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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Luciano Lutring a Cisliano coi Soliti Ignoti (foto La Stampa)CISLIANO - Sabato 7 novembre, alle ore 21.30, negli spazi appositamente allestiti alla Cooperativa del popolo, trattoria BaRoc, in via Rossini 1 a Cisliano, sarà una data da segnare nel calendario. Primo motivo è il ritorno de I soliti ignoti, dopo la momentanea e dolorosa chiusura motivata dai "forti contrasti con l'Amministrazione comunale". Secondo perché a Cisliano arriverà Luciano Lutring: rapinatore ed ex "solista del mitra" operante negli anni '70 a Milano e dintorni.

"E' grazie al coinvolgimento con la ProLoco di Cisliano - dichiarano i ragazzi dell’associazione - che ci siamo rimboccati le maniche e a testa alta siamo entrati a far parte come sezione Cinema della stessa. Grazie al loro supporto ci siamo iscritti alla F.I.C., Federazione Italiana Cineforum, ottenendo così una ulteriore certificazione a livello nazionale. D'ora in poi tutta la nostra attività sarà monitorata dalla Federazione che ci fornirà anche materiale d'approfondimento per le serate oltre che le tessere ufficiali, riconosciute a livello nazionale, per tutti i nostri utenti. Un grande passo in avanti per la nostra associazione che finalmente ha trovato nella ProLoco, e nel suo direttivo, una spalla solida su cui appoggiarsi per sviluppare liberamente le proprie capacità".

LA MALA-VITA A CISLIANO
"Come avevamo promesso alla nostra momentanea chiusura - continuano I Soliti Ignoti -  siamo ritornati 'più energici e organizzati', per continuare a lavorare per la gente, non per la gloria". L'incontro, organizzato in collaborazione con il gruppo Mala…ricordi?, è l'ideale prosecuzione della rassegna sulla Mala-vita organizzata proprio dal cineforum I soliti ignoti all’inizio del 2009. Luciano Lutring è un personaggio interessante, unico nel suo genere. Con distacco, ironia e tanto divertimento (sì, perché l’ex rapinatore spesso si esprime in un irresistibile dialetto milanese) Lutring racconterà i suoi inizi di carriera, i successi, le avventure con le donne ed infine l’inevitabile arresto. Dalle sue parole prenderà forma il ritratto di una malavita che non esiste più, fatta di piccoli furti ma anche di grandi colpi.

Una malavita quasi cinematografica nel modo di agire, e comunque mai diventata "organizzata" come quella di oggi. Scopriremo poi come Lutring abbia avuto anche a fare con il territorio del sudovest milanese. La cornice ideale di questo evento è la Cooperativa del popolo (ci piace sottolineare l’appartenenza "popolare" del luogo, vissuto da chi il paese lo ha visto crescere, lo vive, lo anima, da chi non te le manda a dire e ti guarda negli occhi quando parli) di Cisliano. La serata inizierà alle 21.30 e sarà a ingresso gratuito, senza obbligo di consumazione. Sarà comunque in funzione il normale servizio bar della trattoria, dove sarà anche possibile gustare salumi e vini locali.

CHI E' LUCIANO LUTRING
Luciano Lutring nasce a Milano da Elvira Minotti e Ignazio Lutring e passa la sua infanzia nel milanese, sotto la guida dei genitori che volevano fare di lui un violinista. Ma ben presto egli mostra la sua natura ribelle e il suo amore per le belle donne e per la bella vita. Attratto dal mondo della malavita, acquista da un conoscente la sua prima pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese - senza pallottole, in quanto non erano più in commercio - e da quel momento in poi il giovane Lutring acquisterà il soprannome de l'Americano. Poco tempo dopo e in maniera casuale, con quell'arma compie la sua prima rapina: "Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l'impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: 'È così facile?'. E me ne andai col bottino".

Luciano Lutring il solista del mitra a CislianoDa quel momento inizia la sua carriera di fuorilegge, fatta di remunerative rapine in molte banche e negozi. La sua fama nasce nella Milano degli anni sessanta e così il suo soprannome, Il solista del mitra, per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino. La figura di Lutring diviene leggendaria assieme al suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, fuoriserie, belle donne. La sua attitudine da ladro gentiluomo, unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei misfatti, contribuisce a rendere Lutring un personaggio popolare.

Il 1 settembre 1965 viene infine ferito e arrestato a Parigi, sconta 12 anni di carcere (la condanna iniziale era a 22 anni) in Francia, durante i quali inizia a scrivere e dipingere; tiene persino una corrispondenza con l'allora presidente della camera Sandro Pertini. Graziato dal presidente della repubblica francese Georges Pompidou, torna in patria dove, dopo un periodo di internamento presso il carcere di Brescia, viene nuovamente graziato nel 1977 dal presidente italiano Giovanni Leone. Oggi Lutring fa il pittore e lo scrittore. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali, ricevendo molti premi e riconoscimenti.

 

 
Villa Marazzi ospita il Medium Size Festival di Cesano BosconeCESANO BOSCONE - "Oltre le parole…il senso profondo del cinema" è il titolo della seconda edizione del Medium size festival, che si svolgerà sabato 10 e domenica 11 ottobre nella Sala delle carrozze di Villa Marazzi, in via Dante Alighieri 47.

