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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Gianfranco Ticozzelli, capogruppo dell'opposizioneALBAIRATE - "E' l'ennesimo 'penultimatum', non ci basta e non basta agli albairatesi". Commenta così Gianfranco Ticozzelli la notizia che a marzo i problemi dell'impianto di compostaggio saranno completamente risolti, come annunciato dalla giunta di Albairate e dalla Provincia durante la conferenza stampa di mercoledì pomeriggio.

"Quel che non si capisce - ironizza il capogruppo dell'opposizione - è se adesso parlano del marzo 2009 o del marzo 2029, quando scadrà la convenzione con Ladourner ed Ecoprogetto". Ticozzelli e i suoi non credono che i miasmi cesseranno solamente attraverso la sostituzione del biofiltro. "A rendere tutto più difficile - sostiene Progetto Albairate - è la vicinanza al centro abitato e alle prime case del paese. Il processo che ha come il risultato il compost comporta una sorta di putrefazione, e quindi degli odori sgradevoli. Per fare i modo che non siano avvertiti, bisognerebbe realizzare qualcosa di impossibile come un tunnel isolato, che convogli i miasmi a centinaia di metri di distanza, oppure un sistema che spinga via gli odori, verso l'alto magari. Roba da fantascienza, insomma. La realtà, invece, è che ci terremo le puzze per vent'anni. E che Ladourner ed Ecoprogetto non hanno ancora effettuato tutti gli interventi di piantumazione previsti dalla convenzione stipulata col Comune, affinché le piante creino una specie di barriera naturale attorno al sito".

La minoranza ammette tuttavia la bontà del progetto, "che fa risparmiare molti soldi". Ma critica l'assessore Pioltini, che durante la conferenza stampa ha evidenziato l'importanza degli impianti di compostaggio per problemi come quello del buco dell'ozono. "Vorrà dire che ad Albairate ci siamo giù guadagnati un posto in paradiso con la realizzazione della struttura di via Marcatutto", scherza ancora Ticozzelli. "La puzza non si avverte più particolarmente da una settimana - conclude il capogruppo - eppure viene il dubbio che è solo perché la gente tiene le finestre chiuse, ora che è inverno e fuori fa freddo". Intanto i cittadini attendono la convocazione dell'assemblea pubblica da parte del sindaco Luigi Tarantola.

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Il Tir che si è ribaltato lungo via Bareggio, a Cusago

CUSAGO - Un Tir si è ribaltato in un fosso a causa della neve ieri pomeriggio, lungo la strada che collega Cusago a Bareggio. Il conducente è ricoverato in ospedale, le sue condizioni non sono gravi.

L'incidente si è verificato attorno alle 14. Il Tir, nonostante il divieto per i mezzi pesanti, si è immesso lungo la stretta strada di campagna che collega Cusago a Bareggio. Poco prima di arrivare alla cava Manara, il Tir, senza alcun carico, si è ribaltato nel fosso, a lato della carreggiata per Bareggio.

L'autista è rimasto intrappolato, ma è riuscito a uscire dall'abitacolo grazie all'aiuto dei vigili del fuoco e dei soccorritori. Sul posto anche gli agenti della Polizia locale di Cusago, che hanno bloccato il traffico in entrambe le direzioni. Le auto sono tornate a percorrere la via fino alle 10 di questa mattina, quando la strada è stata bloccata di nuovo per estrarre il Tir dal fosso. Le operazioni sono in corso, dureranno almeno fino alle 15.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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MAGENTA - Disagi a non finire questa mattina. Non bastava la neve, ci si è messa anche una agitazione sindacale del personale viaggiante di "Movibus" improvvisa e non comunicata. Il servizio è bloccato in ben 56 comuni, migliaia di studenti e lavoratori sono costretti a raggiungere i luoghi di studio e lavoro a piedi. "La Direzione di Movibus - scrive in un comunicato - si è attivata e ha denunciato il comportamento fuori norma del personale coinvolto richiedendo l'intervento immediato delle forze dell'ordine per il ripristino dei servizi programmati".Il servizio attualmente è totalmente sospeso. Ecco lo sfogo di una pendolare di Vittuone solita ad usufruire delle linee Z620 e Z622: "Stamattina nessun pulman della tratta sopra indicata si è degnato di uscire dal Deposito. Quindi alle 6h15, orario che di solito prendo il pulman a Vittuone, ho trovato alle fermate numerose persone che attendevano un pulman dalle 5h30!!!! Si deduce quindi che MOVIBUS abbia deciso ieri di fare uno "sciopero selvaggio" per la giornata di oggi, senza ovviamente pensare alla solita povera utenza di pendolari che - data la giornata odierna di neve (questa però prevista)- poteva tranquillamente passare delle ore alle fermate. Che Movibus non ci consideri, è già un discorso chiaro, in quanto in tutte le precedenti giornate di sciopero (annunciate sempre con poco anticipo) ha sempre garantito una fascia oraria che salvaguardia solo gli studenti e non i pendolari; mi piacerrebbe sapere come possiamo ritornare a casa nelle giornate di sciopero, con ATM che garantisce sempre la fascia pomeridiana dalle 15h00 alle 18h00 e MOVIBUS sciopera dalle 15h30, dovremo approvvigionarci di un elicottero per raggiungere in mezz'ora i capolinea di Lotto o Molino Dorino per poter prendere l'ultimo pulman. Non dimentichiamo che anche il prossimo lunedi 01/12/08 è stato indetto un altro sciopero!!! ovviamente MOVIBUS non ha ancora comunicato nulla al riguardo. Tornando alla giornata odierna è inutile sottolineare che la faccenda è incostituzionale, illegale, da denuncia. Non entro nel merito della diatriba STIE/ATM/ATINOM per MOVIBUS nonchè delle motivazioni che riguardano questo sciopero".
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MARCALLO CON CASONE - Risparmio energetico e rispetto per l'ambiente. Con questi importanti obiettivo E2sco, la società mista pubblica e privata che raggruppa 23 comuni e che ha sede a Marcallo con Casone, ha avviato la convenzione "Fotovoltaico Zero" che ha visto ieri la firma del comune di Cassinetta di Lugagnano e, nell'immediato l'adesione dei paesi di Robecco sul Naviglio, Albairate e Grerenzano in provincia di Varese. Con l'obiettivo di coinvolgere tutti i comuni soci in un progetto impegnativo, ma allo stesso tempo vantaggioso per tutti. Ieri presso la sede di E2sco in via Vitali a Marcallo l'amministratore delegato Enrico Bombarda ha tracciato i punti salienti della convenzione che andrà ad interessare i paesi del Magentino (Corbetta, Mesero, Ossona tra gli altri), Castanese (Turbigo) e parte dell'abbiatense, per arrivare in alcuni casi alle province di Varese (Gerenzano), Pavia (Cilavegna) e Verbania (Cannobio), più quattro aziende private che operano nel settore energetico-ambientale. "La convenzione è rivolta ai comuni soci allo scopo di installare impianti fotovoltaici a costo zero - spiega Bombarda - il beneficio non sarà solo economico, perchè dal punto di vista ambientale ne godranno tutti i cittadini grazie ad una ridottissima emissione di anidride carbonica". Gli impianti verranno installati soprattutto sugli edifici scolastici, a Cassinetta ad esempio ne verrà beneficiata la nuova scuola materna del paese. "E' un esempio di beneficio che diamo al territorio - continua Bombarda - dal punto di vista economico i comuni godranno di una riduzione dei consumi di elettricità da rete di distribuzione per tutta la durata dell'impianto che è di circa 30 anni a fronte di produzione di energia da fonte rinnovabile a costo zero. E2sco, che sfrutta un finanziamento bancario, è dunque promotrice e realizzatrice dell'impianto fotovoltaico sostenendo tutti i costi e accollandosi i rischi, mentre il Comune cederà il diritto di superficie dell'area". Per 20 anni (quanto dura la convenzione) sarà E2sco a garantire il funzionamento dell'impianto, periodo trascorso il quale passerà di proprietà comunale e sarà fruibile per altri 10, 15 anni. La convenzione non potrà essere sfruttata dai privati, bensì solo dai comuni soci. L'obiettivo della società marcallese è quello di coinvolgere tutti i paesi contando nei prossimi giorni di stipulare altre convenzioni.
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Saviano, l'autore di GOMORRA

BUCCINASCO - "C'è chi lotta nel silenzio contro la mafia, ogni giorno. Eppure non diventa famoso. Penso soprattutto ai poliziotti, ai magistrati. Gente che rischia la pelle. Usiamo la figura di Saviano per 'elevare' qualcuno che combatte nell'ombra". Loris Cereda, sindaco Pdl di Buccinasco, ha le idee chiare sulla proposta avanzata nei giorni scorsi in Consiglio comunale da Rino Pruiti, esponente locale dei Verdi : concedere la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano, autore del libro-denuncia "Gomorra", proprio nel Comune segnalato da esponenti della magistratura come il principale covo della mala al nord, e in particolare della 'ndrangheta, la cui presenza sarebbe "opprimente".

Un modo concreto, nell'ottica di Pruiti, "per dare un segnale come istituzione". Una proposta andata a vuoto. Perché la maggioranza ha fatto mancare il numero legale al momento dell'alzata di mano, durante il Consiglio comunale di martedì sera. "Votando contro l'ordine del giorno proposto da Pruiti - spiega Loris Cereda - non avremmo espresso appieno la nostra posizione sulla questione. Gli abbiamo chiesto tempo per discutere assieme il nome del candidato a cui riconoscere la cittadinanza onoraria. Qualcuno di sconosciuto, che nell'ombra lotta contro la Camorra". Il sindaco di Buccinasco ha in mente un nome. Quello di Gigi Di Fiore.

"Si tratta di un cronista del Mattino di Napoli - evidenzia Cereda - che ha pure scritto un libro sulla Camorra, intitolato 'L'impero'. Un lavoro che non ha avuto lo stesso successo di Gomorra. Anzi, non lo ha calcolato nessuno. Tant'è che Fiore dice a denti stretti, anche se non ha mai avanzato accuse precise, che Saviano ha copiato da lui. In un'altra occasione avremmo potuto discutere le diverse proposte, ma davanti alla 'caparbietà' di Pruiti, la maggioranza si è alzata dai banchi. Ci ha posto davanti a un 'aut, aut' inaccettabile". Nulla a che fare con la politica.

