 mila firme da noi raccolte hanno prodotto solo lusinghe. Siamo delusi dalla gestione della vicenda, ma per nulla scoraggiati. Continueremo a lottare per l'unico castello della zona che versa in condizioni pietose".

Col Comitato si schiera tutta l'opposizione consiliare. Il Partito democratico è il più combattivo. Presenterà entro breve una mozione. "Chiederemo di istituire una commissione di vigilanza e controllo - spiega il consigliere Francesco Sottile - e di stabilire se il castello è un 'bene culturale' ufficialmente riconosciuto. Se lo è, non escludiamo un'azione legale nei confronti degli attuali amministratori: il loro immobilismo, infatti, potrebbe anche configurarsi come un'omissione datti d'ufficio". Maria Giovanna Invernizzi, capogruppo della lista civica, è invece convinta che il Comune possa "acquistare il castello e ammortizzare negli anni le spese". In gioco c'è anche la Lega, forza politica extra consiliare: "Bisogna far rispettare le leggi ai proprietari", attacca Antonella Lattanzio, esponente locale del Carroccio.

PAROLA D'ORDINE "EXPO"
Del passato non si interessa, Daniela Pallazzoli. "Il mio compito è di rispondere dall'8 di giungo in avanti", si limita a dire. E se del presente ammette di "non conoscere i dettagli, trattandosi di un immobile privato e quindi di trattative tra privati", è sulle "ipotesi future" che si concentra il neosindaco di Cusago, chiamato a spiegare perché il castello versi ancora nelle condizioni che sono sotto gli occhi di tutti, nonostante Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago, parla del castellonumerosi proclami. "Spero di avere entro 6 mesi il nome di un nuovo proprietario con cui dialogare - dichiara - uno che sia realmente interessato a ristrutturare il bene e con cui poter ragionare. Sono felice che il presidente della Provincia Guido Podestà abbia tenuto per sé la presidenza del Parco agricolo sud Milano, perché l'ipotesi di trasferire qui la sede non è tramontata. Gli chiederò un incontro per poter presentare il percorso già fatto con la giunta Penati, oltre ai risultati del workshop 'Terre dei fontanili'. Del resto la Provincia avrà un compito particolarmente strategico nell'ambito dell'Expo 2015, perché dovrà aiutare il Comitato Expo a scegliere i progetti degni di interesse. Visto che l'Esposizione universale ha dimostrato interesse per il castello sforzesco di Milano, è opportuno che faccia lo stesso coi suoi 'fratellini minori'. E quello di Cusago è il più raggiungibile dal centro di Milano". Ecco dunque cos'ha in mente Pallazzoli. "Si potrebbe ipotizzare un percorso di navigazione sul Naviglio, fino a Gaggiano - spiega - e poi creare una pista ciclabile da lì a Cusago. Il castello sarebbe legato al Naviglio sull'esempio dell'ex convento dell'Annunciata di Abbiategrasso. Ovviamente serve fare rete e questo sarà il mio compito, così come quello di ragionare con la proprietà per destinare una parte del castello a funzioni pubbliche". Tutte cose già sentite, o quasi.

PROVINCIA E PROPRIETA'
Le sorprese arrivano dalla Provincia di Milano e dall'attuale proprietà. La prima, come annuncia il vicepresidente Umberto Maerna, si farà promotrice "di un tavolo che coinvolga enti locali, Regione Lombardia, Soprintendenza e Ministero". "Non è escluso che si decida pure l'acquisizione", aggiunge Maerna. Chissà come la prenderà Fabio Rappo, detentore delle quote di maggioranza della Castello srl. "Entro fine anno - annuncia - ci saranno delle novità, che ora non posso anticipare. Dopo il fallimento della trattativa di compravendita col gruppo immobiliare Kreiamo di Cesano Boscone stiamo lavorando al nostro interno. Do per certo che il castello sarà sistemato entro il 2015. L'Expo è un appuntamento che fa bene e rende più possibile l'intervento progettuale che abbiamo in mente".