Mediometraggi d'autore non visti o dimenticati, di 15-20 minuti (oppure estratti da pellicole maggiori lavorate a più mani). "Il titolo 'Medium size' - spiegano i curatori, il musicologo Francesco Leprino e il critico cinematografico Massimo Maisetti - è la traduzione inglese di 'media durata', ma può anche essere letto come medium, cioè come mezzo per arrivare a discutere su temi e problemi del nostro tempo". La seconda edizione del percorso è organizzata con la collaborazione dell'Istituto per lo studio e la diffusione del cinema d'animazione e degli esperti di Gran sole (tutto il materiale audiovisivo è un loro patrimonio).

L'edizione 2009 Intende coinvolgere lo spettatore in un dialogo al quale parteciperanno critici di cinema, psicologi e intellettuali, invitati a presentare ogni opera e a discuterla in un breve colloquio aperto al pubblico. Le pellicole saranno accompagnate al pianoforte da due musicisti d'eccezione: Arrigo Cappelletti ed Enrico Intra. L’ingresso è libero.

IL PROGRAMMA
Sabato 10 ottobre ore 17 (al pianoforte, per alcune proiezioni, Arrigo Cappelletti): G. Méliès: “Le voyage dans la lune” (8’, 1902) N. McLaren: “Pas de deux” (14’, 1967) G. Gianini, E. Luzzati: “Pulcinella” (11’, 1973, nomination per l’Oscar) Z. Rybzcynsky: “Tango” (8’, 1980, Oscar 1983 a Hollywood) M. Levie: “Rebell” (6’, Weekend col Medium Size Festival a Cesano Boscone2007) I. Bergman: “Il ballo della donna ingrata” (10’, 1974) G. Méliès: “Eclipse de soleil en pleine lune” (8’50”, 1907). Ore 21 (al pianoforte, Arrigo Cappelletti): G. Méliès: “Le bourreau turc” (2’20”, 1903) A. Kurosawa: “Corvi”, V episodio da “Sogni” (10’, 1990) F. Back: “Crac” (14’, 1981, Oscar 1982 a Hollywood) F. Piavoli: “Lo zebù e la stella” (20’, 2007) con la presenza di Franco Piavoli O. Cavandoli: “Trazom” (5’, 1991) F. Leprino: “12 Interludi celesti” (13’, 1998) G. Méliès: “L’homme orchestre” (1’30”, 1900). Domenica 11 ore 17 (al pianoforte, Arrigo Cappelletti): G. Méliès: “L’auberge de bon repos” (5’30”, 1903) B. Bozzetto: “Sottaceti” (12’, 1971) Z. Rybzcynski: “Chopin”, da “The Orchestra” (10’, 1990) I. Ivanov Vano, Y. Norstein: “La battaglia di Kérzenetz” (10’, 1971) N. McLaren: “Begon Dull Care” (8’, 1949) V. Jiranek: “Cosa abbiamo fatto alle galline” (6’, 1977) G. Méliès: “La lanterne magique” (4’50”, 1903). Ore 21 (al pianoforte, Enrico Intra): B. Bozzetto: “Ego” (11’, 1989) J. Epstein: “La caduta della casa Usher” (60’, 1928).

I CURATORI
Francesco Leprino:
musicista, musicologo, organizzatore musicale, ha pubblicato dischi, volumi e saggi. Dal 1995 si è occupato di audiovisione, tenendo corsi universitari alla Bicocca, seminari, conferenze e soprattutto realizzando video antologici e sperimentali, documentari e film, come “L’ascolto dell’immagine”, “Clips und Klang”, “… In cento ben pugnate battaglie… Verdi nel cinema!”, “On smoking!”, “In casa mia v’aspetto! Mozart a Vienna”. Hanno avuto lusinghieri riscontri di critica e di pubblico; al tempo stesso, sono stati selezionati in autorevoli festival. Ora ha in preparazione una pellicola su Johann Sebastian Bach e “L'arte della fuga”.

Massimo Maisetti: giornalista, critico cinematografico, esperto di cinema di animazione, è presidente della Federazione italiana dei cineclub, associazione di cultura cinematografica riconosciuta dal ministero per i Beni e le attività culturali. Ha fondato e diretto l’Istituto per lo studio del cinema di animazione. I suoi saggi spaziano da Ingmar Bergman all’Espressionismo tedesco, dal cinema di animazione russo, ungherese, svizzero e italiano alle mostre d’arte e ai festival nazionali e internazionali. Collabora a periodici di cinema, arte e cultura, notiziari e riviste quali “Noi psicologia” e “Carte di cinema”. È direttore responsabile di “Graphie”. Svolge corsi di storia del cinema e di educazione all’immagine. Organizza, coordina e dirige concorsi, rassegne, convegni dedicati al cinema di animazione e, più in generale, al cortometraggio e al film d’autore. Cavaliere al merito della Repubblica, ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano.

GLI ARTISTI IN SALA
Arrigo Cappelletti:
pianista e compositore, si è dedicato al jazz realizzando diciotto dischi, di cui almeno quattro (“Samadhi”, “Reflections”, “Pianure” e “Terras do risco”) hanno avuto importanza nella definizione di una via italiana costituita da lirismo, introspezione e collegamenti con altri universi musicali. Fra i musicisti stranieri con i quali ha collaborato vi sono Barre Phillips, Lew Soloff, Mike Mossmann, Daniel Schnyder, Bill Elgart, Olivier Manoury, Steve Swallow, Ralph Alessi, John Hebert, Jeff Hirshfield. Ha lavorato, inoltre, con la cantante Mia Martini e con l’Orchestra nazionale di jazz di Giorgio Gaslini. Nel 1988 la rivista statunitense “Cadence” ha indicato “Reflections” tra i dieci migliori dischi dell’anno. Attualmente è docente di jazz presso il Conservatorio di Venezia.