"Dipende tutto - chiosa Cereda - dalla sensibilità personale di ognuno. Per me Saviano ha già ottenuto la popolarità, e il suo nome poteva essere 'utilizzato' per concederne una fetta anche a chi si fa il mazzo quotidianamente, senza balzare agli onori delle cronache". Durissimo il commento di Pruiti: "Pensavamo di avere viste tutte, invece no". E Saviano commenta sul blog del verde: "Ogni voce che resiste mi rende meno solo".

http://www.libero-news.it/articles/view/408165

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DAIRAGO - E' scattato l'allarme nel pomeriggio di oggi all'oratorio di Dairago. Verso le 16 nell'edificio di via Leonardo da Vici sono dovute intervenire due squadre di vigili del fuoco volontari di Inveruno con autopompa e autobotte, più un'autopompa e un'autoscala da Busto Arsizio. Le fiamme sono partite dal piano interrato e hanno presto invaso l'intera struttura. Fortunatamente senza creare problemi per i ragazzini che sono usciti in tempo e nessuno è rimasto intossicato. I pompieri, si sono dovuti munire di autorespiratori, e hanno individuato l'incendio che stava divampando in un locale adibito a deposito di libri e materiale cartaceo. Domate in fretta le fiamme, i vigili hanno utilizzato degli appositi ventilatori per evacuare il denso fumo che aveva reso quasi azzerata la visibilità. Le operazioni sono terminate alle 18.30 e l'ambulanza inviata dal 118 a titolo preventivo non ha fortunatamente dovuto soccorrere nessuno.
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ALBAIRATE - Fanno tutti cerchio attorno al sindaco Alberto Tarantola gli enti coinvolti nella questione-miasmi dell'impianto di compostaggio di via Marcatutto 7, ad Albairate. In attesa di una Conferenza dei Servizi sul tema indetta per il 5 dicembre, Provincia, Arpa e Asl hanno incontrato i giornalisti questo pomeriggio, alle 15, all'interno della sala giunta del municipio. "Entro marzo tutto risolto", si dice. Ma da subito è apparso l'intento di rassicurare i cittadini sulla natura delle emissioni, "che non sono assolutamente tossiche".

Lo ha spiegato tecnicamente il dottor Pasquale Pellino, responsabile dell'Asl. "Appurato che l'impianto è sotto stretta sorveglianza - ha dichiarato - posso solo fare delle considerazioni. Gli pianti di questo tipo trattano rifiuti vegetali che non possono causare particolari rischi e problematiche per la salute dei cittadini: perché sono dei processi naturali di degradazione di sostanze organiche, e che quindi è difficile che possano dare origine a sostanze tossiche particolari; e perché pur con la percezione di odori di sostanze che si avvertono per, come dire, non perfetta gestione dell'impianto, possono fuoriuscire sostanze intermedie che per nostro vantaggio hanno concentrazioni molto, molto basse per essere avvertite, a fronte di eventuali potenziali tossicità che devono raggiungere concentrazioni dieci volte tanto. Per esempio: la percezione odorifera di 1,4 milligrammi per metro cubo di acido solfidrico, per essere tossico è di 14mila. Si pongono quindi come sentinelle: la percezione arriva prima che la sostanza raggiunga concentrazioni tossiche".

Il sindaco di Albairate, Alberto Tarantola"La Provincia - ha dichiarato il sindaco, Alberto Tarantola - ha rilasciato tutte le autorizzazioni per il tamponamento del capannone 'c', che ora è chiuso. La situazione è particolarmente migliorata. Non è risolta definitivamente, anche perché la chiusura avrà il suo massimo effetto anche quando il capannone 'c' sarà messo in depressione, come gli altri due. per farlo dobbiamo sottostare ai tempi dettati da altri enti: dai piani paesaggistici, dal Parco Sud, dalla Provincia, che si sono attivati in modo celere. Tant'è che il 5 dicembre si aprirà la Conferenza dei servizi proprio per andare nella direzione di accelerare la realizzazione di un biofiltro più grosso. Ciò non significa che il biofiltro attuale non funzioni o sia piccolo: è dimensionato in modo corretto per pulire l'aria di due capannoni. Ovvio che se andiamo ad aggiungere dei volumi più ampi serve un biofiltro più grosso. Ecco perché la conferenza dei servizi: per consentire rapidamente che il riciclo dell'aria nei capannoni sia effettuata al ritmo di 3 volte ogni ora".

Tarantola ha poi espresso un dispiacere: "Spiace sentire dire al capogruppo della minoranza (Ticozzelli, ndr): 'Beati quelli che non sentono gli odori'. Non è che a tutti i costi bisogna sentire l'odore. Se non c'è, viva Dio, è giusto ammettere che le cose che si stanno facendo cominciano a dare i risultati". Su questo fronte è intervenuto anche l'assessore all'Ambiente, Giovanni Pioltini. "Hanno espresso voto favorevole alla realizzazione dell'impianto di compostaggio tutte le forze politiche del Consiglio comunale, ad eccezione di una. Se non avessimo avuto questo consenso, mai ci saremmo sognati di andare avanti da soli. Pasquale Pellino dell'AslC'è da evidenziare che l'impianto di compostaggio di Albairate ha trattato fin ora 7,5 tonnellate di rifiuti verdi e 9mila di Forsu, sequestrando nel terreno 21mila tonnellate di carbonio, contribuendo in modo sostanzioso all'emissione di gas serra".

L'Arpa, rappresentata dalle dottoresse Ferré e Dotti, ha chiarito alcuni lati oscuri relativi ai controlli e monitoraggi effettuati sul posto. "Ci siamo mossi assieme alla Forestale, con cui siamo in stretto contatto". E Pedrazzi, per la Provincia, è convinto che "questo sia solo un incidente di percorso. Entro la prima settimana di marzo il nuovo biofiltro dovrebbe essere installato".

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ROBECCO SUL NAVIGLIO - La questione collegamento stradale Magenta-tangenziale ovest, sta diventando sempre più scottante, la maggioranza consiliare robecchese si spacca. Lunedì sera al consiglio comunale di Robecco sul Naviglio era in discussione una mozione prestata dalle opposizioni sulla quale, Emilio Beretta (FI), ha votato con le minoranze staccandosi dalla maggioranza retta dal sindaco Giuseppe Zanoni. Gli scenari che si aprono a questo punto sono imprevedibili. "Ciò che è accaduto evidenzia le difficoltà di questa maggioranza - ha detto Sergio Chiodini di Insieme-Vivi Robecco - nell'ultimo verbale regionale del 18 settembre sono emerse le richieste di tutti i comuni attraversati dal progetto Anas, ma Robecco non ha mai avanzato pretese. Una scelta incredibile, che a conti fatti rischia di farci piovere addosso un'autostrada senza mitigazioni". Il consigliere di maggioranza che si è schierato con le opposizioni, Emilio Beretta, vive proprio nella frazione di Castellazzo dè Barzi, all'altezza del fontanile del Gallo, zona che verrà attraversata dal prolungamento a sud della Boffalora-Malensa. "Ho agito cercando di fare il bene di tutti", ha detto Beretta, che non elude iniziative clamorose nei prossimi giorni. In sostanza nella mozione firmata da tutti i gruppi di opposizione (compresi centro sinistra e Lega Nord) si fa riferimento al tracciato tra Robecco e Castellazzo in totale interramento, reputato di minor impatto ambientale, logico e soprattutto meno inquinante e meno invasivo. L'altra soluzione è il tracciato ad est di Castellazzo: "Entrambi comunque completamente interrati", dice Vincenzo Boldrini di Insieme. Che aggiunge: "Non possiamo più permetterci di temporeggiare. Proponiamo che il consiglio comunale approvi, in questa seduta, la costituzione e l'azione di una commissione politica formata da tutti i capigruppo consiliari di maggioranza e di opposizione che, insieme al sindaco e all'assessore Fabio Barenghi e a consiglieri regionali della nostra zona e altri politici, espongano all'assessore regionale Raffaele Cattaneo, la volontà irrinunciabile di indirizzo di tutto il paese su tale strada e di dare mandato al sindaco di procedere in questo senso". Mozione che è stata respinta dalla maggioranza, con la sola eccezione del consigliere Beretta.
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Foto Maurizio Bianchi da www.comune.abbiategrasso.mi.itABBIATEGRASSO - La relazione tra Abbiategrasso, il nuovo sistema delle infrastrutture e il rapporto con l'area metropolitana si fa sempre più stretta. Abbiatense ed est Ticino sono divenuti il crocevia di importanti assi di traffico, una sorta di ‘punto strategico di incontro fra i corridoi di rilevanza europea 2 (Genova-Rotterdam) e 5 (Lisbona-Kiev), oltre alla prossimità con l'aeroporto di Malpensa e il polo fieristico di Rho-Pero. E' il principale risultato emerso lunedì 24 novembre dal secondo incontro di confronto 'Verso il Pgt' voluto dall’assessore alla Programmazione e allo Sviluppo del Territorio di Abbiategrasso, Pietro Sironi.

Dopo l'esordio dedicato alla caratterizzazione agricola e alla conservazione del paesaggio, si è parlato del sistema delle infrastrutture e dell'area metropolitana, dal momento che la pianificazione urbanistica non può prescindere da una seria riflessione sul futuro della rete di trasporti. Il percorso di dialogo e ascolto della città legato all'approvazione del documento urbanistico ha colto un altro successo in termini di partecipazione di pubblico, puntando l'attenzione su un tema di assoluta rilevanza qual è a tutti gli effetti la mobilità su ferro e su gomma. Il raddoppio della Milano-Mortara, da un lato, e la prosecuzione della strada di Malpensa verso sud e verso la Lomellina, dall'altro, trasformeranno radicalmente l’assetto della mobilità di Abbiategrasso. Dopo l'apertura del professor Luigi Mazza, moderatore degli incontri, lunedì sera è intervenuto l’ingegner Mario Rossetti, direttore generale del settore Trasporti ed Infrastrutture della Regione.

"Abbiategrasso è legata in modo forte alla metropoli milanese - ha esordito Rossetti - e collocata strategicamente in un ambito, a nord e ad ovest di Milano, sul quale Regione Lombardia ed Unione Europea hanno investito risorse importanti. L'obiettivo è favorire una mobilità da est a ovest by-passando il nodo urbano di Milano. Uno scenario rafforzato anche dall'ormai imminente raddoppio della Milano-Mortara. Per colmare i ritardi e le mancanze di adeguamento infrastrutturale che si trascinano da decenni dobbiamo adottare una politica adeguata dei trasporti, che si tradurrà in crescita economica e apprezzamento del patrimonio immobiliare. Sono opportunità - ha concluso l’ingegner Rossetti - che Abbiategrasso e l'Abbiatense potranno cogliere a beneficio dell'intera comunità locale".

Successivamente è intervenuto l'ingegner Aldo Colombo, che ha tratteggiato i punti essenziali dello scenario infrastrutturale locale. "Abbiategrasso - ha osservato Colombo - può diventare un punto nodale per collegare il sud della Lombardia, attraverso le nuove autostrade Broni-Mortara e Cremona-Mantova, col sistema aeroportuale e la rete viaria che si connetterà alla Pedomontana, alla Berberi ed alla nuova Tangenziale Esterna Milanese. La centralità dell’Abbiatense rispetto a questo asse di trasporti radicalmente nuovo, atteso da decenni ma ormai a portata di realizzazione, è un elemento da cui trarre una mole consistente di benefici".

Alla serata ha partecipato anche Marco Zanetti, titolare dello studio Errevia e progettista - per conto di Anas - della prosecuzione verso Abbiategrasso e Vigevano della strada di collegamento veloce con Malpensa e Milano. Zanetti ha confermato che il progetto è ormai prossimo all’approvazione definitiva della Regione Lombardia e prevede una nuova strada a semplice corsia per senso di marcia (con esproprio per allargamento a 4) nel tratto Robecco-Albairate, mentre viene confermato il raddoppio della Sp 114 Baggio- Castelletto sino a Milano.

