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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
BUCCINASCO - Dal primo luglio 2003 al 30 giugno 2007, risultano iscritti 46 procedimenti penali per il reato 416 bis (Associazione di tipo mafioso). Nonostante l'intensa attività dalla Direzione distrettuale antimafia milanese, "che ha consentito sicuramente di sgominare gran parte delle associazioni mafiose già operanti sul territorio", "si impone particolare cautelanella sua interpretazione, non potendosi certamente affermare la totale eliminazione di siffatto fenomeno criminale, di cui si appalesano invece inquietanti segnali nel campo del cosiddetto 'narcotraffico'".

SETTORI E INTERESSI
Sarebbe altri aspetti che compaiono nel cielo di Milano e della Lombardia nella relazione della dda milanese, consegnata ad alcuni politici in Provincia e poi diffusi alla stampa. "A fronte di 233 complessive proposte di ammissione a programma di protezione avanzate da questa dda dalla sua costituzione - si leggerebbe nel documento - solo 12 risultano presentate nel periodo 2001-2007. Appare evidente la difficoltà degli inquirenti a effettuare nuove indagini sulle organizzazioni criminali in oggetto in assenza di voci provenienti dal loro interno, che diano impulso specifico alle indagini stesse". La 'ndrangheta è una mafia che incute timore tra le mafie operanti in Lombardia, soprattutto per i suoi "collegamenti con potenti cosche calabresi, e in particolare quella di Africo".

UNA MAFIA SILENTE
Ma anche perché gli affiliati alle 'ndrine sono riusciti a "infiltrarsi, mimetizzandosi, nell'ambiente socio economico della zona di insediamento, attraverso condotte e investimenti apparentemente leciti […] nonché avvalendosi della rete protettiva rappresentata da numerosi canali informatici e da supporti operativi acquisiti anche all'interno delle forze di polizia". Le 'ndrine esercitano la loro "forza intimidatoria" nei confronti di chi ostacola i loro "obiettivi programmati", "secondo un criterio non solo 'economico', ma anche strategico in relazione al contesto sociale nel quale i sodalizi hanno inteso radicarsi". Gli affiliati alla 'ndrangheta, in Lombardia, "abbandonano i comportamenti tradizionalmente 'mafiosi' per assumere quelli rassicuranti di lavoratori dipendenti o gestori di apparentemente lecite e avviate attività imprenditoriali".

RADICAMENTO AMBIENTALE
Così si sono guadagnati "un radicamento ambientale ideale per lo svolgimento indisturbato per anni di illecite attività nei campi più disparati". I settori in cui opera la 'ndrangheta sono svariati, ma per la maggior parte gli affiliati si affiderebbero "alla formula delle Società a responsabilità limitata (Srl) o a cooperative con durata anche inferiore ai 4 anni" per portare avanti i loro interessi, liquidandole o facendole fallire. Nell'edilizia lombarda si può trovare i calabresi nel movimento terra, negli scavi, nel trasporto di materiali di scavo, nell'intermediazione tra agenzie immobiliari soprattutto a Monza, Cologno Monzese, Peschiera Borromeo, Cernusco sul Naviglio, e nei Comuni del sud milanese. Nell'ambito degli Alimentari (fornitura di prodotti ortofrutticoli, attività in crescita questa) a Lodi, Pavia e Voghera. Nella ristorazione (bar, self service, pasticcerie e ristoranti) a Milano e in tutto l'hinterland. Gestiscono anche agenzie di sicurezza a Milano, Como e Bergamo, specie in discoteca. I calabresi sono attivi nella logistica (smistamento, facchinaggio, movimentazione merci, servizi di pulizie attraverso cooperative facenti capo alle cosche) a Milano, specie all'ortomercato.

GLI AFFILIATI? SONO INSOSPETTABILI
Tutti settori nei quali le imprese criminali possono godere, in alcuni casi, della presenza di amministrazioni comunali che affidano sempre a loro negli anni gli stessi servizi (manutenzione strade e cimiteri, per esempio) attraverso "il ricorso - riferirebbe la relazione - a procedure illegali: trattative private condotte tramite procedura di urgenza anche nei casi nei quali per la legge non ne sussistono i presupposti; gare di appalto in cui le offerte al ribasso sono conosciute prima della apertura delle relative buste e con partecipazione limitata sempre alle stesse imprese, comunque vincolate a effettuare poi i lavori subappaltandoli alle imprese mafiose oppure acquisendo i macchinari a loro necessari, pena il pagamento di penali alle amministrazioni comunali o, addirittura, 'sanzioni' di natura criminale". Tutte aziende riconducibili alle cosche di origine, come per esempio i Morabito, i Bruzzaniti, e i Palamara di Africo. E' dalle indagini compiute tra il 2000 e il 2007 che la dda comincia ad accorgersi che nelle zone a più alta densità mafiosa (i Comuni di Corsico, Buccinasco, Cesano Boscone, Cologno Monzese eccetera) "le seconde e le terze generazioni delle note famiglie malavitose di natura 'ndranghetistica', sempre più saldamente radicate al territorio, hanno iniziato a gestire e a sfruttare le zone di influenza, stringendo, dal punto di vista istituzionale, alleanze con spregiudicati gruppi politico-affaristici e, dal punto di vista economico, inserendosi nel campo imprenditoriale con illimitate disponibilità economiche".

LOTTA AD OGGI IMPOSSIBILE
Contrastarli, oggi, appare un'impresa napoleonica. "Questo ufficio - riferirebbe nella relazione il procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici - ha provveduto a impartire direttive di indagini di più ampio respiro, ricevendo sempre assicurazioni formali ma ottenendo peraltro limitata collaborazione consistente nell'inoltro di informative sui gruppo criminali attualmente operativi sul territorio. Appare opportuno in particolare, se non necessario, procedere a effettuare indagini più approfondite in tema di subappalti a opera di imprese apparentemente regolari, verificando di fatto, tramite controllo non meramente formale, ma da eseguire sul territorio, se i loro intestatari non siano in realtà meri prestanomi di soggetti notoriamente legati ad associazioni di 'ndrangheta. Occorre inoltre effettuare un capillare controllo delle vendite immobiliari avvenute in tempi recenti - proseguirebbe Pomarici - nelle zone di Milano e dell'hinterland già note in quanto soggette a infiltrazione mafiosa, ed effettuare analoghe verifiche di tutte le cessioni di licenze per la gestione di esercizi commerciali.

"ATTENZIONE AI PASSAGGI DI PROPRIETA'"
Occorre infine procedere a un attento monitoraggio di tutti i personaggi, sempre più numerosi, già condannati negli anni Novanta per reati commessi nell'ambito di attività criminali di matrice mafiosa, e ormai scarcerati per espiazione definitiva delle pene inflitte o per fruizione di benefici penitenziari, essendo già stata in più occasioni accertata la ripresa dell'attività criminale a opera dei citati soggetti". A tal fine, sempre secondo quanto di leggerebbe nella relazione della dda, "deve comunque evidenziarsi che la polizia giudiziaria impegnata sul territorio nell'attività di contrasto all'attività criminale di matrice mafiosa, pur dotata di specifica ed elevata capacità professionale, appare numericamente palesemente inadeguata alle numerose esigenze di indagine, tanto che sempre più spesso succede che i magistrati di questa Dda trovino notevoli difficoltà nell'individuare un servizio disponibile a ricevere deleghe di indagine".
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BUCCINASCO - Intricati intrecci tra aziende, soprattutto edili, che ai vertici portano sempre ai soliti nomi. Una rete di amicizie tra costruttori, politici ed esponenti di spicco della più pericolosa 'ndrangheta calabrese trapiantata a Buccinasco, Cesano Boscone e Corsico, capace di insospettire e preoccupare persino la Direzione distrettuale antimafia di Milano e i carabinieri del Ros.

Più volte, nella relazione consegnata alla stampa da alcuni politici che l'hanno visionata in Provincia, risulta presente l'aggettivo "inquietante". E' questa la parola che viene in mente al procuratore aggiunto Ferdinando Pomarici, della dda milanese, per descrivere la situazione del sudovest milanese sul fronte della criminalità organizzata di stampo mafioso: così come quella di altre realtà lombarde, capoluogo compreso. Un cancro allo stato avanzato che corrode silenzioso il tessuto imprenditoriale e sociale, grazie ad intimidazioni e agganci col 'palazzo'.

ARCHIVIATO IL CASO-BREMBILLA
Tra i nomi più o meno illustri che comparirebbero nella relazione, risulterebbero quelli di politici come Bruna Brembilla, assessore provinciale all'Ambiente nonché presidente del Parco Agricolo Sud Milano, che ha già precisato assieme al presidente Filippo Penati come le indagini a suo carico siano partite "da una segnalazione anonima" (affermazione che sarebbe confermata dalla relazione della dda) e che il gip, su richiesta del pm, avrebbe già archiviato lo scorso 2 dicembre. A Bruna Brembilla è andata la solidarietà del Partito democratico cesanese. E' stato inoltre creato su Facebook il gruppo “Solidarietà a Bruna Brembilla”, che oggi conta 66 membri.

DESTRA E SINISTRA COINVOLTE A CESANO BOSCONE
Tra i nomi 'freschi' compaiono invece quelli di un consigliere comunale attualmente in carica (notizia poi smentita dal magistrato all'avvocato dell'interessato) e di uno di Forza Italia non più in carica sempre a Cesano Boscone (città dove Bruna Brembilla ha ricoperto varie cariche sin dal 1980, fino a quella di sindaco per tre mandati, dal 2005) e di un consigliere comunale di Forza Italia a Buccinasco. L'esponente di Cesano comparirebbe da anni tra gli indagati della Dia di Milano, come "socio occulto" di un costruttore di una famiglia che intratterrebbe rapporti con il gruppo dei Sergi, Barbaro e Papalia della 'ndrangheta calabrese, e dei Fidanzati, Carollo e Ciulla della mafia siciliana (notizia smentita dal magistrato all'avvocato dell'interessato). Fitti legami tra imprenditori del sudovest milanese con conoscenze 'altolocate', con le quali risulterebbero in stretto contatto.

"MIGLIAIA DI TELEFONATE"
Salvatore BarbaroA dimostrarlo, sempre secondo la relazione, sarebbero le "migliaia di telefonate" intercorse tra politici e quello che viene definito il "dominus" della rete di imprenditori - attivo tra Cesano Boscone, Corsico, Buccinasco e l'Australia - "segno evidente di rapporti che trascendono quelli meramente istituzionali". Rapporti riconducibili anche a Domenico Barbaro detto "L'australiano", uno dei più pericolosi esponenti della 'ndrangheta a livello internazionale, originario di Platì, arrestato a luglio del 2008 nell'ambito dell'operazione "Cerberus" della guardia di finanza, proprio mentre usciva dal carcere dopo aver scontato una pena per rapina. Tra i collegamenti diretti e indiretti dei politici di Cesano Boscone, e in particolare dell'ex esponente di Forza Italia, risulta anche quello con Salvatore Barbaro (divenuto lo spauracchio della giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Maurizio Carbonera, a Buccinasco) arrestato a sua volta nel corso di "Cerberus". Barbaro, originario di Locri, è il genero e presunto delfino del capobastone della ndrangheta in Lombardia, Rocco Papalia, condannato all'ergastolo nell'ambito dell'operazione "Nord-Sud".

FORZA ITALIA A BUCCINASCO
Tra le 25 pagine di nomi che sarebbero presenti nella relazione, quello dell'esponente di Forza Italia a Buccinasco compare tra gli ultimi. Viene citato in relazione alle indagini che partono da un fatto di sangue (il ferimento a Milano di un imprenditore vicino ad Antonio Barbaro e Rocco Papalia, "evidentemente reo - riferirebbe la relazione della dda - di comportamenti scorretti nei confronti dell'organizzazione criminale") ma che riguardano anche "un contesto criminale di sicura matrice calabrese - sempre secondo quanto avrebbe scritto Ferdinando Pomarici - composto da soggetti legati ai Barbaro-Papalia, legati ad attività di traffico di sostanze stupefacenti", e un'altra persona sospetta che proprio attraverso il consigliere comunale di Buccinasco avrebbe cercato di "estendere la rete dei propri interessi economici ad attività specializzate in compravendite immobiliari e/o ristrutturazioni edili, talvolta riconducibili anche al settore degli appalti pubblici [...] al fine di realizzare non meglio definite 'operazioni commerciali'" tuttora sotto la lente della dda per presunte "infiltrazioni della criminalità organizzata nei settori della pubblica amministrazione".

"CONDIZIONAMENTO E PRESSIONE"
Domenico Barbaro, 72 anni, Operazioni condotte dal sospettato "con evidenti movimenti di pressione e di condizionamento nei confronti degli esponenti della politica locale quali, appunto, anche il consigliere comunale di Buccinasco in questione. Il quale, "pur non entrando a far parte della formale composizione né in qualità di socio né in quella di amministratore" ha costituito negli anni scorsi una società con "un uomo di fiducia" dell'autore delle pressioni, e con un'altra persona che avrebbe "personalmente sollecitato ad assumere il ruolo di amministratore delegato della costituenda società, finalizzata in particolare alla cartolarizzazione del patrimonio immobiliare del Comune di Milano e di alcuni enti previdenziali".

LE SOCIETA' PARTECIPATE
Altro filone dell'indagine condotta da Dia e Ros dal 2000, sempre riferita a politici strettamente legati al sudovest milanese, è quella dei "voti dei calabresi". Un politico li definisce al telefono "gente d'onore", nell'ambito di un discorso relativo "alla possibilità - riferirebbe Pomarici nella relazione - di condizionare l'esito del voto sfruttando la massiccia presenza" di calabresi nella zona. Indagini che entrano come coltelli nel burro dei palazzi della politica locale. Ma anche all'interno di società partecipate dai Comuni, con stretti legami con Regione Lombardia.
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ASSAGO - Una donna marocchina di 42 anni è stata denunciata dai carabinieri per aver tentato di rubare 100 euro di giocattoli per il proprio bambino, al Carrefour.

In manette è finita Marime E, incensurata. Il fatto è avvenuto giovedì pomeriggio. Nel corso della serata sono stati arrestati altri due ladri, sempre al Carrefour.

Si tratta del 26enne tunisino Yosri T. e del 20enne algerino Mouhanad H. Entrambi clandestini, hanno tentato di asportare 330 euro di materiale elettronico.
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CESANO BOSCONE - Si trovava alla guida di un'auto rubata con la fidanzata, senza patente. Inutile fuggire per il 28enne Cristian P., pregiudicato residente a Cesano, e per la 34enneAntonella S., di Milano.

Dopo un breve inseguimento, i carabinieri del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Corsico hanno arrestato la coppia con l'accusa ricettazione in concorso. I due, venerdì notte, si trovavano in via Diaz. Alla vista dei militari hanno abbandonato l'auto, tentando inutilmente di dileguarsi a piedi.

Successivi accertamenti hanno dimostrato che l'auto su cui si trovavano era stata rubata l'11 febbraio. La denuncia era stata effettuata dal proprietario del veicolo, alla stazione carabinieri di Abbiategrasso. Inoltre, 1l 28enne che era alla guida dell'auto non aveva mai conseguito la patente.
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MarijuanaCESANO BOSCONE - Quindici anni appena. Ma già spacciatore 'avviato', in grado di fatturare centinaia di euro a settimana. I carabinieri della stazione di Corsico hanno denunciato a piede libero Massimiliano A., residente a Cesano Boscone.

Il ragazzino è stato colto in flagranza di reato ieri, con 35 grammi di marijuana, già suddivisi in dosi, e 235 euro guadagnati grazie allo spaccio. Droga e soldi sono stati sequestrati.

Un altro spacciatore è finito invece in manette a Rozzano, alle 6. Pietro D., 24 anni, pregiudicato, nascondeva in casa 5 grammi di cocaina e 300 euro, oltre a un bilancino di precisione utilizzato per pesare lo stupefacente. L'arresto, in questo caso, è stato effettuato dai militari della tenenza di Rozzano.
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CESANO BOSCONE - E’ stata presentata questa mattina al teatro “Luciano Piana” la seconda edizione del seminario di gospel organizzato nell’ambito del "Black History Month", un evento patrocinato dall’Amministrazione comunale assieme al Consolato degli Stati Uniti a Milano(che sarà presente con Jack Hillmeyer) e organizzato dalla “Feder Gospel Choirs” per migliorare le relazioni tra le diverse etnie e combattere, con un onesto dialogo, l’odio e l’ignoranza.

Parteciperanno infatti i rappresentanti di tutte le religioni e di alcune confessioni: dai cristiani agli ebrei, fino ai musulmani e i buddisti, assieme agli avventisti del settimo giorno. Ospite d’eccezione sarà Carol Bernard, l’insegnante d’eccezione del seminario. "Siamo lieti di ospitare nuovamente questo evento - ha commentato il sindaco Vincenzo D’Avanzo - perché siamo convinti che lavorare per l’integrazione e l’accoglienza, contro la discriminazione, sia la prima cosa da fare per evitare le guerre. Questa musica, anche quest’anno ci toccherà dentro coi suoi messaggi, facendoci ridere e piangere".

MESSA E CONCERTO
Due gli appuntamenti per il pubblico: domenica 1 marzo, alle ore 12, alla chiesa di San Giovanni Battista è stata organizzata una "Gospel Mass", evento ecumenico, a ingresso libero, sul tema "Comprendere la vera essenza del vivere insieme, contro l'intolleranza e l'odio religioso o etnico". Si baserà su una serie di interventi tenuti dai rappresentanti di diverse confessioni, a testimoniare il tema dell’integrazione tra i popoli, intervallati dai brani intonati da un coro.

A seguire, alle ore 17 si terrà il vero e proprio concerto al teatro Cristallo di via Pogliani. "Lo scopo - evidenzia Giuseppe Pedullà, uno degli organizzatori e protagonisti con Pietro Catanese della Jazz Gospel Alchemy di Zelo Surrigone - è quello di trascinare nei ritmi del gospel le persone, trasmettendogli un messaggio di pace e fratellanza".

I PARTECIPANTI PER LE RELIGIONI
Buddista: Marina CAnosa Mussulmani Sufi: Moshen El Moueli Associazione Oasi di Pace Onlus (associazione d'ispirazione cattolica che coltiva la via del dialogo interconfessionale, in collaborazione con Gerusalemme): Adriana Sigilli, Presidente dell'Associazione Comunità Ebraica di Milano facente capo al rabbino Haim Cipriani: Relatore Haim Cipriani. La testimonianza sarà accompagnata dalla Corale "Ai di di di Dai" con Pierantonio Elazar Gallesi Associazione Cattolica MAMBRE di Vigano Certosino: Mezzenzana Silvano Don Giampiero Alberti (Testimonianza Cattolica di dialogo Interconfessionale) Don Luigi Caldera (Parroco di Cesano Boscone) .
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La protesta delle lavoratrici Hitman sotto il municipioCORSICO - L'avevano urlato i sindacati, nei giorni scorsi. Oggi è toccato alle dipendenti della Hitman dire al Partito democratico corsichese di accantonare i bisticci e pensare al bene delle famiglie messe in gioco dalla cassa integrazione.

Una settantina le lavoratrici che si sono presentate questa mattina sotto il municipio, in via Roma 18, in attesa dell'arrivo del sindaco Sergio Graffeo.

"Si diano una mossa - hanno detto le dipendenti dell'azienda corsichese - perché siamo alla frutta. Ormai nell'attuale sede sono rimaste solo cinque persone, perché altrettante sono state rimesse in cassa integrazione e la prospettiva è tutt'altro che incoraggiante". Gli appelli delle lavoratrici sono stati ascoltati anche dall'assessora al Lavoro, Nadia Landoni, che assieme al sindaco ha riunito le manifestanti nella sala consiliare.

La protesta Hitman sotto il municipio corsichese"Siamo arrivati a un passo dalla soluzione e non comprendiamo perché la conclusione non si intraveda". E ancora: "La politica può prendersi il tempo che vuole, ma l'economia no e rischiamo di rimanere senza stipendio, senza un lavoro in un momento di grave crisi". Queste le recriminazioni delle brave sarte.

IL SINDACO: "NON E' CAMBIATO NULLA"
"Non è cambiato nulla rispetto agli obiettivi - ha detto il primo cittadino - perché ci siamo assunti impegni precisi con voi, ma anche con la città. Tutti i componenti della maggioranza concordano nella necessità di dare una risposta certa al rilancio dell'azienda, che potrebbe rappresentare un traino per tutta l'economia locale. Si sta discutendo su alcuni aspetti di carattere urbanistico, che abbiamo approfondito all'interno della maggioranza e con il privato e mi auguro si possa arrivare presto a una mediazione. Perché sono convinto - prosegue Graffeo - che sia la politica a dover trovare un rimedio nei tempi previsti, in modo da consentire il sostegno del sistema creditizio da una parte e l'avvio di una prima linea moda, compatibilmente con le esigenze del mercato. Il tutto, chiaramente, assicurando un riflesso positivo per l'intera realtà locale”. All'incontro era presente anche l'esponente della Cgil che, fin dai primi momenti, ha seguito la vicenda.

NUOVA MANIFESTAZIONE GIOVEDI'
A sinistra il sindacalista Augurusa"In cinque anni - ha detto Giuseppe Augurusa - abbiamo incontrato sei imprenditori, uno dei quali ci ha anche preso il marchio Cerruti. Oggi potremmo essere a una svolta e chiediamo quindi alla politica di individuare rapidamente una soluzione alla difficile situazione".

Le lavoratrici hanno comunicato che non intendono rimanere con le mani in mano e hanno già deciso di organizzare un presidio giovedì prossimo, 5 marzo, alle 15 alla Fontana dell'Incontro e un corteo giovedì 12 marzo, alla stessa ora, con partenza dall'attuale sede dell'azienda fino a via Cavour. Nel frattempo, hanno chiesto di poter incontrare tutti i partiti almeno della maggioranza "per sapere quali siano le perplessità e i dubbi che indurrebbero alcuni a non sostenere la linea fin qui portata avanti".

INTERVERGONO PURE RIFONDAZIONE E COMUNISTI ITALIANI
Gli esponenti del Partito dei Comunisti italiani e il Partito della Rifondazione comunista di Corsico si associano a loro volta alle preoccupazioni espresse dal sindacato, dalle lavoratrici e dai lavoratori della Hitman, dichiarandosi "assolutamente convinti che in un momento di crisi come quello attuale sia necessario cogliere tutte le opportunità che si offrono per sostenere l’occupazione". "Continueremo a sostenere i risultati prodotti dalla lotta delle lavoratrici e del sindacato - evidenzia Mirko Bozzato, segretario del PdCi del sudovest milanese - e dal lavoro delle amministrazioni provinciale e comunale per far sì che la fabbrica possa ripartire in tempi utili. Siamo consci che l’intervento di riqualificazione della vecchia area produttiva possa creare qualche preoccupazione per i livelli di traffico che già esistono sulla statale, ma le proposte in campo al momento permettono di non incidere eccessivamente sulla situazione di un’area effettivamente congestionata". "Crediamo soprattutto che a fronte di tale preoccupazione - aggiunge Ivan Caccianiga, segretario del Prc a Corsico - l’eventuale sacrificio è più che compensato dal salvataggio dei posti di lavoro e possa trovare un limite nell’impegno a non intervenire ulteriormente in futuro su questa e su altre aree della città".
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La manifestazione dello scorso sabato a RozzanoROZZANO - Non poteva mancare, sulla manifestazione di protesta svoltasi sabato scorso a Rozzano da parte delle uniche realtà politiche cittadine ancora disposte a dire liberamente quello che pensano, la difesa del sindaco scadente (nel senso della scadenza del mandato) da parte del suo scherano più devoto e disinvolto: ci riferiamo, l’avrete capito tutti, al buon carneade Stefano Apuzzo, ex assai riverente portacolori del povero, dimenticato, vilipeso, mortificato e (fortunatamente) scomparso dal proscenio politico nazionale, Alfonso Pecoraro Scanio.

Capiamo benissimo, sig. Apuzzo, che per chi come lei ha scelto di fare nella vita il politico di professione, bisogna pure essere disposti ad adattarsi a qualsiasi rimaneggiamento delle proprie idee, a rivedere i propri schemi ideologici (ammesso che siano ancora di moda), perché i circensi, sì insomma, i quattrini per campare servono, eccome servono. E sanno tutti che Lei ha cercato e trovato momentaneo parcheggio politico qui da noi (vero che non se la passa tanto male?), in attesa di spiccare voli più alti, provinciali, regionali o nazionali che siano. Sappiamo anche che questa prospettiva è diventata, almeno nel medio periodo, irrealizzabile per via del tracollo del suo movimento, oltreché del suo succitato ex lider nazionale. Insomma, sappiamo bene che, di conseguenza, da buon consolidato politicante, per Lei è diventato necessario riciclarsi, ma…Ma, ineffabile sig. Apuzzo, tutto ha, o dovrebbe avere, un limite: anche la sua “facciatosteria”.

Stefano Apuzzo (immagine tratta dal suo sito web)Ed invece Lei riesce, come dire, a stupire anche i più disincantati osservatori politici quando: • imbacuccato come un adepto della famigerata setta di Ku Klux Klan, si fa immortalare mentre, dando prova di sommo sprezzo del pericolo, unitamente al suo socio-padrone (qualche centimetro un po’ più indietro, per carità: non si sa mai che esso padrone si adombri perché gli si ruba la scena …) e ad un folto e protettivo gruppo di carabinieri e vigili urbani, caccia via due povere, inoffensive famiglie nomadi; • costantemente due passi indietro dal suo socio-padrone (ma ben inquadrato dall’immancabile fotografo di regime) e sempre preceduto dalle forze dell’ordine, fa le ronde sul tram 15 e in alcune vie cittadine; collabora, con impegno e disinvoltura degni di miglior causa, all’abbattimento di centinaia di alberi in vari zone della città; rassicurando che, laddove il tutto può essere capitato per mero disguido, saranno ripiantumate piante di miglior pregio. Con buona pace dei soldi della comunità. Forse è troppo ricordarle che da quando i verdi sono raddoppiati di numero in consiglio comunale il verde della città s’è quasi dimezzato?

E’ vero: ora come ora il fenomeno non si appalesa in tutta la sua evidenza, perché gran parte dei progetti di selvaggia, inurbana urbanizzazione che sono pronti nei segreti cassetti, vedranno la loro realizzazione solo nella prossima legislatura. Ma si tranquillizzi: Lei, la prossima legislatura, non la farà a Rozzano. E sa perché? Perché i nostri concittadini non sono ingenui come quelle brave anime che di volta in volta, con i soldi del Comune, Lei va a visitare in giro per il mondo. Qui, oramai, la conoscono tutti, ed è bene che quell’aria da simpatico e forbito imbonitore la metta al servizio di altre platee elettorali, non più di quelle rozzanesi. Si cerchi altri dominus da servire e riverire, chè quello attuale oramai non lo vuole più la stragrande maggioranza dei “nostri” concittadini.

La manifestazione di sabato davanti al Municipio di RozzanoSolo Lei, signor Apuzzo, s’è ostinato a non capire che Egli è riuscito nella assai difficile impresa di compattare le più diverse anime politiche della città per l’assoluta mancanza di: trasparenza amministrativa, soprattutto delegando alle società controllate la vera operatività dell’Ente, in un regime, quindi, di sostanziale incontrollabilità da parte dell’organo consiliare, unico vero deputato a tale compito; rispetto degli avversari politici, ai quali si continua a “nascondere” la reale progettualità di sviluppo della città. E, per ultimo, i due “episodi” che hanno provocato la reazione pubblica inscenata sabato scorso da tutti i rappresentanti dell’opposizione, quella che Lei, con una notevole caduta i stile, ha definitivo un’arlecchinata.

Se opporsi alla minaccia di adozione di provvedimenti intimidatori verso chiunque manifesti dissenso sul modo di esercitare il potere e se chiedere di sospendere in via provvisoria e cautelativa l’assunzione pro-tempore di un patner politico locale coinvolto in un fatto di pesante rilevanza penale, sono da Lei ritenute ridicole, banali arlecchinate, beh, crediamo che di tali arlecchinate Lei, sig. Apuzzo, avrà modo di vederne tante altre ancora, prima che termini questa legislatura. Malgrado tutto, Le augurano un buon fine e ultimo mandato

I gruppi consiliari di FORZA ITALIA e A.N. verso il PDL
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Lavatrice abbandonata tra Corsico e Cesano BosconeCORSICO - Questione di buon senso, oltre che di rispetto dell’ambiente, quella di non gettare i rifiuti per strada, dove capita. Auspicio che vale ovunque. E tanto più a Corsico, dove esiste un vero e proprio paradiso del rifiuto:la piattaforma ecologica di via Monferrato, angolo via Sella. Paradiso perché qui, quasi tutti i rifiuti conferiti dai cittadini, vengono poi destinati al processo di riciclo.

A che serve abbandonare per le strade mobili, cucine o frigoriferi, quando a pochi metri da casa c’è un luogo come questo? Alla piattaforma ecologica di via Monferatto si possono conferire dagli elettrodomestici ai materassi, dai divani alle lampade al neon.

Lavatrice abbandonata: il giorno dopoE poi ancora: televisori, computer, cartucce di toner, vetro e lattine, carta e cartone, contenitori in plastica e polistirolo. Eppure, come è successo nei giorni scorsi a lato del cavalcavia di via Liberazione, al confine con Cesano Boscone, qualcuno ha abbandonato una lavatrice. In poche ore, sul marciapiedi, altri hanno gettato vicino all'elettrodomestico un televisore, un bidone e sacchi di rifiuti. La vergogna è del primo.



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CORSICO - Oggi pomeriggio al Centro Congressi Le Stelline di Milano si è tenuto l’incontro convocato dall’Anci coi rappresentanti dei Comuni lombardi coinvolti nella vicenda del sequestro delle apparecchiature T-Red.

Per il Comune di Corsico ha partecipato l’assessore alla Sicurezza Filippo Errante, che ha fatto le veci del sindaco Sergio Graffeo. "L’incontro con l’Anci - commenta Errante - è stato utile per verificare le azioni portate avanti dalle diverse Amministrazioni comunali di tutta la Lombardia. La nostra scelta di fare un protocollo comune si è rivelata anticipatrice rispetto le strategie che altri Comuni stanno perseguendo. Abbiamo chiesto ad Anci di sostenerci nell’azione che stiamo portando avanti".

Infatti i vari sindaci hanno concordato di seguire le seguenti linee: verificare le modalità di un'assistenza legale coordinata, finalizzata a tutelare gli Enti coinvolti, che sono vittime quanto gli automobilisti contravvenzionati, sia dal punto di vista economico sia dell'immagine; procedere regolarmente, in considerazione dello stato attuale del procedimento giudiziario, agli accertamenti delle violazioni rilevate con le apparecchiature T-red fino al giorno del sequestro, e al relativo invio delle sanzioni; chiedere formalmente all'Anci e alla Legautonomie locali, in qualità di organismi istituzionali di rappresentanza dei Comuni, un incontro finalizzato a sostenere, anche presso i ministeri di competenza, le ragioni dell'azione delle Amministrazioni locali, che hanno sempre agito a tutela dell'incolumità e della sicurezza degli automobilisti.

L'assessore Errante assiste al sequestro dei T-red a CorsicoUn dato che non trova per ora conferma ufficiale è quello riferito al Comune di Pieve Emanuele, che col sindaco Rocco Pinto avrebbe proposto agli altri Comuni un'azione nei confronti del Prefetto. Alla base di tale proposta ci sarebbe la condanna subita da un sindaco per aver risarcito diversi cittadini multati dalle macchientte incriminate. L'imbarazzo delle Amministrazioni comunali sul versante risarcimenti, dovuto soprattutto alla mancanza di precise direttive in tal senso, è evidente anche nel sudovest milanese.