Enrico Intra: pianista, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra tra i più importanti, è anche organizzatore e ideatore di eventi e situazioni che hanno inciso nel tessuto socioculturale italiano, come il lancio del cabaret, con la fondazione del “Derby club”. Ha attraversato da protagonista oltre mezzo secolo di vita musicale. Associa un profondo legame alla tradizione jazzistica, pervaso da un autentico rapporto con il blues, alle tendenze più radicali della scena artistica. Dalla seconda metà degli anni ottanta sviluppa in forme nuove il progetto “Sound movie”, basato sull’improvvisazione totale realizzata in contrappunto alla proiezione di famosi film del cinema muto di matrice espressionista. La sua attività lo ha visto anche arrangiatore di successo e direttore d’orchestra in famosi programmi televisivi, ed è celebre il sodalizio che lo lega a Franco Cerri. È uno dei fondatori dell’associazione culturale Musica oggi (Ambrogino d’oro del Comune di Milano nel 2003), responsabile dei civici corsi di jazz di Milano, di cui è direttore e in seno ai quali ha formato la “Civica jazz band”.
 
Il concerto di WoodstockCISLIANO - Riprenderanno a settembre gli appuntamenti con le rassegne e le serate tematiche organizzate dall'associazione Cineforum I soliti ignoti, che si appresta il prossimo gennaio a compiere ben cinque anni di attività.

L'attività vera e proprio ricomincerà molto presto, quest'anno. Per metà settembre è in preparazione una serata dedicata al grande concerto di Woodstock, tenutosi nel 1969. Una grande festa, con open bar, musica e video per rivivere uno dei concerti simbolo di un'epoca. Capace di mobilitare oltre cinquecentomila persone e cambiare il panorama musicale diventando il manifesto dell'epoca hippie. Si concluderà poi idealmente il ciclo iniziato nel gennaio 2009 e incentrato sulle storie di Mala-vita con una serata in compagnia di Luciano Lutring, il "solista del mitra" (chiamato così per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino), che con il nostro territorio ha avuto, come scopriremo, molto a che fare.

Sarà una serata goliardica, all'insegna del ricordo e dell'allegria, in uno dei luoghi centrali della vita del paese, la Cooperativa del popolo. Chiuderà l’anno un grande evento dedicato al rapporto tra l’uomo e la natura, tematica già trattata in passato con la visione del film I cento chiodi. Sarà una rassegna lunga ed elaborata, con una varietà di film, dal documentario all’animazione, e con interventi di registi e serate con degustazione di prodotti tipici, il tutto per riaffermare l’importanza dei luoghi, della lentezza e dei valori del nostro territorio. Partirà anche da settembre il tesseramento obbligatorio per la visione dei film. La tesserà sarà emessa in modo gratuito, non comporterà quindi nessun onere da parte del pubblico ma permetterà all'associazione di evolversi e svilupparsi secondo le normative vigenti.

Una serata del cineforum a Bestazzo, frazione di Cisliano
 
Il cosmo sul como con Aldo, Giovanni e Giacomo a CislianoCISLIANO - Un poker di film per riassaporare la bellezza del cinema all'aperto, dello stare insieme, del ri-vivere gli spazi della città, in questo caso del piccolo centro di Bestazzo, frazione di Cisliano. I soliti ignoti non vanno in vacanza e, in collaborazione con la Biblioteca civica Anna Trezzi di Cisliano, che ha sede in via Arrigoni 12, presentano un cineforum all'aperto dedicato a grandi e piccini.

Si parte giovedì 9 con l’ultimo episodio della mitica saga dell'archeologo più famoso al mondo, Indiana Jones, questa volta alla ricerca del teschio di cristallo. Giovedì 16 luglio sarà invece la volta del tanto discusso The Millionaire, premio Oscar come miglio film nell’ultima edizione del concorso. Giovedì 23 toccherà alla comicità di Jack Black in BeKind rewind, gli acchiappa film. Poco conosciuto e mal distribuito in Italia, il film racconta la storia di due amici alle prese con una videoteca e con la ri-edizione dei classici del cinema, da King Kong a Guerre stellari, dopo che uno dei due cancella accidentalmente i nastri originali. Chiude la rassegna estiva un classico dell’animazione orientale, La città incantata, del premio Oscar Hayaho Miyazaki. Questo Alice nel paese delle meraviglie giapponese è un autentico capolavoro che fa bene al cuore. Chihiro, ragazzina di 10 anni intelligente e ombrosa, si ritrova in una città fantasma governata dalla dispotica strega Yubaba e popolata da personaggi stravaganti.