Pietro Carlo Sironi, assessore alla Programmazione e sviluppo del territorio del Comune di AbbiategrassoLa strada proseguirà verso Vigevano con un tratto di nuova costruzione ad Abbiategrasso e la riqualificazione in sede della 494, che sarà connessa in maniera organica agli snodi urbani, sgravando l'attuale tratto abbiatense di via Dante dal traffico pesante, e consentendo un adeguamento complessivo di tutta la ex Statale e un miglior collegamento con viale Sforza. Una mobilità rafforzata anche dal nuovo ponte sul Ticino tra Ozzero e Vigevano, nonché dalla nuova accessibilità alla stazione ferroviaria di cascina Bruciata, da cui si potrà accedere a Milano.

Quanto ai tempi di realizzazione dell’opera i dirigenti di Regione Lombardia hanno confermato la disponibilità delle risorse (280 milioni di euro), la procedura accelerata in virtù del ricorso alla Legge Obiettivo e la conclusione entro il secondo semestre del 2013. Sempre nell'ambito del percorso di partecipazione legato al Piano di Governo del Territorio, da segnalare che nei giorni scorsi è stata aperta anche una casella email dedicata al Pgt, dove è possibile inviare suggerimenti, proposte e quesiti. La casella di posta, accessibile anche dal sito del Comune nell’area dedicata al PGT, è pgt@comune.abbiategrasso.mi.it.. Si tratta di un altro strumento di confronto e comunicazione voluto dall'assessorato allo Sviluppo del Territorio su questo tema così importante per il futuro della città.

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RHO - Ha un nome e un volto il malvivente che la scorsa settimana ha rapinato due farmacie, a Rho e Cornaredo: Marco Azzolina, 27 anni, pregiudicato residente a Rho. Una vecchia conoscenza dei carabinieri guidati dal capitano Luca Necci. A tradirlo è stata la felpa griffata che indossava ogni giorno, riconosciuta dai farmacisti.

Martedì 18, attorno alle sei del pomeriggio, Azzolina ha rapinato la farmacia "Fusari" di via Magenta, a Rho, indossando l'inseparabile capo d'abbigliamento firmato e fuggendo a bordo della sua Golf. Era armato di pistola e sul volto aveva un passamontagna pure il giorno seguente, quando ha rapinato alla stessa ora la farmacia comunale di via Ponti, a Cornaredo. Attorno alle 18.30 si è presentato in caserma, avendo l'obbligo di firma. Indossava solo una maglietta. Un dettaglio che ha insospettito il comandante della stazione di Rho, abituato a vederlo sempre con la solita felpa. 

Su richiesta dei militari ha fornito indicazioni contraddittorie, facendo scattare le indagini. Anche i farmacisti rapinati, infatti, avevano notato che il rapinatore col volto coperto indossava la felpa griffata descritta dai carabinieri. Azzolina è stato quindi fermato per le vie di Rho a bordo della Golf, risultata rubata a Milano il 12 novembre. Nel bagagliaio nascondeva la pistola giocattolo utilizzata per le rapine. Ma soprattutto: indossava ancora quella felpa.

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SEDRIANO - Sembravano inizialmente gravissime le condizioni di S.M., il 46enne che si trova ricoverato alla clinica Humanitas di Rozzano con diverse fratture alle costole, dopo una brutta caduta su un fianco da un'altezza di 3 metri. La prognosi è di 20 giorni. L'incidente sul lavoro è avvenuto attorno alle 9.30, all'interno di un'officina di ricambi per moto che si affaccia lungo la Provinciale 214, in località Scaravella. S.M., di Sedriano, stava facendo ordine su alcuni scaffali utilizzando una scala. Ma è scivolato. Date le difficoltà respiratorie, è stato portato in ospedale con l'elisoccorso.
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Le strisce pedonali rosseCESANO BOSCONE - "Più si vedono, più ti vedono". È lo slogan utilizzato dall’Amministrazione comunale per colorare di rosso le strade di Cesano Boscone. Non perché qualche amministratore pubblico abbia deciso di fare l'imbianchino. Si tratta piuttosto di un'iniziativa per migliorare la sicurezza degli attraversamenti pedonali della città. Un modo per mettere ancora più in evidenza le strisce bianche, colorando l’asfalto tutt’attorno di rosso.

"Abbiamo investito 90mila euro per questo progetto - dichiara il sindaco Vincenzo D’Avanzo - e ci crediamo molto. Il rosso è un colore sgargiante, che salta subito all’occhio dell’automobilista. In questo modo i pedoni potranno sentirsi ancora più sicuri mentre attraversano la strada. Penso agli anziani, ma anche alle mamme con bambini e agli studenti. Gli incroci nei quali è stato messo in risalto il passaggio pedonale, infatti, sono stati individuati attraverso una ricerca dei tragitti casa-scuola più utilizzati dai ragazzi di Cesano". Un'iniziativa che recepisce le indicazioni dell'Automobile Club d’Italia (Aci), che di recente ha incaricato un team di esperti di verificare la sicurezza degli attraversamenti pedonali in diciassette Paesi europei.

L'iniziativa si svolge nell'ambito dell'European Pedestrian Crossings Assessment, un programma cofinanziato dalla Fondazione FIA e dall'organismo Eurotest, interamente ideato, organizzato e condotto dalle strutture tecniche dell'Aci in collaborazione con la Direzione Studi e Ricerche e con il supporto degli Automobile Club dei principali Paesi europei. Aci che fino ad oggi ha esaminato 215 attraversamenti pedonali nelle principali capitali europee. Giungendo alla conclusione che una delle maglie nere spetta a Roma, che si piazza penultima in classifica. Solo in Italia, nel 2007 sono deceduti 627 pedoni e 20.525 sono rimasti feriti. Un pedone su tre muore sulle strisce.

I NUMERI DI CESANO
Sono ventiquattro gli attraversamenti evidenziati di rosso, sui 297 totali presenti in città. Lo scorso anno sono stati 6 gli investimenti avvenuti sul territorio di Cesano, su un totale di 184 incidenti stradali rilevati dagli agenti della Polizia locale. Nel 2008, su 189 incidenti sono stati 8 i pedoni coinvolti. In generale, il numero di persone che sono rimaste ferite in incidenti stradali è rispettivamente 51, nel 2007 e nel 2008. Nel 2007 non si sono verificati mortali, mentre nel 2008 ne sono stati registrati due.

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ALBAIRATE - Sono rimasti a bocca asciutta i cittadini che lo scorso venerdì sera, durante il Consiglio comunale, speravano di avere delle risposte dalla giunta sui miasmi del centro di compostaggio. Il sindaco Luigi Tarantola non ha fatto alcun accenno all’esito dell’incontro di qualche ore prima con l’Asl e l’Arpa. Poi, incalzato dai giornalisti, li ha liquidati con uno scocciato "Non ho tempo", fuggendo nel retro della sala consigliare. Inutile cercare l’assessore all’Ambiente: Giovanni Pioltini non ha partecipato al Consiglio perché "impegnato altrove in un corso di compostaggio" (non è una battuta, ma la versione ufficiale fornita dal presidente del Consiglio comunale).

A parlare è invece l'Asl, che col direttore Pasquale Pellino non va per il sottile: "Gli amministratori che parlano delle nostre analisi fanno confusione - dichiara - dal momento che l'organo preposto ai controlli sugli impianti di compostaggio è l'Arpa. Proprio per questo non abbiamo fatto alcuna verifica sul posto". Mentre il paese attende la convocazione di un'assemblea pubblica, si sommano le critiche per il silenzio della giunta in Consiglio comunale. "L’atteggiamento del sindaco e l’assenza dell’assessore Pioltini ci ha lasciati sconcertati - dichiara l’albairatese Maria Caruso - eravamo venuti qui perché credevamo che ci avrebbe informati sull’esito dell’incontro del pomeriggio con Asl e Arpa, invece niente. Complimenti!". "Se non ci hanno aggiornato sulla situazione - ipotizza Carla Buzzoni - sarà perché ci sarà qualcosa da nascondere".

Domenico Cerminaro, invece, propone una mobilitazione: "E' ora di scendere in piazza contro queste ingiustizie, siamo stufi di essere presi in giro". "Ci sono i presupposti per informare la magistratura di quanto sta accadendo - denuncia Piero Sebri, portavoce del comitato antipuzze - perché il silenzio del sindaco in Consiglio comunale a fronte della presenza dei cittadini e della stampa va contro qualsiasi forma di democrazia". Sdegnati dalla "chiusura a ciel sereno" del Consiglio comunale pure gli esponenti dell’opposizione. "I cittadini - attacca il capogruppo Gianfranco Ticozzelli - sono vittime e non oppressori. Si convochi un’assemblea e si dica chiaramente che avevano ragione i 700 ‘trogloditi’ che non volevano questo mostro". "Quello in Consiglio - aggiungono Stefano Ricchetti e Giuseppe La Barberera - è il ko tecnico di questa giunta".

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MAGENTA - Un altro colpo della guardia di Finanza, compagnia di Magenta, contro le merci taroccate. I finanzieri di via Milano hanno individuato quattro commercianti clandestini e hanno sequestrato quasi 6000 pezzi tra CD e DVD privi del marchio SIAE e capi d'abbigliamento e accessori abilmente contraffatti.

 Gli uomini in divisa si sono appostati nei pressi di un ipermercato di Sedriano, ove hanno sorpreso un ragazzo senegalese, J.M., di 26 anni, intento a vendere borse, giubbotti, tutti immancabilmente falsi. I finanzieri non si sono fermati e sono riusciti a scoprire l'abitazione del clandestino, nella periferia milanese, ove hanno rinvenuto 450 CD e DVD riprodotti illecitamente e un altro migliaio di capi di vestiario (borse, giubbotti, scarpe, tutti di note marche). Sembrava che qualcuno curiosasse la perquisizione da un appartamento vicino, in maniera sospetta e forse preoccupata.

L'intuito degli investigatori portava ad altre due perquisizioni che hanno permesso di scovare altri tre clandestini (D.M. di 20 anni, D.S.A. di 25 anni e B.A. di 30 anni) "colleghi di lavoro" del primo. Nel loro appartamento e in un altro ancora vicino, la merce era ancora di più: oltre 5000 borse, giubbotti, magliette, scarpe e altri accessori, stipati in tutte le stanze, nelle quali rimaneva solo un piccolo spazio per il bagno e i materassi. I 4 sono stati denunciati a piede libero per commercio di merce contraffatta, merce priva del marchio SIAE, violazione delle norme sull’immigrazione. Ma chi rischia di più non sono loro: ai padroni di casa, come previsto dal pacchetto sicurezza, saranno confiscati i tre appartamenti perquisiti, visto che li hanno dati in affitto a dei clandestini, naturalmente senza contratto.