Dalla riunione è emerso inoltre che un Comune lombardo (Stezzano, in provincia di Bergamo) avrebbe chiesto dissequestro degli impianti: si attendono gli sviluppi. Il Tribunale di Verona dovrebbe nel frattempo trasferire gli atti alle diverse procure lombarde di competenza.

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CISLIANO - Ampia offerta per i cislianesi che decideranno di passare il Carnevale in paese. La festa prenderà il via sabato 28 alle 14,quando dalla frazione di Bestazzo partirà la consueta sfilata dei carri allestiti dagli oratori seguendo il tema "Diamo i numer" proposto dalla Fom per le diocesi milanesi.

Al termine delle sfilata, in piazza mercato a Cisliano, in collaborazione con il Comune, si terrà una grande festa con danze, giocolieri e la premiazione delle maschere più belle ed originali. Alla sera invece è il turno dei ragazzi di Città Sommersa che in collaborazione con Iride, Cerchi Quadrati e OkMusik Radio & Site organizzano dalle 21.30 il Festao do carnival, Cisliano de Janeiro.

Una festa a base di tanta musica, selezionata da Maybeat, e uno special back tra Shantaram & Mariok negli spazi di via Cardinal Ferrari 1. L’ingresso è con tessera annuale, del costo di 5 euro, con primo drink in omaggio, meglio se mascherati. Premi per la maschera più bella e la maschera più brutta. Un carnevale all’insegna del divertimento, per i piccoli ma anche per i più grandi.
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L'ambulanza davanti all'azienda agricolaABBIATEGRASSO - Si sono vissuti attimi di grande apprensione, ieri mattina, davanti alla Cascina Costa di via Cassolnovo. Un pedone è stato investito dall'anziano conducente di un'auto, che non è riuscito ad affrontare con la giusta 'spinta' la salita posta all'ingresso dell'azienda agricola.A terra, privo di sensi, è rimasto Giovanni Pastori, 40 anni, residente a Magenta.

L'uomo, che si trovava dietro la vettura al momento della manovra, è stato letteralmente atterrato dalla parte posteriore dell'utilitaria.

Gli agenti della Polizia locale sul postoPer rianimarlo sono intervenuti i soccorritori della Croce Azzurra di Abbiategrasso e i medici dell'ospedale Niguarda, arrivati sul posto con l'elisoccorso. Quando il 40enne di Magenta ha ripreso conoscenza è stato trasportato all'ospedale Fornaroli. La prognosi non è riservata: l'uomo, quindi, non è pericolo di vita e se la caverà con qualche giorno di riposo forzato. I camici bianchi lo hanno sottoposto agli esami di rito, che escluderebbero lesioni gravi.

L'elisoccorso atterrato nei pressi della Cascina CostaL'incidente ha causato un grande spavento anche all'uomo che era alla guida della Mitsubishi Colt, Fortunato Ripoldi, 79 anni, residente in una delle cascine di Cisliano, paese natio dove è molto conosciuto. L'uomo ha riferito agli agenti della Polizia locale di Abbiategrasso, giunti sul posto in pochi minuti per i rilievi del sinistro, di aver effettuato la manovra di salita in maniera sbagliata. Sempre secondo il 79enne, l'auto sarebbe così tornata indietro "di un metro e mezzo al massimo", travolgendo col bagagliaio il pedone. Un imprevisto, quindi, dal momento che l'anziano conducente ha sempre guidato la propria auto senza problemi, superando le visite mediche necessarie. L'anziano era appena arrivato alla Cascina Costa, dove avrebbe poi acquistato come suo solito dei prodotti.
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ALBAIRATE - Sembra destinata al viale del tramonto la polemica sui miasmi del centro di compostaggio di Albairate. Durante l'assemblea convocata martedì sera dall'Amministrazione comunale in sala consigliare, il sindaco Luigi Tarantola e l'assessore all'Ambiente Giovanni Pioltini hanno spergiurato che "le puzze,già diminuite nel corso delle ultime settimane, finiranno entro qualche mese".

UN NUOVO BIOFILTRO
Il tempo necessario, cioè, per la realizzazione di un nuovo biofiltro, la struttura deputata a catturare gli odori, la cui costruzione è stata avvallata negli ultimi giorni da Provincia e Parco Sud. E sarà addirittura più ampio del necessario. "Avrà una superficie di 1.500 metri quadrati - ha spiegato l'assessore Pioltini - contro i 600 metri quadrati di quello attuale. La ditta che gestisce l'impianto ha raccolto le nostre indicazioni. Per risparmiare, voleva infatti farlo più piccolo. Così, invece, avremo una garanzia in più che i cattivi odori non si ripeteranno". Ecoprogetto, stando a quanto dichiarato dagli amministratori, ha già individuato l'azienda che si occuperà di realizzare il nuovo biofiltro nel piazzale dell'impianto di compostaggio: dovrà scavare per circa due metri di profondità, ed erigere tutt'attorno un muricciolo alto circa un metro e mezzo.

Il centro di compostaggio di Albairate, in via MarcatuttoAll'interno sarà rovesciato del materiale legnoso capace di trattenere i miasmi. Saranno inoltre realizzate nuove tubature che convoglieranno nel biofiltro l'aria 'infestata' presente all'interno dei tre magazzini. Tra i cittadini è emersa la richiesta di sospendere l'attività dell'impianto durante la realizzazione del biofiltro. Un'ipotesi che è stata scartata. "Non ce n'è bisogno - ha spiegato il sindaco Tarantola - dal momento che Ecoprogetto, su nostra richiesta, prevederà delle soste mentre gli operai saranno al lavoro per realizzare il biofiltro". Provvedimenti che non soddisfano la minoranza.

L'OPPOSIZIONE
"Non esistono altri impianti simili realizzati a soli 400 metri dalle case - ha evidenziato il capogruppo Gianfranco Ticozzelli - l'impianto di compostaggio è stato voluto sulla scia dell'entusiasmo di una teoria illusoria e fasulla". "Ci avevate assicurato che non avrebbe causato odori", ha rincarato la dose il consigliere Giuseppe La Barbera. Il sindaco Tarantola e l'assessore Pioltini hanno tuttavia ribadito le loro convinzioni: "Gli impianti di compostaggio vanno fatti perché sono l'unico modo per evitare la costruzione di inceneritori, ben più dannosi". Inoltre, secondo i dati riferiti dall'assessore Pioltini, la struttura di via Marcatutto procurerà al Comune un ritorno di 152.080 euro circa nel 2010. Consentendo alle famiglie un risparmio annuo di 77 euro sulla bolletta.
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CISLIANO - Sarà perché i carabinieri di Bareggio e della Compagnia di Abbiategrasso, almeno a quanto risulta alla stampa, non hanno ancora effettuato alcun arresto dall'inizio dell'anno. Sarà perché la crisi tende a ingigantire i problemi. Fatto sta che a Cisliano, i furti sembrano ormai diventati all'ordine del giorno.O quasi.

Gli ultimi, e sono ben tre, risalgono al weekend scorso. Più esattamente a domenica. Una domenica d'inferno. Nel primo pomeriggio è stato preso di mira l'ecocentro, sulla vecchia strada per Cusago. Nella notte, una dopo l'altra, l'azienda edile di proprietà di Alberto Paderno, in via Mascagni, e la Marmograf di via Volta 2, di cui sono titolari i fratelli Massimo, Paolo e Alessandro Del Pietro.

A entrare in azione all'ecocentro, secondo quanto risulta al comandante della polizia locale cislianese, Oscar Carelli, potrebbero essere stati degli zingari. O, comunque, qualcuno vestito in malo modo. Due giovani dalla carnagione olivastra sono stati immortalati mentre rovistavano nel cassone del ferro, gettando tutto a terra alla ricerca dei pezzi più grossi da rubare. Merce che è stata poi abbandonata oltre la recinzione, sul lato della strada sterrata, e probabilmente recuperata nella notte dagli uomini a bordo di un furgone: mezzo che è stato a sua volta ripreso dalle telecamere nei pressi della cancellata d'ingresso.

Potrebbe trattarsi proprio del furgone rubato alla Marmograf di via Volta: un Daf, utilizzato dai fratelli Del Pietro per trasportare le lastre di marmo e i residui di lavorazione. Il mezzo era parcheggiato nel piazzale dell'azienda, chiuso a chiave. Non è chiaro, invece, cosa sia stato rubato all'azienda edile Paderno. Il titolare preferisce mantenere il riserbo. "Abbiamo incrementato la videosorveglianza - commenta il vicesindaco Claudio Zighetti - e nel 2009 installeremo altre telecamere".
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Il candidato sindaco Marco ParmaROZZANO - Gent.mo prof. Marco Parma,ho avuto modo di conoscerLa e apprezzare le Sue qualità dialettiche, di integrità etica/morale, di idee programmatiche e anche e soprattutto di rispetto verso il pensieri e opinioni diverse dalle Sue. Ciò mi ha impressionato e Le dico sinceramente: "Vi è un gran bisogno di persone come Lei nella gestione della vita Pubblica......".

Vorrei, però dirLe, pubblicamente, quello che ho avuto modo di dirLe personalmente: Rozzano ha un estremo bisogno di ritrovare se stessa, la sua storia, i suoi riferimenti culturali e partecipativi, i suoi valori, le sue speranze e ambizioni, la sue necessità di cultura istituzionale democratica, ma anche, di persone dalla dirittura etico/morale ineccepibili. Questi recquisiti e risposte sono possibili, glielo dico con molta franchezza, solo se con coraggio e avendo come riferimento unico le aspirazioni e le speranze, dei molti Cittadini di Rozzano, Lei saprà costruire, congiuntamente a quella straordinaria Donna e già Sindaco di Rozzano Maria Rosa Malinverno, la sintesi per conquistare le coscienze di chi vuole continuare a credere nelle Istituzioni.

Lei sà che sono uno iscritto al Partito Democratico e che a questo Partito, nel suo percorso e nella sua evoluzione, ho dato l'anima, non rinnego quello per cui, per molti anni, ho lavorato e nel mio piccolo ho contribuito a far nascere. Continuerò a battermi, affinchè persone come Lei e come la Maria Rosa Malinverno, siano riconosciute, a pieno titolo, nella schiera di chi può seriamente costituire una seria e valida alternativa all'imperante modello Berlusconiano. Sono certo che se tale sintesi si realizzerà, a Rozzano, si potrà dare un contributo per ricostruire quelle speranze, valori, sentimenti e sensibilità, in cui molti Cittadini vogliono identificarsi e ritrovarsi per riconquistare dignità e diritto di cittadinanza.

Con stima
Pino Vella
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CORSICO - A seguito delle dimissioni di Walter Veltroni e del suo immediato avvicendamento con Dario Franceschini, per il Partito Democratico si è aperta una fase cruciale. In questo momentovogliamo riaffermare con chiarezza la validità del progetto che ha orientato la costruzione di questo nuovo soggetto politico: il rinnovamento della classe dirigente, con lo scopo di realizzare finalmente il grande partito di respiro europeo che possa garantire al Paese una politica di orizzonte e che, senza inseguire facili e momentanei consensi, sappia formulare proposte non propagandistiche, realmente praticabili e moderne ai problemi dell’Italia.
Ci impegniamo da subito a chiedere e ad attuare un netto cambio di passo rispetto a quanto compiuto negli ultimi mesi, per dare ai problemi della nostra zona e del Paese risposte che devono essere chiare e condivise. Noi del PD della zona del Corsichese sappiamo che il nostro Partito ha le risorse organizzative e culturali per costruire un’alternativa credibile alla politica della destra e lavoreremo per radicarlo sul territorio. .

Il Coordinamento zona del Corsichese del Partito democratico

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GAGGIANO - Pronti a tutto per difendere cavoli e carote, lattuga e peperoni. Pronti pure a ricorrere ai tribunali. Solo per difendere i loro appezzamenti di terreno. E' la fase uno della "guerra degli orti" che circa 300 ortisti si preparano a combattere contro il Comune di Gaggiano,paesone di 8 mila anime immerso nel verde del Parco Agricolo Sud Milano.

E' la fase del "Chi va là?". In cui i coltivatori, riunitisi nell'associazione "Gli orti di San Vito", vogliono vederci chiaro sulle intenzioni dell'ente amministrato da una giunta mista Pd-Forza Italia, che in questi mesi sta redigendo il Piano di governo del territorio (Pgt). Portabandiera della battaglia sono un commercialista e un'avvocato di Milano, Andrea Bonato e Carla Provenzani, rispettivamente presidente e vice dell'associazione, nonché possessori di un orto nella frazione di San Vito.

"NO ALLA PEREQUAZIONE"
"Il Comune - spiega Carla Provenzani - ha deciso di realizzare un bosco sull'area che attualmente coltiviamo. Per questo ci propone una perequazione: intende cioè individuare un volume di edificabilità ideale su ognuno degli orti, da riconoscerci in altre zone del paese dove il Piano regolatore prevede già la possibilità di costruire. Noi questa proposta la rigettiamo nella maniera più assoluta. Vogliamo tenerci gli orti, che sono proprietà privata. E' vero che ci sono delle situazioni di degrado in quella zona, ma sono rare. Per la maggior parte siamo gente che per hobby o per necessità coltiva frutta e verdura da portare a tavola".

LA TESTIMONIANZA
Da sinistra: Giuseppe Tripodi e Andrea BonatoChiedere per credere a Giuseppe Tripodi, 75 anni, residente a Trezzano sul Naviglio. "Io mi sono comprato un appezzamento di terreno appena sono andato in pensione - spiega - vent'anni fa. Sono 4mila metri in due lotti. Ci ho piantato verdura e alberi da frutta che mi evitano di andare al supermercato. Mia moglie coltiva invece i fiori, è il suo passatempo. Quando siamo arrivati c'erano i rovi. Allora sì che il Comune poteva dire che era un'area degradata. Ma adesso non si può pensare di stravolgere tutto per farci un bosco. Noi vogliamo mantenere il nostro orto lì dov'è, non ci interessa niente di costruire altrove". In totale sono 370 i titolari di orti a San Vito. Sono quasi tutti pensionati, che provengono dai vicini Comuni di Trezzano, Cesano Boscone, Corsico e Buccinasco. Non tutti hanno già aderito all'associazione.

SOLO DIECI ORTISTI GAGGIANESI
"Sono solo dieci i gaggianesi - dichiara il presidente dell'associazione degli orti, Andrea Bonato - e forse è proprio per questo che il Comune non si fa problemi a pensare che può mandarli via: sono in pochi quelli che li votano o meno. Politica a parte, la proposta della perequazione è inattuabile perché infrange il principio costituzionale del diritto di proprietà. Noi vogliamo dialogare con l'ente, e siamo pure disposti a collaborare. Ma non si parli di vendita, perché questo è improponibile. Del resto l'associazione ha anche una valenza sociale, perché facciamo in modo che tutto si svolga nel clima migliore negli orti, e nel più grande rispetto dell'ambiente".

LA REPLICA DEL COMUNE
Eppure, per l'assessore all'Urbanistica del Comune di Gaggiano, Maurizio Pezzotti, la perequazione sarebbe la via migliore per riqualificare la zona. "Siamo amici di chi ha l'orto - dichiara - e nemici di chi vuole costruirci sopra una villetta. Per questo la nostra proposta costituisce un'opportunità: chi vuole vendere lo potrà fare in maniera molto vantaggiosa sia per lui che per il Comune, che così può avviare la riqualificazione attraverso la piantumazione su parte di un'area ampia 370mila metri quadrati, dove sono presenti anche abusi edilizi".
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La muffa sul camperROZZANO - Vivere da abusivi ha un prezzo nei quartieri Aler di Rozzano. Tremila euro, prendere o lasciare. Prezzo chiavi in mano, come le auto nuove. Solo che non sai quel che c'è oltre la porta dell'alloggio. Vai sulla fiducia. Rischi e pigli quel che viene, pur di mettere un tetto sulla testa a moglie e figli. E' esattamente quel che ha fatto il signor C.,napoletano doc che nel 2004 ha caricato la famiglia in macchina e ha scalato l'Autostrada del Sole, destinazione Rozzano.

"Un amico - spiega - mi ha segnalato un suo conoscente, che voleva andarsene da un alloggio Aler. Gli ho comprato la chiave dell'appartamento per poco più di 3 mila euro. Quando siamo entrati ci siamo accorti che mancavano pure gli infissi e le prese elettriche. L'abbiamo ristrutturato, e abbiamo cominciato a pagare l'affitto al posto suo, a nostro nome. Anche perché il vecchio interstatario è sparito subito dopo la compravendita".

Pasta e umidità sul camperLe cose, al quarto piano del casermone di via dei Giacinti 10, vanno bene. Il signor C. e la moglie trovano lavoro come infermieri all'istituto geriatrico Redaelli di Milano. Hanno abbastanza soldi per sfamare il figlio di 25 anni e la figlia di 27. Ma nell'ottobre del 2008 i carabinieri suonano al campanello.

"Ci hanno buttato fuori di casa senza alcun preavviso", lamenta la moglie del signor C., 49 anni. Entrambi perdono poi il lavoro. Lei è costretta a smettere gli studi universitari. E adesso i quattro vivono in un camper immatricolato nel 1992, che nelle pericolose notti di Rozzano viene preso a sassate dai balordi.

Muffa e umidità avanzano sotto i materassi"Stiamo rischiando di morire e nessuno fa niente - lamenta la signora C. - viviamo su un camper con infiltrazioni d'acqua, dormiamo su materassi sudici, al freddo, e non abbiamo la possibilità di scaricare i nostri escrementi". La famiglia ha provato a rivolgersi ai Servizi sociali del Comune e al sindaco, Massimo D'Avolio (Pd). "Ci ha detto di tornare a Napoli - denuncia il signor C. - e che al meglio può riconoscerci un contributo di 200 euro, per una volta sola, poi basta. Prima, da abusivi tra abusivi, avevamo almeno un tetto sulla testa".

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Un distributore di detersiviCESANO BOSCONE - Da sabato 28, il supermercato "Il Gigante" di via Roma ospiterà la "Casa del detersivo", che erogherà ammorbidente, detersivo per il bucato a mano e in lavatrice, per lana e delicati e per piatti tra 1 e 1,30 euro al litro,tutti rispettosi dell'ambiente.

Dopo la "Casa dell'acqua" e quella del latte, ecco un'altra iniziativa che guarda al risparmio economico e al rispetto dell'ambiente. "La casa del detersivo - dichiara Vincenzo D'Avanzo, sindaco di Cesano Boscone - sarà inaugurata alle 15.30 nel supermercato che ringraziamo per la sua collaborazione. E' un progetto amico dell'ambiente ma anche un ulteriore passo della nostra politica di sostegno alla qualità della vita, intesa come star bene nel territorio ma anche come qualità dal punto di vista economico, soprattutto in un periodo difficile per l'economia famigliare".

Partner del progetto, oltre al centro commerciale "Il Gigante" e alla Provincia di Milano, anche l'ente di ricerca ambientale applicata "Ecologos", con sede in Piemonte. Il suo scopo è appunto quello di mediatore delle politiche ecologiche tra Amministrazioni e cittadini. "In un anno - spiega Dario Vaccaneo di Ecologos - le varie 'Case del detersivo' presenti in Piemonte, Lombardia (quella di Cesano è la seconda dopo Mantova, ndr), Lazio e Umbria, hanno consentito di risparmiare 384 mila flaconi di detersivo sui 780 mila litri erogati, evitando la produzione di 600 metri cubi di plastica, e il risparmio di ulteriori 96 milioni di litri di acqua necessari per il ciclo di produzione".

L'erogatore di detersivo, infatti, sarà dotato di un distributore di flaconi, che potranno essere riutilizzati dal cliente di volta in volta, senza bisogno di acquistarne nuovi. Sulla macchinetta sarà presente un "display ecologico", per il conteggio dei flaconi risparmiati con ogni prelievo di detersivo 'alla spina'. "Per produrre un flacone di detersivo - spiega Mario Mestri, dell'ufficio Innovazione del Comune di Cesano - occorre l'equivalente di 25 lampadine da 100 watt accese per un'ora. Per questo la 'Casa del detersivo' è un vero e proprio progetto culturale". Sul sito www.riducimballi.it sarà possibile documentarsi mensilmente sull'utilizzo della nuova struttura, grazie a un contatore che registra i litri spillati nella nuova struttura.

A fornire il detersivo necessario alla 'Casa del detersivo' cesanese sarà l'azienda "Pizzolotto detersivi", che ha sede a Onè di Fonte, in provincia di Treviso, in Veneto: per raggiungere Cesano e rifornire la macchinetta i camion dell'azienda dovranno percorrere 281 chilometri perché, come assicura al telefono una dipendente dell'ufficio amministrativo della Pizzolotto - "non abbiamo intermediari in zona Milano". Qualcuno ha calcolato il consumo di carburante e le emissioni di Co2 che comporterà il viaggio necessario della durata di oltre 3 ore?

Un altro distributore di detersivo
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Un'immagine della rapina tratta dal CorriereCISLIANO - Ultimo appuntamento per la rassegna del cinecircolo "I soliti ignoti" sul tema della malavita. Venerdì 27, alle 21, negli spazi della ex-mensa delle scuole elementari di via Molinetto, sarà presentata la serata "MalaRicordi?" in collaborazione con l’ideatore Luca Zioni. Si partirà con la proiezione del documentario "MalaMilano", realizzato nel 1997 da Tonino Curagi e Anna Gorio e incentrato sulla mitica ligera milanese, una mala romantica che si sviluppò a Milano dal dopoguerra fino agli anni Sessanta circa.

FOCUS
Ai margini di una contrapposizione di classe ancora ben definita, dei giovani di estrazione proletaria non accettano più le dinamiche delle conflittualità sociali dell'epoca. Non seguono più l'esempio della militanza politica, rifiutano la logica del lavoro salariato in fabbrica e si arrangiano come possono con piccoli furti rispettando però codici, regole e valori precisi. E' una malavita un po' romantica, molto legata al territorio e alla gente comune, figlia di una povertà vissuta dignitosamente, infatuata e sedotta però dalle figure cinematografiche francesi e americane che raccontano "il grande colpo che ti può risolvere la vita".

RAPINATORI IN SALA
Dopo il documentario interverranno Luciano De Maria e Arnaldo Gesmundo, protagonisti della celebre rapina di via Osoppo a Milano nel giorno del 51esimo anniversario e saranno accompagnati dalle musiche milanesi del celebre Pelé con il suo "tulùn". Sarà anche esposta una rassegna stampa dell’epoca della rapina. Come sempre l’ingresso è gratuito. Per maggiori informazioni 348.74.61.951,oppure http://web.tiscali.it/ignoti/ e http://www.malaricordi.com/.

LA CRONACA DEL COLPO
Il capolavoro delle rapine motorizzate prese forma la mattina del 27 febbraio 1958; era un giovedì, e il furgone blindato della Banca Popolare di Milano aveva appena imboccato, alle 9 e 30, la via Osoppo, proveniente da piazzale Brescia e diretto in via Rubens, ove aveva sede una Agenzia che lo attendeva per il consueto carico/scarico di valuta e titoli. Non appena il blindato ebbe ad avvicinarsi all’incrocio Osoppo/Caccialepori, una Fiat 1400 color caffelatte, apparentemente impazzita, tagliò a questo bruscamente la strada, scavalcò malamente lo spartitraffico centrale e si schiantò (dopo che l’autista, abilmente, si era gettato nell’erba) contro il muro del palazzo contrassegnato dal civico numero 7.

Gli addetti al prezioso carico ebbero comprensibilmente un attimo di smarrimento, e per pochi secondi rimasero forse fermi a guardare; prima che potesse ripartire un camion OM Leoncino cassonato di colore grigio si schiantò sulla sua fiancata. L’urto fu tale da impedire al blindato qualsiasi tentativo di manovra: in un attimo il delinquente al volante balzò a terra, e rotto con una martellata il finestrino della portiera posteriore, portò via il mitra dell’agente di Ps, rimasto tramortito dall’impatto e ferito da una scheggia di vetro. Saccheggiato il furgone portavalori i malviventi si dileguarono velocemente abbandonando i veicoli poco dopo. Dopo le indagini che portarono all’arresto di tutti i componenti della banda, nell’ottobre dello stesso anno iniziò il processo che portò alla sentenza di condanna il 12 novembre. Tutti furono ovviamente condannati a svariati anni di carcere, dovendo tener conto, oltre alla rapina di via Osoppo, dei precedenti penali di ciascuno e soprattutto del fatto che alcuni di essi furono solo in quel momento ritenuti colpevoli di altri crimini cittadini fino ad allora senza colpevole.

UNA RAPINA CINEMATOGRAFICA
ll colpo sembrava ispirato a due recenti pellicole cinematografiche (la prima americana, la seconda inglese) girate nel 1955: "La rapina del secolo", basata su di un fatto vero, la rapina di Boston del 17 gennaio 1950 ai danni della sede della Brink’s inc. Bank, organizzata dal malavitoso Anthony Pino, che aveva provveduto ad abbigliare i suoi uomini con tute da lavoro blu, e soprattutto “La signora omicidi” con Alec Guinness a capo di un agguerrito quintetto di rapinatori, che provvedeva ad assaltare un furgone blindato proprio speronandolo con un’altra autovettura.
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Bimbi a scuolaPIEVE EMANUELE - Sono previste modifiche sostanziali per l’accesso ai Servizi sociali ed educativi a partire dal prossimo anno scolastico 2009-2010. Il nuovo regolamento dei Servizi scolastici è stato approvato durante il Consiglio comunale del 19 febbraio. I servizi scontati riguardano la scuola (refezione, prescuola, postscuola, trasporto scolastico) e i Servizi sociali (asilo nido, sad, pasti a domicilio, trasporto disabili, trasporto anziani e invalidi alle strutture socio sanitarie e buoni pasto.

E' applicato uno sconto del 30 per cento ai servizi del Centro diurno estivo e ai soggiorni climatici per tutti i componenti successivi al primo di quei nuclei familiari che hanno più componenti che usufruiscono del medesimo servizio. Per gli altri servizi, ai nuclei familiari che hanno più componenti che usufruiscono dello stesso servizio o che hanno uno o più componenti che usufruiscono di più servizi o persone sole che usufruiscono di più servizi o di servizi potenziati, verrà applicato uno sconto automatico del 30 per cento solo su uno dei servizi individuati dal Responsabile dell’ambito operativo.

Lo sconto sarà concesso a tutti i componenti successivi al primo del nucleo familiare utilizzatore dei servizi. Per quanto riguarda la refezione scolastica, il prescuola, il postscuola, il trasporto scolastico e la sezione primavera gli sconti entreranno in vigore con le iscrizioni ai servizi per l’anno scolastico 2009-2010. Per il Centro diurno estivo lo sconto partirà già dalla prossima estate 2009.

PERCHE' GLI SCONTI
"Una novità importante –spiega l’assessora alla Pubblica istruzione e Servizi sociali, Lucia De Curtis - riguarderà i bambini e i ragazzi, che frequentano le scuole dell’infanzia e dell’obbligo presenti sul territorio comunale, i centri diurni estivi e la sezione Primavera, non residenti a Pieve Emanuele ma con un genitore che lavori nel territorio comunale i quali da oggi verranno equiparati ai residenti sia per quanto riguarda l’accesso ai servizi che per la determinazione della tariffa".

"La nuova regolamentazione per l’accesso ai servizi scolastici - aggiunge il sindaco Rocco Pinto - è stata pensata per dare un po’ di sollievo alle famiglie che hanno più figli i quali usufruiscono degli stessi servizi e per essere più vicini alle esigenze dei cittadini. Oltre alla scontistica del 30%, la novità principale riguarda i centri diurni estivi e la sezione Primavera per i quali i bambini e i ragazzi non residenti nel comune di Pieve Emanuele ma con un genitore che lavora nel territorio comunale vengono equiparati ai residenti sia per l’accesso ai servizi che per la determinazione della tariffa. Questo è un ottimo vantaggio per le mamme lavoratrici sul territorio di Pieve che possono usufruire degli stessi vantaggi dei residenti".
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ROZZANO - Riprende l’attività dell'associazione Apida (Associazione per i diritti animali) proponendo per venerdì 27, dalle 21 negli spazi della cascina grande di viale Togliatti, l’incontro "La compassione per l'animale (nella letteratura mondiale)", in collaborazione con la Provincia di Milano.

Durante la serata saranno proposti quattro testi, con l’intento di indurre riflessioni profonde sul modo in cui trattiamo altri esseri sensibili come gli animali. Il primo brano, tratto da una famosa lettera scritta dalla rivoluzionaria polacca Rosa Luxemburg, tratta di una commossa descrizione del maltrattamento di un bufalo osservato mentre la Luxemburg era prigioniera in carcere.

Il secondo brano è scritto dal grande romanziere russo Tolstoj ed è tratto dal racconto "Il primo giardino", nel quale traspare l’etica dello scrittore che non si limita all’amore verso l’umanità, ma si manifesta verso tutte le forme di vita sensibile che popolano il pianeta. Con la terza lettura si prenderà coscienza della figura di Isaac B. Singer, lo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1978, attraverso le pagine di "L’eterna Treblinka". Anche Singer, come Tolstoj, ad un certo punto della sua esistenza decide di rispettare ogni forma di vita diventando vegetariano.

Conclude la serata un contributo di un autore italiano, Michele Mari, tratto dal volume "Euridice aveva un cane". Un racconto un po' diverso dai precedenti che suggerisce come la questione animale possa anche essere affrontata in modo diverso dal passato. Interverranno durante la serata il neurologo Massimo Filippi , fondatore dell’associazione Oltre La Specie e Aldo Sottofattori, attivista animalista e antispecista. Per concludere sarà offerto un piccolo rinfresco vegano, senza alcun alimento di origine animale.
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PIEVE EMANUELE - Ci sono voluti tutti e tre i gradi di giudizio per condannare in Cassazione a 5 anni e 6 mesi di reclusione Angelo T., pedofilo di 76 anni che nel 2002 è finito sotto processo per violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di una bimba di 6 anni e mezzo. Sabato mattina i carabinieri della stazione di Pieve Emanuele hanno stretto le manette ai polsi del pensionato di origine bresciana sul letto della clinica Humanitas di Rozzano dove si trova ricoverato, per le fasi terminali di un tumore al fegato. Per motivi di salute, l'uomo non sconterà neppure un giorno di carcere.

UNA VITA ROVINATA
La bimba, figlia dei vicini di casa, veniva accompagnata a casa del pensionato quando la mamma, operaia a Milano, non poteva accudirla. Oggi si trova ancora nella comunità a cui è stata affidata, perché i suoi genitori (separati) hanno scoperto i palpeggiamenti ma non hanno denunciato l'allora 70enne. Per l'arresto del pedofilo sono risultati determinanti alcuni disegni che la piccola ha realizzato a scuola, finiti in Tribunale soltanto durante l'appello, grazie all'attività di indagine dei carabinieri di Pieve Emanuele.

Si tratta di un insospettabile, ex dipendente pubblico, incensurato, sposato con una sua coetanea originaria del vicino Comune di Lacchiarella, dalla quale ha avuto un figlio e una figlia. Alle violenze partecipò anche un altro uomo, amico della coppia di anziani, che ha già espiato la propria pena dietro le sbarre. Data l'efferatezza dell'episodio, gli inquirenti non escludono la possibilità che anche altri bambini siano finiti nelle grinfie di uno o entrambi i pedofili.
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Il quartiere Tessera di Cesano BosconeCESANO BOSCONE - Un'interrogazione in Regione e una raccolta di firme. Sono i due strumenti che il Partito democratico ha adottato per cambiare le sorti del quartiere Tessera di Cesano Boscone, e in particolare delle case di proprietà Aler. I consiglieri Ardemia Oriani e Franco Mirabelli hanno consegnato agli assessori competenti del Pirellone le 400 firme raccolte tra i residenti, che lamentano "la mancanza di manutenzioni e la presenza di barriere architettoniche che rendono la vita difficile e faticosa per tutti ma soprattutto per i tanti anziani residenti".