Una scena di Burn after reading, con George Cloney e Brad PittL'inizio delle proiezioni, come sempre a ingresso gratuito, è previsto per le 21.30, e in caso di maltempo, saranno effettuate all’interno dei locali della biblioteca. Durate le serate, in collaborazione con la ProLoco di Cisliano, sarà effettuato un servizio bar, con bibite fresche, gelati e caffè. Non finiscono qui però gli appuntamenti cinematografici estivi a Cisliano. Anche quest’anno infatti l’Amministrazione offre ai cittadini il cinema all’aperto. Le proiezioni partiranno sabato 11 luglio, alle ore 21.15, nel giardino della ex-scuola elementare, con La matassa di Ficarra e Picone e continueranno con l’appuntamento bestazzese, nel giardino della biblioteca, sabato 18 luglio con Burn after reading, con il duo Cloney-Pitt nell’insolito ruolo di spie "comiche". Si ritorna a Cisliano il 25 luglio con il film d’animazione Madagascar 2, che ripropone nuove avventure del leone Alex e la sebra Marty. Chiude il ciclo d’incontri, sabato 1 agosto, l’ultima fatica di Aldo, Giovanni e Giacomo, Il cosmo sul comò. Ben otto film, tutti ad ingresso gratuito, animeranno il mese di luglio di Cisliano, portando una grande varietà di titoli al pubblico. Un’occasione unica per rivedere film magari già visti, scoprirne di nuovi, vivere il paese e conoscere nuova gente.
 
EcocabaretROZZANO - Sarà uno spettacolo all’insegna del divertimento ma anche dell’ecologia quello organizzato per domenica 10 maggio alle ore 21 al teatro Fellini di Rozzano. "Ecocabaret, seriamente comici", nasce nel maggio del 2008 grazie alla collaborazione dell’associazione Pentapolis e Setocabaret, con il patrocinio di Legambiente.

Obbiettivo principale quello di produrre un’offerta d’intrattenimento basato sui valori dell’ecologia, sfruttando la leva della comicità come strumento educativo. I Biocomici diventano perciò perfetti ambasciatori di una cultura fondata sui valori della civiltà e della tolleranza, così come testimonial dei processi di sviluppo sostenibile. Lo spettacolo è un piccolo contenitore in cui vengono messi in ridicolo gli usi e i costumi degli italiani nel rapporto con il risparmio energetico e con l’ambiente, il tutto in un crescendo di situazioni comiche, musica e coreografia che permettono al pubblico di ridere ma anche di riflettere su tematiche importanti come l’ambiente.

La serata, organizzata dalla Fondazione Lida e da Tasm, fa parte di una serie di eventi dedicati all’acqua, il bene comune più prezioso per la vita, il pianeta e l’umanità. Con la nuova Casa dell’Acqua realizzata da Tasm Spa a Quinto Stampi, che sarà inaugurata il prossimo 17 maggio alle 17, la città potrà usufruire di una nuova struttura che diventerà nuovo punto di incontro oltre che luogo di erogazione dell’acqua. Il proposito è quello di promuovere l’utilizzo dell’acqua della rete idrica pubblica - buona, sicura e controllata - evitando la produzione di bottiglie di plastica e facendo risparmiare le famiglie oltre che mantenendo più pulito l'ambiente.
 
La cantante Brenda Arisa a ScorieROZZANO - Scorie, famosa trasmissione di Rai2, approda a Rozzano giovedì 23 aprile, ospite dello Spazio Aurora di via Cavour 4 per una serata all’insegna del divertimento e della comicità. Dalle 21 saliranno sul palco i nuovi comici del panorama italiano, in una sfida volta a scoprire chi sarà il migliore.

Tra il pubblico non potevano mancare gli autori del programma televisivo, Nicola Savino e Dj Angelo. I comici saranno introdotti anche da un presentatore d’eccezione, Max Novaresi.
 
Vanessa Ravizza di Rozzano e' l'ultima esclusa della casa del Grande FratelloROZZANO - E' finita l'avventura di Vanessa Ravizza al Grande Fratello 2009. La concorrente deve rinunciare al montepremi di 300 mila euro e tornare nella sua Rozzano. Più che al montepremi Vanessa dovrà fare a meno del suo Alberto Scrivano, l'ormeggiatore di Genova con cui ha stretto un legame affettivo dopo l'uscita di Marco.

Vanessa ha perso lo scontro diretto con Fancesca. Le due ragazze si sono ritrovate di nuovo una contro l'altra questa sera, come nel corso di tutta la settimana. A scaldare gli animi, prima del verdetto finale letto da Alessia Marcuzzi, I fischi del pubblico che invadono la Casa quando Gianluca (leader indiscusso del gruppo) dice che vorrebbe fuori Francesca, e che salverebbe Vanessa. Non è andata così.

La 24enne barista di Rozzano ha comunque affrontato con grande coraggio il voto degli spettatori Mediaset. Ha invitato gli altri "fratelli" a sbrigarsi nei convenevoli dei saluti, uscendo dalla casa a testa alta. Vanessa, durante i giorni di permanenza nella casa più famosa d'Italia, ha sempre dimostrato, del resto, grande forza d'animo.

Alberto Scrivano e Vanessa Ravizza nella casa del Grande FratelloUna rozzanese doc, insomma. Certo è che la regia ha voluto finire l'opera, con Vanessa, come l'aveva cominciata. Ovvero all'insegna dei 'sentimentalismi': la giovane concorrente, durante la prima puntata, aveva commosso l'Italia con la sua richiesta di rivedere il padre, che non vedeva da anni. Questa sera l'ultimo scherzetto del Grande Fratello: un filmato in cui Vanessa e Alberto amoreggiano nella casa, inframmezzato da alcune immagini che ritraggono la 24enne con la sua precedente fiamma: Marco.

"Sono stata molto fraintesa perché il mio comportamento non è stato molto chiaro", è una delle prime frasi di Vanessa Ravissa intervistata in studio da Alessia Marcuzzi. "Hai venduto il tuo corpo per 300 mila euro", l'ha attaccata subito la siciliana Claudia.
 