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BUCCINASCO - A seguito delle polemiche insorte nei giorni scorsi, delle segnalazioni di possibili disordini e della lettera del Prefetto di Milano che (con queste parole: "L'eco mediatica delle proteste, alimentata anche dal clima di contestazione contro la riforma scolastica e ai tagli all'università che in questi giorni attraversa il Paese, lascia presumere possibili turbative all'ordine pubblico da parte delle frange radicali provenienti anche da fuori Comune") caldeggia l'Amministrazione a riflettere sui possibili disordini che l'iniziativa potrebbe far insorgere, la giunta di Buccinasco ha deciso di rimandare il convegno sul pensiero filosofico di Julis Evola programmato per giovedì 27 novembre. Il sindaco Loris Cereda commenta così: "Il senso di responsabilità che governa sempre le nostre decisioni ci spinge a rinviare questa serata filosofica. La nostra intenzione, era tenere il tutto al di fuori della politica, ma ciò non è stato possibile. Ha cominciato l'ANPI, subito seguita dal PD di Buccinasco, poi dal centro-sinistra della provincia di Milano, fino al Consigliere regionale Muhlbauer che con la frase 'il Sindaco di Buccinasco annulli immediatamente il convegno revisionista e risparmi a Buccinasco questa vergogna. Altrimenti ognuno si assuma le sue responsabilità' ci ha, a tutti gli effetti, minacciati. Il polverone politico rischiava di portare nella nostra città eventi non controllabili. Non ho potuto fare altro, quindi, che prendere buona nota della segnalazione del Prefetto. Tutto sommato chi voleva negare il diritto di esistenza al pensiero di Julius Evola, con questa montatura, gli ha fatto la più grande pubblicità. Comunque non finisce qui. Questa è una questione di democrazia e, la lotta per la democrazia e per la libertà di pensiero, è una battaglia che non vogliamo perdere. Stiamo valutando come riproporre la serata, magari in un contesto televisivo".

Comunicato stampa Comune di Buccinasco

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ROZZANO - Se l'è cavata con dieci giorni di prognosi il 23enne moldavo che nella notte si è ribaltato con l'auto in via Isonzo, dopo aver rubato all'interno di un negozio di via Labro. Il complice, invece, è uscito illeso dall'auto incidentata. I carabinieri della tenenza di Rozzano sono sulle sue tracce.

E' successo tutto questa notte, tra le 4 e le 4.30. Sergei R., un clandestino moldavo in Italia senza fissa dimora, ha forzato assieme a un altro malvivente la serratura di un negozio di via Lambro. Nel registratore di cassa i due ladri hanno trovato solo 100 euro. Una cifra modesta, che li ha spinti a distruggere la mobilia dell'esercizio commerciale. Causando danni per 5mila euro. Il fracasso ha svegliato i vicini, che hanno dato l'allarme.

Una pattuglia di carabinieri si è messa subito alla ricerca della Fiat Stilo con a bordo i due delinquenti. L'auto, risultata rubata, si è ribaltata a causa dell’alta velocità in via Isonzo. Sergei R., rimasto intrappolato fra le lamiere, è stato trasportato all'Humanitas. Dovrà rispondere dell'accusa di furto aggravato in concorso, con l'aggravante della clandestinità. Il suo complice, invece, è fuggito senza lasciare traccia.

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Niente più seminario sul filosofo Julius Evola a Buccinasco. Il sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, ha deciso di cancellare dal calendario l'iniziativa in programma il 27 novembre a Cascina Robbiolo.

La concomitanza con un'assemblea dell'Anpi di Buccinasco è stata letta come una provocazione nella cittadina alle porte di Milano, e nello stesso capoluogo. "Mi sa che Evola lo cancello - spiega Cereda - hanno vinto la prevaricazione e la violenza. Peccato".

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CESANO BOSCONE - Grande risposta dei cesanesi all'invito dell'Amministrazione comunale all'inaugurazione della "Casa del latte", avvenuta alle 11 di questa mattina all'interno del parco di via Vespucci. Duecento persone hanno brindato assieme al sindaco Vincenzo D'Avanzo con un genuino bicchiere di latte fresco, erogato dalla nuova struttura al costo di un euro al litro. "E' come una mucca a gettoni - ha spiegato il primo cittadino alla folta schiera di cittadini - solo che qui il latte finisce direttamente nelle bottiglie di plastica riutilizzabili più volte. Ora la città e i Comuni limitrofi possono godere di un latte di altissima qualità, garantito da una filiera cortissima. E in più facciamo del bene a chi è meno fortunato di noi, perché per ogni euro, 5 centesimi saranno devoluti in beneficienza per progetti di cooperazione internazionale".

A rifornire di 300 litri al giorno la casetta, sarà l'agricoltore e allevatore Antonio Dornetti, titolare dell'unica cascina rimasta sul territorio di Cesano Boscone. "La bontà di questo latte è certificata dai controlli che vengono effettuati quasi quotidianamente sulle nostre mucche dagli organi preposti - evidenzia Dornetti - tanto da poterlo consumare anche senza bollirlo prima". "L'inaugurazione di questa struttura rinforza il legame importantissimo di questo territorio con l'agricoltura e le aziende agricole - ha sottolineato l'assessora provinciale all'Ambiente e presidente del Parco Agricolo Sud Milano, Bruna Brembilla - l'unico che può fermare l'avanzata del cemento e della metropoli verso la periferia". Al taglio del nastro erano presenti anche Tiziano Butturini, presidente Tasm (la società che fornisce le "Case dell'acqua") e il sindaco di Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi, oltre a diversi consiglieri e assessori dei Comuni limitrofi.

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Lo Sporting MirasoleOPERA - Giuliano Manolli è infuriato. Sono due anni che gira negli uffici di avvocati e notai. E alla fine "quelli là hanno fatto quello che volevano, fregandosene di tutto e di tutti". "Quelli là" sono l'Enpam, l'Ente Nazionale Previdenza ed Assistenza Medici ed Odontoiatri, e la società Colliers International, attraverso l'advisor Ofer Arbib. "Quelli là" hanno venduto lo Sporting Mirasole, l'immenso complesso residenziale del quartiere Noverasco di Opera, alle porte della via Ripamonti di Milano, a una società di gestione del risparmio specializzata in fondi immobliari speculativi, la Zero Srg, al posto di trattare direttamente con chi ha costituito una cooperativa edile proprio per evitare l'intromissione di terzi nella partita.

Il signor Manolli, appunto, che risiede nel quartiere da oltre 30 anni. Solo uno dei 3mila inqulini dei 25 palazzi da 40 scale costruiti originariamente per ospitare le delegazioni dei consolati, a partire da quello americano. Gente che adesso minaccia ricorsi al Tar per tornare a trattare direttamente con Enpam il prezzo degli alloggi in locazione che intende vendere. Ma soprattutto gente che adesso vuole scendere in piazza. Anzi, in strada: occupando via Ripamonti, all'imbocco della Tangenziale, e bloccando il traffico. Immaginarsi il caos di automobilisti, la mattina presto. Via il dente, neppure per i dentisti coincide sempre con via il dolore. Sbaglia quindi l'Ente di previdenzia dei medici e degli odontoiatri (appunto) quando col suo responsabile del patrimonio immobiliare, l'ingegnere Luigi Caccamo, sostiene dal proprio ufficio di Roma "di non avere più nulla da dire ai residenti, perché Enpam non è più proprietaria dello Sporting". "La battaglia - gli mandano a dire gli inquilini - non è finita. Anzi: è appena cominciata". Da una porta che si aprirà in tribunale altre si sono già chiuse prima d'oggi. Perchè tutto ha inizio nel 2006.

Un'auto abbandonata tra i vialetti del quartiereLA TRAFILA INFINITA
"Due anni fa - spiega Giuliano Manolli - Enpam decide di dismettere il proprio patrimonio immobiliare qui al Noverasco. Nel dicembre del 2006 riceviamo una lettera da parte di Colliers International, a firma di Ofer Arbib, che spiega a tutti gli inquilini di essere l'advisor incaricato della vendita. Convoca una serei di riunioni all'hotel Sporting Mirasole, e ci comunica che il prezzo di vendita dei nostri appartamenti è di circa 1800 euro al metro quadrato. Dopo di che non abbiamo più notizie. La maggior parte dei residenti rimane infatti all'oscuro del fatto che l'advisor stesse trattando con un fantomatico comitato di quartiere, ovvero quello che si era formato 30 anni fa per agevolare pratiche come il pagamento delle bollette, praticamente scioltosi negli anni. Una volta scoperta la cosa cerchiamo di inserirci nella trattativa, ma Arbib e il comitato si chiudono a riccio. Nascono così altri due comitati inquilini, mentre il prezzo e le modalità di vendita degli alloggi rimangono all'oscuro dei più". Poi una svolta improvvisa. "Nasce Ergon Srl - prosegue Manolli - una società che con 6mila euro di capitale si propone di gestire i 138 milioni di euro dell'operazione immobliare, col sostengno del vecchio comitato di quartiere e dei sindacati. Enpam propone a Ergon l'acquisto degli appartamenti a 1475 euro al metro quadro. Ma pone una condizione: avrebbe dovuto acquistare almeno 400 alloggi". In un primo momento la trattativa sembra andare in porto. Poi, quando Colliers si rende conto che la maggior parte degli inquilini non intendono acquistare a quel prezzo, l'advisor manda tutto a monte disconoscendo Ergon.

NASCE LA COOPERTIVA "CISMI"
"Arriviamo così al 17 maggio - prosegue Giuliano Manolli - data in cui riceviamo l'ennesima lettera da Colliers: dato che non c'è accordo, il prezzo complessivo del comparto è stabilito in 138 milioni più iva, ovvero 1200 euro al metro quadro, ed entro il 31 dello stesso mese andava versata una sorta di caparra da 13milioni e 800mila euro. Tutto questo non poteva ovviamente succedere. Tuttavia, i primi di luglio, Arbib ci convoca nuovamente. Ci comunica che il 30 giugno finisce il suo 'mandato', e che il 27 giugno ha fatto deliberare al cda di Enpam la vendita al fondo Zero Sgr". Col timore che il nuovo proprietario possa alzare ulteriormente il prezzo degli alloggi, sostenuti "da un manager dell'alta finanza", sei residenti costituiscono la Cismi (Cooperativa inquilini Sporting Mirasole): "Ci siamo posti così come interlocutori diretti di Enpam - spiega sempre Giuliano Manolli, che ne diventa presidente - godendo dell'appoggio di oltre 300 residenti intenzionati ad acquistare senza essere vittime di speculazioni. Non abbiamo fine di lucro: il nostro unico scopo è quello di comprare gli alloggi, avendo questa disponibilità finanziaria, e di aiutare poi direttamente le fasce più deboli della popolazione dello Sporting. Qui vivono 51 medici, che stanno dalla nostra parte e sono delusi dall'atteggiamento del loro ente previdenziale, che ha preferito favorire un ente speculativo al posto dei residenti". Al centro della trattativa, la Cismi porrebbe il costo al metro quadro degli appartamenti.

DEGRADO
"Quello di cui si è parlato fin ora - denunicia Maurizio Alderisio, un altro residente - è spropositato rispetto alle condizioni di degrado in cui versano questi palazzi, che necessitano di un intervento di riqualificazione stimato attorno ai 35 milioni euro. Questo quartiere, quando è nato, era un gioiello coi suoi appartamenti da 7 stanze l'una. Ma ora le controsoffittature dei porticati si inzuppano d'acqua per via delle perdite delle tubature ormai usurate, e i muri portanti sono intaccati dall'azione degli agenti atmosferici".