Il consigliere Pd Franco Mirabelli"Di fronte ai disagi degli inquilini del Tessera - dichiara Franco Mirabelli - che chiedono interventi strutturali, l'Aler prevede di spendere nei prossimi tre anni in quel quartiere solo 50 mila euro per fare quattro servoscale per i disabili: troppo poco, la conferma della non comprensione dei problemi dei cittadini. Si è chiesto loro di pagare affitti piu' alti (e noi non eravamo d'accordo) accampando la scusa che occorreva dare più soldi ai gestori per le manutenzioni. In realtà - continua Mirabelli - la storia del Tessera conferma che avevamo ragione quando dicevamo che gli inquilini Aler sarebbero stati penalizzati due volte: con l'aumento dei canoni e con i perdurare delle situazioni di degrado a cui non era pensabile poter fare fronte con le risorse ottenute dall'aumento degli affitti".

L'interrogazione, che esorta gli assessori competenti a intervenire, prende anche atto dell'intenzione dell'Amministrazione comunale di Cesano Boscone di iniziare un piano di riqualificazione dell’intero territorio, partendo proprio dal quartiere Tessera. "I benefici di questo intervento - evidenziano i due consiglieri del Pirellone - rischiano di essere vanificati dall’inerzia dell’Aler". Il piano di riqualificazione, infatti, darà un nuovo volto soprattutto a via Gramsci: in cento giorni di cantiere saranno realizzati dossi rallentatraffico per la sicurezza di pedoni e ciclisti che attraversano la via, su cui si affacciano i palazzi di proprietà dell'Aler.
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ABBIATEGRASSO - Fanno 'spallucce' i pendolari in seguito alle dichiarazioni dell'assessore regionale Raffaele Cattaneo, che giovedì, assieme ai vertici delle Ferrovie, ha convocato i sindaci della tratta Milano-Mortara per ammettere "quello che già tutti sapevano": mancano i soldi per l'acquisto di nuovi treni da destinare ai binari in fase di raddoppio.

"Eravamo a conoscenza della cosa - dichiara Nunzia Fontana, rappresentante del Comitato pendolari abbiatense - anche se negli ultimi tempi si sono ricorse promesse d'altro tipo. Siamo ovviamente amareggiati. Perché se da una parte il raddoppio dei binari consentirà alcuni vantaggi in termini di tempi di percorrenza, la mancanza di fondi per l'acquisto di nuovi treni non migliora certo la vita di noi pendolari". Che i soldi non ci fossero, era chiaro al Comitato da mesi.

SCIOPERO BIANCO: -5 GIORNI
"L'avevamo capito in seguito ai diversi incontri avuti negli scorsi mesi coi responsabili di Trenitalia e Rfi - spiega ancora Fontana -. La Regione ci ha assicurato di aver acquistato i treni, la cui consegna è in ritardo. Vedremo cosa succederà. E nel frattempo stiamo continuando a distribuire, ognuno sul suo treno, i volantini che annunciano la nostra iniziativa dello sciopero bianco: da marzo, acquisteremo regolarmente l'abbonamento, ma non lo mostreremo ai controllori. So che qualcuno propone di non pagarlo affatto, ma per adesso non siamo ancora così ben organizzati da pensare di poter proporre una iniziativa di lotta simile".

SCARSA PARTECIPAZIONE ALL'ASSEMBLEA
Una prova? La magra presenza di appena una decina di pendolari (tra i quali quattro di Abbiategrasso) alla riunione degli utenti della linea indetta venerdì sera a Vigevano. Del resto, la mancanza di fondi da destinare alla Milano-Mortara, è strettamente legata alla bassa "presa" sulle istituzioni di una linea che conta un pugno d'utenti rispetto ad altre in Lombardia (basti citare la Milano-Lecco, o la Milano-Bergamo). Forse è questo uno dei motivi che spinge il sindaco di Abbiategrasso, Roberto Albetti (FI), a non giudicare così negativo l'outing dell'assessore Cattaneo.

ALBETTI: "NON E' TUTTO DA BUTTARE"
"Innanzitutto - dichiara Albetti - la Regione ha assicurato che i lavori sul tratto Milano San Cristoforo-Albairate finiranno nei tempi previsti, ovvero nel dicembre del 2009. E poi abbiamo altre rassicurazioni: qualcuno dei trenta treni su 80 già acquistati dal Pirellone e disponibili entro breve, sarà destinato alla nostra linea ferroviaria. Avranno tutti sette carrozze, tutte disponibili, contrariamente a quanto succede oggi". Una promessa a cui non crede molto il Comitato pendolari.

"Sullo stesso proposito - evidenzia Nunzia Fontana - avevano già giurato e spergiurato Regione e Ferrovie lo scorso anno. Ci era stato detto che col nuovo orario, scattato il 15 dicembre, i treni avrebbero avuto tutte le carrozze disponibili. Ma ad oggi la promessa non si è trasformata in realtà". Lo diventerà domani? Si vedrà.
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Marisa BozziniPIEVE EMANUELE - Marisa Bozzini, già assessora ad Attività produttive, Commercio e Sviluppo economico di Pieve Emanuele, ha una nuova delega: quella all'Attuazione del Programma di Governo. Lo comunica il sindaco Rocco Pinto, mettendo fine alle vocirelative a dissapori nati tra i membri della giunta pievese.

La delega alle Infrastrutture è stata conferita all’assessore all’Urbanistica, Oronzo Margiotta. L'accorpamento di queste due deleghe, Infrastrutture e Urbanistica, è "conseguenza logica dell’appartenenza alla stessa area programmatica", per cui la decisione "è dovuta esclusivamente a motivi organizzativi", spiega l'ente. La nuova delega all’assessora Bozzini è stata "voluta da tutta la Giunta perché si avvertiva la necessità di gestire grandi progetti, incanalare le risorse, coordinare le diverse soluzioni e continuare le linee programmatiche previste dal Programma di Governo".

FORZA ITALIA RIDIMENSIONATA?
Il sindaco Pinto precisa che non c’è stato "nessun ridimensionamento di Forza Italia e soprattutto del ruolo dell’assessore Domenico Scordia", al quale il sindaco e la giunta hanno confermato la loro piena fiducia. Dunque nessuna spaccatura all’interno della maggioranza e nessuna lite, ma "scambi di opinione che solitamente avvengono all’interno di qualsiasi maggioranza e che sono utili a raggiungere obiettivi e finalità previste dal nostro Programma di Governo". Il sindaco tiene anche a precisare che le dimissioni presentate dal consigliere Giuseppe Milone, "dovute a impegni personali". Milone continuerà a ricoprire il ruolo di coordinatore politico sul territorio.
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ASSAGO - Sono finiti in manette i due albanesi che sabato sera hanno tentato di rubare dei videogiochi del valore di 100 euro al Carrefour di via Milanofiori, ad Assago.

Aviol B., 20 anni, e Nesti D., 38 anni, pregiudicato, sono entrambi clandestini. Li ha fermati un addetto alla sicurezza del negozio, mentre tentavano di fuggire coi videogiochi per Nintendo nascosti sotto la giacca.

I due albanesi sono stati poi arrestati dai carabinieri di Assago. Oggi si terrà il processo con rito direttissimo.

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PIEVE EMANUELE - Doveva scontare cinque anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale continuata e aggravata, ma era libero. Il latitante Angelo T., 76 anni, originario di Brescia ma residente a Pieve Emanuele con la moglie, è stato arrestato alle 10.30 di sabato alla clinica Humanitas di Rozzano, dove si era recato per una visita.

Sulla testa del pensionato gravava l'ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Milano, per la parte di pena non ancora scontata dietro le sbarre. L'uomo è stato trattenuto all'interno dell'ospedale dai carabinieri, in attesa dell'arrivo della Polizia penitenziaria che l'ha riportato in carcere.
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ROZZANO - Ha picchiato l'ex fidanzata, danneggiandole l'auto a calci e pugni. Una scena notata da una pattuglia di carabinieri che sabato,a mezzogiorno, transitavano in via Lombardia.

In manette è finito Antonio M., 33 anni, pregiudicato nullafacente. La donna è stata percossa e strattonata dall'ex compagno, che poi le ha impedito di chiamare i soccorsi e di allontanarsi a bordo dell'auto.

E' finito in manette con l'accusa di danneggiamento aggravato e violenza privata.
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Il sindaco Cereda come appare nel videoBUCCINASCO - "Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza". Sono comprarsi diversi manifesti con questa citazione di Benjamin Franklin, nei giorni scorsi, sui muri degli esercizi pubblici e sulle pensiline del bus di Buccinasco. Opera di ignoti, che contestano al sindaco Loris Cereda e alla nuova assessora alla Sicurezza Tiziana Maiolo le sette ordinanze emanate sul finire di gennaio per contrastare accattonaggio, bivacchi e fumo nei parchi, consumazione di bevande alcoliche al di fuori di bar e ristoranti, abbandono di rifiuti, rumori molesti e schiamazzi e scritte sui muri, che diventano reato.

PROTESTA DI UN WRITER?
Un frame del videoProprio quest'ultimo provvedimento deve aver scatenato l'ira di qualche giovane residente nella città del sudovest milanese, che considera i murales una forma d'arte. "Trecento euro per reprimere la mia arte?", si chiede critico l'autore (o gli autori) della protesta. E poi: "Divieto di accattonaggio: 100 euro di multa. Rubano a chi non ha nulla". L'imbrattamento dei muri coi manifesti anti-ordinanze è stato documentato con tanto di foto, che sono state inserite in un video sfottò pubblicato dall'utente "BucciGenteSeria" su Youtube.

VIDEO SU YOUTUBE
Un altro frame del videoNel filmato compaiono le foto del sindaco Loris Cereda e dell'ex assessora di Milano Tiziana Maiolo, con nasi rossi da pagliaccio e la stella da sceriffo sul petto. Come sottofondo, l'autore del video ha scelto una nota colonna sonora dei film western, di Ennio Morricone, e una canzone del gruppo romano "Ratti della sabina", intitolata "Linea 670".

Della canzone, che descrive gli occupanti di un accampamento rom di Roma così come è possibile vederli dal bus della linea 670, è stato scelto il ritornello: "Sono ladri, banditi, straccioni, delinquenti, vagabondi, senza terra, sporchi e strafottenti, sempre meglio di cravatte, di colletti e denti bianchi, che se con una mano danno, con l'altra prendono per venti".

CEREDA E MAIOLO NEL MIRINO
I manifesti affissi abusivamente a una fermataSul video pubblicato dall'utente su Youtube, comprare una foto del municipio di Buccinasco mentre scorre la scritta: ""Comune adibito ad ufficio per lo sceriffo Cereda e la sua assistente Maiolo, Buccinasco a questo schifo si ribella". E ancora: "No al pacchetto sicurezza, no alle ordinanze", "Maiolo e Cereda sceriffi pagliacci", "Lo sceriffo della contea di Buccinasco Cereda con la sua assistente Maiolo tira fuori delle ordinanze insensate forse per emulare il più grande sceriffo Decorato (Riccardo, vicesindaco del capoluogo lombardo, ndr) della più grande contea: Milano".

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Massimo D'Avolio, sindaco di RozzanoROZZANO - La protesta delle forze consiliari di minoranza di Rozzano, che oggi sono scese in piazza per manifestare la "mancanza di democrazia in Consiglio comunale, a Rozzano", non ci sorprende più di tanto. Se l'opposizione se la prende col sindaco Massimo D'Avolio e col presidente del Consiglio Ciro Piscelli, nella sua qualità di illustre moderatore della massima assise comunale, anche noi della stampa abbiamo qualcosa da recriminare nei confronti del primo cittadino e del suo staff.

La manifestazione di questa mattina costituisce un assist perfetto per sbandierare ai quattro venti quello che, fin ora, avevamo cercato di risolvere nelle sedi competenti: ovvero quelle istituzionali, contattando ripetutamente il sindaco per porre fine a una questione incresciosa che dura da mesi.

Il sottoscritto è stato infatti depennato dalla "mailing-list" dell'Ufficio stampa del Comune di Rozzano diversi mesi fa. Senza spiegazioni, non ricevo da allora le e-mail dello staff Comunicazione dell'ente (pubblico), nelle quali si chiede solitamente di dare risalto alle iniziative che il sindaco, la giunta e il Consiglio comunale promuovono sul territorio nei vari campi dell'amministrazione. Per esempio, non siamo stati invitati alla presentazione del candidato sindaco D'Avolio, che si è tenuta questa mattina.

Una scelta portata avanti evidentemente dallo staff Comunicazione, ma a cui il sindaco sembra non opporsi, nonostante le numerose telefonate ed e-mail ricevute anche negli ultimi giorni. Per questo sento di dovermi scusare con tutti i lettori di GiornaleLibero.com: da "media" non schierato, ammettiamo fin d'ora di potervi offrire la sola voce delle forze di opposizione. Almeno fino a che questa situazione, che denota un'indubbia mancanza di democrazia (ci sono giornalisti e giornali che vanno bene al sindaco e al suo staff, e altri no), non sarà risolta. Ci speriamo.
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panoramio.itASSAGO - Ieri sera i carabinieri della stazione di Assago hanno sventato un furto all'interno del centro commerciale "Milanofiori", con la collaborazione degli addetti alla sorveglianza del negozio. In manette è finito un marocchino di 26 anni, Younes R., clandestino, in Italia senza fissa dimora.

Si trova dietro le sbarre della caserma dei carabinieri, in attesa del processo con rito direttissimo che si terrà lunedì. Il giovane ha tentato di rubare vari capi d'abbigliamento al negozio, del valore totale di 160 euro. La refurtiva è stata recuperata dai militari e restituita al personale del centro commerciale.

Sempre ieri, alle 4, un altro marocchino è finito nella rete dei carabinieri, a Rozzano. Gli uomini alle dipendenze del capitano Ruggero Rugge hanno stretto le manette ai polsi di Aziz F., 23 anni, clandestino su cui gravava già un ordine di espulsione emesso dal Questore di Milano il 20 novembre dello scorso anno. Il processo per direttissima sarà celebrato all'inizio della prossima settimana.
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Gli esponenti dei partiti davanti al municipio di RozzanoROZZANO - Nella giornata scelta dal sindaco Massimo D'Avolio (Pd) per ufficializzare la sua ricandidatura alle elezioni di giugno, la minoranza rozzanese scende in piazza compatta per denunciare la "mancanza di vera democrazia" di cui soffrirebbe Rozzano.

Forze di centrodestra e centrosinistra (Italia dei Valori, Sinistra Democratica, Aria Pulita, Forza Italia, Alleanza Nazionale, Partito Repubblicano Italiano, Partito dei Comunisti Italiani) hanno scelto simbolicamente la piazza del Municipio per manifestare il loro dissenso questa mattina, con un presidio durato dalle 11.45 alle 13.

Alcuni esponenti dell'opposizione si sono legati un bavaglio attorno alla bocca. Un segnale della "mancanza di democrazia" che avvertono in Consiglio comunale.

Non sarebbe migliore nemmeno il clima nella casa comunale. "Un lavoratore comunale, esponente territoriale e consigliere del Pd - denuncia la minoranza - ha scritto alcuni mesi fa al Segretario nazionale Walter Veltroni denunciando le difficoltà in cui versa la situazione politica amministrativa di Rozzano. La lettera in questione, scritta in qualità di esponente politico nonché pubblico amministratore, che conteneva alcune affermazioni critiche nei confronti del Sindaco di  Rozzano è stata pubblicata da una rivista. Per tutta risposta il Sindaco di Rozzano, oggetto delle affermazioni all’interno della lettera ha comunicato a tutti i dipendenti comunali e delle aziende municipalizzate,  utilizzando la posta interna dell’ente, di avere intenzione di  ricorrere  a denuncia penale per diffamazione nei confronti del dipendente stesso".

La manifestazione è servita anche per dimostrare la solidarietà dei gruppi consiliari d'opposizione al consigliere Davide Currò, che attualmente sostiene il candidato sindaco Marco Parma nella lista "Aria Pulita", minacciato di morte dal consigliere Gianfranco Sgambato, esponente del Partito democratico vicino a Massimo D'Avolio.

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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Gentilissimo signor Carbone, a proposito della probabile soluzione dell'annoso “Caso Brenntag”, ho letto un suo breve commento apparso a margine di una mia lettera pubblicata recentemente da "giornalelibero.com". Le posso assicurare che questi miei due ultimi anni di lotta come responsabile Istituzioni e Stampa del Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente per la delocalizzazione della Brenntag dal centro abitato di Trezzano, non miravano alla cementificazione di quell'area (sei ettari) ma ponevano un problema alle autorità cittadine, provinciali e regionali di salvaguardia dell'ambiente e della salute della nostra comunità, nei confronti di una multinazionale che stocca e commercializza (a due passi dalle nostre case e dalle nostre scuole) migliaia di tonnellate di prodotti anche tossici, infiammabili, esplosivi e cancerogeni.

Tale azienda, per di più, che tra interrate e a cielo aperto conta circa 140 cisterne, è tagliata in due dalla linea ferroviaria Milano-Mortara il cui raddoppio di binario prevede il passaggio, a lavori ultimati, di 180 treni giornalieri, quadruplicando le probabilità statistiche di un possibile, drammatico incidente ferroviario. A questo punto le pongo un quesito, da cittadina a dirigente politico quale egli è, nella speranza che in un prossimo futuro potremo parlarne in maniera più approfondita. E' meglio per i Trezzanesi, ma anche per chi abita a Bonirola, Gaggiano, Corsico, Cesano Boscone e perfino Milano veder sorgere su quell'area (moderatamente, s'intende) civili abitazioni, magari rigorosamente mitigate da aree di pubblico godimento, o tenersi un'azienda classificata a “Rischio d'Incidente Rilevante?".

Sull'emergenza Brenntag abbiamo raccolto centinaia e centinaia di documenti, abbiamo denunciato e provato che negli ultimi quattro anni ben tre suoi stabilimenti sono esplosi nel mondo (Costa Rica, Spagna, USA) causando morti, evacuazioni, danni ambientali incalcolabili. Abbiamo lottato con Ministeri, Regione, Provincia, Comune, raccogliendo le firme (tutte autenticate) di 3.000 cittadini. Temo che ora, però, qualche politico, speculando sul nostro lavoro, vorrà farci sopra una bella campagna elettorale mentre altri, giunti in ritardo sull'argomento, tenteranno di frenare molti “ardori” per le loro passate “connivenze con il nemico”, o incapacità e pochezza politica.

Alla fine di questa mia lettera, mi sento di fornirle un dato sulla mia persona. Non sono e non sono mai stata un'ambientalista “dura e pura”, una nostalgica del calesse, ma neppure sono una “cantautrice della betoniera”. Mi piacerebbe solo sapere, di fronte ad un problema così grande per la nostra Comunità, dove e come si collocherà la Lega, oggi e nel futuro prossimo, quando ci sarà bisogno di vigilare su quei sei ettari, che passeranno da industriale a residenziale, ma soprattutto sulla loro bonifica. Con i migliori saluti e nella speranza di fare la sua conoscenza unitamente a quella del signor Cremon, coordinatore della Lega di Gaggiano.

Angela De Leo
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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Si è rivelata una vera e propria doccia fredda la riunione "di valutazione congiunta per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di raddoppio" che l'assessore regionale Raffaele Cattaneo ha convocato ieri pomeriggio in Regione con tutti gli amministratori dei Comuni attraversati dalla linea ferroviaria Milano-Mortara.

"Non ci sono soldi né per il materiale rotabile né per il personale", ha comunicato l'esponente della giunta Formigoni. Tanto che Trenitalia non ha alcuna commessa e alcun nuovo "modello di servizio". Anzi, ha ribadito l'esponente della società di gestione delle ferrovie in Italia. "Non abbiamo ancora discusso, in tal senso, alcuna ipotesi con la Regione".

"ASPETTATIVE TRADITE"
"Questo rimpallo di responsabilità non ci piace affatto - commenta il sindaco di Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi - e tutti gli amministratori pubblici presenti ieri sera in via Pola hanno fatto presente che il raddoppio rischia di trasformarsi in una beffa: avremo i binari in tempo, ma non i treni. Conseguenza naturale sarà che non si riuscirà a garantire un effettivo miglioramento del servizio e a dare una risposta alle centinaia di pendolari che attendono da anni il raddoppio". Il primo cittadino di Trezzano ha fatto presente la cosa nel corso della riunione, ma proseguirà la sua battaglia in ogni sede. "Intendo sottoporre il problema - precisa Scundi - all'attenzione del prossimo Consiglio comunale e chiederò agli altri sindaci di verificare una strategia comune per dare risposte ai cittadini".

D'altra parte il problema del materiale rotabile non è cosa degli ultimi giorni. "Fin dal febbraio 2007 - spiega il sindaco di Trezzano - quando venne ufficialmente dato l'avvio ai lavori di raddoppio, avevo chiesto che non si pensasse solo al raddoppio, ma anche a costruire le carrozze necessarie per assicurare una risposta certa alle aspettative dei nostri cittadini. Avevamo ricevuto rassicurazioni in tal senso: al termine dei lavori di raddoppio ci sarebbero state anche le carrozze, per le quali ci vogliono circa due anni di lavorazione dal momento in cui parte la commessa. Invece - conclude Scundi - nulla di tutto questo".

SINDACI SUL PIEDE DI GUERRA
La riunione di ieri sera in Regione ha però messo in risalto anche alcuni importanti risultati raggiunti per limitare i disagi dei pendolari. Rfi e TrenItalia hanno sottolineato di aver potenziato la squadra manutenzione nella stazione di Porta Genova, allo scopo di migliorare le condizioni dei vagoni attualmente in servizio. Hanno anche promesso un maggior impegno sulla puntualità dei treni, rispondendo così a un documento che molti Consigli comunali, fra cui anche quello di Trezzano, hanno approvato all'unanimità sostenendo coloro che ogni giorno sono costretti a subire i disservizi di una linea per troppi anni dimenticata. Un’altra notizia positiva riguarda i tempi. Entro la fine del 2009, come da programmi, sarà completato il raddoppio da Milano, San Cristoforo, ad Albairate, Cascina Bruciata. A Trezzano, per esempio, i lavori della fermata dovrebbero essere conclusi entro la fine di marzo (attualmente i lavori sono all'85%).

ABBIAREGRASSO: "NON E' TUTTO PERSO"
Diversa la posizione di altri Comuni. "Il lavoro dell'assessore Cattaneo - evidenzia Roberto Albetti, sindaco forzista di Abbiategrasso - è stato positivo. Sono già pronti 30 degli 80 treni ordinati, una parte dei quali sarà destinata alla Milano-Mortara. Data la congiuntura economica sfavorevole, e dato che trascorrono due anni dall'ordinazione alla consegna dei convogli, i nuovi treni, che avranno 7 carrozze tutte disponibili, miglioreranno sicuramente la qualità della tratta". Ad essere maggiormente penalizzati da questa situazione saranno i pendolari che viaggiano in direzione Milano e salgono per ultimi, dopo le stazioni di Abbiategrasso, Albairate e Gaggiano (stazioni di interscambio "ferro-gomma").
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CISLIANO - Penultimo appuntamento, domenica 22 febbraio alle 21.15, per la rassegna cinematografica sulla malavita, organizzata dai Soliti ignoti negli spazi della ex-mensa delle scuole elementari di Cisliano. Dopo il raffinato film dedicato ad Andreotti, Il divo, l’attenzione ritorna al poliziottesco con "La mala ordina", film diretto da Fernando Di Leo nel 1972.

Concepito inizialmente con il titolo "Ordini dall’altro mondo", "La mala ordina" presenta la figura di un piccolo 'pappone' milanese, Luca Canali, che finisce, senza colpa, nella ragnatela di un regolamento di conti tra i pezzi grossi dell’organizzazione e si vede costretto a lottare contro due killer newyorchesi spediti in Italia dall’America per liquidarlo.

L'ANALISI
Oltre ai tempi e ai ritmi narrativi perfetti (le scene d’azione sono tra le migliori che Di Leo abbia mai girato: in particolare il lunghissimo e disperato inseguimento di Adorf dell’assassino di sua moglie e di sua figlia, con una durata di più di dieci minuti) e oltre all’accuratezza nel definire psicologicamente le varie tipologie dell’universo delinquenziale, dai boss ai picciotti, "La mala ordina" colpisce per la precisione e la straordinaria resa degli interpreti principali: Mario Adorf, il 'pappone', gli americani Henry Silva e Woody Stroode, i killer, e Adolfo Celi, capace di passare da spregevole opportunista a perfetto uomo d’onore.
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Domenico Raimondo, candidato PdASSAGO - E' la volta di Domenico Raimondo. "L'ora della verità", come l'ha definita. Perché "la campagna elettorale è iniziata con largo anticipo, nonostante due mesi siano già troppo". Ed è quindi il momento per "smentire le bugie, le oscenità, le calunnie, gli obbrobri e le eresie contenute nel Dossier distribuito del centrodestra", che alle elezioni di giugno propone l'ex sindaco Graziano Musella (FI).

"CONCRETEZZA E SOLIDARIETA'"
Che Raimondo, l'uomo venuto da Catanzaro, sia il candidato del centrosinistra, lo si capisce dalla location della conferenza stampa che in mattinata ha benedetto la sua ricandidatura dopo le dimissioni: la sala riunioni della Cooperativa edificatrice "Il Lavoratore", in piazza Risorgimento, ad Assago, quando il Popolo della Libertà aveva scelto il lussuoso Holiday Inn. Precisazioni dovute: "Abbiamo scelto questo posto - hanno spiegato prima l'ex presidente del Consiglio Rocco Furfaro, e poi all'ex assessore alle Politiche ambientali, Emilio Dominuco - perché la nostra campagna elettorale sarà basata sulla solidarietà e sulla concretezza. La stessa che hanno dimostrato di avere gli operai che hanno dato vita a questa Cooperativa, costruendo una struttura che è il cuore della Assago di oggi, dove continuano tuttora a vivere civilmente nella forma della proprietà indivisa. Questa città soffre del problema del gigantismo, a causa delle scelte sbagliate che si sono fatte nei decenni. Il nostro obiettivo è quello di fermare questo gigantismo: perché a differenza di altri puntiamo sull'essere, non sull'apparire".

COME OBAMA
Sarà una campagna elettorale dai toni "concreti" e "pacati" quella di Domenico Raimondo e del Partito democratico. Basata "sulla verità dei messaggi". Sulle cose "vere, comprensibili e semplici". Semplici come l'uomo che ha fatto innamorare l'America e gli americani: Barack Obama, cui Raimondo ammette di ispirarsi quando risponde "una ad una alle e-mail che mi hanno già inviato tanti assaghesi all'indirizzo listacivica@raimondoperassago.it, istituita assieme al sito www.raimondoperassago.it". Ci si potrà pure prendere un caffè col candidato sindaco, invitandolo a casa propria. Lui verrà, c'è da credergli. Perché è il suo "modo di fare politica che vada dalle persone, e non che le riceva solamente dietro le scrivanie, in una posizione di supremazia".

OBIETTIVO PGT
Da sinistra: Furfaro, Raimondo e DominucoBuoni propositi e iniziative 'obamiane' a parte, Domenico Raimondo si porrà un obiettivo su tutti, qualora le urne dovessero dargli ragione. "Approvare il Piano di governo del territorio - spiega - perché è stata questa la causa per la quale ho dato le dimissioni. La responsabilità della sua mancata approvazione in Consiglio è da attribuire integralmente all'ex vicesindaco, Francesco Pagliuca, e all'ex assessore ai Servizi alla persona, Vittorio De Simone. Non volevano che una struttura altamente qualificante e fortemente voluta anche da Regione Lombardia e Provincia di Milano, il Lida (Laboratorio internazionale dell'acqua), si stabilisse sul nostro territorio, e contrastavano il progetto viabilistico della Tangenzialina sud. Motivazioni strumentali quelle che hanno adottato - prosegue Raimondo - che nascondono il vero motivo della presa di distanza. Mentre infatti il Pgt non prevede alcuna cementificazione, il solo recupero della cascina Bazzanella senza espansioni volumetriche e la possibilità di piccoli adeguamenti volumetrici (chiusura logge, terrazzi...) i desiderata dei due amministratori presumo fossero altri. De Simone, infatti, ha fatto notare in Consiglio comunale che Assago è 'urbanizzata per il solo 47 per cento'. Non capisco peraltro il comportamento schizofrenico di Musella, che da membro del cda di Amiacque ha avvallato il progetto Lida, per poi presentarsi in Consiglio comunale inopportunamente e votare contro".

TANGENZIALINA SUD
"Per quanto riguarda la Tangenzialina sud - prosegue Raimondo - ricordo che l'incarico per il progetto preliminare è stato deliberato dalla giunta con l'unanimità degli assessori che poi si sono opposti in fase di approvazione del Pgt". Raimondo intende favorire le giovani coppie e chi fa fatica ad arrivare a fine mese, "ma non incentivi a pioggia". "Abbiamo ottenuto un bando pubblico per l'edilizia convenzionata - evidenzia - intervenendo sul piano ereditato relativo alla Bazzana, dove le case avranno un prezzo uguale o inferiore ai 2.500 euro al metro quadro, a fronte dei 4.500 del resto di Assago. In due, tre anni le fasce deboli della popolazione otterranno una risposta concreta al problema della casa e dell'affitto. Eppure Musella ha scritto al Prefetto attorno al 26 novembre 2008, assieme a Toselli, chiedendo la sospensione del bando pubblico della Bazzana. Così, il 5 dicembre 2008, ho ripreso carta e penna spiegando al prefetto Lombardi che si trattava di un piano di assoluto pregio, studiato da esperti di diritto amministrativo per rispondere a esigenze abitative, non clientelari".

"NO ALLA SINISTRA RADICALE"
Il candidato sindaco sostiene di avere "proposte concrete anche per i negozianti, in un momento così topico data la situazione di crisi". I rapporti con la sinistra assaghese, tuttavia, non sono buoni. "Non voglio nemmeno berci un caffè col gruppo misto della sinistra radicale di Assago", e rigetto quindi l'identificazione di 'giunta di sinistra' che ha voluto attribuirmi Musella nel suo Dossier. Nella lista che sosterrà Raimondo "sarà dato spazio alle quote azzurre". "Nel senso - spiega - che voglio partire dalle donne per imparare degli uomini, perché il gentil sesso è molto più pragmatico di noi quando si tratta di decidere". Una lista che è "praticamente già pronta", ma che sarà presentata solo nei primi giorni di aprile. "Saremo tutti assaghesi - annuncia Raimondo - al contrario della lista Musella, che per esigenze di segreteria deve pescare qua e là i suoi sostenitori. Sono libero, non dovrò sottostare ad alcun accordo, ed è per questo che 'stavolta sono proprio innamorato di questo progetto". Secondo quando riferito da Domenico Raimondo, il centrodestra avrebbe invece problemi a raggiungere l'accordo con Vettorel, che dopo l'iniziale entusiasmo starebbe facendo qualche passo indietro nelle ultime ore. "Musella è rimasto senza dignità ad amministrare per due anni Assago - attacca Raimondo - quando non aveva più la maggioranza e faceva venire Vettorel a votarlo in ambulanza, alzando la mano dalla lettiga. Oggi chi lo salvò a quei tempi forse fa manfrina, o vuole alzare la posta in palio". Altro nodo caldo affrontato durante la conferenza stampa di questa mattina è stata la viabilità.