Pupe e gangster a RozzanoROZZANO - L’America della crisi del '29, un commediografo in rovina, un boss della malavita innamorato, una pupa mozzafiato e una guardia del corpo genio della drammaturgia sono il giusto mix dello spettacolo teatrale Gangster a Broadway, in scena domani, alle 21, e domenica 29, alle 16, al teatro Fellini di Viale Lombardia, 53 a Rozzano.

Sterberg, Capra, Hawks, Wilder, Allen e l’assurda comicità dei Marx Brothers sono solo alcuni dei maestri che hanno ispirato il regista dello spettacolo, Dante Dalbuono, che racconta: “La struttura dei loro film mi ha consentito di restare nei confini della pièce teatrale, mettendoci però dentro qualcosa di quei maestri irraggiungibili. Gangster a Broadway è una sorta di omaggio personale al cinema e al teatro allo stesso tempo, uno spazio divertito e divertente per sorridere di cose serie".

LA STORIA
La trama si snoda tutta durante la crisi del ’29, in America, dove un commediografo di sani principi che cerca un finanziatore per il suo spettacolo, incontrerà un boss della malavita che accetterà di finanziarlo a patto che la sua fidanzata ne faccia parte. Lei, ex stella del teatro, spera con questa commedia di tornare a brillare ma la sua guardia del corpo scopre, a contatto con il teatro, di avere più talento artistico del regista. Innamoramenti, omicidi, e imprevisti accompagneranno tutto il resto della trama.
 
OPERA - Continua la tournée della compagnia "Tutti all'…Opera", iniziata lo scorso febbraio con lo spettacolo "Sognando il varietà", commedia musicale d'avanspettacolo in due tempi di Garinei e Giovannini con l'arrangiamento di Antonio Ricciuti.

"Sognando il varietà" è la storia di un giovane attore come tanti, ospite nella platea di un notissimo teatro nel momento in cui riceve una telefonata dal maestro Garinei per allestire un nuovo spettacolo musicale. Il ragazzo, che inizialmente dubitava della sua performance, sfida se stesso in un nuovo spettacolo, mette in piedi un corpo di ballo che lo affiancherà in tutto il tempo sulle note dei Maestri Armando Trovajoli, Gorni Kramer e Renato Rascel.

Il nostro saltimbanco accenna alle diversità tra l'America e l'Italia, trova una soubrette, canta "Ciumachella de Trastevere", si fa carico della regia, si traveste da chaffeur, riveste i panni di Santa Pupa, accenna alla politica, parla della televisione, canta le canzoni di Renato Rascel accennando al musichiere degli anni '60, interpreta brillantemente gli sketch de "La Purga" e "I Tesorini", dirige "Rugantino" nella scena del cocomero chiudendo magistralmente con la canzone “Aggiungi un posto a Tavola".

LE DATE
Sabato 7 marzo 2009 Teatro Santo Domingo - Milano; sabato 14 marzo 2009 Teatro Sacro Cuore - Sesto San Giovanni (MI); domenica 15 marzo 2009 Teatro Sacro Cuore - Sesto San Giovanni (MI); mercoledì 18 marzo 2009 Teatro Eduardo - Opera (MI); giovedì 19 marzo 2009 Teatro Eduardo - Opera (MI); venerdì' 20 marzo 2009 Teatro Eduardo - Opera (MI); domenica 10 maggio Teatro Derby, via Pietro Mascgni 10, Milano; sabato 16 maggio 2009 Teatro al Laghetto - Buccinasco (MI); sabato 23 maggio Sala consiliare Pieve Emanuele (MI).

LA COMPAGNIA
La compagnia teatrale nasce a Opera nel 1998 e che oggi conta oltre un centinaio di iscritti, oltre al vasto universo di amici, collaboratori e aiutanti che, a vario titolo, gravita intorno a questo gruppo. Come racconta il fondatore e direttore artistico della Compagnia, Antonio Ricciuti, quello che cerchiamo di fare è trasmettere l'amore per l'arte e per il Signor Palcoscenico (citando il Maestro Garinei).

La nostra attività è sempre focalizzata ad avvicinare la gente al teatro, soprattutto i bambini che attraverso la recitazione possono imparare ad essere consapevoli di sé, ad esprimere le proprie potenzialità, a superare i propri limiti ed a sviluppare una socialità sana, lontani da videogiochi, computer e televisione che non li aiutano a crescere, a confrontarsi con gli altri, a maturare.

LABORATORIO
Proprio per i bambini, sulla scia del successo ottenuto lo scorso anno con lo spettacolo "Peter Pan, il musical", che ha fatto registrare il tutto esaurito per ben 4 serate, la compagnia ha promosso per quest'anno due laboratori. il primo gruppo, per bambini da 4 ai 9 anni, si esibirà con un medley della Walt Disney agli inizi di maggio. Il secondo, per ragazzi dai 10 ai 15 anni, andrà in scena a fine maggio con Grease, il musical simbolo dell'epoca della "brillantina".
 
Un'immagine della rapina tratta dal CorriereCISLIANO - Ultimo appuntamento per la rassegna del cinecircolo "I soliti ignoti" sul tema della malavita. Venerdì 27, alle 21, negli spazi della ex-mensa delle scuole elementari di via Molinetto, sarà presentata la serata "MalaRicordi?" in collaborazione con l’ideatore Luca Zioni. Si partirà con la proiezione del documentario "MalaMilano", realizzato nel 1997 da Tonino Curagi e Anna Gorio e incentrato sulla mitica ligera milanese, una mala romantica che si sviluppò a Milano dal dopoguerra fino agli anni Sessanta circa.