IL SINDACO FUSCO: "NON C'E' NIENTE DA FARE"
"C'è gente che fa terrorismo a Noverasco, non è detto che il nuovo ente proprietario dello Sporting alzi i prezzi degli affitti". Ettore Fusco ha seguito dai banchi della minoranza l'evolversi delle vicende del quartiere Noverasco, e ora che è sindaco di Opera si trova in mano la patata bollente. "Se qualcuno dovesse speculare sulla pelle dei cittadini - annuncia - scenderò in piazza al loro fianco a protestare". Fusco era a conoscenza del compromesso di 13,8 milioni per l'acquisto dello Sporting fra Enpam e il fondo Zero, ma la notizia del rogito è trapelata solo la scorsa settimana. "Tornare indietro era ormai impossibile per Enpam", sostiene il primo cittadino operese.

"Nei pochi mesi che ho avuto a disposizione prima della firma del preaccordo - spiega - abbiamo comunque provato a sollecitare l'intervento del Prefetto paventando possibili problemi di ordine pubblico nel quartiere. Siamo rimasti in contatto con Enpam fino all'ultimo, spingendo per la vendita ai residenti. Del resto gli inquilini sono stati un anno e mezzo a discutere, si sono divisi in diversi comitati, e quando è spuntata Ergon qualcuno ha diffuso diffidenza nel quartiere, provocando la rottura della trattativa. I cittadini hanno ragione quando dicono che il prezzo al metro quadro era troppo alto rispetto allo stato di degrado in cui versa il quartiere, ma non hanno titolo ormai per inserirsi nella trattativa. Ed è un peccato che la cooperativa si sia costituita solo quando i giochi erano praticamente chiusi fra Enpam e Zero".

Il sindaco leghista di Opera ha pure tentato di intervenire con la proposta di emissione di Boc, i buoni ordinari comunali: "Ma ci siamo insediati in primavera, avremmo avuto bisogno di più tempo per poter entrare attivamente nella trattativa. Ora gli inquilini hanno solo cambiato il padrone di casa. Ma se chiederanno una ristrutturazione dei palazzi, è ovvio che i nuovi proprietari saranno costretti ad aumentare gli affitti". Di certo il Comune sarà al fianco delle fasce più deboli: "All'interno del quartiere ci sono una quarantina di famiglie che vengono già assistite - rassicura - e questo sarà quello che continueremo a fare".

Il degrado sui muri dei palazziL'ENPAM: "COLPA DEI RESIDENTI, NON HANNO TROVATO L'ACCORDO"
Enpam fuori dai giochi del Noverasco? Non esattamente. L'atto di compravendita parla chiaro. L'Ente di previdenza dei medici riceve una parte dei 138 milioni di euro richiesti tramite l'acquisizione di 111 quote del Fondo Sei della società Zero, pari a 55,5 milioni di euro. Zero, inoltre, si carica sul groppone un indebitamento finanziario sugli immobili pari a 82,5 milioni, che ha ottenuto da Monte dei Paschi di Siena Finance Banca Mobiliare spa con la “cessione delle pigioni”. "L'investimento nel Fondo - si legge sull'atto di compravendita - presenta un elevato profilo di rischiosità". E' pure indicato che gli appartamenti dovranno essere "ceduti sul mercato con un significativo valore aggiunto atteso in termini di plusvalenze realizzabili". Un aspetto che preoccupa i residenti, che annunciano battaglia.

"Sin dal 2006 - riferisce l'advisor di Colliers International, Ofer Arbib - nella nostra legittima libertà di trattativa, vi è stata la massima disponibilità a considerare anche le proposte degli inquilini attraverso i comitati da loro costituiti, per l'acquisto in blocco e in un'unica soluzione del complesso immobiliare come richiesto dalla proprietà, con la fattiva adesione di alcuni sindacati di categoria. Siamo poi giunti al coordinamento di tali proposte attraverso l'ipotesi promossa da una società terza (Ergon, ndr) che prevedeva un accordo con i conduttori per l'acquisto dell'intero complesso. Ma dopo ben due anni di defatiganti trattative, si è dovuto constatare l'incapacità da parte degli inquilini, divisi in più sigle, di formulare una proposta unitaria, nel rispetto delle richieste economiche e della tempistica posta a tutela della dismissione. Del resto la nostra disponibilità nel valutare anche la volontà degli inquilini è testimoniana del buon fine a cui sono giunte operazioni analoghe, come quella che proprio in questi giorni si sta perfezionando per il complesso Quartiere Quadrifoglio di Garbagnate Milanese, con la vendita ai conduttori". "Mettere d'accordo gli 850 inquilini - aggiunge Luigi Caccamo di Enpam - era cosa molto difficile".

http://www.libero-news.it/articles/view/401563

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CISLIANO - Tre autopompe, un'autoscala e due autobotti piene d'acqua. Sono serviti sei mezzi dei vigili del fuoco per arginare e spegnere il poderoso incendio che nel tardo pomeriggio di ieri ha devastato l'ultimo dei tre piani del villino al civico 4 di via Verdi. Nessun ferito, anche se almeno dieci famiglie residenti nella via sono state evacuate e pure via Diaz è rimasta chiusa al traffico per 3 ore. I padroni di casa, Antonella Folli, 33 anni e il marito Roberto Fiordaliso, 35 anni, con due figli di 2 e 6 anni non si trovavano all'interno dell'abitazione. Ma è sulla natura dell'incendio che si arrovellano gli inquirenti.

Perché alle 17.33 un'ambulanza è intervenuta in piazza San Giovanni per soccorrere un anziano sotto shock. Una 17enne ha segnalato al 118 la presenza di un uomo nudo all'interno di un'automobile Daewoo di colore grigio. "Non si muoveva - spiega la ragazza - e su tutto il corpo aveva ustioni dappertutto". Era P.C., 67 anni. L'uomo è finito d'urgenza al pronto soccorso di Magenta, con ustioni di primo e secondo grado sul 60 per cento del corpo. In tarda serata è stato trasferito in elicottero al centro grandi ustionati di Genova. Potrebbe dunque esserci un collegamento tra l'incendio e il ritrovamento del pensionato. Due episodi segnalati a poca distanza uno dall'altro. Eppure, a sentire i parenti dei padroni di casa, la coppia non ha mai ricevuto minacce da nessuno.

"Mia figlia e suo marito vivono qui coi figli da 6 anni - riferisce Alberto Folli, padre di Antonella – ma non hanno problemi coniugali e stanno bene con tutti". Sono entrambi originari di Trezzano sul Naviglio. E proprio a Trezzano, Roberto Fiordaliso è titolare di un'azienda edile, la "Fioredil". "Mio genero non mi ha mai riferito di minacce ricevute sul lavoro", spiega il padre di Antonella Folli, che invece fa l'impiegata. La 33nne è svenuta di ritorno a Cisliano, colta da un malore, proprio mentre i vigili del fuoco giunti da Abbiategrasso, Corbetta, Magenta e Milano, gareggiavano con le fiamme. Oltre alla parte di tetto che si affaccia su via Montello sono andate distrutte le tre camere da letto e il bagno all'ultimo piano.

La sala e la cucina, al secondo piano della bella villetta, e la taverna al piano terra, non sono state intaccate dalle fiamme. Un intervento tempestivo quello dei pompieri. "Ma l'acqua per gli idranti dei pozzetti comunali è finita subito", lamentano alcuni residenti. "L'intervento è stato compiuto magistralmente dai pompieri, che ringrazio caldamente - replica il vicesindaco Claudio Zighetti, arrivato sul posto - e hanno potuto contare pure sui nostri pozzetti".

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"Italia risvegliati, le squadre d'azione torneranno". Poche parole, una tetra promessa dipinta di blu scuro assieme a un'immensa svastica su un telo di stoffa bianca, appeso con cura sul cavalcavia della Nuova Vigevanese, all'altezza del negozio di giocattoli Toys Center e della Piattaforma dell'Edilizia, a Corsico. E' il ritrovamento che ho effettuato giovedì 8 ottobre, all'1 di notte, mentre rincasavo. Un segnale che qualcosa, qualcuno si sta muovendo. E non ha buone intenzioni. Un segnale che rende quantomeno discutibile la scelta del sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, di organizzare per il 27 novembre prossimo un seminario sul neofascista Julius Evola. Diverse settimane prima del ritrovamento dello striscione, sono comparse altre simili scritte e striscioni inneggianti al nazismo e al fascismo fra i palazzoni del quartiere Barona di Milano. Ma per trovare l'esempio più eclatante nel Sud Milano basta spostarsi nella vicina Cesano Boscone, dove da giorni campeggianono scritte xenofobe sulle barriere che delimitano l'area di cantiere della ex casa del fascio di via Kennedy, angolo via Matteotti. Forse qualcuno non ha gradito l'abbattimento della struttura voluto dalla giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Vincenzo D'avanzo (ma il progetto iniziale era dell'ex primo cittadino cesanese, nonché attuale assessore provinciale all'Ambiente della giunta Penati, Bruna Brembilla).

Qui le scritte sono altrettanto eloquenti. "Italia agli italiani", si può leggere sui pannelli di compensato macchiati con una bomboletta nera. E ancora: "Acab", l'acronimo di "All Cops Are Bastard", "Tutti i poliziotti sono bastardi". Poco più in là campeggia la scritta "cuore nero batte fiero". Non è finita. Tinto di quell'inconfondibile verde 'Padania', un altro marchio di fabbrica: "Italia terra cristiana, mai musulmana". E per chiudere: la scritta "Ultras liberi", al fianco di una croce celtica. L'Associazione nazionale partigiani d'Italia ha organizzato in pochi giorni un presidio antifascista alla Fontana dell'Incontro di via Curiel, l'11 settembre. E con altrettanta celerità è stato organizzato e si è tenuto il 30 ottobre un Consiglio comunale aperto congiunto dei Comuni di Corsico, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio. L'emergenza xenofoba sembrava rientrata. Oggi, quel seminario, rimette tutto in discussione. L'ultima puntata - c'è da starne certi - è ancora da scrivere. http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=26

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GAGGIANO - Ottanta ore di lavoro perse. Duecento euro di telefonate per segnalare al datore di lavoro ritardi e soppressioni dei treni. Nunzia Fontana, rappresentante del Comitato pendolari Milano- Mortara, dà i numeri usciti sulla ruota della tormentata linea ferroviaria dal 7 gennaio al 19 novembre 2008. Ha registrato guasti, ritardi, disfunzioni, minuto per minuto. E ora presenta il conto alle Ferrovie: mille e ottocento euro di richiesta di risarcimento danni. Per dare un senso alle ore spese in carrozza al posto che sulla scrivania del suo ufficio e riavere indietro i soldi delle bollette telefoniche del cellulare. "In attesa di consultare uno psicologo per valutare pure eventuali danni biologici", aggiunge.

La prima mossa, questa, di una probabile azione collettiva da parte dei pendolari della tratta che è in fase di raddoppio dalla località Cascina Bruciata di Albairate a Milano. "Invito tutte le persone che si sono viste decurtare lo stipendio a causa dei ritardi a chiedere risarcimento alle Ferrovie dello Stato", attacca Nunzia Fontana. "Presto - annuncia - organizzeremo una manifestazione collettiva, perché non se ne può più dei ritardi, dei treni soppressi e delle disfunzioni".