 
La protesta di Gennaro Amiranda in Consiglio comunaleROZZANO - Gennaro Amiranda, capolista di Rozzano Cinque Stelle alle elezioni del 6 e 7 giugno, si è incatenato a una sedia durante l'ultimo Consiglio comunale della cittadina dell'hinterland milanese. Un gesto deciso per protestare contro il divieto di riprendere con una telecamera le sedute del Consiglio comunale rozzanese.

Nel mirino della polemica è finito soprattutto il presidente del Consiglio comunale, Giovanni D'Errico, che ha materialmente vietato le riprese anche durante la scorsa seduta, chiedendo peraltro l'intervento degli agenti della Polizia locale presenti in aula.


 
Don Giacinto Tunesi lascia Cisliano e parte per PeroCISLIANO - Don Giacinto Tunesi lascia Cisliano dopo 13 anni. E mentre la Diocesi è ancora incerta sul nome del suo successore, domani si terrà una grande festa, organizzata dai vari gruppi parrocchiali. Dopo la santa messa delle 11 è previsto il lancio di palloncini nel piazzale della chiesa di San Giovanni Battista. Alle 12.30 il pranzo, al quale già a metà settimana avevano confermato la propria presenza oltre 200 persone. Nel pomeriggio si entra nel vivo dei festeggiamenti, che vogliono essere l'arrivederci al parroco che tanto ha contribuito all'unificazione delle due parrocchie cislianesi, prima della sua partenza verso la nuova destinazione: Pero. Alle 17 i giovani dell'oratorio metteranno in scena alcuni spezzoni del musical "Pinocchio".

Don Giacinto Tunesi sarà a Pero da giovedì primo ottobre. Lo attende la parrocchia della Visitazione, dove andrà a sostituire don Antonio Mascheroni, destinato al ruolo di cappellano all'ospedale di Melzo e di parroco di Settala. "So che è una comunità di 9 mila abitanti - dichiara don Giacinto - molto diversa quindi da quella di Cisliano. Per quanto riguarda il parroco che dovrà sostituirmi, il vicario episcopale ha assicurato che al più presto ce lo farà sapere". Sono molti i ricordi che don Giacinto porterà con sé a Pero. "Un grande grazie a Dio - dichiara - che mi ha concesso di fare questa esperienza, e un grande grazie alla comunità cislianese che mi ha accolto in maniera straordinaria. Sono stati 13 anni molto intensi e belli. Lascio Cisliano con fatica, non tanto perché non sia contento di andare di là, ma perché è una comunità che stimo tanto e a cui voglio molto bene. Il ricordo più bello - continua il parroco - è l'avere lavorato assieme per l'unificazione delle parrocchie. E' stato faticoso all'inizio, però adesso si vede una comunità che vive insieme e che cerca di camminare insieme. Siccome l'ultima preghiera che Gesù ha fatto al Cenacolo è La chiesa di San Giovanni Battista di Cislianostata: 'Padre, che siano una cosa sola, come io e te siamo una cosa sola', mi pare di poter dire che abbiamo fatto bene in questo senso, col passare degli anni".

Ma don Giacinto Tunesi ha anche qualche rammarico. "Una cosa che mi spiace - spiega - è di non essere arrivato a tutti e a tutto. Lo so che è impossibile, però avrei desiderato parlare un po' di più del Vangelo alle persone. Magari convincere quelli un po' più tiepidi e coinvolgere quelli che affermano di non essere credenti. E poi ho un dispiacere: quello di lasciare i giovani,che hanno riempito la chiesa e sono stati preziosi al pari di molte persone adulte, che in modo umile e silenzioso hanno prestato il loro servizio di volontariato in favore della comunità intera". Curiosità: don Giacinto, partendo da Cisliano, tornerà in realtà non lontano dal luogo dove è nato, il 25 aprile 1957: la frazione di Mantegazza di Vanzago, proprio nel decanato di Rho. Entrato in seminario nel 1976, dopo essersi diplomato al liceo scientifico di Legnano, è stato ordinato prete il 13 giugno 1981 e subito nominato coadiutore a Parabiago, dove è rimasto fino al 1996, prima di approdare a Cisliano.

 
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