FOCUS
Ai margini di una contrapposizione di classe ancora ben definita, dei giovani di estrazione proletaria non accettano più le dinamiche delle conflittualità sociali dell'epoca. Non seguono più l'esempio della militanza politica, rifiutano la logica del lavoro salariato in fabbrica e si arrangiano come possono con piccoli furti rispettando però codici, regole e valori precisi. E' una malavita un po' romantica, molto legata al territorio e alla gente comune, figlia di una povertà vissuta dignitosamente, infatuata e sedotta però dalle figure cinematografiche francesi e americane che raccontano "il grande colpo che ti può risolvere la vita".

RAPINATORI IN SALA
Dopo il documentario interverranno Luciano De Maria e Arnaldo Gesmundo, protagonisti della celebre rapina di via Osoppo a Milano nel giorno del 51esimo anniversario e saranno accompagnati dalle musiche milanesi del celebre Pelé con il suo "tulùn". Sarà anche esposta una rassegna stampa dell’epoca della rapina. Come sempre l’ingresso è gratuito. Per maggiori informazioni 348.74.61.951,oppure http://web.tiscali.it/ignoti/ e http://www.malaricordi.com/.

LA CRONACA DEL COLPO
Il capolavoro delle rapine motorizzate prese forma la mattina del 27 febbraio 1958; era un giovedì, e il furgone blindato della Banca Popolare di Milano aveva appena imboccato, alle 9 e 30, la via Osoppo, proveniente da piazzale Brescia e diretto in via Rubens, ove aveva sede una Agenzia che lo attendeva per il consueto carico/scarico di valuta e titoli. Non appena il blindato ebbe ad avvicinarsi all’incrocio Osoppo/Caccialepori, una Fiat 1400 color caffelatte, apparentemente impazzita, tagliò a questo bruscamente la strada, scavalcò malamente lo spartitraffico centrale e si schiantò (dopo che l’autista, abilmente, si era gettato nell’erba) contro il muro del palazzo contrassegnato dal civico numero 7.

Gli addetti al prezioso carico ebbero comprensibilmente un attimo di smarrimento, e per pochi secondi rimasero forse fermi a guardare; prima che potesse ripartire un camion OM Leoncino cassonato di colore grigio si schiantò sulla sua fiancata. L’urto fu tale da impedire al blindato qualsiasi tentativo di manovra: in un attimo il delinquente al volante balzò a terra, e rotto con una martellata il finestrino della portiera posteriore, portò via il mitra dell’agente di Ps, rimasto tramortito dall’impatto e ferito da una scheggia di vetro. Saccheggiato il furgone portavalori i malviventi si dileguarono velocemente abbandonando i veicoli poco dopo. Dopo le indagini che portarono all’arresto di tutti i componenti della banda, nell’ottobre dello stesso anno iniziò il processo che portò alla sentenza di condanna il 12 novembre. Tutti furono ovviamente condannati a svariati anni di carcere, dovendo tener conto, oltre alla rapina di via Osoppo, dei precedenti penali di ciascuno e soprattutto del fatto che alcuni di essi furono solo in quel momento ritenuti colpevoli di altri crimini cittadini fino ad allora senza colpevole.

UNA RAPINA CINEMATOGRAFICA
ll colpo sembrava ispirato a due recenti pellicole cinematografiche (la prima americana, la seconda inglese) girate nel 1955: "La rapina del secolo", basata su di un fatto vero, la rapina di Boston del 17 gennaio 1950 ai danni della sede della Brink’s inc. Bank, organizzata dal malavitoso Anthony Pino, che aveva provveduto ad abbigliare i suoi uomini con tute da lavoro blu, e soprattutto “La signora omicidi” con Alec Guinness a capo di un agguerrito quintetto di rapinatori, che provvedeva ad assaltare un furgone blindato proprio speronandolo con un’altra autovettura.
 
CISLIANO - Penultimo appuntamento, domenica 22 febbraio alle 21.15, per la rassegna cinematografica sulla malavita, organizzata dai Soliti ignoti negli spazi della ex-mensa delle scuole elementari di Cisliano. Dopo il raffinato film dedicato ad Andreotti, Il divo, l’attenzione ritorna al poliziottesco con "La mala ordina", film diretto da Fernando Di Leo nel 1972.

Concepito inizialmente con il titolo "Ordini dall’altro mondo", "La mala ordina" presenta la figura di un piccolo 'pappone' milanese, Luca Canali, che finisce, senza colpa, nella ragnatela di un regolamento di conti tra i pezzi grossi dell’organizzazione e si vede costretto a lottare contro due killer newyorchesi spediti in Italia dall’America per liquidarlo.

L'ANALISI
Oltre ai tempi e ai ritmi narrativi perfetti (le scene d’azione sono tra le migliori che Di Leo abbia mai girato: in particolare il lunghissimo e disperato inseguimento di Adorf dell’assassino di sua moglie e di sua figlia, con una durata di più di dieci minuti) e oltre all’accuratezza nel definire psicologicamente le varie tipologie dell’universo delinquenziale, dai boss ai picciotti, "La mala ordina" colpisce per la precisione e la straordinaria resa degli interpreti principali: Mario Adorf, il 'pappone', gli americani Henry Silva e Woody Stroode, i killer, e Adolfo Celi, capace di passare da spregevole opportunista a perfetto uomo d’onore.
 