"SEMPRE COLPA MIA?"
"Chi ha governato per 19 anni Assago? Musella e il centrodestra - fa notare Raimondo - non io, mentre oggi si vuol far credere che in quattro anni io abbia rovinato la città. I posteggi per la metropolitana di Assago li ho previsti io (3 mila posti auto) e ho anche portato avanti i progetti della Tangenzialina nord e di quella Sud, stando alle calcagna della Serravalle affinché realizzi la quarta corsia della Tangenziale Ovest piuttosto che trasformare Assago in una valvola di sfogo del traffico proveniente da Rozzano e non solo. Non ho potuto annullare gli atti consiliari del D4 e della Bazzana, ma ho posto le condizioni per delle migliorie. Per questo chi andrà a governare troverà le cose pronte e migliorate". Compresa la questione dei nuovi insediamenti al D4: "Musella aveva previsto 15mila metri quadrati di residenziale e 60mila di commerciale - evidenzia Raimondo - mentre io ho raddoppiato il residenziale portando i servizi (scuole soprattutto) in quel comparto, e ridotto a 45mila il commerciale, che è quello che causa i maggiori problemi a livello di traffico. Dei 2500 abitanti pronosticati da Musella, io ne ho portati peraltro solo 400".

BUCCINASCO E IL CENTRO DON GIUSSANI
Raimondo ha anche intenzione di lavorare col Comune di Buccinasco sul tema della viabilità. "Un accordo col sindaco Loris Cereda è sul tavolo dell'assessore di Milano Edoardo Croci - sottolinea il candidato - dal quale attendiamo ancora una risposta. La nostra intenzione è quella che via Di Vittorio resti una via urbana, e non diventi una interurbana". Altra questione aperta con Buccinasco è quella della Bazzanella, lottizzazione di proprietà di un senatore. "Per noi è e resterà un polmone verde - precisano il candidato e gli altri due esponenti della coalizione presenti alla conferenza stampa - si tratta infatti di un borgo di pregio architettonico e rigetteremo qualsiasi proposta che non sia quella di un recupero. Ci sono 160 abitanti? Ebbene, tali rimarranno. Non vorrei che qualcuno pensasse che se a Gudo Gambaredo di Buccinasco dovesse stanziarsi il centro di Don Giussani, la vicina Balzanella diventi una sua appendice". Ultimo capitolo affrontato è stato quello della Metropolitana, il cui parcheggio sarà gratuito per gli assaghesi.
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Il modello è il tratto Baggio-MonzoroCISLIANO - Tentar non nuoce. E allora ecco la controproposta dei sindaci di Cisliano, Albairate e Cusago rispetto alla cosiddetta "Superstrada", studiata da Anas e Regione Lombardia: basterebbe raddoppiare la Provinciale 114 "Baggio-Castelletto". I sindaci dei tre Comuni, che assieme non contano neppure 10 mila abitanti, sono convinti che questa soluzione garantirebbe assieme fluidità del traffico e rispetto dell'ambiente, sul modello del tratto già realizzato tra Milano-Baggio e l'ingresso alla frazione Monzoro di Cusago.

APPUNTAMENTO IN REGIONE
Chiederanno così un incontro all'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Cattaneo. Quattro corsie, ampie rotonde, campi sterminati e cascine ai lati: il gioco è fatto, senza più bisogno di cavalcavia, piloni di cemento armato e sottopassaggi.

Da sinistra: Cairati, Simonini, Tarantola"Bisogna ricordare che la 'Superstrada', o 'Tangenziale' che dir si voglia, era stata pensata per servire l'aeroporto di Malpensa - evidenzia il sindaco di Cisliano, Emilio Simonini - che come tutti sanno è stato ridimensionato. Partendo da questa considerazione, e pensando che il tema dell'Expo 2015 è 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', notando inoltre che abbiamo sotto gli occhi una crisi economica che ci suggerisce di non buttare via soldi per un'opera inutile, vogliamo offrire a Cattaneo un assist per fare bella figura: realizzando cioè un'infrastruttura che serve assolutamente, ma senza che questa costi troppo in termini di denaro e ambiente. Speriamo che l'assessore, sempre più avvezzo ai treni, non perda questo".

Al centro della polemica anche l'assessora provinciale all'Ambiente, nonché presidente del Parco Agricolo Sud Milano, Bruna Brembilla. "La sua posizione è bizzarra - sottolinea Simonini - perché non si schiera contro la strada ma canta ai papaveri e fiordalisi che fa piantare nei campi del Parco Sud: forse non è al corrente che così ci passeranno sopra le ruspe". Dello stesso parere il sindaco di Cusago, il forzista Luigi Cairati.

PARCO SUD E 'TANGENZIALE'
La 114 così com'è oggi tra Cusago e Cisliano"La Provincia - attacca - aveva promesso che sarebbe stata al nostro fianco al momento giusto. Invece sia l'assessore alla Mobilità Paolo Matteucci che l'assessora Brembilla sono spariti sul tema dal 18 settembre scorso: le istituzioni devono rendersi conto che basta raddoppiare la strada esistente". Secondo i tre sindaci, non basta dire no alla Tangenziale.

"L'atteggiamento di Cassinetta di Lugagnano è sbagliato - dichiara Luigi Tarantola, primo cittadino di Albairate - perché i le auto dei residenti graveranno su di noi. Servono controproposte, e la nostra è valida". Resta da capire che ne sarebbe, in questo caso, dei semafori che i tre Comuni hanno fatto installare sulla 114.

PROBLEMA SMOG
L'assessore provinciale Paolo MatteucciSul tema delle infrastrutture e dei trasporti è intervenuto sempre ieri l'assessore provinciale Matteucci. "E' vero - dichiara - che le azioni, grandi e piccole, di sensibilizzazione o di rinnovo strutturale vanno fatte in un'ottica di sistema, poiché l'inquinamento non guarda i confini amministrativi e le regioni dell'area padana si trovano nella stessa situazione dal punto di vista climatico e meteorologico. Credo però - aggiunge l'assessore di palazzo Isimbardi - che vada fatto uno sforzo comune anche nel reperimento delle risorse necessarie alle trasformazioni infrastrutturali necessarie ad un vero salto di qualità nella lotta all'inquinamento".

Diverse le politiche utili, secondo Matteucci. "Oltre ai giusti incentivi per le buone pratiche dei privati cittadini - evidenzia - o ai bandi per i rinnovi tecnologici, va fatto un enorme lavoro di potenziamento del trasporto pubblico, in termini di rete e di mezzi. Una delle modalità potrebbe essere quella di finanziare il trasporto pubblico attraverso una revisione dei pedaggi autostradali, con l'aumento delle tariffe per i mezzi pesanti più inquinanti. Apriremo un confronto con la società Serravalle per valutare le possibili strategie".
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NOVIGLIO - "Pace e bene. Sono don Enrico, se avete bisogno lasciate pure un messaggio. Arrivederci". La voce registrata alla segreteria telefonica della parrocchia è calda, accogliente. Il tono garbato. Era proprio così don Enrico Fumagalli, 48 anni. Il parroco di Noviglio, nella bassa Milanese, è morto alle 13 di ieri sul monte Resegone, in provincia di Lecco, dove stava effettuando un'escursione sul "Sentiero 1".

E' volato nel vuoto, probabilmente per via di un improvviso malore. Il corpo del religioso è stato trovato in uno strapiombo profondo centocinquanta metri. A dare l'allarme sono state le persone che l'accompagnavano. Una volta al mese don Enrico infilava gli scarponi che lasciava a casa della madre, nell’amata frazione Valaperta di Casatenovo, proprio in provincia di Lecco, dove è nato e cresciuto.

Aveva due sorelle e un fratello, un frate che sta svolgendo la sua missione ad Assisi. Ordinato sacerdote il 9 giugno del 1984, a 24 anni, è diventato prima viceparroco a Vergiate (Varese) e poi a Monza. Nel 2003 è approdato a Noviglio. "Era una persona grandiosa - ricorda la parrocchiana Maria Binetti - socievole, un giovane tra i giovani". Appresa la notizia, il sindaco di Noviglio, Francisco Miera, e il maresciallo Boschi, della stazione locale dei carabinieri, si sono recati sul posto.
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GAGGIANO - La circolazione dei treni sulla linea ferroviaria Milano-Mortara è stata interrotta per un'ora dalle 13.10 tra le stazioni di Gaggiano e Abbiategrasso, per consentire ai tecnici di accertare le condizioni di un pilone di un sottopasso ferroviario urtato da un camion coinvolto in un incidente stradale.

Due treni sono stati cancellati e altri due hanno subito ritardi medi di 30 minuti. Alle 14.10, dopo il via libera dei tecnici, la circolazione è ripresa regolarmente.

I pendolari rendono anche noti problemi sul resto della linea: il treno che parte alle  6.14 da Abbiategrasso si è fermato a San cristoforo "per la terza volta in un mese".
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Il TesseraCESANO BOSCONE - Partirà dal quartiere Tessera il Piano di riqualificazione delle strade di Cesano Boscone, previsto dalla giunta guidata dal sindaco Vincenzo D’Avanzo. Gli interventi in programma saranno presentati venerdì 20 febbraio, alle 21, al teatro Luciano Piana di via Turati, 6.

In particolare verrà illustrato il progetto esecutivo per via Gramsci, che è già stato approvato in giunta e vedrà l’inizio dei lavori nei prossimi mesi. "Sarà solo il primo intervento del Piano di riqualificazione - spiega il sindaco Vincenzo D’Avanzo - che per complessità progettuale e consistenza delle opere da realizzare è stato diviso in diverse fasi".

Nato all’interno del Piano urbano del traffico, il documento è stato redatto con l’obiettivo di migliorare la mobilità e l’estetica del quartiere con interventi che tengono conto non solo della sicurezza della circolazione stradale, ma anche delle tematiche ambientali. “Nella progettazione del Piano - aggiunge D’Avanzo - è stata data particolare attenzione alla via Benedetto Croce, il controviale della statale sul quale si affaccia il Tessera, che presenta i maggiori problemi del quartiere: consistente flusso di automezzi spesso incolonnati, uso improprio del controviale da parte del traffico di attraversamento, pericolosità per pedoni e ciclisti, degrado e uso poco funzionale degli spazi stradali”.

Dal Tessera gli operai si sposteranno sulle altre strade della cittadina, dove sono già in corso i lavori di sistemazione del manto stradale, rovinato dalle persistenti precipitazioni delle scorse settimane.
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CORSICO - Nascondeva in casa una pistola Beretta, modello 950, calibro 6.35, con tanto di caricatore contenente tre proiettili. Così G.F., 49enne palermitano, è finito nei guai con la giustizia.

l ritrovamento è stato effettuato lunedì dai carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Corsico. Alcuni atteggiamenti sospetti tenuti dall'uomo hanno convinto i militari a seguirlo fin sotto casa, per poi ispezionare la sua abitazione.

Il fiuto dei carabinieri ha così consentito il ritrovamento dell'arma da fuoco, con matricola "E26602", che è risultata rubata. Il 49enne è finito in manette con l'accusa di porto abusivo di arma da sparo e ricettazione. L'uomo è stato richiuso dietro le sbarre del carcere milanese di San Vittore. I militari stanno accertando nel frattempo se la pistola sia stata utilizzata per compiere qualche rapina.
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PIEVE EMANUELE - I carabinieri di Pieve Emanuele hanno arrestato una banda composta da due palermitani e un milanese. Tutti pregiudicati, cercavano di portare via da un cantiere materiale edile per 100 mila euro.

Le manette sono scattate martedì sera, alle 22.30. I militari, intenti a effettuare un servizio di perlustrazione del territorio, hanno colto in flagranza di reato C.G., palermitano di 63 anni, M.M., 44 anni, anch'egli originario di Palermo, e C.V., 41 anni, l'unico milanese del gruppo.

Avevano già caricato sui due furgoni coi quali erano arrivati al cantiere di Pieve parecchia merce. Anche i due mezzi, assieme agli arnesi da scasso utilizzati per rompere le recinzioni, sono stati sequestrati. I tre si trovano adesso nelle celle di sicurezza della caserma di Pieve Emanuele, in attesa di essere trasferiti in Tribunale: saranno giudicati con rito direttissimo.
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CISLIANO - Dopo Motta Visconti, Albairate e Gaggiano, tocca a Cisliano ospitare il "Viaggio in coppia", proposto dal Centro di Counseling Territoriale di Abbiategrasso in collaborazione con i Comuni ospitanti e la Provincia di Milano, sulla base del Bando "Sostegno nuclei familiari a rischio fragilità e gravati da responsabilità di cura".

CINQUE INCONTRI
Strutturato in quattro incontri, 5 e 19 marzo, 2 e 16 aprile, il corso, gratuito, si propone di accompagnare i partecipanti "alla riscoperta delle risorse genitoriali", verso la "positiva consapevolezza del rapporto di coppia", focalizzandosi su quattro tematiche principali: la coppia come luogo di condivisione e integrazione; genitori sempre: come tutelare il benessere dei figli sostenendo madri e padri in fase di separazione; la coppia e il benessere psicologico dei figli; le interferenze 'economiche' nelle dinamiche familiari.

APPUNTAMENTO IN AUDITORIUM
Pensato proprio come "momento per superare i problemi di coppia", il corso partirà da un input teorico per poi approfondire, in piccoli gruppi, le problematiche e le difficoltà di ognuno. A Cisliano il corso sarà tenuto all’Auditorium delle scuole medie, in via Papa Giovanni XXIII 8, dalle 20.30 alle 23 circa. Per ulteriori informazioni e per prenotarsi è possibile contattare il numero 338.62.97.031 oppure la Segreteria comunale al  numero 02-90.38.70.46.
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La scuola di via degli AlpiniBUCCINASCO - Una "commissione d'inchiesta consiliare" per fare luce sui problemi della nuova scuola elementare di via Degli Alpini, dove il primo febbraio è crollata una tettoia. La richiesta arriva delle forze di opposizione di Buccinasco.

Uniti per Buccinasco, Rifondazione comunista e Partito democratico hanno chiesto al presidente del Consiglio, Aldo Scialino, di iscrivere tra i punti all'ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale anche questa proposta, ritenuta "urgente". La commissione avrebbe il compito di "fare chiarezza, garantire la necessaria trasparenza amministrativa e tranquillizzare i cittadini".

"La nuova scuola pubblica di via degli Alpini - evidenzia il consigliere dei Verdi Rino Pruiti - voluta e finanziata dalla precedente Amministrazione di centrosinistra, ha avuto una gestazione abbastanza tribolata. Da quasi due anni il controllo e la gestione del progetto e nelle mani della nuova giunta di destra eletta a maggio 2007. In questi mesi ci sono stati un bel po' di problemi. L'ultimo episodio, molto preoccupante, è il crollo di una tettoia. Risulta evidente che, a questo punto, sia meglio per tutti fare chiarezza. Per questo motivo - prosegue Pruiti - noi dell'opposizione, che non abbiamo certo paura della verità, abbiamo chiesto l'immediata costituzione della commissione".

IL SINDACO: "PROPOSTA ESILARANTE"
Il sindaco Loris Cereda non sembra tuttavia convinto dell'utilità della commissione. "Ho già incontrato i genitori degli alunni della scuola di via degli Alpini - dichiara - e cercheremo di risolvere al meglio ogni questione anche se l'eredità lasciata dall'Amministrazione precedente è pesante. Con tanta buona volontà stiamo però affrontando e risolvendo i problemi uno per uno. Che la commissione di inchiesta sia caldeggiata proprio da chi lavorava prima di noi, lo trovo, francamente, esilarante! I soliti teatrini della politica - attacca Cereda - il parlare invece del fare. Noi ci simao 'tirati su le maniche' dal primo minuto del nostro mandato e siamo certi che i bambini avranno una scuola valida ed efficiente ove sarà presente, tra l'altro, la palestra, straordinariamente dimenticata nel progetto precedente".
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Lo stato dei lavori a dicembreCESANO BOSCONE - Sei anni per realizzare quattro mura "in croce" e una vasca (senza impianti). E trasformare così una piscina in una 'cattedrale nel deserto': un'opera da 4 milioni e 264 mila euro che non è mai stata inaugurata. Perché i lavori non sono mai finiti. Nel mezzo dei campi di via Vespucci c'è solamente lo scheletro del "Centro Polifunzionale - Centro natatorio". Lo definì così nel lontano 2003 l'ex sindaca Bruna Brembilla, quando approvò il progetto assieme al resto della maggioranza di centrosinistra. Nomi a parte, restano sei anni di vuoto.

Il project financing che si è aggiudicato la società Cesano Sport Management Srl (unica a presentarsi alla gara di realizzazione e gestione della struttura dopo aver realizzato il progetto) sembra appeso a un chiodo. E quella società, costituita appositamente per progettare prima e realizzare poi uno degli obiettivi espressi da centrosinistra e centrodestra nel corso delle ultime tre campagne elettorali, sembra un fantasma. Il cantiere, infatti, sarebbe fermo da mesi. Manco un'anima pia al lavoro.

E CESANO PAGA
Da sinistra Dell'Acqua, Fascì e LeoneAd oggi, sono state realizzate opere per un milione e 120 mila euro. Solo un quarto, circa, del totale previsto. "Ci rivolgeremo presto alla Corte dei conti per verificare eventuali responsabilità - annuncia Francesco Fascì, coordinatore di Forza Italia a Cesano - e se usciremo vincenti dalle urne, a giugno, faremo di tutto per dare alla città la sua piscina". "Sia chiaro - precisa ancora il capogruppo di Forza Italia a Cesano Boscone, Riccardo Leone - vogliamo fortemente questa struttura perché la riteniamo utilissima per la città. Tant'è che il centrosinistra, approvando la sua costruzione nel 2003, ha fatto sua la proposta avanzata proprio da noi". "Peraltro - evidenzia Massimiliano Dell'Acqua, consigliere comunale forzista - la giunta ha incaricato un professionista, l'ingegner Piero Mezzapelle, pagandolo 176 mila euro solo nel 2006 per la propria consulenza relativa a questa e altre opere sul territorio comunale, affiancandolo in questo caso alla dottoressa Violato, responsabile del progetto della piscina. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti".

LA REPLICA
"Nessuno ha mai negato che ci siano problemi - replica il sindaco Vincenzo D'Avanzo (Pd) - ma con le strumentalizzazioni fini a stesse non si risolvono. Quando non si approfondiscono le cose e non si vogliono ascoltare le ripetute risposte date in ogni sede alle continue domande, sempre uguali, fatte sul progetto piscina, si rischia di arrampicarsi sugli specchi". Lo stesso D'Avanzo definisce la vicenda "lunga e tormentata", con un promotore scelto attraverso le regole del project financing "e non certo da questa Amministrazione". "Cesano - evidenzia D'Avanzo - è infatti tra i pochi comuni di medie-piccole dimensioni che è già riuscito a portare a termine un progetto, con le stesse modalità della piscina, ma con successo, cioè il nuovo cimitero". D'avanzo sottolinea anche di non aver "mai dato un incarico da 176 mila ad alcun professionista".

LE CAUSE
Una colpa ce l'avrebbe, sempre secondo D'Avanzo, anche il Comune di Milano. "Non si possono non considerare i quasi due anni e mezzo che il Comune di Milano si è preso - sottolinea D'Avanzo - per la permuta dell'area necessaria per completare l'intervento. Tanto che, dall'arrivo della proposta dal promotore, nel 2003, si è potuto rogitare non prima del 2005".
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Davide CurròROZZANO - Si è aperto oggi, in Tribunale a Milano, il processo a carico di Gianfranco Sgambato, noto esponente della politica locale rozzanese e uomo di fiducia del sindaco Massimo D'Avolio, con l'accusa di aver rivolto gravissime minacce al consigliere comunale Davide Currò.

Sgambato, esponente del Partito democratico di Rozzano, recentemente nominato dirigente di Ama (azienda comunale), già amministratore delegato di Amasport e Sfera (altre aziende comunali), amministratore delegato della cooperativa Vivirozzano (editrice dell'omonimo giornale di informazione locale), già vicepreside della scuola "Luini Falcone" su incarico del dirigente scolastico e vicesindaco Danila Pinardi, avrebbe ripetutamente minacciato di morte il consigliere comunale Davide Currò, anima del Movimento Aria Pulita per Rozzano, che partecipa alle elezioni comunali di giugno a Rozzano con il candidato sindaco Marco Parma.

IL FATTO
I fatti risalgono al mese di maggio del 2007, periodo in cui il consigliere Davide Currò aveva contestato in Consiglio comunale e in altre sedi alcune scelte dell'Amministrazione D'Avolio e la condotta politica dello stesso Gianfranco Sgambato. "Sono sollevato - dichiara Currò - dal fatto che questa vicenda sia approdata in un'aula di tribunale. E' sconcertante che un esponente politico che ha ricoperto e ricopre incarichi nell'ambito dell'amministrazione di Rozzano, uno stretto collaboratore del sindaco Massimo D'Avolio e del vicesindaco Danila Pinardi, sia potuto arrivare a proferire minacce così gravi ed inaudite. E' evidente che a Rozzano la 'questione morale' è più che mai all'ordine del giorno e sono fiducioso che il corso della Giustizia possa finalmente avviarla a soluzione".
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OPERA - La fantasia non si spegne dietro alle sbarre di un carcere. La prova? La offriranno alle 17.30 di sabato 21 febbraio l'associazione Fedora e l'assessore alle Pari opportunità del Comune di Opera, Ileana Zacchetti, che presenteranno al Centro polifunzionale di via Gramsci un'esposizione artistica realizzata dai detenuti di Bollate.

Dipinti e oggestistica che saranno accompagnati da poesie, scritte dai partecipanti al Laboratorio di Poesia gestito da LietoColle, nuova realtà editoriale per la diffusione della poesia contemporanea. La mostra, che sarà visitabile fino al 24 febbraio, nasce dall’esperienza del Laboratorio di scrittura creativa avviato al carcere di Opera circa dieci anni fa, curato da Silvana Ceruti.

"COLLABORAZIONE COL CARCERE"
"La collaborazione a tutto campo con la Casa Circondariale di Opera - afferma il sindaco di Opera, Ettore Fusco - si allarga al progetto della struttura di Bollate a dimostrazione di quanto questa Amministrazione Comunale punti sì alla sicurezza, ma con la consapevolezza che le carceri capaci di riabilitare i detenuti producono dei cittadini con un maggiore senso civico quando questi rientrano nella società dopo avere scontato la propria pena".

Il Laboratorio di Poesia LietoColle partecipò all’iniziativa con diversi autori, e sostenne la pubblicazione del volume "Confesso che amo - parole d’amore dal carcere", la cui presentazione ufficiale avvenne nel maggio 2006 ad Opera. Saranno presenti all’inaugurazione anche Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano, Luigi Pagano, Provveditore alle carceri lombarde, Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate, Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Opera, Maddalena Caparbi, coordinatrice del laboratorio di poesia del carcere di Bollate. Condurranno l’incontro le esponenti dell’associazione Fedora, Diana Battaglia e Damiana Nugnes.
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BullismoTREZZANO SUL NAVIGLIO - Un patto tra l’Amministrazione comunale e la scuola che sul territorio conta più iscritti, l’istituto "Roberto Franceschi" di via Concordia. Obiettivo: una nuova politica giovanile, in grado di dare risposte concrete ai bisogni e ai problemi che emergono durante la fase adolescenziale.

Il progetto è stato presentato giovedì 12 nel plesso scolastico interessato. Sono intervenuti il sindaco di Trezzano, Liana Scundi, gli esponenti della giunta, la direttrice scolastica Mariella Santinelli, e i rappresentanti delle associazioni di Trezzano sul Naviglio che hanno deciso di aderire alla proposta.

SI AGIRA' SU PIU' FRONTI
Numerosi gli ambiti di intervento: l’aggregazione positiva, la promozione del protagonismo giovanile e del volontariato, la prevenzione all’abbandono scolastico, l’integrazione dei soggetti deboli, il rapporto tra giovani e istituzioni. "Quando la professoressa Santinelli è venuta a presentarsi nei mesi scorsi, dopo il suo arrivo a Trezzano da Pieve Emanuele - ha dichiarato Liana Scundi - ho voluto subito informarla che all’istituto Franceschi si erano verificati, come anche di recente, episodi di bullismo che hanno posto in evidenza alcuni casi di disagio giovanile. Nel nostro programma elettorale abbiamo espresso la necessità per Trezzano sul Naviglio di diventare una ‘comunità’, e per farlo dobbiamo partire dalle nostre scuole, facendo rete attorno ai problemi dei nostri giovani".

I professori della scuola "Franceschi" di TrezzanoLa sindaca di Trezzano, da ex insegnante, è convinta che "non serve il pugno duro". "Piuttosto - ha suggerito -  assieme alla preside, abbiamo pensato di attuare quello che viene definito in gergo tecnico 'Patto educativo di comunità', ossia la presa in carica dei giovani da parte degli adulti. Ma non solo in ambiente scolastico: ed è per questo che abbiamo coinvolto le associazioni del territorio, che a seconda delle attività svolte possono svolgere il ruolo di educatori: dal mister della squadra di calcio all’insegnante della scuola di musica. Abbiamo bisogno di una valorizzazione dei ragazzi che passi anche dagli aspetti positivi, nell’ottica di coinvolgere in questo progetto anche le scuole superiori".

COINVOLTE ANCHE LE FAMIGLIE
Dal patto, ovviamente, non sono escluse le famiglie, "luogo" educativo "naturale" per tutti i ragazzi. E si cercherà di coordinare gli ambiti di intervento con le forze dell’ordine del territorio. "Questo primo incontro - ha sottolineato la dirigente scolastica Santinelli - vuole essere l’inizio di un lungo percorso che porti a un tavolo di lavoro serio attorno ai temi individuati, alle problematiche sollevate e alle loro possibili soluzioni".
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La burocraziaABBIATEGRASSO - Una burocrazia più snella, moderna, efficiente, veloce nella risposta, che fa risparmiare soldi e tempo al cittadino. Ma aiuta anche enti pubblici e aziende private a lavorare meglio. Senza rinunciare all'affidabilità e alla sicurezza. Si può riassumere così la filosofia alla base dell'iniziativa "Autocertificazione: un progetto per Abbiategrasso", messo a punto dai Servizi Demografici del Comune di Abbiategrasso con l'obiettivo di creare le condizioni effettive affinché questo importante strumento di democrazia, ovvero l'autocertificazione, possa essere utilizzato ogni volta che la legge lo prevede.

SERVE PARTECIPAZIONE
Un progetto, che tra l'altro, come già comunicato di recente, è riuscito a conquistare la fase finale del concorso ““Premiamo i risultati”, promosso dal Ministro per la Pubblica amministrazione e l'innovazione (Dipartimento della Funzione pubblica), finalizzato a migliorare le performance nonché a valorizzare gli esempi di buona amministrazione. Ora, perché tale piano possa nel concreto essere realizzato è necessario il coinvolgimento di tutti gli enti pubblici presenti sul territorio e dei soggetti privati (in particolare, banche e assicurazioni) che, attraverso la propria adesione a questo percorso, possono concorrere ad applicare nel concreto le norme sull'autocertificazione.

UNA RIUNIONE TRA I PARTNER
Proprio con l'obiettivo di coinvolgere tutte le realtà pubbliche e private della città nel progetto dedicato all'autocertificazione, è stata convocata una riunione alla quale sono stati invitati con una comunicazione scritta tutti i potenziali partner dell'iniziativa: dalle Poste al Centro per l'impiego, dall'Inps alle banche, dalle agenzie di assicurazioni ai gestori di servizi e molti altri ancora. Un incontro che servirà a conoscere il progetto nei dettagli e a chiarire forme e modalità di adesione. L'appuntamento è per martedì 24 febbraio alle 10.30 nella sala convegni dello Spazio Fiera.

Saranno presenti l'assessore ai Servizi Demografici Francesco Lovetti e il responsabile del stesso servizio, Giuseppe De Santis. “Invito tutti i responsabili dei vari enti e soggetti privati a partecipare a questo momento di confronto - rimarca l'assessore alla partita Francesco Lovetti - Sono convinto che lavorando insieme riusciremo a ottenere i benefici che questo progetto è in grado di offrire a tutti e, mi auguro, anche a ricevere il riconoscimento del ministero. Obiettivi che vogliamo condividere con tutta la città".
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 Davide Bortone ( 17/02/2009 - 10:48:08,  Cronaca)
Da sinistra: Augurusa, Casati e Graffeo
CORSICO - Rischia di naufragare per i ritardi della politica corsichese il piano industriale della Hitman di Corsico. Il rilancio dello storico marchio del settore tessile, su cui lavorano da 4 anni il Comune e la Provincia di Milano, con l'assessore Bruno Casati, vacilla a causa di problemi interni alla maggioranza corsichese.

Sono gli stessi sindacati a chiedere ai politici di mettere da parte la diatriba, e concentrarsi nuovamente sul piano industriale. Al centro della polemica ci sarebbe la costruzione di un outlet della Hitman lungo la Nuova Vigevanese, che secondo alcuni esponenti del centrosinistra causerebbe ulteriore traffico sulla ex statale, già congestionata. Inoltre, non tutti sarebbero d'accordo sulla riconversione dell'attuale spazio commerciale (che si trova sempre sulla 494, ma al confine con Milano) in abitazioni.

L'APPELLO DEL SINDACATO
"Ci aspettiamo che nei prossimi giorni - dichiara Giuseppe Augurusa, segretario generale della Filtea Cgil di Milano - il Consiglio comunale possa dare le necessarie autorizzazioni che completerebbero il mosaico del Piano industriale concordato per il salvataggio della Hitman".

Alcune lavoratrici della Hitman di CorsicoManca ancora qualche tassello, infatti, per l'apertura della prima linea di produzione nel vecchio stabilimento (prevista entro giugno del 2009) e l'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo stabilimento in cui ricomprendere l'intero processo produttivo nell'ex area Burgo. Non appena avute le concessioni, l'Ats Group Srl (società dell'imprenditore Graniglia) intende prevedere un impiego di personale fino a 130 dipendenti in 3 anni. E ha assicurato di non adottare procedure di licenziamento in caso di prolungata congiuntura negativa per il periodo del piano industriale (3 anni), garantendo la copertura con l'uso di ammortizzatori sociali.

"Riguardo alle decisioni dell'Amministrazione - aggiunge Augurusa - non ci preoccupa il se, ma il quando: non pensiamo infatti che qualcuno possa assumersi e spiegare una decisione contraria, che determinerebbe il fallimento dell'operazione e un nuovo dramma sociale per Corsico. I tempi al contrario rischiano, se prolungati, di generare tensioni finanziarie dagli effetti imprevedibili con il sistema bancario".
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Il sequestro del T-Red lungo la VigevaneseCORSICO - Corsico e Pieve Emanuele, due dei Comuni interessati dallo scandalo T-Red, hanno deciso di intraprendere lo stesso cammino in attesa di ulteriori responsi della magistratura: staranno in attesa, alla finestra. E se "enti superiori" decideranno "di rimborsare i cittadini", allora "ci costituiremo parte civile e faremo causa alla Ci.Ti.Esse anche per danni d'immagine".

E' quanto emerge dall'assemblea che si è tenuta questo pomeriggio nella consiliare del municipio di Corsico. A indire la riunione è stato proprio il sindaco Sergio Graffeo, che ha invitato i colleghi amministratori degli altri Comuni della provincia di Milano finiti più o meno direttamente nell'inchiesta della Procura di Verona (un altro filone è stato invece aperto dalla Procura meneghina): Basiano e Masate, Pieve Emanuele, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rescaldina, Settala e Seveso.

"VITTIME, NON CARNEFICI"
A sinistra l'assessore Errante, a destra il sindaco Graffeo"Siamo vittime dell'inchiesta, non sotto inchiesta - ha precisato Graffeo - dal momento che non sapevamo che le macchinette fossero truccate. Credevamo e crediamo fortemente che i T-red siano uno strumento utilissimo per la sicurezza stradale, e per tale motivo li abbiamo installati tra gennaio e aprile del 2008. Sono una forma educativa, come dimostra il calo degli incidenti avvenuti ai due incroci della Nuova Vigevanese dove li abbiamo installati. Tutta questa vicenda ci crea un danno d'immagine, ed è per questo che se qualcuno deciderà che i cittadini dovranno essere risarciti, anche noi ci costituiremo parte civile e chiederemo i danni d'immagine all'azienda".