Intanto, seppure con toni diversi, da Abbiategrasso a Corsico i sindaci si dichiarano disponibili a sostenere la protesta dei pendolari, anche in seguito alla clamorosa occupazione dei binari che si è verificata mercoledì mattina, alla stazione di Gaggiano. "E' ora che la Regione dia ascolto alle giuste proteste dei pendolari - evidenzia il sindaco di Corsico, Sergio Graffeo (Pd) - ovvero di chi paga il biglietto e l’abbonamento in cambio di un servizio sempre più inadeguato. Se il raddoppio della linea, che anche il Comune di Corsico ritiene fondamentale, non sarà affiancato a un investimento per l’acquisto di nuovi treni da utilizzare su questa importante tratta, i problemi e le proteste di quest’oggi continueranno a verificarsi".

"Limitandosi alla posa del secondo binario, non si riuscirà a sostituire il trasporto su gomma a quello su ferro. In merito a questo aspetto - continua Sergio Graffeo - nessuno, né la Regione, né il Governo, potrà dire che non sapeva, dal momento che il Comune di Corsico lo sta dicendo da anni e lo sta ribadendo con forza durante la battaglia ambientale per l’interramento". "Mi sto attivando assieme alla Regione presso i vertici delle Ferrovie - annuncia invece il sindaco di Abbiategrasso, Roberto Albetti (FI) - perché così non si può andare avanti".

Tuttavia scricchiolano un po’ ovunque i progetti di realizzazione di nuove infrastrutture nella zona. Il raddoppio della Provinciale 114 "Baggio-Castelletto" è contestato dai residenti dei Comuni dell’asse per il suo impatto ambientale. E più a sud, ad Assago, l’instabilità politica conseguente alle dimissioni rassegnate ieri dal sindaco Domenico Raimondo mette ulteriormente in dubbio la già difficile consegna puntuale della stazione della metropolitana.

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Rivolta antifascista nel sud ovest milanese in seguito alla decisione della giunta Pdl di Buccinasco di organizzare un seminario in memoria del filosofo neofascista Julius Evola. Così la sezione locale dell'Anpi, che chiede l'annullamento dell'iniziativa: "Julius Evola ha rappresentato la figura principale di riferimento per il neofascismo italiano del dopoguerra e per larga parte della destra radicale contemporanea; elaborato una teoria razzista incentrata su tre livelli (razzismo del corpo, dell’anima e dello spirito) andando al di là della “semplice” teoria nazista del razzismo biologico; approvato il progetto eugenetico della Germania hitleriana, con l’eliminazione di oltre 80 mila portatori di handicap e malati mentali, per «impedire che un’eredità guasta si trasmetta in altre generazioni», come scrisse egli stesso".

Da qui la condanna nei confronti della "decisione dell’Amministrazione Comunale, quale istituzione democratica, di promuovere e sponsorizzare una iniziativa tesa alla riabilitazione della figura di tale “pensatore”". L'Anpi denuncia "l’intento marcatamente provocatorio del Sindaco e dell’assessore alla cultura nei confronti dell’ A.N.P.I., con lo scopo di limitarne o ridurne l’agibilità politica, costringendo la stessa, per l’alto senso di responsabilità che la contraddistingue, a spostare la propria iniziativa al 26/11/08 ore 21 presso la Cascina Robbiolo (Buccinasco)", ed evidenzia "l’irresponsabilità di detti Amministratori Pubblici nell’aver organizzato tale iniziativa in concomitanza (stesso luogo, data e ora) con l’iniziativa antifascista organizzata già da tempo dall’A.N.P.I. presso una sede comunale e quindi inequivocabilmente a conoscenza da parte dell’Amministrazione Comunale",

L'Anpi "ritiene sin d’ora, per quanto suddetto, il Sindaco e l’Assessore alla cultura, responsabili di eventuali aggressioni fisiche e/o verbali che si dovessero verificare a danno di persone che, ignari dello spostamento dell’iniziativa dell’ A.N.P.I., si dovessero recare in Cascina Robbiolo il 27/11/2008, data in cui si svolgerà unicamente il convegno organizzato dall’Amministrazione Comunale sul pensiero di Julius Evola".

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"Credo che i tempi siano maturi per poter discutere apertamente del pensiero filosofico di chiunque. Così come esiste il Celine di 'Viaggio al termine della notte' e il Celine di 'Bagatelle per un massacro', allo stesso modo esiste un campo vastissimo della riflessione e del pensiero evoliano". E' il commento del sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, alle polemiche scaturite dal patrocinio del Comune a un seminario sul filosofo e pittore Julius Evola, vicino a fascismo e nazismo, in contemporanea a un'iniziativa dell'Anpi, il 27 novembre.

"Il fatto che anche stavolta si cerchi ogni pretesto per mettere in discussione la libertà di pensiero - prosegue Cereda - la dice lunga sul reale livello di democrazia che la sinistra sa esprimere: tutti possono dire quello che vogliono a patto che dicano quello che vogliono loro. Inoltre, giusto per completezza di informazione, ci tengo a sottolineare che la sala dove si svolgerà il dibattito è stata da noi prenotata prima che giungesse la richesta per la stessa location da parte dell'Anpi. Chi sta trasformando una serata filosofica in un momento di lotta politica se ne prenda la responsabilità".

Cereda se la prende con qualcuno di preciso: "Le stesse persone - afferma l'esponente di An - che hanno impedito di parlare al papa alla Sapienza vogliono ora impedire che a Buccinasco si parli di un filosofo che vorrebbero cancellare dalla storia del pensiero italiano. E' poi singolare che un Consigliere di un partito che si richiama al comunismo si senta in diritto di dare patenti di democrazia agli altri. Ci auguriamo che prevalga il senso di responsabilità: il fatto che una serata filosofica debba tenersi sotto il controllo delle forze dell'ordine, sarebbe una grave sconfitta per tutti".

Replica Luciano Muhlbauer consigliere regionale del Prc: "Il Sindaco Loris Cereda ha evidentemente deciso di commemorare la scadenza, promuovendo a nome e a spese del Comune un convegno dedicato a Julius Evola e sfrattando en passant un incontro pubblico dell'Anpi, programmato da tempo e dedicato al neofascismo e le nuove frontiere del pensiero razzista. In questo mese di novembre ricorre il 70esimo anniversario di una delle pagine più buie e vergognose della nostra storia, cioè la promulgazione delle leggi razziali da parte del regime fascista, avvenuta il 17 novembre del 1938. Vista l'aria che tira - aggiunge Muhlbauer - non ci aspettavamo certo un fiorire di iniziative istituzionali di riflessione, ma l'indecente trovata del sindaco di Buccinasco, comune di poco più di 25mila abitanti nell'hinterland milanese, ci lascia francamente di stucco".

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ASSAGO - Come annunciato nei giorni scorsi (http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=9) il sindaco di Assago, Domenico Raimondo, ha rassegnato le dimissioni, assieme al vicesindaco Pagliuca. Di seguito la lettera in cui motiva la sua decisione.

Egr. Presidente,
dopo una breve pausa di riflessione e dopo aver esperito tutte le iniziative volte a tutelare in primis gli interessi dei cittadini amministrati nonché il ruolo delle istituzioni con questa mia sono a comunicarti di aver deciso, a soli quattro mesi dalla conclusione del mandato ricevuto nel Giugno 2004, di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Sindaco del Comune di Assago.

Pur nella difficoltà e nella sofferenza umana che l’iniziativa mi provoca sono convinto che quando un’amministrazione cessa di esercitare le funzioni sue proprie a vantaggio della tutela del bene comune e dei diritti del singolo cittadino, quando anche i gesti più alti e nobili, quale l’assunzione di responsabilità e/o la condivisione del principio di maggioranza, che un amministratore può compiere , vengono meno, bisogna prenderne atto e, nel rispetto dei cittadini e delle medesime istituzioni, agire di conseguenza. Per puro e semplice senso di responsabilità ho, nei giorni successivi al Consiglio Comunale del 21 Ottobre, provato a prendere in considerazione indicazioni, inviti e sollecitazioni che da più parti mi sono pervenuti; qualcuno, quali ad esempio i rappresentanti del “Gruppo Misto” in Consiglio Comunale, si sono spinti a chiedermi di rinunciare alla tutela della mia dignità personale, non posso leggere in maniera diversa “l’invito” alla pubblicazione di un manifesto di scuse ai cittadini, a fronte di una “sopravvivenza” che sarebbe stata quantomeno innaturale per come si sono sviluppati i rapporti con tali forze politiche negli ultimi tre anni, altri hanno pensato attraverso l’iniziativa di interposta persona di barattare ipotetiche poltrone presenti e future in cambio di “formule strane” “appoggi esterni” e quant’altro tutti esercizi che non appartengono alla mia cultura politica e di uomo.

Non voglio ripercorrere le vicende che hanno caratterizzato fin da subito l’esperienza amministrativa della mia e della tua maggioranza ma credo utile, affinché se ne possa trarre lezione per il futuro, sottolineare come gli innumerevoli tentativi di portare l’ambito del dibattito politico in altri contesti, quale quello giudiziario, hanno di fatto impoverito il dibattito ed il confronto democratico nella sede naturale che è quella del consiglio comunale alimentando, quasi sempre, scontri e dissidi di natura personale. Molto spesso mi sono trovato a dover chiarire posizioni, fornire documenti e spiegazioni ad organi esterni quali ad esempio la Corte dei Conti su vicende che solo un assurda volontà di azzeramento della maggioranza di governo, a danno degli interessi della collettività, poteva concepire. A suffragio di tale considerazione basta ricordare la mancanza di senso istituzionale delle opposizioni che hanno impedito lo spostamento del consiglio comunale del 21/10/2008 ad una data nella quale potevano presenziare il sottoscritto sindaco ed un assessore per l’occasione assenti per improrogabili motivi. Tornando nel merito voglio evidenziare il mio convincimento che la crisi in atto trae origine non già dalla differenza di vedute dei singoli consiglieri di maggioranza rispetto ai contenuti del PGT (Piano di Governo del Territorio), sarebbe infatti facile argomentare che gli elementi principali (viabilità, urbanistica ecc.) sono stati inseriti secondo i dettami del programma elettorale della lista civica “Uniti per Assago” e sarebbe altrettanto facile argomentare come la Giunta aveva ampiamente previsto la possibilità di integrare e/o modificare alcune previsioni del documento generale , ma sulla base di valutazioni diverse circa la validità attuale e futura del progetto legato alla lista civica “Uniti per Assago” che ci aveva visti prevalere nella competizione elettorale del Giugno 2004.

Le dimissioni del Vice Sindaco pervenute in data odierna, che confermano la presa di distanza avvenuta nel consiglio comunale del 21/10/2008, non fanno altro che confermare questa mia interpretazione e conseguentemente non posso che prendere atto della conclusione dell’esperienza legata alla lista civica “Uniti per Assago”. Nei giorni seguenti il consiglio comunale del 21 Ottobre, giorni di vera e propria confusione politica, l’attività del sottoscritto e dell’organo esecutivo, in ragione della responsabilità istituzionale, è stata incentrata sulla conclusione di alcune importanti attività come le diverse Giunte testimoniano; cito per tutte l’invio all’Assessore Croci del comune di Milano del progetto di viabilità cosiddetta “tangenzialina nord” predisposto dagli uffici tecnici dei due comuni previo accordi fra il sottoscritto ed il Sindaco di Buccinasco.