Giulio "Belzebù" AndreottiCISLIANO - A Roma, all’alba, quando tutti ancora dormono, c’è un uomo già sveglio. Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti e sarà al centro del prossimo film, "Il divo", che sarà presentato domenica 15 alle 21.15 negli spazi della ex-mensa di via Molinetto, nell’ambito della rassegna sulla malavita proposta a Cisliano dai Soliti ignoti.

Agli inizi degli anni Novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, Andreotti avanza inarrestabile verso il settimo mandato come presidente del Consiglio. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza esserne scalfito Tangentopoli, per finire sotto processo per collusione con la mafia. Processo dal quale verrà assolto.

L'uomo di Stato che è stato definito di volta in volta, la Sfinge, il Gobbo, La Volpe, il Papa nero, Belzebù e, giustappunto, il Divo Giulio si prestava sicuramente a divenire simbolo di una riflessione sui mali del nostro Paese; Sorrentino, il regista, riesce magistralmente a narrare la storia, riportando il cinema politico italiano ai livelli di Rosi, Petri e Ferrara.

LA RASSEGNA
Il DivoDalla mala di strada, proposta dai Soliti ignoti con polizzioteschi come "Roma a mano armata", a quella di palazzo, quindi: come "Il divo" di Paolo Sorrentino, o "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto". Con la consapevolezza di mettere in gioco forti contrasti e polemiche, paragonando diversi tipi di malavita. Da cosa è nata la scelta? Lo spiega il presidente del circolo dei Soliti ignoti.

"L'idea di base - spiega Francesco Carrà - è stata quella di mostrare come un argomento, la malavita in questo caso, potesse offrire diverse chiavi di lettura: dall'analisi antropologica del film d'autore (Gomorra) sino alla spettacolarizzazione dei film di genere (Roma a mano armata). Si potrebbe leggere una provocazione: dopo la malavita di quartiere mostriamo la malavita del palazzo... insomma una malavita organizzata".
 
CISLIANO - Dopo la Roma del commissario Volonté, e quella della banda della Magliana, lo sguardo del cineforum dei Soliti ignoti torna a indagare il "poliziottesco" anni Settanta. Presentando, domenica 8 febbraio, alle 21.15 alla ex mensa di via Molinetto, "Roma a mano armata".

Con l'intento di dare una soluzione al grave problema della criminalità che imperversa quotidianamente per le strade di una Roma devastata dalla violenza, il regista, Umberto Lenzi, propone un commissario durissimo e tenace, impersonato grandiosamente da un Maurizio Merli, mai così deciso e cattivo. Accolto dalla critica italiana con le solite accuse di fascismo e giustizialismo, soprattutto per i metodi adottati dal commissario, il film fu successivamente rivalutato e tutt’oggi viene ritenuto un cult del suo genere, il poliziottesco. Interessante sottolineare come il regista presenti per la prima volta la “delinquenza bene”, incarnata da un gruppo di giovani del circolo giovanile ricreativo monarchico, che stuprano una povera donna e maltrattano l'accompagnatore apostrofandolo “proletario di merda”.

FOCUS
Collocare questo genere di film all’interno della cinematografia italiana non è cosa semplice: la ricerca dello spettacolo violento, della violenza gratuita, fine a se stessa, non appartiene infatti alla tradizione del cinema italiano. Prima degli anni Settanta, a parte le dovute eccezioni, il nostro cinema ci raccontava solo della violenza degli stranieri (soprattutto i nazisti) nella Seconda guerra mondiale, di quella degli indiani nei film western, di quella degli avversari dei personaggi mitologici negli anni Sessanta, tutt’al più si ricorda qualche pellicola ambientata in Sicilia e incentrata sulla mafia.

I film del genere poliziottesco ci parlano invece di delinquenza, di malavita organizzata: mai in passato le nostre città erano state descritte così fragili, indifese, così pericolanti di fronte ai colpi dei criminali. A distanza di quasi trent’anni, Roma a mano armata e tanti altri film di questo genere appaiono davvero appartenere a uno dei filoni del cinema italiano di cui ancora bisognerà approfondire le ragioni del successo, rivalutarne aspetti sociologici e metacinematografici a suo tempo invisibili, e oggi ben più evidenti.
 
CISLIANO - "A metà degli anni '70 una banda di delinquenti di strada partì dalle periferie per conquistare Roma. Per inseguire il loro sogno ingenuo e terribile travolsero ogni ostacolo. Strinsero alleanze pericolose. Si credevano immortali. La nostra storia è ispirata a fatti reali. I personaggi sono frutto dell'immaginazione degli autori”.

La vicenda, ispirata alla storia della banda della Magliana, nome attribuito dal giornalismo italiano a quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma, è il tema centrale di "Romanzo criminale", quarto film proposto dai Soliti ignoti per domenica 1 febbraio, alle 21.15 negli spazi della mensa delle ex-scuole elementari di via Molinetto.

LA RASSEGNA E' UN SUCCESSO
Una rassegna, quella incentrata sulle storie di malavita, che, con una media di trenta partecipanti per serata, sta riscuotendo un notevole successo per il piccolo cinecircolo del paese. "Siamo molto soddisfatti quest’anno del pubblico eterogeneo che ci segue - dichiara Francesco Carrà, presidente de I soliti ignoti - questo significa che il duro lavoro portato avanti nei precedenti quattro anni d’attività inizia a dare i suoi frutti. Siamo riusciti nell'intento di far capire al pubblico che una rassegna va seguita il più possibile e i film vanno visti in relazione l’uno con l’altro e non singolarmente".
 