GIALLO ORO
E' risaputo infatti che gli introiti dei T-red hanno rimpinguato le casse dei Comuni che hanno deciso di servirsene. Così come è chiaro che le apparecchiature siano state vere e proprie galline dalle uova d'oro: a suon di clic. A Corsico, per esempio, le apparecchiature cosiddette "Rosso Stop" (funzionanti solo in oraio diurno, a differenza dei T-Red di recente installazione) hanno fruttato 4 milioni di euro nel 2005. "Introiti che sono calati negli anni successivi fino a uno o due terzi - ha reso noto l'assessore alla Sicurezza, Filippo Errante - dal momento che la gente ha preso coscienza, evidentemente, della pericolosità di attraversare gli incroci col rosso. A Corsico, infatti, la durata del semaforo è sempre stata bel oltre i 4 secondi. E i 1583 ricorsi del 2006 sono calati a 350 già l'anno dopo. Fino ad assestarsi a 319 nel 2008, con la consapevolezza che rivolgersi al giudice del pace era pressoché inutile: a differenza delle altre macchinette, i T-Red scattano quattro foto: non si scappa".

CALO DRASTICO DEI RICORSI
Francesco Santoro, vicesindaco di Pieve EmanueleAnche a Pieve Emanuele, secondo quanto sostenuto dal sindaco Rocco Pinto e dal suo vice Francesco Santoro, "sono stati respinti il 90 per cento dei ricorsi". "Fino al sequestro dei dispositivi - ha evidenziato Pinto - venivano registrate tra le 300 e le 400 multe mensili, a fronte delle 3500 del periodo iniziale. Da otto giorni abbiamo nominato un legale: se ci saranno delle condanne delle persone finite nell'inchiesta, le prime vittime siamo noi. Siamo pure noi dei truffati, e per questo agiremo di conseguenza per vie legali". "Questa vicenda danneggia gravemente la nostra immagine - ha aggiunto il vicesindaco pievese - perché non sapevamo che gli hardware della macchinette fossero truccati. Non ci abbiamo mai messo le mani dentro quelle scatolette. Negli ultimi giorni peraltro - ha aggiunto Francesco Santoro - un giudice ha dato ragione a un cittadino dicendo che i tempi dell'arancione del T-red erano di 3,5 secondi, notando una discrepanza con gli oltre 4 secondi coi quale risultava omologato il nostro semaforo".

E I CITTADINI MULTATI?
Sono emersi pure i risvolti più curiosi della vicenda. A Settala, per esempio, uno dei T-red è stato sequestrato sia dalla Procura di Milano che da quella di Verona. E sempre a Pieve Emanuele, le apparecchiature che sanzionano gli automobilisti hanno immortalato 21 volte lo stesso automobilista nell'arco di un mese. Che cosa devono fare adesso i cittadini multati? Gli amministratori dei due Comuni del sudovest milanese suggeriscono di procedere come se nulla fosse. "Facciano ricorso se vogliono, solo liberissimi - chiosa il sindaco Sergio Graffeo - anche se sarebbe meglio attendere i futuri risvolti giudiziari di questa vicenda".
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L'insegna del Consorzio a Vigano di GaggianoGAGGIANO - Tre Comuni e un solo corpo di Polizia locale. Si è trasformata in realtà per Gaggiano, Rosate e Noviglio quella che prima della scorsa estate sembrava un'impresa quasi impossibile. Alessandro Ghizzardi, ex comandante dei 'ghisa' di Noviglio, è passato alla guida del Consorzio di Polizia locale "I Fontanili",con sede in viale Europa 22, a Vigano di Gaggiano.

I diciassette vigili e i tre amministrativi si sono stanziati nell'ex magazzino di proprietà di una ditta che produceva carrelli elevatori, trasferitasi da qualche anno e alla quale ora il consiglio d'amministrazione del Consorzio paga l'affitto. Si tratta dunque solamente della "fase 1" di un progetto tanto ambizioso quanto rischioso, che mira all'aumento delle assunzioni (tre agenti sarebbero già in dirittura d'arrivo) in un campo che ha già registrato diversi fallimenti in Lombardia. Per ora regna comunque l'ottimismo nella nuova casa della Polizia locale.

LE DOTAZIONI
Alessandro Ghizzardi, il nuovo comandanteIl Consorzio intercomunale può contare su 6 autovetture, altrettante moto, e su attrezzatura all'avanguardia per la sicurezza stradale e quella del territorio: due autovelox, un telelaser, i "rosso stop" a quattro semafori, 15 personal computer e due portatili.

Una spinta verso l'innovazione e lo snellimento della burocrazia quella portata al Consorzio dal nuovo comandante (45 anni, agente di Polizia locale da oltre 20, residente a Buccinasco) il cui organico può contare anche sull'apporto di tre server e sul collegamento con le banche dati della motorizzazione, dell'Aci, e dei veicoli rubati.

STESSO TERRITORIO, DIVERSI PROBLEMI
Diversi i problemi con cui sta già facendo i conti il Consorzio: a Gaggiano affronta soprattutto la viabilità, a Rosate il parcheggio nelle ore di punta degli esercizi pubblici, e a Noviglio la velocità sulle arterie principali. I 'ghisa' saranno al lavoro sulla base di un ordine di servizio semestrale, su sui si distribuiscono i tuni, dalle 7 alle 20. L'obiettivo è quello di estendere l'orario alle 24 ore. Ma per questo serve l'apporto di altri Comuni.

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CISLIANO - "Tutte le Banche di Credito Cooperativo in Italia sono istituti autonomi e indipendenti tra loro, con una propria direzione e un proprio Consiglio di amministrazione. Le Bcc, per loro statuto e per dettami di Banca d’Italia, sono banche locali, che possono operare solo nel territorio in cui hanno competenza. E la competenza è solo in quei Comuni in cui esiste una filiale e in quelli a esso confinanti. Quindi Cisliano non rientra nella competenza della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, la cui ultima filiale verso il Magentino è Busto Garolfo e il cui ultimo Comune di competenza è Arluno".

Sono le precisioni che la Bcc di Busto ha voluto indirizzare al vicesindaco di Cisliano, Claudio Zighetti, che nelle scorse ore ha evidenziato come "molti cittadini dei Comuni della zona sudovest e alto milanese sono esclusi dal Mutuo Profitto Zero della Provincia di Milano", che finanzia progetti di ristrutturazione delle abitazioni secondo criteri di riduzione del consumo domestico sull'ambiente.

"Non ce l'avevo con la Bcc - dichiara Zighetti - ma con la Provincia di Milano, che dovrebbe dare a tutti i cittadini, compresi quelli di Cisliano e della zona, la possibilità di accedere a questi finanziamenti. Per questo penso di contattare direttamente l'assessora all'Ambiente Bruna Brembilla".
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OPERA - Costituzione italiana e solidarietà: i principi fondanti della Costituzione, dall’articolo 11 alle missioni di pace, sarà il tema del convegno che il nuovo liceo scientifico paritario "Ponti" di Opera, organizza, con il patrocinio del Comune e l’Associazione nazionale dei Carabinieri, lunedì 16 febbraio, alle 9.30, negli spazi del cinema-teatro Eduardo, via Giovanni XXIII, 5. Sono stati invitati tutti i ragazzi delle scuole superiori.

Partendo dall’articolo 11, "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo", si arriverà a parlare delle missioni di pace affrontate dal nostro esercito nelle aree critiche del mondo, specialmente nel Medio oriente.

Interverranno al convegno, oltre al sindaco di Opera, Ettore Fusco, l’onorevole Valentina Aprea, presidente della VII commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Maurizio Romanelli, sostituto procuratore della Repubblica di Milano, Carlo Calcagni, maggiore dell’esercito. E poi il Alvaro Fava, tenente dei carabinieri, Emanuela Piantadosi, presidente dell’associazione vittime del dovere e Riccardo Saccottelli, carabiniere ferito durante l’attentato in Nassiriya, che porterà in prima persona l’esperienza del lavoro di pace in zone di guerra, oltre a offrire la testimonianza di un tragico evento che ha segnato la storia italiana.
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Un abbandono di rifiutiCESANO BOSCONE - Sono già sessanta le segnalazioni che i cesanesi hanno inviato al servizio Nucleo Controllo del territorio, istituito a settembre dalla giunta D'Avanzo a Cesano Boscone. Gli ambiti d’intervento nel primo quadrimestre di attività sono stati il monitoraggio, l'attivazione e il ripristino degli elementi di arredo urbano danneggiati, il controllo della segnaletica stradale carente o mancante, il monitoraggio della sede stradale e segnalazione in caso di buche o problemi d’asfalto.

Ma anche il contrasto e la prevenzione dell’abusivismo pubblicitario, i controlli in materia di igiene ambientale (efficienza del servizio appaltato, discariche, abbandono di masserizie, raccolta differenziata dei rifiuti) e il monitoraggio e controllo dei parchi pubblici e delle aree verdi. Gli agenti hanno tenuto sotto controllo anche l’illuminazione pubblica e le altre reti di servizio (perdite di gas o di acqua). Secondo la tipologia dei problemi riscontrati, tutti gli uffici comunali competenti hanno collaborato per la loro risoluzione.

I DATI DEGLI INTERVENTI
Il territorio cesanese è stato diviso preliminarmente in quattro zone: quartiere Tessera, quartiere Giardino, zona Pasubio e zona centro. Sono stati svolti complessivamente 126 servizi di controllo: 41 al quartiere Tessera, 29 al quartiere Giardino, 10 in zona Pasubio, 46 in zona centro. I servizi di controllo hanno dato luogo a 292 segnalazioni di anomalie (per la maggior parte pervenute alla e-mail nucleocontrolloterritorio@ comune.cesano-boscone.mi.it, oltre al numero verde 800.755.577): 82 al quartiere Tessera, 31 al quartiere Giardino, 34 in zona Pasubio, 145 in zona centro.

LOTTA ALLA PUBBLICITA' ABUSIVA
Oltre ai controlli di routine, sono stati svolti cinque interventi coordinati con le Guardie Ecologiche Provinciali, grazie ai quali è stata emessa una contravvenzione per abbandono di rifiuti. Per il controllo e la repressione della pubblicità abusiva, che è un vero e proprio businessa lungo la Vigevanese, anche a Trezzano sul Naviglio e Corsico, sono stati svolti 37 accertamenti che hanno portato alla contestazione di 31 verbali e alla conseguente rimozione dei cartelloni a carico del trasgressore. Sono stati inoltre eseguiti 76 controlli in ambito commerciale per verificare la conformità dei locali destinati all’attività di somministrazione di alimenti e bevande, e il rispetto degli orari di apertura e chiusura, oltre al monitoraggio settimanale dei due mercati cittadini per garantire il corretto svolgimento delle attività di vendita e per prevenire e contrastare il fenomeno dell’abusivismo.

NEI CANTIERI
Nelle competenze del nucleo rientrano anche i controlli edilizi dei cantieri, privati o stradali. Sono stati infatti svolti sette accertamenti. L’attività si è rivelata preziosa anche per la soluzione di problemi urgenti: per esempio a novembre, in seguito alle abbondanti precipitazioni è stato eseguito un controllo capillare delle caditoie stradali, segnalando all’ufficio competente quelle ostruite che causavano allagamenti sulla sede stradale. Anche il servizio di pulizia delle strade è stato seguito puntualmente dall’Nct, che ne ha documentato con fotografie le diverse anomalie di funzionamento. Si è così deciso di istituire un controllo sistematico per attivare immediatamente le azioni di miglioramento del servizio.
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Il giudice Piercamillo DavigoTREZZANO SUL NAVIGLIO - Se lo dice lui, che negli anni Novanta ha fatto parte del pool Mani pulite, qualcosa di vero ci sarà pure. "Credo che il sistema di Tangentopoli vada avanti tuttora", ha evidenziato ieri sera l'attuale giudice della Corte suprema di Cassazione Piercamillo Davigo, ospitato dal circolo familiare Libertà e Lavoro di Trezzano sul Naviglio come relatore sul tema della giustizia italiana.

Eppure questa, elencata fra quelle alla base del colasso giudiziario italiano sotto la voce "corruzione", è solo una delle 'frasi forti' che hanno risuonato nella stanzetta messa a disposizione del sindaco, Liana Scundi, che ha fatto gli onori di casa assieme agli assessori Sandro Napoletano ed Elena Felisatti, e di ospiti d'eccezione come gli emissari del consolato senegalese e l'altra relatrice, la professoressa Grazia Mannozzi, docente di Diritto penale all'università dell'Insubria di Como. Un quadro tragicomico quello che hanno dipinto i due relatori sulla giustizia.

La riflessione di Piercamillo Davigo ha preso avvio dalla constatazione del dato reso noto nei giorni scorsi dal primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone: l'Italia è al 156° posto su 181 Paesi nella graduatoria dell'efficienza giudiziaria, attestandosi così, per lentezza dei processi, dopo Stati come Angola, Gabon, Guinea e Sao Tomè.

"Siamo sotto stretta sorveglianza della Corte europea - ha sottolineato Davigo - avendo firmato la convenzione per i diritti dell'uomo che prevede una ragionevole durata dei processi, stabilita in 2 anni e 6 mesi e poi prorogata a 3 anni perché siamo risciti a farci mandare così tante segnalazioni da mandare in tilt pure il nostro organo di controllo". Poi Davigo ha snocciolato dati inquietanti sui costi della giustizia. In Italia si spende quanto la Gran Bretagna, "dove nessuno si lamenta". "Perché lì, ogni anno - ha spiegato l'ex Sostituto procuratore della Repubblica a Milano - si tengono 300mila processi penali che mandano in carcere 100mila detenuti. E qui da noi sono 3 milioni i processi penali ogni anno, e 60mila gli incarcerati, numero calato con l'indulto".

TROPPE CAUSE CIVILI
Piercamillo DavigoLa situazione della giustizia civile è peggiore. "In Italia - ha dichiarato Davigo - ci sono più cause che in Francia, Spagna e Gran Bretagna messe assieme". Per questo, secondo il giudice, "il sistema è in equilibrio precario grazie alla sua inefficienza, perché molte delle vittime di reato preferiscono non rivolgersi alla giustizia, sapendo che ha tempi lunghissimi". Dagli interventi dei due relatori è risultato chiaro un aspetto, su tutti: nel Bel Paese, o in quel che resta del Bel Paese, "si tutela più chi commette il reato, rispetto alla vittima".

"Colpa delle varie riforme della giustizia che si sono susseguite - ha spiegato la professoressa Mannozzi - perché in realtà il nostro ordinamento è l'unico prebellico in Europa (risale al 1930), ed è quello con le pene più severe. Negli anni la severità è stata diluita per venire incontro a quel principio della Costituzione che promuove la riaccoglienza in società dell'autore di un reato. In più è stata introdotta la prescrizione, che allunga la durata dei processi. E forme come il patteggiamento, che riducono fino a un terzo la pena. Per questo motivo è inutile chiedere pene più severe".

LE SOLUZIONI
Se la professoressa Grazia Mannozzi individua "negli investimenti nel settore dell'Istruzione, della Ricerca e della Sanità" le soluzioni possibili per aumentare la percezione di 'giustizia giusta' in Italia, evidenziando che i Paesi più corrotti (Italia e Grecia in Europa) sono anche quelli dove il sistema giuridico è più lento, Piercamillo Davigo ritiene invece che non ci siano sbocchi di miglioramento, "se non - ha affermato - a partire dalla recente presa di coscienza (finalmente!) che siamo uno Stato in crisi".

Secondo il giudice, infatti ci sono svariati motivi per i quali chi governa il Paese non otterrebbe alcun vantaggio da una riforma della giustizia. "I tassi di devianza nella nostra classe dirigente sono così alti - ha dichiarato Davigo - che da noi rubano i ricchi più dei poveri, nei due campi della politica e dell'economia. Non c'è verso che qualcosa cambi perché altrimenti li prendiamo. E poi in Italia ci sono 200mila avvocati (il Giappone, col doppio della popolazione, ne ha 20mila). Ci sono più avvocati a Roma che in Francia, e in assenza di correttivi arriveremo presto a 600mila avvocati. Riformare la giustizia toglierebbe lavoro a molti. Come per esempio agli avvocati che vivono sui 150mila processi a irreperibili che si celebrano in Italia". Per trovare il bandolo della matassa, sempre secondo Davigo, occorre inoltre una riforma dei partiti, "che dovrebbero rendere conto di come spendono i soldi", e "bisogna rendere obbligatorie le primarie".
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Agricoltura in LombardiaCORSICO - E' stata presentata oggi a Corsico la proposta di legge regionale che mira a valorizzare le imprese lombarde (in particolare quelle del settore agroalimentare) favorendo la creazione di "farmer-market": negozi che commerciano prodotti "a chilometro zero".

Se la legge venisse approvata, i servizi di ristorazione collettiva affidati da enti pubblici in Lombardia avrebbero l'obbligo di "garantire che nella preparazione dei pasti siano utilizzati prodotti agricoli di origine regionale in misura non inferiore al 50 per cento", su base annua. Un criterio che entrerebbe di diritto anche nei futuri appalti pubblici per i servizi di fornitura di prodotti alimentari.

Contestualmente, Regione Lombardia metterebbe a disposizione dei fondi a quei Comuni che intendono favorire lo sviluppo sul proprio territorio di "farmer market": mercati di prodotti agricoli locali riservati ai soli imprenditori agricoli. Anche i commercianti potrebbero fare la loro parte, ricevendo in cambio della vendita di merce a 'denominazione regionale' un apposito contrassegno da apporre sulle vetrine del proprio esercizio. Negozi che verrebbero catalogati in un apposito 'registro', a cura della Regione Lombardia.

PROPOSTA TRASVERSALE
A proporre la legge, presentata in mattinata dal consigliere regionale Alessandro Colucci, è uno schieramento trasversale di esponenti del Pirellone: Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro (Verdi), Carlo Saffioti (Forza Italia), Pietro Macconi e Roberto Alboni (Alleanza nazionale), Gianmarco Quadrini (Udc), Antonio Viotto e Gianfranco Concordati (Partito democratico), Arturo e Osvaldo Squassina (Sinistra democratica e Rifondazione comunista), Elisabetta Fatuzzo (Partito pensionati), Stefano Zamponi (Italia dei valori), Alessandro Cè (gruppo misto Cristiani e Federalisti) e Silvia Ferretto (gruppo misto 9103).

Lo spettacolo di una risaia lombarda"Il beneficio di questa proposta di legge - spiega Alessandro Colucci - è triplice. Gli alimenti costeranno meno, perché sarà minimo il costo del trasporto e la filiera si ridurrà a essere quella dal produttore al consumatore. Avremo inoltre prodotti più sani, più gustosi e di sicura provenienza. Infine, il ridottissimo trasporto comporterà un calo drastico delle emissioni inquinanti. Ma chi vorrà consumare altri prodotti, sarà liberissimo di farlo".

Una proposta di legge, questa, che si sposa appieno con le recenti direttive del Parco Agricolo Sud Milano, che in accordo col circuito Slow Food, col presidente Bruna Brembilla ha proposto di conferire un marchio di origine ai prodotti coltivati nei campi dei sessantuno Comuni del Pasm.
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Il consigliere regionale Alessandro ColucciCORSICO - "Il Comune di Corsico si è rivelato uno dei più critici nell'opporsi al raddoppio della Milano-Mortara: ma le infrastrutture sono uno strumento di competitività e vanno fatte, seppur limitandone l'impatto sulle città". Lo ha dichiarato questa mattina Alessandro Colucci, commissario provinciale di Forza Italia nonché consigliere regionale.

Colucci ha chiamato a raccolta la stampa in un noto esercizio del centro di Corsico per presentare una proposta di legge che ha l'obiettivo di "orientare e sostenere il consumo di prodotti agricoli di origine regionale" nei ristoranti e nelle mense della regione, cogliendo l'occasione per discutere anche del tema caldo della Milano-Mortara e delle prossime elezioni in undici Comuni della zona sudovest milanese.

"Sono rimasto colpito dall'atteggiamento di Corsico - ha aggiunto - che, lo ricordo, ha presentato le sue istanze di modifica del progetto di raddoppio della linea con grande ritardo. Quando ero amministratore a Magenta, ricordo di essermi battuto assieme alla giunta affinché la strada per Boffalora fosse la migliore possibile, ma lo ho fatto per tempo. Ed è per questo che abbiamo ottenuto i risultati sperati, ovvero un tracciato migliore e in trincea, in alcuni punti". Colucci ha poi evidenziato come "opporsi tout court al raddoppio vuol dire non guardare all'interesse del territorio".

LA REPLICA
Corsico e il raddoppio in una foto di gennaioNei giorni scorsi, tuttavia, Colucci ha ricevuto una lettera da parte del Comune di Corsico sul tema del raddoppio. "Condivido pienamente la necessità di avere nel più breve tempo possibile delle risposte da Trenitalia e dalla Regione Lombardia sui provvedimenti che verranno presi per migliorare il servizio lungo la linea e ridurre i disagi per i pendolari - scriveva il sindaco Sergio Graffeo - ma credo, però, che lei non abbia sufficientemente approfondito la lunga vicenda della Milano-Mortara e in particolare l’intervento del Comune di Corsico a riguardo".

"Altrimenti - precisa il primo cittadino corsichese - avrebbe saputo che l’Ente e anche il Comitato cittadino hanno sempre sostenuto la necessità che la linea venisse raddoppiata. E che nello stesso tempo però hanno evidenziato il rischio che un’opportunità di ridurre l’inquinamento atmosferico provocato dai veicoli privati si trasformasse in un vero e proprio danno per l’ambiente e per la salute dei cittadini che vivono lungo la tratta".
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Pannelli fotovoltaiciCISLIANO - Si chiama "Mutuo a profitto zero", ed è un fondo a cui possono accedere i cittadini della provincia di Milano per ottenere prestiti personali fino a 50 mila euro, senza ipoteche e a tasso zero, per investire nelle energie rinnovabili e ridurre l'impatto sull'ambiente delle abitazioni. Vantaggi dei quali non possono godere i residenti del Comune di Cisliano, così come tutti quelli dell'Abbiatense, del Magentino, e dell'Alto Milanese.

OGGI IL SUMMIT DEGLI "ESCLUSI"
Per questo il vicesindaco di Cisliano, Claudio Zighetti, ha convocato oggi alle 16 una riunione in municipio, con i rappresentanti degli enti "dimenticati". L'obiettivo è quello di scrivere una lettera congiunta alla Provincia, per fare in modo che anche i residenti delle zone attualmente escluse vengano ammessi ai prossimi bandi. "Abbiamo patito già fin troppo questa situazione - attacca Zighetti - motivata da alcune clausole della convenzione firmata dalla Provincia con la Banca di Credito Cooperativo (Bcc). Le varie filiali dell'istituto di credito che hanno aderito al bando, infatti, hanno posto come vincolo quello della territorialità. Un cittadino di Cisliano, o di Abbiategrasso per fare un altro esempio, avrebbe dovuto rivolgersi alla filiale di Busto Garolfo per presentare il progetto e chiedere il prestito, perché è quella la sede Bcc competente per questi Comuni. Ma la filiale di Busto non ha aderito, escludendo così tutti i residenti dei Comuni che fanno parte della sua 'circoscrizione'. Una vergogna e un'assurdità, perché a causa di questa clausola del contratto molti cittadini dei Comuni che fanno parte dello stesso Parco Agricolo Sud Milano non hanno potuto partecipare ai primi tre bandi provinciali".

"NUOVE REGOLE PER IL PROSSIMO BANDO"
Claudio Zighetti, vicesindaco di CislianoIl quarto sarebbe in dirittura d'arrivo: entro il 29 febbraio le banche che intendono aggiudicarselo dovranno presentarsi, dichiarandosi disponibili a finanziare la metà del 5% di interessi previsti dal mutuo. L'altro 2,5% verrà garantito dalla Provincia, che così azzera i costi a carico del cittadino. "Nella lettera che intendo sottoscrivere quest'oggi assieme con gli altri sindaci - spiega ancora Zighetti - chiederò di eliminare la clausola della territorialità dettata dalla Bcc. Inoltre vogliamo che vengano riconosciuti vantaggi in termini di punti a quelle banche del nostro territorio che vogliano aderire al prossimo bando".

CISLIANO IN PRIMA LINEA
Fino a ieri, tuttavia, a Zighetti non sono arrivate conferme della presenza degli altri amministratori, a parte delle telefonate da Albairate, Gaggiano e Motta Visconti. "Se l'incontro sarà disertato - annuncia Zighetti - lo riconvocherò chiedendo la presenza dell'assessora provinciale all'Ambiente, Bruna Brembilla". Caso nel caso: anche i residenti del Comune Corbetta, che ha attivato da qualche mese uno sportello Infoenergia (spazi aperti al pubblico dove degli esperti offrono consulenza gratuita sulle energie rinnovabili) sono stati esclusi dai primi tre bandi del Mutuo provinciale.

Clicca qui per consultare la "mappa degli esclusi"
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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Aveva trasformato un appartamento di piazza San Lorenzo, a Trezzano sul Naviglio, in una d'appuntamento. In manette è finita una donna cinese di 35 anni.

Cinesi erano pure le ragazze che esercitavano il mestiere più antico del mondo. Tutte giovani che la loro connazionale aveva portato in Italia senza permesso di soggiorno. Fruttavano dai 5 ai 6 mila euro al mese.

La 35enne è stata arrestata in un altra casa d'appuntamento, in via Isonzo a Milano. Dovrà rispondere dell'accusa di sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Non è tuttavia la prima volta che immigrati cinesi scelgono il sudovest milanese come base per la prostituzione. Lo scorso anno era infatti finita in manette un'intera organizzazione criminale guidata da una donna nel suo appartamento di Rozzano.
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PIEVE EMANUELE - Anche Pieve Emanuele avrà presto i suoi "ecopoint", piattaforme ultramoderne per il confererimento differenziato dei rifiuti. L'inaugurazione avverrà domenica 22 febbraio, alle 11, nel quartiere Coppi. Un servizio che sarà gradualmente esteso al resto della città.

COME FUNZIONANO
Ogni famiglia avrà a disposizione due chiavi elettroniche, che autorizzano il conferimento dei rifiuti nell’ecopoint assegnato. Un sistema di rilevamento permetterà di verificare in tempo reale la correttezza delle operazioni, e l'alimentazione a pannelli solari assicurerà l’autosufficienza energetica delle strutture, a conferma dei criteri di sostenibilità ambientale con i quali sono stati progettati.

"Con la realizzazione degli ecopoint - dichiara l’assessore all’Ambiente Francesco Santoro - il Comune di Pieve Emanuele si pone all’avanguardia nella gestione dei rifiuti. Abbiamo voluto offrire ai cittadini un sistema efficiente e sicuro di raccolta differenziata che garantirà la sostenibilità della gestione rifiuti nel lungo periodo e che migliorerà sensibilmente la vivibilità degli spazi urbani. Si tratta di un servizio a beneficio dell’intera comunità pievese che porterà notevoli vantaggi, permettendo una raccolta differenziata più controllata e un minor impatto ecologico nei centri abitati". Le stesse strutture sono state installate a Rozzano, negli anni scorsi.

I BENEFICI
"La nostra speranza - aggiunge il sindaco Rocco Pinto - è che i cittadini condividano la responsabilità e l’impegno perché questo servizio funzioni sempre nel migliore dei modi. L’innovativo sistema, che in futuro coinvolgerà anche altre zone del paese, deve essere recepito come un’assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente attraverso una corretta differenziazione dei rifiuti urbani. Crediamo fortemente in questo progetto, considerando gli ecopoint la risposta più avanzata all’esigenza di una efficace gestione dei rifiuti".
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CESANO BOSCONE - Sabato 14, alle 21, nella Sala delle carrozze di Villa Marazzi, in via Dante Alighieri 47, si terrà il primo del doppio appuntamento con le lezioni-concerto di Emanuele Ferrari, "Musica, parole, immagini".

"La storia di un’anima" sarà incentrata sulla ballata n. 1 op. 23 (I) di Chopin. Un singolo, breve brano viene eseguito al pianoforte all’inizio dello spettacolo, con il silenzio e la concentrazione in sala che caratterizzano l'esecuzione della musica dal vivo. Dopo l’esecuzione integrale, il brano viene ripercorso con commento, esemplificazione e riascolto di ogni singolo passo.

Al pubblico viene spiegata nota dopo nota - con un linguaggio chiaro e accessibile - la rete profonda di relazioni e significati che danno forma al brano, che si rivela più ricco, sfaccettato e interessante di quanto avveniva al primo ascolto. L'ingresso è libero.
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Il tetto dell'ex stalla immortalato nei mesi scorsi
ALBAIRATE - Intere lastre di Eternit scoperchiate e una moltitudine di pezzi di amianto in frantumi, che alla mercé di pioggia e vento potrebbero liberare particelle dannose per la salute. Il tutto, in mezzo ai campi coltivati a frumento. Succede ad Albairate, dove un'ex stalla per suini col tetto ricoperto da centinaia di metri quadrati di Eternit è in disuso da anni, lungo la strada di campagna che collega la provinciale 114 "Baggio Castelletto" alla località Cascina Bruciata e alla Nuova Vigevanese: l'ormai nota via Marcatutto, dove sorge il centro di compostaggio albairatese.

NESSUNO INTERVIENE
Un'altra immagine dello stato della strutturaL'ecomostro in questione dista appunto poche centinaia di metri dalla 'fabbrica di compost', e dal vivaio Caruso. La struttura diroccata, che si erge a 500 metri dalle prime case di Albairate, è di proprietà di un agricoltore residente ad Albairate, che per legge dovrebbe smaltire il materiale pericoloso. Le particelle di amianto possono provocare tumori alle vie respiratorie, e va trattato con sostanze specifiche da tecnici specializzati prima di essere rimosso. Le istituzioni sono peraltro chiamate a multare chi non provvede allo smaltimento: un provvedimento di cui non si ha notizia, ad oggi, nonostante la stalla di suini sia in disuso da una decina di anni e sia sotto gli occhi di tutti.
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CORSICO - "Comprendo pienamente la rabbia dei cittadini e la nostra Amministrazione è con loro. Anche noi siamo parte lesa. Se c'è stata una truffa, purtroppo siamo ugualmente vittime del raggiro": il sindaco di Corsico conferma la "massima disponibilità dell'Ente a collaborare con la magistratura" affinché si faccia chiarezza al più presto sulla vicenda dei T-red.

Per questo Sergio Graffeo ha deciso di riunire tutti i sindaci che risultano, nel milanese, coinvolti nella vicenda. In particolare, dei Comuni di Basiano e Masate, Pieve Emanuele, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rescaldina, Settala e Seveso. Lo scopo è di "esaminare congiuntamente - scrive Graffeo - i riflessi politico-gestionali relativi ai recenti procedimenti giudiziari sugli impianti di rilevazione delle infrazioni semaforiche ed eventualmente condividere linee comuni a tutela degli interessi pubblici".

LUNEDI' L'INCONTRO
L'incontro è stato programmato per lunedì 16 febbraio alle 14.30, nella sala consiliare di via Roma 18. Oltre ai primi cittadini, sono attesi i segretari comunali e i responsabili delle polizie locali. D'altra parte, i vari dispositivi di rosso stop, che sul territorio corsichese sono complessivamente dodici (adesso sono stati sequestrati i quattro con tecnologia T-red) hanno permesso di ridurre sensibilmente gli incidenti con feriti, alcuni dei quali mortali. In particolare, lungo la Nuova Vigevanese all'altezza della via per Cesano Boscone nel 2005 sono stati registrati 11 incidenti con feriti e 9 senza. Nel 2006, 9 con e 12 senza feriti. Nel 2007, 8 in entrambi i casi. Un triennio in cui è stato registrato almeno un mortale all'anno.