Tali attività, rese possibili dal fatto che la maggioranza all’interno dell’organo esecutivo non è mai venuta meno, hanno lo scopo di consegnare al Commissario Prefettizio una situazione in linea con la gestione diligente del “buon padre di famiglia”. Ti prego voler ringraziare per mio conto tutti i consiglieri di maggioranza che, a vario titolo, hanno condiviso fino alla data odierna il progetto e le linee guida della lista civica “Uniti per Assago” e tutti i consiglieri delle minoranze. Chiudo con l’auspicio che l’imminente campagna elettorale possa essere contraddistinta dalla pacatezza dei toni e dall’effettivo e concreto confronto sui progetti che i diversi interpreti vorranno proporre alla nostra comunità. Nel pregarti di attivare tutte le procedure previste dalla legge ti informo che per il periodo dei venti giorni previsti dalla legge rimane integra la mia disponibilità al fine di garantire la piena funzionalità dei servizi nell’interesse primario della comunità Assaghese.
Cordiali saluti
Domenico Raimondo

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BOLLATE - Altro che campanilismo. E' guerra aperta fra il Comune di Bollate e la sua ex frazione, Baranzate, che nel 2004 ha ottenuto la "secessione". A quasi 4 anni di distanza, l'ente rimasto orfano della propria frazione rischia di dover versare altri 600mila euro di indennizzo al neonato Comune, dopo il milione e 100mila euro già versato come "compensazione". Se la Regione Lombardia decidesse un ulteriore esborso per la quota del patrimonio immobiliare suddiviso, le casse di Bollate sprofonderebbero nel baratro. Il verdetto è atteso a giorni.

E Carlo Stelluti, sindaco bollatese, si sente preso in giro. Un po' come un marito tradito, che perdona la moglie ma non riesce a scongiurare il divorzio. E deve poi pagarle gli alimenti. "Se le cose andranno per il verso sbagliato - lamenta il primo cittadino - prenderò le chiavi del municipio e le consegnerò al Prefetto. La vocazione al martirio non mi è stata donata alla nascita. La Regione si prenda in carico il problema di questi due Comuni messi alla canna del gas". Chiavi che scottano, in questi giorni, quelle del municipio di Bollate. Tutto comincia nel 2001.

La frazione di Baranzate chiede un referendum riservato alla popolazione locale per la secessione dal capoluogo e la ottiene ai voti. Il plebiscito viene tuttavia annullato dal Tar e ne viene indetto un secondo, esteso all'intero Comune di Bollate. L'esito è negativo: Baranzate può scordarsi di avere un municipio tutto suo. Qui interviene il Pirellone: il Consiglio regionale approva la richiesta di divisione della frazione dal capoluogo e nasce il Comune di Baranzate. E' il maggio 2004. Il primo bilancio del nuovo ente risale al gennaio 2005. I due commissari nominati dal Prefetto, nel frattempo, si accordano per la suddivisione del patrimonio. Un'eredità che lasciano alle amministrazioni uscite dalle urne nell'aprile dello stesso anno.

La gunta di Baranzate, guidata dal sindaco Giuseppe Corbari, guadagna davanti al Tar il pagamento in contanti del valore della propria fetta di patrimonio immobliare. Bollate si riserva di versarne solo un milione e 100mila euro del milione e settecentomila stabilito, perché negli anni addietro "ha versato i 600mila euro mancanti in mutui per la realizzazione di opere sul territorio della ex frazione". "Si apre un nuovo contenzioso proprio mentre il Ministero dell'Interno ammette di aver sbagliato dei conti nei trasferimenti al nostro Comune - denuncia il sindaco di Bollate - chiedendoci indietro un milione di euro. Ma io quei soldi li ho già impegnati in opere pubbliche. Come finirà?". Bella domanda. http://www.libero-news.it/articles/view/398323

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GAGGIANO - Un guasto al sistema di scambio dei binari, la comunicazione effettuata con gli altoparlanti ai passeggeri. E poi la rivolta. Cinquanta persone scendono dal treno e si riversano giù dalle carrozze, impedendo il transito a un altro convoglio. Cronaca dei primi istanti di tumulti che si sono verificati ieri mattina lungo la linea ferroviaria Milano-Mortara, alla stazione di Gaggiano.

L'ennesimo ritardo a scuola o sul posto di lavoro che i pendolari non hanno saputo ingoiare. Sono le 7.02 quando il treno numero 10510 proveniente da Mortara e diretto a Milano si ferma alla stazione di Gaggiano. Le carrozze sono stracolme, i posti a sedere un miraggio. Qualcuno rinuncia addirittura a salire. Eppure il treno non riparte. "C'è un guasto", fanno sapere i tecnici ai passeggeri, "ci vorrà circa mezzora per sistemare tutto e ripartire. Ci scusiamo per l'inconveniente".

Scatta la rivolta. Cinquanta persone, secondo la stima effettuata dai carabinieri di Abbiategrasso e Rosate, intervenuti in stazione a sirene spiegate assieme agli agenti della polizia di Stato, si riversano sui binari e impediscono il passaggio a un treno diretto a Mortara, sull'altro senso di marcia. E' mattina presto, la prima brina imbianca il rame scolorito della tratta, ma i binari scottano di urla e slogan. Si usa e abusa della parola "vergogna". Il presidio dura fino alle 8.30. E a mente fredda si sprecano i commenti dei pendolari su Facebook, dove il 23enne Luca Monti ha dato vita al gruppo "Odio la Milano-Mortara". "In una sola parola - commenta Beatrice, una studentessa - si può definire quanto successo oggi 'scandaloso'. Grazie a Trenitalia non sono arrivata in tempo in università per dare un esame. Abbiategrasso - Bicocca 3 ore e 35 minuti, è allucinante. Il tutto dovuto in un primo momento (treno 6.54 da Abbiategrasso) al fatto che a Gaggiano il segnale sul primo binario non si prendeva e successivamente, come tutti sanno, al blocco dei binari. E al ritorno hanno avuto anche il coraggio di chiedere il biglietto: no comment". Per ovviare al disguido, ieri le Ferrovie hanno messo a disposizione due pullman. Ma centinaia di pendolari si sono riversati sulle strade di Gaggiano, percorrendo la Vecchia Vigevanese fino al municipio di via Roma e fermandosi alla fermata del pullman dell'Atm. "Anche io sono arrivato all'alba delle 10.15 a Milano con un bus strapieno e mi vedrò pure trattenere dallo stipendio tre ore di lavoro - denuncia un pendolare - che non ho potuto fare per ovvi motivi". Qualcuno ha preso il treno successivo, arrivato alle 7.33 a Gaggiano. Sessantasei i minuti di ritardo complessivi accumulati sulla tratta.

Dalla parte dei pendolari si sono schierati i sindaci di Corsico e Abbiategrasso, due dei Comuni più popolosi della tratta. "È ora che la Regione dia ascolto alle giuste proteste dei viaggiatori - evidenzia il primo cittadino di Corsico - Sergio Graffeo - che pagano il biglietto e l'abbonamento in cambio di un servizio che negli ultimi tempi si è rivelato sempre più inadeguato. Ma se il raddoppio della linea, che anche il Comune di Corsico ritiene fondamentale, non sarà affiancato a un investimento per l'acquisto di nuovi treni da utilizzare su questa importante tratta, i problemi e le proteste di quest'oggi continueranno a verificarsi". "Siamo a fianco della Regione Lombardia - commenta invece Roberto Albetti dalla sua Abbiategrasso - nel chiedere con forza un miglioramento del servizio ferroviario regionale e, di conseguenza, anche della nostra linea. Se è vero che il raddoppio da Albairate a Milano servirà a migliorare l'attuale e precaria situazione della linea non possiamo tuttavia tollerare che sino a quel giorno i pendolari viaggino su treni costantemente in ritardo, inadeguati e poco puliti".

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Una protesta contro il raddoppio della Provinciale 114 CISLIANO - Supercaos sulla superstrada. Per la giunta Simonini il raddoppio della Provinciale 114 "Baggio-Castelletto" a pochi metri dalle finestre dei cislianesi è "incontrovertibile". "C'è poco spazio di manovra, data l'avvenuta approvazione del progetto preliminare e la scarsa vena al dialogo della Regione", ha dichiarato l'assessore Angelo Rognoni durante l'ultima riunione del Consiglio comunale, giovedì sera. Ma per la minoranza guidata dall'ex sindaco Luigi Durè, la partita non sarebbe affatto chiusa.

"Non abbiamo mai riscontrato al Pirellone il muro di gomma che paventate", ha spiegato l'attuale capogruppo dell'opposizione. Insomma: mentre i cittadini hanno depositato in municipio una petizione con 801 firme per richiedere lo spostamento di 200 metri del nuovo tracciato, i politici cislianesi non riescono a trovare una linea comune per fronteggiare l'emergenza. Anzi.

"C'era tutta la volontà di collaborare con voi su questo argomento - ha evidenziato Durè rivolgendosi alla maggioranza - ma avete deciso di accantonarci, mettendo così da parte la nostra memoria storica sul problema". "Contro la superstrada - ha replicato l'assessore Rognoni - si sono schierate negli anni tutte le amministrazioni comunali di Cisliano, eppure siamo a questo punto. Anche quando c'era spazio di manovra, cioè prima dell'approvazione del progetto preliminare, le richieste specifiche dei Comuni non sono state considerate. A questo punto il nostro compito è quello di trattare per ottenere il meglio, davanti a istituzioni che vedono la cosa in modo diverso da noi".

Eppure ci sarebbe uno spiraglio. Più di un Comune vede tagliate fuori dal centro del paese alcune frazioni. Starebbero quindi fioccando i ricorsi, avanzati anche da privati cittadini che si sentono particolarmente danneggiati dal progetto, così come adottato. "Se siamo in tanti a richiedere delle modifiche - ha evidenziato l'assessore Rognoni - riusciremo forse a ottenere qualcosa. Fino ad ora le alternative che ci hanno proposto sono vicine alla presa in giro: in un caso, addirittura, la strada passerebbe sopra due cascine". "Se il raddoppio ci pende ormai sulla testa - ha sottolineato il leghista Adriano Candiani - dobbiamo fare il possibile per migliorare il progetto, dato che ne va del futuro delle prossime generazioni".

"Cambiare il progetto" attuale è un affronto soprattutto al Parco Agricolo Sud Milano, che col suo presidente Bruna Brembilla, durante una visita ufficiale al Punto Parco cascina Forestina di Cisliano, negli anni scorsi, ha dichiarato che "la strada è meglio farla sotto le case che in mezzo al verde". La Brembilla, del resto, ricopre pure la carica di assessora all'Ambiente della Provincia di Milano. La palla, tuttavia, è in mano alla Regione. Sarà lo staff di Roberto Formigoni a decidere, in definitiva, se la superstrada sarà solo un incubo. Oppure anche un'opportunità, almeno presunta.

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L'ex cava di BasiglioBASIGLIO - Vip con la puzza sotto il naso. E' proprio il caso di dirlo per gli abitanti di Milano 3 e Milano 3 City, i due modernissimi quartieri di Basiglio. Gente che adesso dovrà fare i conti con una multa da 6 a 60 mila euro, per via dei maleodoranti "scarichi abusivi" nel lago della cittadina immersa nel verde del Parco Agricolo Sud Milano. A dichiarare guerra ai 7mila residenti del quartiere è la Provincia di Milano, che ieri ha emesso una diffida. I tecnici della Provincia, in seguito ai sopralluoghi e agli accertamenti effettuati nelle acque della ex cava, hanno rilevato "la presenza di cattivi odori derivanti da scarichi non regolari".