CISLIANO - Continua con l’indiscusso "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto" la rassegna cinematografica ideata dai Soliti Ignoti raccogliendo le più svariate storie di MalaVita.

L’appuntamento è per domenica 25 alle 21.15 alla mensa della ex-scuola elementare di via Molinetto, a Cisliano. Protagonista l'efficientissimo capo della Squadra Omicidi, interpretato da un eccellente Volonté, che nel giorno della sua promozione in un delirio di onnipotenza uccide la sua amante. Dietro ad un atteggiamento solido e controllato, il commissario nasconde tuttavia una personalità profondamente disturbata che lo porta a lasciare evidenti prove a proprio carico proprio per provare quanto sia insospettabile nel suo ambiente, la sua colpevolezza.

Costretto dagli eventi, il protagonista deciderà per una strada autopunitiva. E, giudice di se stesso, si condannerà agli arresti domiciliari in attesa dell'arresto. Il film ha ottenuto numerosi riconoscimenti: nel 1970 l'Oscar per il miglior film straniero, il Gran Premio della Giuria a Cannes e il David di Donatello a Gian Maria Volonté; nel 1971 Nastri d'argento a Petri, a Gian Maria Volonté e a Ugo Pirro.

 
CISLIANO - Continua, dopo il successo di Gomorra l'11 gennaio, la rassegna proposta dai Soliti Ignoti sul tema della malavita. Domenica 18 alle 21.15, alla mensa delle ex-scuole elementari, con ingresso gratuito, sarà la volta di "Milano trema: la polizia vuole giustizia", dove l’interesse passa dal cinema d’autoreagli eccessi di quello di genere focalizzandosi sul tema del poliziottesco tanto di moda negli anni Settanta in Italia.

Una Milano violenta, dell'odio, quella presentata dal film. Morti, terrorismo e corruzione. Chiunque entri in contatto con il Padulo, interpretato da un convincente Richard Conte, troverà inesorabilmente la morte. Suo grande nemico il Commissario Canepano, interpretato da Luc Merenda, deciso più che mai a ridare ordine alla sua città. Azione e violenza gli elementi centrali utilizzati dal regista, Sergio Martino, per portare avanti tutta la storia.

"Diretto tenendo presenti le esigenze del film d’azione, con spettacolari caroselli automobilistici, il film è teso e tiene desta l’attenzione, anche se le sue connotazioni ideologiche sono volutamente poco chiare", ha dichiarato il critico cinematografico Maurizio Porro nel 1973. Gli organizzatori ricordano che una copia in DVD del film Gomorra sarà donata alla biblioteca locale e disponibile al prestito in tutto il sistema bibliotecario sud-ovest.
 
La locandina dell'eventoCISLIANO - Due mesi e otto appuntamenti per sviscerare a fondo uno dei temi più navigati e di maggior successo della cinematografia mondiale, la mafia. Tutto questo a Cisliano, al cineforum “I soliti ignoti”, che da cinque anni porta avanti un’attenta attività di riflessione intorno alle tematiche cinematografiche, nel refettorio della ex scuola elementare di via Molinetto alle 21.15.

La rassegna, dal titolo “Storie di Malavita”, partirà il prossimo 11 gennaio con la proiezione dell’indiscusso “Gomorra”, il film tratto dal romanzo di Roberto Saviano, prossimo portavoce italiano alla notte degli Oscar, e proseguirà con titoli come “Milano trema: la polizia vuole giustizia” (18 gennaio), “Roma a mano armata” (8 febbraio), “La mala ordina” (22 febbraio). Poliziotteschi targati anni Settanta, spesso definiti come “cinema di serie B”, e snobbati dalla critica. Questi titoli saranno affiancati da mostri sacri del cinema italiano come “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (25 gennaio) con un sensazionale Gian Maria Volontà nei panni di un poliziotto che tenterà in modo delirante di mascherare l’omicidio della moglie, o il pluripremiato “Romanzo Criminale” (1 febbraio), ispirato alla storia della Banda della Magliana, considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato nel territorio della capitale, e l’autentico “Il Divo” (15 febbraio), prova provata dell’esistenza di un nuovo e coraggioso cinema italiano (forse la sua resurrezione?), che ri-mette sotto gli occhi di tutti le intricate vicende socio-politico-malavitose del senatore Andreotti.

Una scena di GomorraL’accostamento azzardato dei film, voluto espressamente dagli organizzatori, è stato pensato proprio per proporre una lettura innovativa delle diverse tipologie di regia confrontando i differenti stili che gli autori hanno negli anni utilizzato per affrontare l’argomento. Una lettura sociale della realtà ma anche quindi una riflessione tutta interna al cinema italiano, alla scoperta di un fenomeno come quello del poliziesco che ha riscosso un notevole successo nell’Italia ancora scossa dagli anni di piombo.

Chiude il ciclo d’incontri la serata “Mala…ricordi?” (27 febbraio) con discussioni, musica milanese e ancora cinema con il poco conosciuto MalaMilano, documentario romantico sulla Ligera milanese degli anni Cinquanta. Sarà anche l’occasione per incontrare e discutere con veri ligera (malavitosi) milanesi e per ricordare, con alcuni dei protagonisti, il sensazionale Colpo di Via Osoppo, a Milano (27 febbraio 1958).
 
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