DIMINUISCONO GLI INCIDENTI COL T-RED
Drastica riduzione nel 2008, quando il dispositivo rosso stop esistente è stato sostituito con il T-red: 3 feriti e nessun mortale. Stesso risultato all'altro incrocio con il nuovo dispositivo installato nel 2008, sempre sulla nuova Vigevanese, all'altezza di via Galvani, con un -43% circa di incidenti con feriti rilevati l'anno scorso. "La dimostrazione è - spiega ancora il sindaco di Corsico - che i dispositivi sono un'efficace prevenzione, perché portano i veicoli a ridurre la velocità. Considerando che il tempo del nostro giallo varia da 4,7 a 5 secondi. Quindi perfettamente nei parametri indicati dai giudici di pace".
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Giulio "Belzebù" AndreottiCISLIANO - A Roma, all’alba, quando tutti ancora dormono, c’è un uomo già sveglio. Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti e sarà al centro del prossimo film, "Il divo", che sarà presentato domenica 15 alle 21.15 negli spazi della ex-mensa di via Molinetto, nell’ambito della rassegna sulla malavita proposta a Cisliano dai Soliti ignoti.

Agli inizi degli anni Novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, Andreotti avanza inarrestabile verso il settimo mandato come presidente del Consiglio. Passerà attraverso morti misteriose (Pecorelli, Calvi, Sindona, Ambrosoli) in cui lo si riterrà a vario titolo coinvolto, supererà senza esserne scalfito Tangentopoli, per finire sotto processo per collusione con la mafia. Processo dal quale verrà assolto.

L'uomo di Stato che è stato definito di volta in volta, la Sfinge, il Gobbo, La Volpe, il Papa nero, Belzebù e, giustappunto, il Divo Giulio si prestava sicuramente a divenire simbolo di una riflessione sui mali del nostro Paese; Sorrentino, il regista, riesce magistralmente a narrare la storia, riportando il cinema politico italiano ai livelli di Rosi, Petri e Ferrara.

LA RASSEGNA
Il DivoDalla mala di strada, proposta dai Soliti ignoti con polizzioteschi come "Roma a mano armata", a quella di palazzo, quindi: come "Il divo" di Paolo Sorrentino, o "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto". Con la consapevolezza di mettere in gioco forti contrasti e polemiche, paragonando diversi tipi di malavita. Da cosa è nata la scelta? Lo spiega il presidente del circolo dei Soliti ignoti.

"L'idea di base - spiega Francesco Carrà - è stata quella di mostrare come un argomento, la malavita in questo caso, potesse offrire diverse chiavi di lettura: dall'analisi antropologica del film d'autore (Gomorra) sino alla spettacolarizzazione dei film di genere (Roma a mano armata). Si potrebbe leggere una provocazione: dopo la malavita di quartiere mostriamo la malavita del palazzo... insomma una malavita organizzata".
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Il terribile incendio al Dueffe Carni di Trezzano
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Un "Roadhouse Grill" al posto del magazzino delle carni Dueffe, distrutto da un incendio il 28 febbraio 2008. La catena del Gruppo Cremonini, con sede a Carpi, in provincia di Modena, ha ottenuto la licenza dal Comune di Trezzano sul Naviglio nei mesi scorsi. E da qualche giorno ha aperto i battenti lungo il controviale della Nuova Vigevanese, al civico 13/15 di via Colombo.

Sviluppata a partire dal 2001 in Italia, la catena si caratterizza per un'offerta di carni alla griglia in un ambiente informale, con servizio al tavolo. Si rivolge a un ampio pubblico, in particolare alle famiglie.

IL MENU
Il menu, a base di carne alla griglia cucinata a vista, è caratterizzato da un'ampia varietà di specialità gastronomiche della cucina internazionale adattate ai gusti europei. Il prezzo medio a persona è compreso tra i 18 e 20 euro. L'apertura della struttura di Trezzano, ultima inaugurazione con quella di Varese, segue quella di Legnano, Roma, Bologna, Mantova, Piacenza, Rozzano, Reggio Emilia, Corbetta, Ferrara, Bergamo, Forlì, Verona, Padova e Carpi.

IL GRUPPO
Roadhouse Grill, che ad oggi conta circa 400 dipendenti, ha realizzato nel 2007 ricavi per 18 milioni di euro e servito oltre un milione di clienti. Il concept prevede di offrire alla clientela un vasto assortimento di piatti unici a base di carne alla griglia (Ribeye, New York Strip, Filet Mignon, T-Bone Steak) serviti sempre con un contorno a scelta, a seguire un'ampia selezione di dolci. La peculiarità delle arachidi americane (peanuts) offerte gratis alla clientela in più punti del locale caratterizzano il welcome del Roadhouse Grill. Cremonini, con oltre 8.200 dipendenti, di cui oltre 5 mila nel settore ristorazione, è uno dei più importanti gruppi alimentari in Europa e opera in tre aree di business: produzione, distribuzione e ristorazione.

Ha registrato ricavi totali per 2.482,4 milioni di euro nel 2007, leader in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne (Inalca JBS e Montana) e nella commercializzazione e distribuzione al foodservice di prodotti alimentari (MARR). Ha, inoltre, una presenza rilevante nel settore della ristorazione e, in particolare, la leadership in Italia nella ristorazione a bordo treno, nelle stazioni ferroviarie, aeroporti e aree autostradali (Chef Express).

L'INCENDIO AL DUEFFE
Un'altra immagine dell'incendio al DueffeUn arrivo che sarà sicuramente apprezzato dai giovani, quello di Roadhouse a Trezzano. Ma soprattutto una risposta alla necessità di ristrutturare un magazzino distrutto quasi interamente da un incendio, lo scorso anno. Il 28 febbraio 2008 una densa nuvola di fumo nero invase la Nuova Vigevanese, a causa di una distrazione di alcuni operai che lavoravano con una fiamma ossidrica nei pressi di pannelli di polistirolo. L'ex magazzino di carni Dueffe, all'epoca, era di proprietà della Banca D'Asti.
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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Circa due settimane fa il presidente dell'azienda chimica Brenntag ha espresso pubblicamente l'intenzione della sua società di andarsene dal centro abitato di Trezzano. Il sindaco Liana Scundi, in alcune dichiarazioni rese alla stampa, ha affermato testualmente che su quell'area sorgeranno (dopo la bonifica) civili abitazioni, una piazza e spazi verdi attrezzati.

Il mio compito di responsabile dei rapporti con le istituzioni e la stampa del Comitato per la Tutela dell'Uomo e dell'Ambiente (Ctua) è quindi giunto al termine.Pertanto, è con piacere che torno alla mia professione, alle mie collaborazioni giornalistiche, ai temi e ai problemi della mia famiglia e della mia vita privata.

Un ringraziamento particolare mi sento di rivolgerlo alle Istituzioni locali e regionali, che in questi ultimi due anni, seppure tra mille incomprensioni, hanno finalmente riconosciuto la validità della nostra lotta ma anche e soprattutto ai cittadini trezzanesi, alla stampa locale e a quei consiglieri regionali che da destra a sinistra hanno sostenuto le nostre buone ragioni.

Agli amici del Ctua un saluto affettuoso e riconoscente per avermi affidato in questi anni un incarico così oneroso, che spero di aver assolto con il massimo impegno e senza altro fine che non fosse la tutela dell'Ambiente e la Salute della nostra Comunità. Grazie per la vostra attenzione

Angela De Leo
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Il "placcaggio" al tentato suicidaABBIATEGRASSO - Difendere il "diritto alla vita" attraverso la minaccia di suicidio. E' quello che ha fatto ieri un commerciante di Abbiategrasso, di 61 anni. L'uomo ha minacciato di bruciarsi "entro mezzanotte" se i medici non avessero ripreso ad alimentare Eluana Englaro.

Il 61enne ha chiuso il proprio negozio, una pelletteria di via San Carlo, dopo aver appeso sulla porta due striscioni con la scritta "Chiuso per protesta per l'esecuzione di Eluana, che Dio vi perdoni". In seguito si è spostato in corso Italia, all'altezza della farmacia.

Al collo aveva un altro cartello con le sue rivendicazioni . Non molte le persone presenti sul posto dalle 14.10, ora dell'arrivo del singolare "manifestante", e fino alle 15.30.

Gli striscioni appesi al negozioL'uomo, che impugnava una boccetta di alcool da 33 centilitri, ha attirato però sul posto le forze dell'ordine. Sono arrivati i carabinieri di Abbiategrasso, seguiti dai vigili del fuoco.

Proprio un pompiere ha letteralmente "placcato" il negoziante mentre tentava di cospargersi il liquido infiammabile sul corpo. Poi il 61enne, residente a Pieve Emanuele, è stato sommerso dai carabinieri che gli hanno sottratto l'alcool.

Il commerciante a quel punto è svenuto ed è stato trasportato all'ospedale da un'ambulanza. Nel frattempo, Eluana Englaro trascorreva in un letto d'ospedale le sue ultime ore in stato vegetativo permanete, prima della morte.
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ABBIATEGRASSO - C'è il cuoco di un ristorante sardo del centro, la donna che ha nascosto il vero lavoro del marito, titolare di un'impresa di smaltimento rifiuti in meridione, e pure un libero professionista con tanto di villa e Bmw. Una lista di gente coi soldi quella che ad Abbiategrasso riceveva il contributo per l'affitto dal Comune. Merito di un dipendente dell'ente , Davide Luison, responsabile del settore Edilzia residenziale pubblica della città del sudovest milanese fino al 2 ottobre 2007: data nella quale l'uomo, residente in provincia di Pavia, è stato arrestato dalla Guardia di finanza mentre incassava una mazzetta nel suo ufficio.

VENTITRE "FURBI" NEI GUAI
Le ventitre persone finite negli ultimi giorni nella seconda trance dell'operazione condotta dagli uomini delle fiamme gialle di Magenta sono tutte fra i 25 e i 50 anni. Si tratta per il 40 per cento di stranieri, tutti residenti ad Abbiategrasso. Resta ancora da chiarire il preciso ruolo del dipendente comunale, finito al fresco nel carcere di Vigevano, nella vicenda. Si ipotizza che trattenesse una parte dei contributi di 4 mila euro richiesti a ognuno dei beneficiari degli sconti sull'affitto. O che, addirittura, chiedesse favori personali per "sdebitarsi". Accuse che non sono state ancora provate.

L'INCHIESTA
Tutta l'indagine ha preso avvio da una testimonianza di un abbiatense, che si è rivolto alla Finanza per denunciare il comportamento dell'ex dipendente comunale. Così, nell'ottobre 2007, gli uomini della stazione di Magenta hanno fatto irruzione nell'ufficio, proprio mentre Davide Luison stava intascando una bustarella. I soldi sarebbero serviti ad agevolare la procedura di assegnazione di uno degli alloggi popolari presenti sul territorio abbiatense. In quell'occasione i militari avevano sequestrato i computer e le pratiche firmate dal pavese, passandole una ad una sotto la lente d'ingrandimento. Hanno così scoperto che le irregolarità non venivano compiute soltanto nell'assegnazione degli appartamenti, ma anche nell'erogazione dei contributi per l'affitto di casa.

FINANZIERI 'CERTOSINI'
La "capillare ricostruzione" delle reali condizioni economiche dei soggetti che l'avevano richiesto al Comune ha consentito di portare alla luce le irregolarità compiute dagli altri ventitre abbiatensi. Dovranno rispondere dell'accusa di truffa aggravata, indebita percezione di erogazioni pubbliche a danno dello Stato e falsità ideologica in atto pubblico. Toccherà al Comune di Abbiategrasso, invece, sanzionare i cittadini e richiedere il risarcimento.

IL SINDACO RINGRAZIA
Finanzieri in azione"Le indagini - commenta il sindaco di Abbiategrasso, Roberto Albetti - sono partite da una segnalazione proveniente dallo stesso Comune, a conferma della disponibilità piena a collaborare con le forze dell’ordine, subito espressa dall’Amministrazione comunale che, nell’ottobre 2007, al momento dell'arresto dell'ex dipendente, si era appena insediata, ma soprattutto a testimonianza della ferma volontà dell’Amministrazione stessa di fare chiarezza su questa vicenda. Ringrazio, quindi il personale comunale per aver fatto presenti le situazioni dubbie - continua il sindaco - poi diventate oggetto di indagine da parte della Guardia di finanza. Non appena disporremo di tutte le indicazioni rispetto alle persone che hanno usufruito indebitamente di uno strumento importante qual è il sostegno per l’affitto, messo a disposizione dalla Regione Lombardia, attiveremo le procedure previste dalla legge per recuperare i contributi erogati a chi non ne aveva diritto. Ringrazio la Guardia di Finanza per l’indagine svolta che ha permesso di fare luce su quanto accaduto".

E RASSICURA: "LUISON NON E' PIU' QUI"
Albetti (Forza Italia, Pdl) tiene anche a ribadire che l'Amministrazione "ha sempre fatto il possibile per andare a fondo di una vicenda iniziata prima del nostro mandato e per chiarire ogni responsabilità, nell’interesse dell’ente e, soprattutto, di tutti i cittadini abbiatensi". Davide Luison, infatti, è stato sospeso in via cautelativa dal proprio incarico fino a sentenza definitiva, su decisione della Commissione disciplinare comunale che aveva assunto il provvedimento "proprio in considerazione dell’estrema gravità dei reati contestati" e anche alla luce "delle ripercussioni negative che i fatti avevano avuto sull’immagine dell’ente". Il Comune rende anche noto che nei mesi scorsi, il rapporto di lavoro tra il l'ente e il dipendente si è definitivamente interrotto, "su istanza dello stesso ex dipendente".

I NUMERI DEI MOROSI
Dal primo ottobre del 2007 (un giorno prima dell'arresto di Davide Luison), le funzioni del servizio Edilizia Residenziale sono state trasferite al settore Lavori Pubblici. Nella città alle porte di Milano, si registra una morosità negli alloggi e nei box di 247.762,55 euro per il periodo che va dal 1999 al 2005. Solo 28.545,05 sono stati già recuperati dall'ente attraverso l'emissione di cartelle esattoriali. In particolare, tra il 2004 e il 2007 la morosità registrata dagli uffici ammonta a 185.175,26 euro, di cui 22.185,98 sono stati recuperati d'ufficio. In totale, Abbiategrasso ospita 194 alloggi comunali per famiglie disagiate e 117 tra box e posti auto. L'ultimo bando emesso ha visto l'accoglimento di 29 domande, a fronte di 105 richieste da parte dei cittadini. Settantasei le persone escluse per mancanza di requisiti".
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Agenti motociclisti a MilanoMILANO - Quello che fa più discutere è l'articolo 8, che disciplinerebbe "la nascita e lo sviluppo dell'attività di volontariato e associazionismo nei campi della vigilanza, dell'integrazione, dell'aiuto di vittime del reato e di incidenti stradali". L'istituzionalizzazione delle ronde, in sostanza.

La proposta, avanzata ieri dai due consiglieri regionali della Lega Enio Moretti e Stefano Galli, fa parte di un progetto di legge che vorrebbe la creazione del "servizio di Polizia regionale", e di relative "politiche regionali di sicurezza".

CINQUE DIPARTIMENTI E UNA DIREZIONE
Sotto una direzione centrale, che sarebbe presieduta dal presidente della giunta del Pirellone, agirebbero cinque dipartimenti. Quello dell'Accademia si occuperebbe della formazione e dell'aggiornamento del personale di polizia. Il dipartimento Scientifico raggrupperebbe le banche dati, e sarebbe sede del "gabinetto scientifico" e del "servizio di intelligence": una sorta di Ris. Poi ci sarebbe il dipartimento Flussi migratori, con il compito di "controllo del fenomeno migratorio" e della "lotta all'immigrazione clandestina". Il dipartimento Urbanistico ecologico vigilerebbe "sul rispetto delle normative in materia di ambiente e tutela del territorio". E, infine ma non ultimo, sarebbe creato il dipartimento Anticrimine, per ottenere una maggiore "cooperazione con le forze di polizia dello Stato".

"COORDINAMENTO, COOPERAZIONE E FORMAZIONE"
Il popolo leghista"Il progetto - ha spiegato Galli - è stato ispirato da tre parole chiave: 'coordinamento' delle forze di polizia locale, 'cooperazione' con le forze di polizia dello Stato e 'formazione' di agenti, sottoufficiali e ufficiali. I corpi di polizia locale dei Comuni non sarebbero sciolti, ma per partecipare ai bandi i nuovi agenti dovranno frequentare l'Accademia, la cui realizzazione rientra nei disegni della Regione". "Sarebbe il primo esempio in Italia - ha fatto notare l'altro esponente del Carroccio, Enio Moretti - nel quale una regione si doti di propri dipartimenti di polizia specializzati. Tutt'altro rispetto a una semplice operazione di maquillage normativo. E il provvedimento non toglierebbe alcun potere ai sindaci".

MA FORZA ITALIA STORCE IL NASO
Sentire definita l'operazione come un tentativo di federalismo nell'ambito della sicurezza non spiace ai due leghisti, che sostengono di aver tratto lo spunto "dalle stesse dichiarazioni del presidente Formigoni in tempi non sospetti, durante l'approvazione dello statuto". E' piuttosto Stefano Maullu, assessore alla Polizia locale nonché vice coordinatore regionale di Forza Italia, che nemmeno vuol sentirne parlare. "Innanzitutto - attacca - si tratterebbe di un doppione, perché se si parla di 'cooperazione' basta citare le 600 operazione svolte dal 2000 in tutta Lombardia dai corpi di polizia locale. Per altro non c'è la copertura economica per un centinaio di stipendi in più. E, infine, le ronde sono pericolose".
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Il parlamento europeoCORSICO - Ci saranno anche i sindaci di Corsico, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio quest'oggi a Bruxelles per firmare il "Patto dei sindaci" delle città europee unite nell'impegno di ridurre del venti per cento le emissioni di anidride carbonica.

In Belgio volerà pure l'assessora provinciale all'Ambiente e presidente del Parco Agricolo Sud Milano, Bruna Brembilla. Tutti uniti, dunque, in occasione di quest'iniziativa dell'Unione europea che coinvolge oltre 300 città del vecchio continente, con l'obiettivo di migliorare in maniera significativa l'efficienza energetica e l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli ambienti urbani, nonché in importanti settori come i trasporti e l'edilizia.

GRAFFEO: "SERVONO FONDI"
"La nostra Amministrazione - dichiara il sindaco di Corsico, Sergio Graffeo - è impegnata da anni in progetti per il contenimento delle dispersioni energetiche e per l'utilizzo di fonti rinnovabili. Intervenire in edifici molto vecchi non è facile e soprattutto richiede ingenti risorse. L'augurio è che l'accordo europeo consenta agli Enti locali di avere fondi da destinare alla riqualificazione, in chiave energetica, delle proprie strutture".

Le città che si impegneranno nell'ambito del "Patto dei sindaci" dovranno adottare uno specifico piano di azione finalizzato a sostenere gli obiettivi fissati dall'Unione europea. In particolare, il principale obiettivo consiste nella riduzione di almeno il 20 per cento delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) attraverso una maggiore efficienza energetica, un maggior ricorso alle fonti di energia rinnovabile e appropriate azioni di promozione e comunicazione.

SCUNDI: "IMPORTANTE PER L'EXPO"
"Riteniamo che il tema dell'energia, soprattutto quella pulita e rinnovabile, debba essere inserito nell'agenda politica di Enti relativamente piccoli come il nostro - sottolinea il sindaco di Trezzano, Liana Scundi - anche per avviare un processo virtuoso che spinga le aziende private a garantire un miglioramento della qualità della vita nei nostri territori. Tema, tra l'altro, tra i principali dell'Expo 2015, al quale stiamo lavorando assieme a una decina di altri Comuni".

PERCHE' A BRUXELLES
La firma del "Patto dei sindaci" è un ulteriore passo avanti nel cammino intrapreso dal Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), che ha ribadito che la principale causa del riscaldamento globale è l'utilizzo di energia da parte del genere umano. Accogliendo l'appello dell'IPCC, l'Unione europea nel 2007 si è impegnata - con l'adozione del documento "Energia per un mondo che cambia" - a ridurre le emissioni di anidride carbonica, appunto, entro il 2020 e ad aumentare del 20 per cento il livello di efficienza energetica e la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile.

Obiettivi che il Governo italiano ha sottoscritto e che per essere raggiunti presuppongono l'indispensabile coinvolgimento delle autorità locale: le città infatti - attraverso i prodotti e i servizi utilizzati dai cittadini - possono intervenire su oltre il 50 per cento delle emissioni di gas serra derivanti dall'uso dell'energia nelle attività umane. Per l'aerea milanese, la Provincia si è proposta come struttura di supporto ai Comuni per l'adesione al Patto dei sindaci: tra le iniziative rientra il progetto per accedere ai fondi della BEI (Banca europea degli investimenti), che le Amministrazioni comunali potranno in parte utilizzare per intervenire sulle strutture di loro proprietà.
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La benedizione dell'auto nel piazzale della ChiesaCISLIANO - Erano ormai dodici anni che la Fiat Punto, donata con grande generosità dalla scomparsa Angela Parini, trasportava i cittadini di Cisliano tra visite, ambulatori e ospedali, grazie ai volontari della sezione locale della Croce Azzurra.

Domenica, sul sagrato della Chiesa di San Giovanni, alla presenza delle autorità cittadine e religiose, è stata inaugurata la nuova autovettura, una Pegeout 207 che andrà ad aggiungersi ai quattro veicoli dell’associazione. Con un gesto di cuore, i cittadini di Cisliano, sensibili e vicini al prezioso servizio offerto dall’associazione, hanno contribuito, durante la raccolta fondi di settembre, all’acquisto dell’auto donando 7.400 euro. Un grande gesto di solidarietà è poi arrivato da un singolo cittadino, che nell’anonimato ha donato altri 3mila euro, necessari per coprire interamente la spesa per la nuova automobile.

DICIOTTO ANNI DI SERVIZIO
L'auto nuova e, sullo sfondo, don Giacinto TunesiLa Croce Azzurra è presente sul territorio di Cisliano ormai dal 1991, occupandosi del servizio di trasporto malati in convenzione con l’Amministrazione comunale. "Il resoconto dell’attività svolta dal 1991 al 2008 - dichiara Mario Trolese - è molto positivo considerando che in totale sono stati percorsi, con le vetture a disposizione, 538.944 chilometri, trasportati 43.695 cislianesi ed effettuati 31.917 servizi". Tutto questo soprattutto grazie alla presenza e alla costanza dei volontari che, gratuitamente, prestano servizio nell’associazione.
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CESANO BOSCONE - E' successo ancora. Anche ieri mattina i 236 piccoli alunni della scuola primaria "Dante Alighieri" di via Kennedy hanno fatto lezione al freddo. Coi cappotti. Colpa, pare, di un guasto ad alcune valvole.

La caldaia non ha funzionato domenica notte, ed è stata accesa manualmente solo nelle prime ore di lunedì, quando i primi operatori della scuola sono entrati nell'edificio accorgendosi del guasto. Un episodio sgradevole, che ha causato le proteste dei genitori degli studenti. Non è la prima volta, infatti, che si verifica il problema. Già nei giorni delle abbondanti nevicate alcuni bambini (pochi, per la verità, rispetto al solito) hanno dovuto seguire le lezioni al freddo.

"NON DEVE PIU' SUCCEDERE"
Il nuovo episodio scatena il sindaco, che chiede una revisione della procedura di accensione del riscaldamento del plesso scolastico. Vincenzo D'Avanzo ha anche chiesto all'ufficio Tecnico comunale di intervenire presso la ditta responsabile del servizio, che si giustifica sottolineando l'esistenza di un problema di valvole che impedirebbero il flusso regolare del gas all'impianto termico, provocandone il blocco.

Il primo cittadino, nel corso della mattinata di ieri, ha ricevuto una delegazione di genitori e ha convocato una riunione urgente con i responsabili comunali. "Ho chiesto che venga messa in mora la ditta - spiega il sindaco - perché non è ammissibile che, dopo ripetuti interventi, non sia stato ancora individuato il guasto. L'Ente paga un canone abbastanza salato per la gestione del calore negli edifici pubblici e non ammettiamo, in alcun modo, che non venga garantito un servizio essenziale, soprattutto quando si tratta di strutture frequentate da bambini o anziani".

"PRONTI AD AGIRE PER VIE LEGALI"
Nessuna ulteriore deroga, quindi. O il problema viene risolto e non si ripeterà più o il Comune "agirà per vie legali". L'Ente, infatti, non risparmia sulle ore di riscaldamento. "Il canone - spiegano all'ufficio Tecnico comunale - comprende un numero di ore tale da garantire il riscaldamento dei plessi scolastici e l'accensione delle caldaie non più tardi della mezzanotte della domenica. Purtroppo, però, quando l'impianto va in blocco, l'azienda non è in grado di verificare immediatamente il guasto. Interviene appena il personale scolastico lo segnala".
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CESANO BOSCONE - Una squadra di operai del Comune è entrata in azione quest'oggi per "rattoppare" le buche causate sull'asfalto dalla neve e dalla pioggia delle ultime settimane.

Gli uomini del reparto manutenzioni sono impegnati in una ventina di riparazioni nelle vie cittadine, tra le quali Libertà, Pasubio, Tigli, Vespucci, Isonzo, Salvo d’Acquisto, e nella rotonda Milano.

I lavori nel controviale della Nuova VigevanesePalate di asfalto anche nel controviale della Nuova Vigevanese, all’altezza di via Croce, dove il danno al manto stradale era tale da richiederne la completa rimozione e il nuovo rifacimento.

Ancora nessun intervento, invece, lungo via Milano e via Volta, le due vie che compongono la lunga direttrice che conduce prima Corsico (incrocio via Leonardo Da Vinci) e poi, appunto, nella via Anna Kulishoff del capoluogo lombardo. Qui le buche sono tali da provocare gravi "smottamenti" alle auto, mettendo seriamente a rischio la tenuta degli stessi copertoni.
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Un controllo dei carabinieriCORSICO - Negli ultimi tre giorni, tra Corsico e Opera, i carabinieri hanno arrestato due clandestini e ne hanno denunciati altri undici. Il primo arresto è stato effettuato alle 22.30 di giovedì, a Corsico.

In manette è finito il sedicente M.S., egiziano di 22 anni, pregiudicato, con l'accusa di violazione del decreto di espulsione. Nel corso della stessa operazione, i militari della Compagnia guidata dal capitano Ruggero Rugge hanno denunciato a piede libero altri undici clandestini che erano sprovvisti del permesso di soggiorno.

L'altro arresto è stato invece effettuato alle 7 di questa mattina nel Comune di Opera. I carabinieri della locale stazione hanno pizzicato A.W.S., immigrato proveniente dallo Sri Lanka, senza documenti. Si tratta di un altro giovane di appena 24 anni, in Italia senza fissa dimora e già denunciato in precedenza perché sprovvisto del permesso di soggiorno.
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LOCATE TRIULZI - Continua senza sosta la preziosa attività antispaccio dei carabinieri di Pieve Emanuele. Venerdì, alle 23, i militari hanno stretto le manette ai polsi di due fratelli marocchini, pregiudicati.

Li hanno pizzicati in possesso di 5 grammi di cocaina, durante una perquisizione avvenuta sul territorio di Locate Triulzi.

In tasca avevano anche 690 euro, guadagnati probabilmente attraverso lo spaccio. Il controllo è stato esteso a casa dei due malviventi, dove sono stati rinvenuti altri 6 grammi di polvere bianca.

I marocchini, H.A. e H.M., di 29 e 34 anni, sono stati rinchiusi nel carcere milanese di San Vittore.
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BUCCINASCO - Sarà inaugurata oggi, alle 15.30, la pista da sci di fondo allestita al Parco Spina Azzurra, una delle aree verdi più estese di Buccinasco. La struttura rimarrà aperta fino a domenica 8 marzo.

Si tratta della nuova "iniziativa ludico-ricreativa" voluta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Loris Cereda. La pista, lunga circa 200 metri, realizzata in materiale sintetico, sarà accessibile tutti i giorni dalle 10 alle ore 18.30 con assistenza e, dopo tale orario, con la propria attrezzatura nel rispetto del regolamento che verrà affisso nel parco.

"VOLUTA DAI GIOVANI"
"Un evento praticamente unico nel suo genere - commenta Loris Cereda - nato da uno scambio di idee con alcuni giovani del territorio, subito messo in pratica, accolto con entusiasmo dagli sponsor e molto apprezzato dalla cittadinanza Un modo nuovo di praticare uno sport invernale tra i più amati in un contesto urbano protetto e sicuro con la possibilità di noleggiare l’attrezzatura e divertirsi a contatto con la natura con gli amici o anche da soli nella pace e nel silenzio a due passi da casa".

L’associazione Fischer Club Robarello Fagnana si occuperà del servizio gratuito di noleggio di sci, scarponi e racchette che saranno messi a disposizione dal negozio Decathlon. E' prevista anche la possibilità di ricorrere a lezioni private a pagamento rivolgendosi al centro sportivo Mc2 Milago, tel. 02/48842931.

"Quest’iniziativa - spiega l’Assessore allo Sport e Tempo Libero Mario Arrigoni - ha molte valenze positive: è una risposta alle numerose richieste avanzate dai giovani del territorio che potranno divertirsi senza doversi per forza recare a Milano; va incontro alle esigenze dei genitori che potranno avere i figli 'sotto casa'. E' un’ulteriore possibilità per i cittadini di fare sport e mantenersi in forma e, infine, è un’occasione per far conoscere il nostro territorio e le sue poliedricità a tutti i residenti nelle realtà limitrofe".

"PRESIDIO DEL TERRITORIO"
"Non solo - aggiunge il Sindaco Cereda - questo progetto, integrato nel piano di videosorveglianza, darà un'ulteriore spinta al nostro 'Piano sicurezza', permettendoci di illuminare il parco e presidiarlo anche in orari insoliti, allontanando così eventuali malintenzionati e prevenendo quegli atti di vandalismo che solitamente si verificano nelle ore serali e notturne. Inoltre, è un’ulteriore dimostrazione di attenzione alle famiglie più deboli, che possono finalmente, mettere gli sci ai piedi, forse per la prima volta".

"SOLDI SPRECATI"
Sci di fondo in alta quotaL'iniziativa, comunque, con convince l'opposizione consiliare. "Bisogna ammettere che l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Loris Cereda, quando spende i nostri soldi, lo fa sempre in modo originale - evidenzia Rino Pruiti dei Verdi - mai banale! Non avevamo una pista per lo sci di fondo? Per praticarlo bisognava andare in montagna? Ecco fatto! Adesso si potrà fare anche nella ridente Buccinasco, a 110 metri sul livello del mare. Della serie: non ci facciamo mancare niente di tutto quello che non è indispensabile".

"Per un intero mese - continua Pruiti - sarà noleggiata una bella pista artificiale per lo sci di fondo, un mese alla 'modica spesa' di 5.220 euro. Presi (ovviamente) dal bilancio comunale. Come abbiamo fatto a vivere senza pista fino ad ora? A Buccinasco ci sono più di 200 famiglie che non hanno letteralmente di che nutrirsi, centinaia di cassa integrati a 700 euro al mese, centinaia di anziani con meno di 500 euro al mese di pensione, centinaia di famiglie che fanno fatica a pagare il mutuo o l'affitto... Non c'è problema! Adesso si faranno tutti una bella sciata e, come per magia, non penseranno più ai loro banali problemi! Grazie Sindaco!".

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Eluana EnglaroBUCCINASCO - Non avrei voluto parlare di questa triste vicenda ma, essendo il sindaco di una comunità sensibile e attenta, mi sento in dovere di dire come la penso e, mi auguro, di dare un contributo alla riflessione che in molti oggi stanno facendo. Non spetta a me entrare negli aspetti religiosi della vicenda, nè in quelli legali nè, tanto meno, in quelli umani; dove nessuno ha il diritto di commentare il dolore di un padre e le scelte che egli compie in virtù dell'amore alto e nobile che sente per la figlia.

Ma credo di dover dire una cosa, e la dico da persona che ha lavorato per oltre vent'anni nel campo medico-scientifico e da persona che ha sempre dimostrato fastidio quando le difficoltà culturali frenavano la ricerca scientifica. Ecco, da persona che non ha mai approvato le interferenze della religione nel progresso, beh, questa volta sono molto perplesso, e lo sono coerentemente con le posizioni che ho sempre mantenuto.

Perchè quando si ritiene che il progresso scientifico (così come dimostrato dagli sviluppi degli ultimi 100 anni) abbia margini che oggi nessuno può prevedere e se, allo stesso modo, si ritiene debole il pensiero di chi ne vuole frenare lo sviluppo; beh, non si può non chiudere il cerchio della nostra riflessione dicendo che domani, forse, grazie a questa scienza, Eluana avrebbe potuto tornare a sorridere.

Il sindaco di Buccinasco, Loris Cereda
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Graziano MusellaASSAGO - Un "libro nero" dei cinque anni di amministrazione della sinistra accompagna l'ufficializzazione della candidatura a sindaco di Graziano Musella per il Popolo della libertà, ad Assago. Musella ha convocato la stampa ieri pomeriggio all'hotel Holiday Inn, lungo la Tangenziale Ovest.

E per meglio esprimere quelli che saranno i punti fondanti del programma del centrodestra (Pdl assieme a Lega, Udc e Destra liberale italiana) ha consegnato il "Dossier Assago". Cinque pagine in cui infila il dito punto su punto, dall'urbanistica alla viabilità, dalla sicurezza ai Servizi sociali, nel "disastro" lasciato dalla giunta del dimissionario Domenico Raimondo (Pd).

"HANNO LASCIATO UN DISASTRO"
"Ci sono vere e proprie emergenze ad Assago - ha evidenziato il candidato del Pdl - come la viabilità, la sicurezza, l'inquinamento e l'indebitamento. Per quanto riguarda la viabilità, nulla hanno fatto gli amministratori di sinistra per risolvere il problema dell'insediamento da un milione di metri cubi che sarà realizzato a Rozzano, un comparto più grande dell'intero Milano-Fiori. Per non parlare del cosidetto D4 approvato da Raimondo, che porterà tra la cascina Cantalupa e Milano-Fiori un nuovo cinema multisala, negozi come Leroy Merlin e Il Gigante e una palestra Virgin, senza alcuna previsione viabilistica e soprattutto prevedendo anche l'insediamento nella stessa zona di 2mila persone su oltre 30mila metri quadrati di terreno". Musella ha definito il progetto come "una coltellata al tessuto urbano di Assago". E per di più, "la sinistra ha ritardato l'arrivo di un'opera fondamentale come la Metropolitana".

SICUREZZA E AMBIENTE
Poi il candidato sindaco del Pdl si è dedicato all'attacco sul fronte della sicurezza. "Abbiamo assistito in questi ultimi cinque anni al progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza - ha evidenziato Musella - con il susseguirsi di episodi di cronaca come omicidi, furti d'auto e nelle abitazioni. Nel nostro programma prevediamo un intervento molto deciso su questo versante". Con un occhio anche alle questioni ambientali: "Per la prima volta nella storia - ha sottolineato Graziano Musella - è stata trovata una grossa discarica su un terreno di proprietà pubblica, che la Guardia di finanza ha sequestrato. Il Comune è stato di conseguenza denunciato per la mancata vigilanza del territorio. E la raccolta differenziata è scesa dal 60 al 40 per cento".

ALLARME SUI CONTI
Un cantiere apertoSul capitolo "indebitamento", il candidato del Pdl ad Assago (e forse anche alle elezioni provinciali) ha fatto notare come "per fortuna, l'ultimo bilancio sarà approvato dal commissario prefettizio". "Il Pgt - ha continuato - ci è costato 180 mila euro in consulenze e non è stato approvato dal Consiglio comunale". "Siamo quindi molto preoccupati per la situazione generale del Comune - ha aggiunto Musella in accordo con gli altri esponenti della coalizione - dal momento che ci saranno da fare 100, 120 milioni di euro di investimenti solo per la viabilità: i tempi dovranno essere accelerati e chiederemo aiuto al governo regionale e nazionale per uscirne".

La campagna elettorale del Pdl per le elezioni del prossimo 6 e 7 giugno si articola su tre fasi: la prima, appena inaugurata, è quella di "denuncia delle carenze e dei vari danni e disastri dell'Amministrazione di sinistra". Seguirà l'ascolto dei cittadini, delle varie categorie e delle associazioni, che avrà inizio da giovedì 19 febbraio con l'incontro previsto alle 21 al Centro civico. Terza e ultima fase sarà quella di presentazione del programma elettorale vero e proprio.

CHI E' GRAZIANO MUSELLA
Graziano Musella si candida al ruolo di sindaco per il centrodestra dopo aver ricoperto la stessa carica dal 1985 al 2004. Oggi è tra i responsabili regionali di Forza Italia. Ha 56 anni, ed è sposato, con figli. E' amministratore di società pubbliche e, quando non lavora, ama andare a correre.
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Un prototipo della pista ciclabile rialzataCORSICO - Sei milioni di euro potrebbero arrivare dall'Unione europea, attraverso Regione Lombardia, per il progetto di mitigazione del rumore della linea ferroviaria Milano-Mortara a Corsico. L'idea è quella di una pista ciclabile che correrebbe a lato dei binari, a diversi metri d'altezza, grazie al sostegno di un muro che costituirebbe l'alternativa alle barriere antirumore. 

I dettagli dello studio di fattibilità affidato dal Comune al Politecnico di Milano sono stati spiegati dal sindaco Sergio Graffeo e dal suo vice Giovanni Giovannini, durante l'assemblea con la cittadinanza che si è tenuta giovedì sera alla scuola "Campioni-Mascherpa". Una settantina i cittadini presenti (la riunione non è stata pubblicizzata dall'ente coi consueti manifesti) molti dei quali appartenenti al Comitato Ferrovia Milano-Mortara e residenti in via Copernico.

IL PROGETTO
Da sinistra, il vicesindaco Giovannini e il sindaco Sergio Graffeo"Si tratta ancora di un'ipotesi in embrione - ha spiegato Graffeo - e sono tutte opere legate all'interscambio, alla viabilità interna all'area e alla futura fermata del treno. Paradossalmente non si voleva un muro di sei metri e qualcuno di noi potrebbe gioire se le Ferrovie dicono che non servono più le barriere antirumore, se non in alcuni punti, come hanno affermato. Ma secondo noi, secondo il nostro piano di zonizzazione acustica (più restrittivo dei termini di legge) ci sarà un problema di rumore, che andrà abbattuto. E lo studio di fattibilità che abbiamo affidato al Politecnico - ha commentato ancora Graffeo - serve proprio a questo: invece di avere una pannellatura di 'n' metri, proponiamo una paratia che dovrebbe sostenere la pista ciclabile per l'altezza che serve, e coprirla di pannelli solari per la raccolta di energia. Un'idea importante, perché cerca di evitare le barriere". Tutto, comunque, è in mano ad Arpa: che deve ancora rendere note le risultanze della propria indagine sui decibel di rumore che produrranno i treni col raddoppio dei binari. Se le ferrovie sostengono che i 70 decibel sono "sopportabili", per il piano di zonizzazione del Comune questa è una cifra superiore quasi del doppio. Saranno infatti 142 i treni giornalmente in transito: 136 regionali (a 90 Km/h) e 6 interregionali (a 130 Km/h) durante le ore diurne, e 12 regionali dalle 22 alle 6 del mattino.

MIGLIORE ACCESSIBILITA' PER BICI E PEDONI
Nel dettaglio, lo studio di fattibilità del Politecnico prevede il collegamento ciclopedonale del centro storico di Corsico con l'area interessata dal raddoppio, dove sorgerà la nuova fermata. Sul Naviglio sarebbe infatti realizzato un altro ponte a uso esclusivo di pedoni e biciclette, e verrebbe completato il cosiddetto "Ponte Turati-Pozzi", chiamato anche "Ponte di Brooklyn". Lungo viale Liberazione, inoltre, sarebbero realizzati due slarghi: due fermate del bus, con una rampa di scale verso la fermata. E i locali abbandonati presenti sotto il ponte (1000 metri quadrati circa) sarebbero trasformati in un parcheggio coperto in grado di ospitare 65 posti auto: lo stesso numero di quelli del parcheggio limitrofo alla cosiddetta "area circo". Al secondo piano di questo spazio attualmente non utilizzato e occupato da senzatetto verrebbero realizzati dei negozi che commercerebbero prodotti di filiera corta.

IL TEMPO STRINGE
Il prebando di Regione Lombardia scade il 13 febbraio, e ha rischiato di finire in fumo date le proteste di alcuni cittadini durante l'assemblea. "Si tratta di un altro muro, altro che", ha attaccato più d'uno. Ma alla fine ha prevalso il buonsenso, anche grazie alle rassicurazioni del vicesindaco. "Si tratta di un progetto che potrà essere modificato, l'importante è accedere al finanziamento". Un bando che prevede complessivamente 139 milioni di euro spalmati su quattro capitoli, di cui 40 sono a disposizione dei progetti di mitigazione del rumore in tutta Lombardia. Il Comune di Corsico, dunque, dovrà vedersela pure con altri enti.

UN ACCERTAMENTO TECNICO PREVENTIVO?
Il pubblico presente all'assembleaMa anche il Comitato cittadino ha avanzato una proposta all'ente, che si è dichiarato disponibile a vagliarla già martedì, durante la riunione della giunta. "Si potrebbe chiedere un accertamento tecnico preventivo - ha spiegato l'avvocato del Comitato, Veronica Dini - ovvero andare da un giudice civile e chiedergli di nominare un consulente tecnico, un fonico, che valuti la validità del modello proposto da Rfi in merito al contenimento del rumore. Si tratta di una procedura veloce - ha spiegato ancora l'avvocato - che non è motivo di apertura di un contenzioso tra Comune e Ferrovie perché si tratta solo di una valutazione".

Nel video: il sindaco di Corsico, Sergio Graffeo

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Il presidente Brembilla mostra un quadro donatole dagli agricoltoriGAGGIANO - Fermare l'avanzata del cemento a suon di papaveri e fiordalisi. Non è la morale della "versione ambientalista" della nota canzone di Nilla Pizzi, ma il progetto iniziato dal Parco Agricolo Sud Milano nel 2005, su indicazione del Centro per la forestazione urbana dell'associazione Italia Nostra e coi fondi di Regione e Provincia.

Ieri mattina, a quattro anni di distanza, la cascina Guzzafame di Gaggiano ha ospitato il convegno di presentazione dei risultati dell'ambiziosa iniziativa, che è riuscita a colorare di rosso e viola le campagne di venti aziende agricole, molte delle quali situate nell'Abbiatense. "Un'iniziativa che è riuscita a emozionare - ha evidenziato il presidente del Pasm, Bruna Brembilla - ma il lavoro svolto è stato difficile e importantissimo per conservare il territorio agricolo rispetto ad altri interessi".

AL VIA LA CAMPAGNA 2009
Gli agricoltori e le associazioni in salaL'occasione è servita anche per lanciare l'edizione 2009 del progetto, con la distribuzione di un kit per la semina ai titolari delle 25 cascine che hanno aderito volontariamente al progetto. Cinque in più della prima trance. Convincere gli agricoltori a seminare papaveri e fiordalisi, ovvero piante infestanti, tra orzo e frumento, non è stato facile. Il merito della buona riuscita va soprattutto a Renata Lovati dell'azienda Cascina Maria di Albairate, coordinatrice dell' "operazione papavero" tra i coltivatori diretti.

"Abbiamo cercato di scegliere appezzamenti di terreno limitrofi a strade trafficate - ha spiegato - per far emozionare, oltre a ciclisti e pedoni, anche gli automobilisti. Direi che ci siamo riusciti, e che anzi abbiamo dovuto tenere a bada tutte quelle persone che si fermavano per cogliere i fiori, causando spesso dei danni". Un'esperienza che ha riscosso grande successo anche alla stessa Guzzafame di Gaggiano.

Il presidente del Parco mostra il kit"Quando è spuntato dal terreno il primo fiordaliso - ha raccontato Valentina Albé - abbiamo festeggiato come fosse un parto. Ricordo ancora le grida: 'E' nato, è nato, è nato!'. La striscia seminata all'ingresso della cascina è stata apprezzata moltissimo dai passanti e dai nostri clienti. I semi piantati sono tutti attecchiti".

Alla giornata in cui si sono tirate le somme del progetto hanno partecipato anche alcune associazioni ambientaliste del territorio. Tra le altre era presente Salvambiente, col presidente Gianfabrizio Novi. "Pianteremo i papaveri donati quest'oggi nel parco del Centenario di Trezzano - ha annunciato - la vasta area verde alle porte con Cusago di cui ci occupiamo da diversi anni, ormai".
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CORSICO - In mattinata è deceduto dopo una lunga malattia Alfredo Serangeli, classe 1935, sindaco di Corsico dal 1972 al 1980 e successivamente assessore provinciale all'Ecologia e all'Ambiente, prima con Roberto Vitali e poi con Goffredo Andreini (l'unico presidente provinciale per due volte alla guida di palazzo Isimbardi).

Tutti lo ricordano come un sindaco dalla forte personalità e di grande spessore politico. Rispettato dai rappresentanti locali del suo partito, il Pci, ma anche dai consiglieri di opposizione. "Era capace - raccontano i suoi amici e colleghi amministratori - di affrontare le cose con un'apertura mentale a 360 gradi. Non scendeva mai a compromessi ed era corretto con tutti”. I dipendenti comunali di quegli anni lo ricordano come un grande papà, con la porta sempre aperta, e disponibile per qualunque esigenza.

“Con la scomparsa di Alfredo - sottolinea l'attuale primo cittadino, Sergio Graffeo - viene meno un punto di riferimento storico per la nostra città. La sua esperienza e la sua determinazione nella salvaguardia dell'ambiente hanno accompagnato un periodo difficile per Corsico, che aveva vissuto un periodo di enorme sviluppo, anche urbanistico”.

CHI ERA
Alfredo Serangeli, a costo di affrontare contenziosi giudiziari, sospese infatti molte licenze edilizie. Puntò sullo sviluppo della qualità della vita dei suoi cittadini, promovendo politiche capaci di affrontare e risolvere i problemi di integrazione determinati dall'emigrazione dal sud Italia, avvenuta negli anni precedenti. Riuscì a costruire anche un ottimo rapporto con i parroci della città. Con lui nasce “Il Giornale di Corsico”, il periodico dell'Amministrazione comunale distribuito in oltre sedicimila copie che, dopo essere uscito come bimestrale, alcuni anni fa è diventato un mensile.

Serangeli ha lasciato una traccia profonda anche come assessore provinciale, soprattutto per la sua profonda passione per l'ambiente e lo sviluppo sostenibile dei territorio. Fino all'ultimo, nell'ambito di Legautonomie, ha seguito il progetto che prevede il trasferimento delle funzioni catastali ai Comuni. Due erano i punti fermi della sua vita: la famiglia e il partito. Lascia la moglie, Rosa, e i figli Roberto e Andrea.
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MILANO - Gli effetti della crisi finanziaria non hanno ancora pienamente investito il tessuto produttivo provinciale. E i datori di lavoro stanno impiegando tutti gli strumenti a loro disposizione per non ridurre il personale in organico. E' quanto emerge dai dati raccolti dalla Provincia di Milano tramite l’Osservatorio del Mercato del Lavoro, che sta verificando "i risvolti occupazionali" della crisi.

UN FUTURO PEGGIORE
Il vero rischio è costituito dall’evoluzione della situazione nei prossimi mesi. Non basta, infatti, all’economia milanese essersi già da anni largamente spostata sul versante del Terziario e dei servizi. Le realtà manifatturiere, nel Milanese, rappresentano ancora un’importante, fondamentale presenza. Il calo degli ordini evidenziato negli ultimi mesi potrebbe dunque avere "pesanti ricadute occupazionali". Le imprese che oggi manifestano condizioni di crisi, sebbene siano numerose, sono ancora "casi isolati, in un tessuto produttivo attivo ed efficiente".

PRECARIATO
Se le condizioni di accesso al credito e di fiducia dei consumatori non dovessero migliorare, allora gli scenari sarebbero devastanti. Oggi, sempre seconod quanto emerge dai dati di Palazzo Isimbardi, i primi a essere colpiti sono i precari. La forma contrattuale maggiormente penalizzata è la somministrazione, la cui incidenza sulle cessazioni passa dal 7,3 per cento del 2008 al 27,8 per cento nel 2009. Ma come si stanno comportando gli imprenditori rispetto al mercato del lavoro, in questo periodo di incertezza? La risposta nelle analisi del mese di gennaio 2009: da un lato si assiste al tentativo di preservare i posti di lavoro esistenti (con la crescita delle proroghe e delle trasformazioni dei rapporti di lavoro) e dall’altro si registrano difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro, con il calo degli avviamenti registrati, e in particolare di quelli a tempo indeterminato che subiscono un brusco calo, passando da 16.513 nei primi venti giorni del 2008 a 9.967 negli stessi giorni del 2009.

L'ASSESSORE CASATI: "SIAMO IN ALLERTA"
"Questi dati - commenta Bruno Casati, assessore provinciale al Lavoro, Crisi industriali e occupazionali - vanno integrati con la situazione di allerta che la crisi riflette sulle aziende del territorio. Si prefigura un brutto scenario per l’economia italiana e milanese e, si badi bene, che l’onda lunga della recessione sta tuttora attraversando l’Atlantico: quando colpirà i grandi committenti europei, di cui la nostra economia è indotto, gli effetti saranno, temo, gravissimi".

"Già ora - prosegue Casati - vediamo calare fatturati, ordinativi, scorte. Calano i consumi e le imprese, preventivamente, si stanno liberando di precari e disabili. L’aiuto dello Stato è indispensabile. La Provincia di Milano sta facendo la sua parte, l'intervento di 5 milioni di euro, stanziati all’interno del piano Welfare, per favorire l’occupabilità prevede incentivi per le imprese che stabilizzino i lavoratori precari e vuole essere un esempio concreto di come sia possibile intervenire a sostegno del mondo del lavoro. Ad oggi, 240 imprese si sono rivolte all'Ente".
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GAGGIANO - Un 28enne di Gaggiano, S.L., disoccupato, è stato arrestato a Corsico dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I militari della stazione corsichese lo hanno colto in flagranza di reato durante uno specifico controllo antidroga, alle 23 di martedì. L'uomo Si trovava in compagnia di F.B., operaio di 35 anni. Nascondevano complessivamente in uno zaino circa 8 grammi di marijuana e hashish, già suddivisi in dosi.

Altro arresto per droga a Locate Triulzi, ieri pomeriggio. Alle 15.30 i militari della stazione di Pieve Emanuele hanno stretto le manette ai polsi di F.S., appena 18enne. Il ragazzo è stato pizzicato mentre cedeva 8,5 grammi di hashish a un altro giovane.

I carabinieri hanno quindi esteso l'indagine a casa del pusher di 18 anni, dove hanno rinvenuto e sequestrato il materiale utilizzato per il confezionamento della droga. In camera nascondeva pure un coltello a serramanico: arma che gli è costata l'ulteriore denuncia per possesso ingiustificato di arma bianca.

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CISLIANO - Dopo la Roma del commissario Volonté, e quella della banda della Magliana, lo sguardo del cineforum dei Soliti ignoti torna a indagare il "poliziottesco" anni Settanta. Presentando, domenica 8 febbraio, alle 21.15 alla ex mensa di via Molinetto, "Roma a mano armata".

Con l'intento di dare una soluzione al grave problema della criminalità che imperversa quotidianamente per le strade di una Roma devastata dalla violenza, il regista, Umberto Lenzi, propone un commissario durissimo e tenace, impersonato grandiosamente da un Maurizio Merli, mai così deciso e cattivo. Accolto dalla critica italiana con le solite accuse di fascismo e giustizialismo, soprattutto per i metodi adottati dal commissario, il film fu successivamente rivalutato e tutt’oggi viene ritenuto un cult del suo genere, il poliziottesco. Interessante sottolineare come il regista presenti per la prima volta la “delinquenza bene”, incarnata da un gruppo di giovani del circolo giovanile ricreativo monarchico, che stuprano una povera donna e maltrattano l'accompagnatore apostrofandolo “proletario di merda”.

FOCUS
Collocare questo genere di film all’interno della cinematografia italiana non è cosa semplice: la ricerca dello spettacolo violento, della violenza gratuita, fine a se stessa, non appartiene infatti alla tradizione del cinema italiano. Prima degli anni Settanta, a parte le dovute eccezioni, il nostro cinema ci raccontava solo della violenza degli stranieri (soprattutto i nazisti) nella Seconda guerra mondiale, di quella degli indiani nei film western, di quella degli avversari dei personaggi mitologici negli anni Sessanta, tutt’al più si ricorda qualche pellicola ambientata in Sicilia e incentrata sulla mafia.

I film del genere poliziottesco ci parlano invece di delinquenza, di malavita organizzata: mai in passato le nostre città erano state descritte così fragili, indifese, così pericolanti di fronte ai colpi dei criminali. A distanza di quasi trent’anni, Roma a mano armata e tanti altri film di questo genere appaiono davvero appartenere a uno dei filoni del cinema italiano di cui ancora bisognerà approfondire le ragioni del successo, rivalutarne aspetti sociologici e metacinematografici a suo tempo invisibili, e oggi ben più evidenti.
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L'ex cartiera con le coperture di EternitTREZZANO SUL NAVIGLIO - Li vedi entrare e uscire scavalcando la cinta, agili come scimmie. Dormono per terra, o nel migliore dei casi in baracche di compensato, assemblate alla bell'è meglio. Quella che era una cartiera, nel mezzo del quartiere Marchesina di Trezzano sul Naviglio, oggi è un covo di clandestini , provenienti soprattutto dal nord Africa e dall'Europa dell'est. Dieci anni di abbandono l'hanno resa un fortino invalicabile per le forze dell'ordine.

La gente della zona ha paura di tornare a casa la sera, di uscire la mattina. E non certo da ieri. Nemmeno i carabinieri, "contattati decine di volte", possono fare molto. Sono troppo pochi, a Trezzano, per pensare di mettere piede nella ex "Demalena", e affrontare la schiera di immigrati. Sarebbe come entrare in un Cpt in rivolta. L'ultimo blitz risale all'alba del 10 novembre 2008, quando intervennero in ausilio anche i militari del Terzo Battaglione Lombardia e gli agenti della Polizia locale. Un'operazione di sgombero che portò alla denuncia a piede libero di un uomo e una donna: due albanesi. Alla vista delle divise, furono in molti a scappare.

UN ESPOSTO ALLA PROCURA
"La situazione è diventata insopportabile - denuncia Alessandro Cavalli, un residente - dalle finestra di casa ne vediamo di tutti i colori. Questa gente entra ed esce dalla Demalena come fosse casa sua. Li vediamo pure defecare nel piazzale dello stabilimento. Una vergogna, insomma. Eppure nessuno fa niente". Le finestre dei trezzanesi, nel quartiere Marchesina, si riflettono ogni giorno su questo scempio.

"Stanco del mancato intervento del sindaco, sollecitato più volte - evidenzia ancora il cittadino - ho effettuato un esposto alla Procura della Repubblica, lo scorso 3 dicembre. Tutto inutile, comprese le lettere alla proprietà, la società E.l.c. Spa di Bologna, e le promesse dei tecnici comunali, che mi avevano assicurato la messa in sicurezza dell'edificio".

VIGILANZA PRIVATA
"L'ente ha emesso un'ordinanza per la messa in sicurezza e la pulizia dell'area - replica il sindaco Liana Scundi - facendo murare gli accessi ed effettuando degli sgomberi. Ma l'ex cartiera è grande, ed è difficile impedirne gli accessi. Ora la proprietà deve attivare un servizio di vigilanza che garantisca la sicurezza dell'area". La Demalena, inoltre, è al centro di un progetto di riqualificazione.
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Il maniero di Cusago (MI)CUSAGO - Dunque, le sofferenze di questo glorioso e bistrattato castello sembrano non avere mai fine. La storia ci narra che qui soggiornarono a più riprese, a partire dal XIV secolo, i signori di Milano, Visconti e Sforza, che qui furono ospiti imperatori dai nomi altisonanti , come Massimiliano d'Asburgo, Carlo V, nonché la di lui nipote, principessa Cristina di Danimarca, per proseguire con i conti Stampa e Casati.

Tuttavia, quasi per converso, in tempi più recenti ma difficili, il generoso castello ha offerto un tetto anche a diverse famiglie che non possedevano un proprio alloggio, e i suoi battenti sono rimasti sempre aperti per chiunque lo volesse ammirare. Adesso tutto è mutato: il maniero ha l’ingresso sbarrato ed è stato messo in vendita, ma la trattativa tra i proprietari e la Società che si era proposta come acquirente dello stesso si è infranta sugli scogli della contrattazione commerciale.

Ancora una volta gli antichi mostravano di avere ragione quando dicevano che Pecuniae obediunt omnia, ovvero tutto obbedisce al denaro, e solo uno spirito nobilitato dall’arte e dall’altruismo riesce a sottrarsi a questa amara legge che pare governi il mondo. Non voglio addentrarmi negli altrui labirinti finanziari per sapere i motivi che hanno causato la rottura degli accordi già avviati, ma indubbiamente la delusione nell’apprendere la brutta notizia è stata cocente, considerando che il Comitato “Salviamo il castello di Cusago” si era mosso con determinazione per favorire incontri e riunioni, preceduti da numerosi contatti formali e informali, duranti i quali si erano succeduti di volta in volta: Sindaco, Soprintendenza Beni Architettonici, Fai (Fondo per l’ambiente italiano), Presidenza Parco Agricolo, le parti interessate all’operazione in corso, nonché diversi giornalisti di testate a diffusione sia nazionale sia locale, e ognuno si è adoperato per portare il proprio contributo con una sentita partecipazione che mi aveva indotto a credere che la strada imboccata conducesse alla migliore delle soluzioni. Invece, a un tratto, su questa strada si è frapposto un ostacolo che allo stato attuale sembra del tutto insormontabile.

Ciononostante, tutti i membri del Comitato, ma anche e soprattutto i 3.000 firmatari che hanno aderito alla petizione promossa nel tentativo di salvare questo vetusto e blasonato monumento che cerca disperatamente di resistere agli oltraggi del tempo e alla noncuranza umana, vogliono conoscerne il destino che non può essere di totale abbandono o peggio di sconfitta. Sarebbe davvero deplorevole dover alzare bandiera bianca proprio in prospettiva dell’Expo, il cui progetto vuole dare a Milano e alla sua provincia quella risonanza e notorietà che ben si meritano. Inoltre, va sottolineato il fatto che la maggioranza dei Comuni di tale provincia che hanno il vanto di possedere sul loro territorio Beni monumentali al pari del nostro, come ad esempio: Abbiategrasso, Robecco sul Naviglio, Morimondo, Melegnano, Peschiera Borromeo, Cassano d’Adda, Binasco, giusto per citarne alcuni, si sono prodigati, anche con onerosi impegni di bilancio, affinché tali Beni non cadessero in rovina, adoperandosi per trasformarli il più delle volte in centri di cultura, uffici, mostre, saloni per matrimoni e convegni, senza contare il richiamo esercitato dagli stessi luoghi su visitatori, turisti, studiosi e persino su internauti.

Già, perché in tempi di globalizzazione chicchessia può, attraverso Internet e con il motore di ricerca Google Earth, esplorare ogni angolo del pianeta e nel nostro caso rendersi conto in quali condizioni versi attualmente il castello di Cusago, chiedendo incredulo (come è capitato a me) il motivo di tale incuria. Difficile dare una risposta convincente e non banale, giacché in tutta onestà ritengo che nessuno sia in grado di addurre una giustificazione plausibile a tale desolazione. Ancora più imbarazzante è incontrare residenti del posto che si sono trasferiti in questo borgo antico proprio attirati dalla suggestione del maniero, i quali mostrano delusione o peggio indignazione nel constatare come il simbolo di Cusago rischi di diventare un misero rudere. So che l’impresa di togliere dal degrado il castello richiede grande impegno e perizia, pur tuttavia, facendomi interprete del pensiero dei 3.000 firmatari, rivolgo un ulteriore appello all’attuale Sindaco, sig. Cairati, affinché riversi ogni energia allo scopo di perseguire un obiettivo che riveste soprattutto un valore storico, culturale e sociale, e che rientra nelle speranze e nelle attese di tutti noi.

Federico Martini, Comitato “Salviamo il castello di Cusago”
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ROZZANO - Si chiama "fucina della creatività" il nuovo ambizioso progetto lanciato dalla Fondazione Rudh, in collaborazione con Fondazione Cariplo nel territorio del sud milanese. I protagonisti saranno unicamente i giovani: il progetto prevede infatti un laboratorio culturale, dove gli allievi, partecipando a laboratori svolti da professionisti, programmati sull’arco di otto mesi, potranno approfondire le loro conoscenze culturali e tecniche del mondo delle arti.

MUSICA E TEATRO
L’attenzione verterà principalmente intorno a tre aree tematiche: musica classica e moderna, jazz ed attività inerenti il teatro. Ogni sezione sarà seguita da un referente di spicco: per la musica classica e moderna sarà il professor Michele Manuguerra che, diplomato al Conservatorio di Milano, insegna presso la Scuola civica di musica di Rozzano; per la musica jazz il docente di riferimento sarà Claudio Bolli, direttore della “Jazzin School Big Band”; infine il corso di teatro sarà seguito e coordinato da Marco Pernich, diplomato in drammaturgia alla scuola Paolo Grassi di Milano e direttore, dal 1998, dell’Associazione Studio Novecento di Milano.

GLI OBIETTIVI
Gli obiettivi, fanno sapere gli organizzatori, spaziano dalla formazione di musicisti che avranno in seguito la possibilità di esibirsi in serate a tema, alla formazione sulla musica jazz afroamericana fino alla promozione e allo sviluppo della recitazione puntando sulla formazione artistica e culturale attraverso l’utilizzo di diverse tecniche come il training psicologico e fisico e la gestualità. "La fucina della creatività è un’iniziativa che s’inserisce perfettamente nelle strategie culturali della Fondazione Rudh”, evidenzia la presidente Maria Rosa Malinverno. "L'obiettivo - aggiunge - è di portare a sintesi le diverse sensibilità artistiche dei giovani con l’esigenza di qualificazione professionale”.

AL VIA LA SELEZIONE
La selezione degli allievi si svolgerà entro la fine del mese tra i partecipanti della “Civica scuola di musica”, dei corsi di teatro della Fondazione e dei corsi di jazz della “Jazzin School Big Band”, così da avere ragazzi già motivati e preparati. Intanto, per la Fondazione, è giunto il momento di un bilancio dopo il primo anni di attività negli spazi comunali di Cascina Grande. I dati parlano chiaro: oltre 377 eventi organizzati, tra cui 20 mostre, 97 concerti, 41 film e 50 rappresentazioni teatrali.

LA FONDAZIONE
Nata nel 2006 su iniziativa del Comune di Rozzano per la gestione, lo sviluppo e la promozione della cultura, Fondazione Rudh gestisce in Rozzano il Cinema Teatro Fellini, che ospita percorsi di cinema d’autore, concerti e rassegne di teatro e di cabaret; la Scuola civica di musica, con oltre 300 allievi e la Galleria Rudh, presso la Cascina Grande, con caffé letterario, spazio mostre, dibattiti e incontri.
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La famiglia è uno dei temi fondantiCORSICO - La costituzione dei tavoli tematici ha dato il via ai lavori per il Piano di zona 2009/2011, il documento sovracomunale che disciplina i servizi nei Comuni di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Corsico, Cusago e Trezzano sul Naviglio.

Ieri sera, nella sala “La pianta” di via Leopardi si è riunita la prima seduta, un appuntamento al quale erano presenti numerose associazioni e cooperative che operano sui territori coinvolti dal progetto. “Entro il 31 marzo - ha dichiarato il responsabile amministrativo del Piano di zona - il documento dovrà essere adottato dai sei Comuni dell’ambito territoriale, che coincide con il distretto 3 dell’Asl provincia di Milano 1. Con l’avvio della costituzione dei tavoli di lavoro verranno affrontate nello specifico le tematiche prescelte, permettendo agli operatori di apportare il proprio contributo in termini di idee, proposte e servizi da offrire”.

FAMIGLIA, ANZIANI, DISABILI, INCLUSIONE SOCIALE
Quattro le aree di interesse: minori e famiglia, anziani, disabili, inclusione sociale. “Rispetto al precedente Piano - ha spiegato il responsabile dei Servizi sociali del Comune di Corsico ed esponente tecnico del tavolo - le analisi e i report hanno evidenziato alcuni elementi da approfondire e migliorare. Uno dei bisogni emersi, al quale è indispensabile dedicare maggiori sforzi e risorse, è sicuramente il supporto alla genitorialità; seguono, a ruota, la casa e il lavoro”.

Inoltre, sempre analizzando il precedente documento è emersa la necessità di avere una mappatura delle risorse a disposizione, una maggiore continuità nel lavoro dei tavoli e soprattutto una comunicazione più fluida e costante. Un processo, quest’ultimo, già in fase di sviluppo: lunedì 23 febbraio, infatti, inizierà un corso di formazione sul linguaggio comune promosso dal Csv (Centro di servizio per il volontariato).

Quest’anno, inoltre, il documento potrà contare sull’importante apporto dell’Istituto per la ricerca sociale. Il nuovo Piano di zona, che recepisce le direttive emerse dall’assemblea dei sindaci, riguarderà un bacino di circa 114 mila cittadini: l’invito alla partecipazione è stato esteso a 70 enti tra associazioni e cooperative. Il lavoro dei tavoli dovrà essere sottoscritto dall’Azienda sanitaria locale prima di essere approvato dai sei Consigli comunali.
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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Nello scorso mese di gennaio, l’Unione dei Comitati Trezzanesi, attraverso un comunicato stampa, ha denunciato l’incredibile decisione dell’Amministrazione comunale di Trezzano sul Naviglio di esigere 103 euro più 6 euro di spese da tutti i cittadini che, pur avendo sempre pagato con regolarità le tasse, non si sono però recati presso l’ufficio tributi a consegnare la dichiarazione dell’avvenuto acquisto dell’immobile.

Con lo stesso documento, l’Unione dei Comitati Trezzanesi ha anche evidenziato quella che ritiene essere un’assoluta mancanza di buon senso nel richiedere quattrini ha chi le tasse le ha sempre pagate regolarmente. A questa denuncia oggi aggiungiamo quella relativa alle vistose anomalie contenute nel regolamento tributario del comune di Trezzano che dovrebbe essere stato approvato nel 2002 e che, in base alla data che compare sul documento è entrato in vigore il 01.01.2003 ( per anni è stato quindi tenuto nei cassetti), prima fra tutte quella di aver stabilito un importo fisso per tutti i proprietari dell’immobile, sia esso un immenso palazzo aziendale dal valore di cinque, sei, sette milioni di euro, oppure una piccola cantina o un posto auto.

Un criterio applicativo che in realtà non solo pone sullo stesso piano la grande azienda con la famiglia che ha fatto sacrifici e mutui per acquistare un appartamento, un box o un posto auto, ma addirittura, e questa l’abbiamo giudicata una follia, in pratica, si traduce in una sanzione di soli 103 euro per l’azienda anche se questa è una multinazionale in quanto il rogitante è uno solo e cioè l’amministratore delegato, ed in una sanzione di 206 e più euro per le famiglie se ad acquistare l’immobile sono due, tre o più persone.

Il risultato, in moneta sonante, dell’assurdo regolamento locale e di quanto previsto nello striminzito articolo 8 è questo: 206 euro (se il rogito è fatto da moglie e marito) oppure 309 euro (se i rogitanti sono tre) o addirittura uno stratosferico 412 euro di multa nel caso di due sposini che hanno acquistato un appartamento e i genitori preso atto che con il mutuo non ce la facevano hanno deciso di acquistargli il box o il posto auto sotto casa. Tutto questo per non aver consegnato un foglio all’ufficio tributi.

Non solo, ma visto che l’amministrazione comunale ha deciso di infierire non sui grandi proprietari, sulle immobiliari o sulle multinazionali, ma sulle famiglie, l’indicazione data agli operatori è stata quella di colpire centinaia e centinaia di cittadini con sanzioni che si rifanno alle “dimenticanze” verificatesi non dal giorno (01.01.2003) dell’entrata in vigore dello sgangherato e iniquo regolamento locale, ma a partire dagli inizi degli anni novanta, e questo, oltre ad essere discutibile sul piano giuridico, permettetecelo, è anche vergognoso sotto il profilo politico.

Nel comunicato di gennaio, avevamo anche scritto che “A Trezzano, dove da tempo operano giunte municipali che vogliono sempre primeggiare nelle cose negative sia per aumentare la loro impopolarità, sia per uno spirito di autolesionismo che sfiora l’impossibile, ha differenza degli altri comuni del sud Milano, è stato deciso di tartassare cittadini onesti ponendo in essere importi e tecniche qualitative e quantitative di recupero che a giudicare inconcepibili si commette un eufemismo”. Un’affermazione che ci siamo permessi di fare dopo aver perso ore e ore per capire perfettamente (ed evitare asserzioni sbilenche e superficiali come quelle effettuate da qualche amministratore pubblico) come si sono comportati gli altri comuni su quello che a Trezzano è stato giudicato un atto “equo e dovuto nei confronti della legge”.

Peccato che questo sbandierato “atto equo e dovuto”, nessuno dei comuni del sud Milano da noi visitati ha deciso di applicarlo. Nessuno,di questi comuni, Corsico compreso, ha incassato soldi per la mancata consegna di un foglio all’ufficio tributi. Accertati gli incontestabili dati di fatto, pensiamo infine che sia assurdo esigere 103 euro da chi le tasse le ha sempre pagate e per questo, facendo nostro quel “Sbagliare è lecito ma perseverare è diabolico” chiediamo a tutti i gruppi politici di porre il problema all’ordine del giorno del Consiglio Comunale e approvare un documento con il quale sia cancellata quella che noi giudichiamo “La sanzione vergogna” e al tempo stesso stabilisca la restituzione dei soldi alle centinaia di cittadini trezzanesi che hanno già pagato la multa. Auspicando che la REVOCA sia posta all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale e che le richieste avanzate dall’Unione dei Comitati Trezzanesi siano accolte da tutte le forze politiche, restiamo in fiduciosa attesa di un atto, questo si, di giustizia ed equità.

NOTA BENE
a titolo informativo e a chiarificazione della nostra richiesta precisiamo inoltre alcune delle numerose storture che caratterizzano questa scandalosa azione di recupero:

-a) Il regolamento del Comune di Trezzano richiamato nella documentazione inviata ai cittadini è costituito da nove articoli, uno solo dei quali, in otto righe, affronta il problema della comunicazione all’ufficio tributi.
-b) Oltre ad essere stringato, superficiale e iniquo, l’articolo in questione, non prevede differenziazioni tra famiglie e grandi operatori economici e industriali ed è caratterizzato da un grossolano vizio di forma che, da una parte potrebbe rendere nulla la sua validità e dall’altra pone l’amministrazione comunale nelle condizioni di aver compiuto un possibile abuso.
-c) sui moduli di conto corrente da utilizzare per i pagamenti compare a caratteri cubitali e di traverso su tutto il foglio la scritta “Tributi locali violazioni”. Una scritta che indica come evasori coloro che invece le tasse le hanno sempre pagate regolarmente e che, oltre a prevaricare la loro privaci, li mette in grosse difficoltà e li costringe a penose spiegazioni in luoghi pubblici come uffici postali o istituti di credito; ma probabilmente in Italia le uniche privaci che contano sono quelle di politici e amministratori pubblici.
-d) Il Decreto Legislativo 18.12.97 n°472 in tema di sanzioni amministrative recita:” Quando la violazione consistente nell’omissione di un comportamento cui sono obbligati, in solido più soggetti, è irrogata una sola sanzione e il pagamento eseguito da uno dei responsabili libera tutti gli altri”.

L'esecutivo dell'Unione Comitati trezzanesi
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Sullo sfondo il maniero simbolo di Cusago, a destra il sindaco Luigi Cairati
CUSAGO - Per rivederlo bello "così", come appare nei quadri appesi alle pareti del Municipio, i cusaghesi devono ancora aspettare. Ma qualcosa si muove all'orizzonte della ristrutturazione del castello di Cusago. Qualcosa di grosso. Qualcuno di importante. Chi è? Il sindaco Luigi Cairati non lo dice. E per capire se si tratti solo di una sparata elettorale (a giugno si vota in quello che è uno dei tre Comuni più ricchi d'Italia) "bisogna aspettare aprile". "Anzi - precisa il sindaco - penso che tra un mese avrò in mano le carte per evitare di dare in pasto alla minoranza, adesso, una promessa non mantenuta".

Il castello di CusagoUna conferenza stampa: questo il metodo col quale Cairati ha deciso di fare 'outing' sul maniero, ieri alle 18.30. Il sindaco dice che si è "rotto le scatole delle beghe tra privati". Che si sente "preso in giro dalle continue conferme e smentite" sulla trattativa tra l'attuale proprietario (la società Castello Srl, con sede a Busto Arsizio, di cui detiene la maggioranza delle quote il patron dei vivai Viridea, il cusaghese Fabio Rappo) e l'immobiliare Kreiamo di Cesano Boscone, in prima linea col presidente Alfredo Iorio e il suo vice Andrea Madaffari.

"Stanco di tutte queste storie - dichiara Cairati - ho preso di pugno la situazione interessandomi su chi, ad alti livelli, è interessato al castello. C'è un discorso di fattibilità per un'operazione culturale di importanza nazionale e internazionale nel campo dell'arte e dei musei. Daremo la conferma appena avremo in mano qualcosa, nero su bianco: ma posso assicurare che c'è l'interessamento di un ente in grado di assicurare la copertura sia finanziaria sia qualitativa al progetto di ristrutturazione, cosa che né Rappo né Kreiamo può effettivamente garantire".

Federico MartiniUn'operazione che Cairati definisce "in nome e per conto della pubblica utilità", così come richiesto dal comitato capitanato dal cusaghese appassionato di storia Federico Martini, che è riuscito a raccogliere 2.930 firme per la riqualificazione del maniero. "L'ultima volta che ho sentito la Soprintendenza - assicura Martini - è stato a giugno. Ma anche questo ente è superato adesso che c'è n'è di mezzo uno superiore". Può essere soltanto il ministero per i Beni culturali di Sandro Bondi. Ma è solo una supposizione, per adesso.

"O MANGI 'STA MINESTRA..."
"Mentre prima eravamo in attesa di una risposta dai privati - continua Luigi Cairati - ora abbiamo intrapreso la strada definitiva per il fine della ristrutturazione, perché chi è interessato ha un'esigenza di portare a termine l'operazione. Rappo non ha i 14 milioni di euro necessari, e gli altri nemmeno. Quando incassa i 4 milioni del valore di mercato dell'immobile, lui è contento. Non ci sarà bisogno di nessun esproprio - assicura Cairati - non appena avrò le carte li riunirò tutti attorno a un tavolo e dirò loro: 'O mangi 'sta minestra, o salti dalla finestra'".

QUESTIONE DI CUORE
"Abbiamo la fortuna di aver ereditato un castello che è secondo solo allo Sforzesco di Milano - evidenzia Federico Martini - monumento nazionale dal 1912, e vederlo in queste condizioni fa piangere il cuore. Si sono spesi molti soldi ad Abbiategrasso, per esempio, per ristrutturare l'Annunciata e il maniero, e a Rozzano la Provincia ha stanziato ingenti somme per Cascina Grande, come se il castello fosse loro inferiore. Tutto ciò, nel 2009, a pochi anni dall'Expo 2015, è inconcepibile. Innanzitutto va ristrutturato il tetto, che non potrà reggere altri inverni". Ma nemmeno l'Expo c'entra coi nuovi baleni di ristrutturazione: parola, ancora una volta, di Luigi Cairati.

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Piero Fassino ha inviato un video messaggioCESANO BOSCONE - Per dargli il benvenuto, il circolo Pd di Cesano Boscone ha appeso bandiere lungo tutto il percorso che conduce alla Sala della trasparenza di via Libertà. Ma Piero Fassino, ospite atteso ieri sera nella cittadina del sudovest milanese per lanciare la campagna elettorale del sindaco uscente, Vincenzo D’Avanzo, a Cesano non si è presentato. Un impegno istituzionale, la discussione e il voto alla Camera dei deputati della riforma elettorale europea. E così, il folto pubblico, ha dovuto accontentarsi di un videomessaggio di 12 minuti.

AL CENTRO LA CRISI
Da Roma, Fassino ha parlato soprattutto di "crisi", tema ricorrente per tutta la serata e negli interventi di Filippo Penati, dell'ex sindaca di Cesano Bruna Brembilla (attuale assessora all’Ambiente a Palazzo Isimbardi nonché presidente del Parco Agricolo Sud Milano), dello stesso Vincenzo D'Avanzo, del coordinatore Pd del sudovest milanese, Simone Negri, e della presidente del circolo Pd cesanese, Paola Piazza.

L'INTERVENTO DI FASSINO
La sala gremitaIl rischio della recessione economica sempre più "inquietante", e un governo "inadeguato a dare risposte una crisi così profonda”. Questi i temi su cui si è imperniato il discorso del ministro ombra del Partito democratico. Che ha criticato poi l’intero operato dei primi mesi di nuova gestione Berlusconi. "Il governo - ha dichiarato Fassino - si affida a una strategia degli annunci, per far credere che le cose vanno nel migliore dei modi. In realtà non è così". Lo dimostrerebbero temi cruciali come "l’immigrazione, la sicurezza, la scuola, l’università". E si sta assistendo secondo Fassino "a un'Italia assente in politica estera", e un'Europa che si sta sforzando per costruire una strategia comune per fronteggiare la grave crisi economica e finanziaria, mentre il nostro Paese è solo protagonista passivo". Da qui la scossa all’opposizione e alla nuova formazione politica del Pd, che "deve andare incontro a chi ha di meno ed rischia di più": lo deve alla fiducia di 3,5 milioni di persone.

PERCHE' VOTARE D'AVANZO
Il tavolo dei relatoriE dopo aver elencato tutte le "buone ragioni" che giustificano la nascita del Partito democratico - facendo l’eco a una delle parole d’ordine del presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama, 'Change' - Fassino ha evidenziato come "dei 5 mila Comuni e settanta Province che andranno al voto, il 65 per cento di questi enti locali è oggi governato dal centrosinistra". “Possiamo presentarci agli elettori in tantissimi Comuni come il vostro e in tantissime province come quella di Milano - ha aggiunto l’ex Ds - forti di un'esperienza amministra positiva: il sindaco D’Avanzo ha guidato a Cesano Boscone un’amministrazione efficace, che ha gradualmente cambiato la qualità della vita della vostra città. E quello che era un anonimo dormitorio alle porte di Milano - ha detto Fassino - via via è diventata una città che ha costruito una sua identità, luoghi di aggregazione, ha dotato il tessuto urbano di servizi di cui i cittadini possono disporre. Cesano è diventata sempre di più una comunità nella quale i cittadini possono trovare risposte alle loro esigenze quotidiane di vita. Quindi questa esperienza merita di essere continuata".

"RICONFERMARE ANCHE PENATI"
Filippo Penati, presidente della Provincia di MilanoDecisivo, in quest'ottica, vincere anche la Provincia. "Confermare Penati alla presidenza - ha commentato Fassino - dà un valore non solo amministrativo locale, ma anche politico generale. E' una sfida grande. L'abbiamo vinta l’altra volta grazie a una straordinaria campagna elettorale. Quest’anno possiamo vantare agli occhi cittadini 5 anni di amministrazione efficace, efficiente, che è stata frutto di certezza per i Comuni, che hanno sentito vicino un ente governato secondo la trasparenza e il buon governo". La rielezione di Penati, secondo Fassino, sarebbe inoltre "una grande occasione per Milano e per il nostro Paese, in modo che dispieghi tutte le opportunità che può dispiegare". "Resta mio impegno tornare a Cesano Boscone entro la campagna elettorale - ha pure annunciato - per contribuire al successo di D’Avanzo da un lato, e di Filippo Penati dall’altro".

LE SFIDE DEL PD
Ma come ha evidenziato nel suo intervento Simone Negri, sono anche altri i Comuni dove sarà giudicato l'operato dei sindaci del Partito Democratico. "Oltre a Vincenzo D'Avanzo - ha dichiarato Negri - si andrà al voto nella Gaggiano di Franco Miracoli e nella Assago di Domenico Raimondo: tre persone in grado di coniugare onestà e capacità, il che non è poco".

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CORSICO - Persa la battaglia per l'interramento della linea Milano-Mortara da Milano a Trezzano sul Naviglio, Corsico volta pagina e punta a un progetto di qualità che accompagni il raddoppio dei binari. Progetto che questa sera, alle 21, sarà presentato durante la riunione della Commissione urbanistica comunale, in via Vigevanese 15. E di cui si discuterà sicuramente anche giovedì 5, sempre alle 21, durante l'assemblea pubblica convocata dal Comitato ferrovia Milano-Mortara alla scuola "Campioni Mascherpa" di via don Tornaghi, 4.

LA VOCE DEL COMITATO
"Partecipare - evidenzia una delle anime del Comitato, Rosella Blumetti - è indispensabile per conoscere oltre al progetto anche le intenzione dell'Amministrazione comunale per tutelare i cittadini dagli effetti del raddoppio. Come comitato interverremo all’iniziativa anche per sollecitare gli amministratori al rispetto degli impegni presi nei confronti della cittadinanza. Troppo spesso in Italia capita che le amministrazioni pubbliche prendano decisioni che impattano sul territorio senza informare e coinvolgere adeguatamente la cittadinanza. Così è successo, nei primi anni del 2000, quando il Consiglio comunale di Corsico diede l’assenso al raddoppio della Milano-Mortara".

"Oggi - continua l'esponente del Comitato - persa la battaglia per l’interramento, a meno di pronunciamenti della magistratura, continua la guerra perché non solo il raddoppio avvenga rispettando i limiti di rumore e vibrazioni previsti dalla legge, ma perché la sistemazione dell’area interessata avvenga coinvolgendo la popolazione".

IL PROGETTO
L'idea del Comune, secondo indiscrezioni, sarebbe quella di realizzare barriere antirumore 'praticabili' dalle biciclette: ovvero una sorta di collinetta a lato dei binari, sulla quale possano circolare le bici. L'obiettivo è di coniugare la necessità di contenimento delle onde sonore prodotte dal passaggio dei treni e l'obbligo, per la vivibilità delle zone interessate dal raddoppio, di fare in modo che le barriere non costituiscano semplicemente un muro che divida in due Corsico.
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Il sorriso contagioso di padre BossiABBIATEGRASSO - E' ufficiale, e la prova è offerta da alcune foto, inequivocabili: padre Bossi, il missionario abbiatense rapito nelle Filippine nel 2007 e liberato dopo quaranta giorni di prigionia, è tornato in forma smagliante. Quel sorriso che cattura e ammalia non poteva che ridarglielo la sua vera patria, le Filippine.

Dove don Angelo Portaluppi, parroco del Sacro Cuore di Abbiategrasso, si è recato durante le festività natalizie con la concittadina Gina Boarin e le tre suore dell'ordine delle Crocifisse Adoratrici dell'Eucarestia di Abbiategrasso. Scoprendo quasi a sorpresa un padre Bossi rinato alla soglia dei 59 anni (che compirà il 19 febbraio) tra quella che ha sempre definito la sua gente. Lui che se n'era andato visibilmente smagrito, attanagliato dai continui andirivieni in ospedale, adesso "è bello tondo e mangia gorgonzola a tutto spiano".

L'INCONTRO NELLE FILIPPINE
Don Angelo Portaluppi con padre Bossi nelle Filippine"Eppure sta in una parrocchia alla periferia della capitale Manila - spiega ancora don Angelo - peggio dell'Africa: una baraccopoli con tanto di fogna a cielo aperto. La gente vive in catapecchie di lamiera, tutte ammassate. C'è una marea di bambini e ragazzi che già si sono affezionati a padre Giancarlo Bossi, pur conoscendolo da poco. Merito del suo sorriso e della sua perfetta conoscenza del tagallo e dell'inglese". Il missionario abbiatense, infatti, non si trova più a Mindanao, dove nel 1989 mise la prima pietra della parrocchia di San Pablo.

"VORREBBE FARE IL CONTADINO"
"Mi ha raccontato che lì vivrebbe come un sequestrato dalla Polizia - evidenzia don Angelo - perché per lui è molto pericoloso tornare nei luoghi dove sono stati uccisi i suoi rapitori. Il suo vero desiderio sarebbe quello di lasciare la parrocchia e il suo incarico e vivere tra la gente, da contadino". Perché padre Bossi, molto conosciuto anche a Corsico (dove era catechista) in fondo è un vero spirito libero. Lo hanno scoperto così anche tutti gli abbiatensi che ancora non lo conoscevano, durante le messe celebrate in Italia, dopo il rapimento: linguaggio semplice e diretto al cuore, quasi dissacrante. Eppure profondissimo.

TRA LA BARACCOPOLI E IL PARADISO
La periferia di Manila"Non è difficile innamorarsi della gente che contorna padre Bossi nelle Filippine - commenta Gina Boarin - sono tutti cordiali e gioiosi, nonostante la povertà. Regna una sorta di anarchia ordinata. La donna lava i panni nel copertone trasformato in secchio, mentre i bimbi si rincorrono a piedi nudi. E la foresta, in realtà, è un frutteto di piante di cocco, banana, mango e papaya. Poi ci sono le cascate, una meraviglia". Miraggi lontani da Abbiategrasso, eppure così vicini a padre Bossi. Che gli preferisce la baraccopoli. E la gente che ci abita.
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T-redPIEVE EMANUELE - "L'Amministrazione deve restituire i soldi e i punti sulla patente agli automobilisti rimasti vittime della trappola dei T-Red". La proposta delle forze di opposizione di Pieve Emanuele (Pd, La Sinistra e Prc) infiamma il dibattito dopo il sequestro delle terribili macchinette su tutto il territorio nazionale, come disposto dalla Procura di Verona.

"In questi tre anni - dichiara Paolo Festa, capogruppo del Partito democratico - abbiamo presentato tre mozioni con le quali chiedevamo l’istituzione di una commissione di indagine sull’attività dell’Amministrazione relativamente agli impianti semaforici T-red, ma questa nostra richiesta legittima e democratica è stata sempre respinta dal sindaco Pinto e dalla sua maggioranza". "Presenteremo un ordine del giorno al proposito di restituire soldi e punti ritirati - aggiunge Carmine Orlando, capogruppo di Rifondazione - e chiederemo anche la costituzione di parte civile del Comune contro i responsabili di questa truffa".

"SEQUESTRO CAUTELATIVO"
Ma il sindaco di Pieve, Rocco Pinto, tiene a sottolineare che il sequestro dei T-red a Pieve è stato effettuato "a titolo cautelativo". "I tempi del giallo - assicura il primo cittadino - erano tarati secondo la normativa vigente, infatti il 90 per cento dei ricorsi al Giudice di pace da parte dei cittadini multati ha dato ragione all’Amministrazione comunale. Per questo motivo, quando negli scorsi mesi ci è stato chiesto di formare una commissione d’inchiesta abbiamo rifiutato. Contrariamente a quanto è avvenuto in altri Comuni coinvolti, il nostro contratto con la società indagata non prevedeva alcun pagamento di percentuale sulle multe. Veniva pagato solo l'affitto dell’impianto. Inoltre - continua Pinto - tengo a precisare che se verrà accertata l’errata omologazione dell’impianto T-red agiremo legalmente nei confronti della ditta fornitrice".

"CHIEDEREMO IL RISARCIMENTO"
Il primo cittadino di dichiara pure pronto a chiedere il risarcimento, in caso di irregolarità accertate. "Chiunque abbia commesso irregolarità - attacca Pinto - è giusto che venga condannato e noi saremo pronti a chiedere un adeguato risarcimento per eventuali multe illecite. A questo proposito già nella giunta del prossimo 4 febbraio provvederemo a nominare un legale che difenderà i nostri interessi"

L'ANTEFATTO
Tutto, infatti, inizia a settembre con l'arresto di Raoul Cairoli, amministratore delegato della Ci.Ti.Esse di Rovellasca, per "associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta". Nella stessa inchiesta, oltre cento persone tra amministratori e funzionari pubblici di una ottantina di Comuni risultano indagati per "truffa e falso in atto pubblico". Tra gli indagati risulta anche il comandante della Polizia locale del vicino Comune di Corsico, Ruggero Riefolo.

E agli arresti domiciliari c'è da qualche giorno anche l’ingegnere Stefano Arrighetti di Seregno, inventore del micidiale marchingegno che ha immortalato e poi sanzionato con le sue foto "qualche migliaio di cittadini a Pieve Emanuele", riferiscono le forze di opposizione. Il quarantaseienne amministratore unico della Kria di Desio (questo il nome dell'azienda) è accusato dalla Procura di Verona "per aver truffato il ministero dei Trasporti e di frode in pubbliche forniture".
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Neve nel sudovest milaneseABBIATEGRASSO - Annunciata per le 10 di domenica, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata ancora una volta la neve. Pochi i disagi nella giornata di ieri, in cui la neve non è riuscita ad attecchire al terreno, ma diversa la situazione durante la nottata.

Dopo la mezzanotte, la neve ha cominciato a depositarsi copiosa sul terreno e l'asfalto, formando uno strado di qualche centimetro sul manto poco battuto dalle automobili, in quelle ore. Subito all'opera in tutti i Comuni del sudovest milanese gli operatori ecologici, che già dalla mattinata hanno cominciato a ripulire soprattutto i marciapiedi delle vie più centrali e battute dai pedoni.

DISAGI LIMITATI
Limitati, così, anche traffico e disagi. Un ottimo lavoro di pulitura è stato effettuato per esempio a Cisliano, alle scuole elementari. Per ridurre i possibili disagi ad alunni e genitori, prima dell’inizio delle lezioni tutte le forze messe in atto dal Comune si sono infatti dedicate unicamente allo sgombero del piazzale e dei marciapiedi circostanti le scuole.

Mezzi spazzaneve in azione con successo anche ad Abbiategrasso. Lamentele di alcuni residenti, invece, ad Albairate, dove sarebbe stato sparso poco sale per evitare che la neve 'attecchisse'. Situazione sotto controllo a Cesano Boscone, Corsico e Rozzano, dove non si registrano grandi problemi al traffico. Scorrono tutto sommato tranquille le auto lungo la Provinciale 114 "Baggio-Castelletto" e lungo la Nuova Vigevanese.

LE PREVISIONI PER DOMANI
Domani attende la Lombardia un cielo coperto con precipitazioni estese. Secondo le previsioni dovrebbe smettere di nevicare sotto i mille metri, con "quota neve" in ulteriore rialzo nel corso della giornata.
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BINASCO - Il 30 gennaio il sindaco di Binasco, Giovanni Castoldi, ha incontrato nuovamente i responsabili del Centro di smistamento della posta di Lacchiarella, "per un'ulteriore verifica sui problemi inerenti il servizio postale dopo l’incontro dell'8 gennaio".

Secondo quanto riferito dal Comune, le Poste hanno precisato che dal 19 gennaio, così come stabilito dall'incontro della settimana prima, sono attivi 6 portalettere per il servizio di distribuzione sul territorio di Binasco. Uno in più rispetto al passato.

Dal 30 gennaio, inoltre, "non c'è posta giacente indirizzata a cittadini di Binasco al Centro di smistamento di Lacchiarella". In merito invece al macato recapito di bollette o altri avvisi importanti, i responsabili delle Poste hanno precisato che "sempre più di frequente, alcune società utilizzano altri operatori diversi dalle Poste per il recapito della corrispondenza da loro inviata".

"Le verifiche - assicura il sindaco Castoldi - non finiscono comunque qui. Continueremo infatti a vigilare sulla situazione".
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ASSAGO - Avevano già forzato la porta di ingresso e si stavano impossessando dei soldi contenuti nel distributore automatico di monete quando sono arrivati i carabinieri. In manette due pregiudicati italiani, nella notte, all'Autogrill del Mediolanum forum di Assago.

R.I., milanese di 33 anni, e A.D., pavese di 28 anni, sono stati sorpresi con le mani nel sacco dai militari della stazione di Assago, che alle 4 stavano svolgendo un servizio di perlustrazione della zona di via Di Vittorio.

La refurtiva, di mille euro, è stata interamente recuperata e restituita ai gestori dell'esercizio commerciale. I malviventi, invece, sono stati rinchiusi a San Vittore in attesa del processo con rito direttissimo.
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BUCCINASCO - La scuola elementare di via degli Alpini è rimasta chiusa quest'oggi. Ieri è caduta una "tettoietta" soprastante una porta-finestra. Grazie al passaparola tra genitori, sono rimasti tutti a casa i 130 bambini del nuovissimo plesso scolastico, inaugurato soltanto sabato 13 dicembre 2008.

"Si tratta di una misura precauzionale - spiega il sindaco di Buccinasco, Loris Cereda - anche se non c'è alcun pericolo per i bambini abbiamo preferito lasciarli a casa oggi. Quella caduta non è una struttura portante, bensì un 'elemento architettonico', come lo hanno definito i tecnici, che dev'essersi staccato per via di alcune infiltrazioni di acqua nella miscela: acqua che poi si è ghiacciata e gonfiata, causando la caduta della voltina, come viene definita tecnicamente".

L'elemento che ha ceduto era costituito di mattoncini e cemento. "Ripeto - aggiunge il sindaco - non è una struttura portante, ma essendo caduta quella, c'era il pericolo che i bambini potessero spaventarsi".

A scoprire il danno sono stati alcuni operai addetti alle caldaie, nel corso della mattinata di ieri. Da lì è partito il passaparola che ha consentito alla maggior parte dei genitori dei ragazzini di non portare inutilmente i figli a scuola. Ora, sul posto, ci sono i tecnici del Comune assieme con quelli dell'azienda costruttrice. "Chiederemo che venga messo tutto a posto - dichiara deciso Loris Cereda - perché non è ammissibile che ci sia insicurezza in una scuola".

L'OPPOSIZIONE: "SI APRA UN'INCHIESTA"
"
Auspico che il sindaco e tutta l'Amministrazione comunale facciano immediatamente tutto quanto in loro potere per garantire la sicurezza dei nostri ragazzi - dichiara il consigliere dei Verdi Rino Pruiti - e chiedo anche che si apra subito un'inchiesta formale per verificare se ci sono delle responsabilità oggettive. Non è concepibile che un edificio appena consegnato, una scuola, sia oggetto di crolli".

LA SCUOLA COSTRUITA DA UN CLANDESTINO
Il plesso scolastico di via degli Alpini, nel quartiere Robarello di Buccinasco, fu al centro delle cronache durante la sua costruzione. A metà dell'aprile 2008, i carabinieri della Compagnia di Corsico pizzicarono un clandestino egiziano al lavoro tra gli altri operai regolari: A.M., 23 anni, fu arrestato perché oltre a essere sprovvisto di permesso di soggiorno, non aveva rispettato un ordine di espulsione già emesso nei suoi confronti dalla Questura.
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