Scarichi che il Comune di Basiglio imputa al supercondominio distante 500 metri, dove abitano 3mila famiglie. La diffida impone all'amministratore della cittadella-condominio di "regolarizzare gli scarichi, tramite un progetto da presenare entro 30 giorni, per indirizzare altrove lo scarico delle acque".

Una questione su cui interviene direttamente l'assessora all'Ambiente della Provincia di Milano, Bruna Brembilla, che è anche presidente del Parco Agricolo Sud Milano. "La situazione è davvero poco chiara - dichiara - ma di fronte al balletto delle responsabilità tra Comune e supercondominio vogliamo fare chiarezza immediata. Il Parco Sud e la Provincia di Milano assumono da oggi in avanti un atteggiamento intransigente, perché questa situazione deve finire". Ma secondo l'amministratore del supercondominio "non si può parlare di inquinamento". "Paghiamo alla Provincia la servitù per poter scaricare le acque delle piogge nella ex cava, una volta convogliate - evidenzia Angelo Pellegrini - e a meno che non piova acqua acida è ridicolo parlare di inquinamento e scarichi abusivi. Le nostre fogne, del resto, sono regolarmente allacciate all'apposita rete".

E il sindaco di Basiglio, il forzista Marco Flavio Cirillo, punta il dito contro il supercondominio, rifilando però anche una stoccata alla Provincia: "Mi sono rivolto direttamente più volte all'amministrazione del quartiere per arrivare a una soluzione del problema - dichiara - e su questo non hanno giustificazioni. Certo è che la Provincia, proprietaria del lago, da un lato incassa gli oneri della convenzione stipulata col supercondominio per lo scarico delle acque meteoriche, e dall'altro usa il pugno duro e minaccia sanzioni. Forse gli uffici di Palazzo Isimbardi non si parlano fra loro".

Soluzioni? Il Consorzio acque Villoresi sta valutando assieme al Cap la possibilità di far confluire parte degli scarichi nella vicina roggia Spezziana. Della vicenda, prima della dura presa di posizione della Provincia, si parla da un anno. L'inverno scorso fece scalpore la moria di pesci riscontrata dalle associazioni di pesca sportiva, per le quali il lago di Basiglio è un vero punto di riferimento in Lombardia e non solo. "In quel caso - evidenzia Cirillo - l'Arpa riscontrò del cloro nelle acque. Forse qualche impresa edile della zona lavava le bitonieniere nel lago. Ma ora questo - assicura il sindaco - non si verifica più".

http://www.libero-news.it/articles/view/395776

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CORSICO - Sono gravi le condizioni dell'operaio che questa mattina è caduto dal tetto di 7 metri della Corsico Vetro, in via Alzaia Trieste 45. Un pannello di plexiglass si è rotto mentre puliva una grondaia. E per M.B., 51 anni, residente a Pavia, si teme la frattura delle colonna vertebrale. Il medico che gli ha punto le gambe con un ago non ha notato alcuna reazione.

L'allarme è stato lanciato attorno alle 8.45. Il 51enne era steso su una pila di scatoloni contenenti bottiglie di vetro, a un'altezza di tre metri. L'uomo era inizialmente privo di sensi e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per imbracarlo e consentire il trasporto d'urgenza all'ospedale Niguarda. Sul luogo dell'incidente anche gli agenti della polizia locale, i tecnici dell'Asl e il vicesindaco di Corsico, Giovanni Giovannini. "Si è trattato di una tragica fatalità - dichiara Giovannini - perché mi hanno spiegato che la ditta incaricata dalla società corsichese è qualificata e svolge questo tipo di attività per la Corsico Vetro da molto tempo".

L'incidente riapre la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro, per la quale il sindaco Sergio Graffeo promuove da tempo un protocollo d'intesa tra tutte le organizzazioni impegnate sul tema. "E' una questione purtroppo sempre attuale - spiega il primo cittadino di Corsico - che deve essere affrontata con determinazione da tutti gli attori coinvolti: aziende, lavoratori e organi istituzionali. Occorre creare una vera e propria rete di sicurezza, perché il problema ha tante sfaccettature e la politica, anche a livello locale, se ne deve far carico creando sinergia con il mondo produttivo, con le istituzioni preposte, con i lavoratori, con i singoli imprenditori, con tutti coloro che contribuiscono all’economia di un territorio".

Nelle prossime settimane sarà istituito un osservatorio permanente al quale hanno già aderito le principali organizzazioni che si occupano di lavoro.

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POGLIANO MILANESE - Ha ucciso la madre malata e tentato di convincere il fratello a togliersi la vita. E al suo rifuuto ha tentato il suicidio. Dramma a Pogliano Milanese. Mariangela Ginetti, 57 anni, ha usato un sacchetto di plastica per soffocare la madre di 87 anni, Virginia Selmi, da 6 anni costretta a letto nel suo appartamento di via Monsignor Paleari 13, per i postumi di un ictus.

 

Erano circa le 22 di ieri sera. Subito dopo, la donna ha provato inutilmente a convincere il fratello, un 60enne con gravissimi problemi di deambulazione da diversi anni che dormiva in un'altra stanza, ad uccidersi assieme a lei. Quindi Mariangela Ginetti è tornata nella sua abitazione al terzo piano di via Oberdan, a Pogliano. Ha aperto la finestra e avvicinato uno sgabello. Ci è salita sopra. Ma non ha trovato la forza per gettarsi da basso.

A quel punto è tornata dalla madre e dal fratello e ha chiamato i carabinieri. Ha raccontato tutto quanto successo con voce ferma. Dovrà rispondere dell'accusa di omicidio volontario premeditato. La 57enne aveva rinunciato volentieri al proprio lavoro per accudire la madre prima, e il fratello poi. Negli anni, però, la gioia di sentirsi utile è andata scemando. Facendo spazio al desiderio di alleviare per sempre le pene dei suoi famigliari. E le sue.

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BRESSO - Giornali, riviste e droga. Un 43enne edicolante di Bresso, incensurato, è stato arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini dello spaccio di stupefacenti, dopo alcune segnalazioni giunte in caserma.

Nell'edicola del centro città i militari hanno rinvenuto 7 involucri di cocaina (circa tre grammi complessivi), 50 grammi di hashish e 720 euro in contanti, tenuti separati dal denaro dell'incasso giornaliero. A casa dell'uomo sono stati scoperti altri 10 grammi di hashish, marijuana e sacchetti per il confezionamento delle dosi.

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CORSICO - La premiata ditta composta da un albanese e un marocchino, ragione sociale "smercio di droga", si era inventata un metodo infallibile per confezionare e trasportare eroina. I panetti venivano nasconti in barattoli di vernice. Così, per non dare nell'occhio, anche in caso di controlli. Tutto perfetto, tranne il self control.

Che venerdì sera li ha traditi, portando i militari al sequestro di 15 chili di droga nella loro base, un'officina che si affaccia sul controviale della Nuova Vigevanese, sul territorio di Corsico. E' da lì che una pattuglia di carabinieri li ha visti uscire a bordo di una Ford Fiesta, attorno alle 22, durante un servizio coordinato con la polizia locale nell'ambito del patto "Milano sicura".

I militari hanno notato che i due extracomunitari, regolari in Italia ma senza un lavoro, erano agitati. Sull'auto nascondevano dei barattoli vuoti di vernice. La successiva perquisizione all'interno dell'officina ha portato al sequestro di 5 barattoli conteneti altrettanti panetti di eroina. Uno scacco pesantissimo quello messo a segno dai carabinieri, dato che il valore dello stupefacente ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro. (http://www.libero-news.it/articles/view/393501#)

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Non sono ancora chiare le circostanze che hanno causato la caduta di un uomo dalla bicicletta, ieri nel centralissimo corso San Martino. A.D., 87 anni, residente da sempre ad Abbiategrasso, è stato trovato dai soccorritori a terra, in stato confusionale, poco prima delle 14.

L'anziano ha battuto la testa, ma non ha perso i sensi. E' stato trasportato in ambulanza dai volontari della Croce Bianca di Magenta al pronto soccorso dell'ospedale Cantù. Un "codice giallo" che ha consigliato ai medici di effettuare tutte le verifiche del caso, e di tenere in osservazione l'87enne per qualche ora anche dopo le radiografie di rito. In attesa che l'anziano si ristabilisca e fornisca la propria versione dei fatti, la polizia locale di Abbiategrasso non può contare su alcun testimone.

A nulla è servito il pronto intervento sul posto effettuato da una pattuglia, che transitava pur casualmente nella zona. L'ipotesi più accreditata è comunque quella che l'anziano abbia perso il controllo della sua inseparabile bicicletta. Un mezzo che utilizza spesso, per piccoli spostamenti.

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ARESE - Giro di vite sull'immigrazione clandestina nei Comuni di Pero e Arese. Per una giornata intera, quella di ieri, i carabinieri hanno battuto le principali zone dove si concentrano gli immigrati. Risultato: quattro arresti e un centinaio di persone controllate. In manette sono finiti E.B.T. ed A.A., marocchini di 40 e 20 anni, J.Z., 20 anni, originario del Bangladesh, e R.M., 38enne egiziano. Sono tutti nullafacenti, privi del permesso di soggiorno.

Si trovano sul territorio nazionale nonostante gli ordini espulsione emessi nei mesi scorsi dai Questori di Milano e Varese. L'operazione, che ha visto impegnati decine di militari, è stata accolta con grande favore dai residenti della zona della stazione metropolitana di Molino Dorino e della frazione Cerchiate e dell’inceneritore di via Figino. Ad Arese, invece, i militari si sono concentrati nell'area del bosco delle Groane, nota zona di spaccio, della ex Fiat Alfa Romeo, di via dell’Industria e dei giardini pubblici.

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MILANO - Solarcentury è stata scelta dalla Provincia di Milano per fornire sistemi fotovoltaici a 24 licei e scuole secondarie a Milano e provincia (Cesano Maderno, Seregno, Inveruno, Bollate, Rho, Parabiago, Castano Primo, Legnano, Abbiategrasso, Vittuone, Magenta, Corsico e Rozzano). Le scuole "solari", spiega una nota, non solo ridurranno la dipendenza delle autorità locali dai combustibili fossili, ma beneficeranno anche delle tariffe agevolate del "Conto Energia" che, esattamente come accade in altri Paesi Europei, assicura ai produttori di energia solare un contributo per unità elettrica (kWh) immessa nella rete. Nel caso specifico, la tariffa riservata agli enti pubblici e' pari a 0,46 euro per kWh prodotto. Ogni scuola, grazie all'installazione di un sistema da 20kW, genererà circa 22.600 kWh l'anno, evitando in tal modo l'emissione di oltre 13 tonnellate di CO2 nell'atmosfera. In totale, le scuole della Provincia di Milano produrranno 542.400 kWh, sufficienti ad alimentare oltre 250 case e ogni singola scuola genererà un ricavo di 15mila euro.
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Tentata truffa ai danni del supermercato Auchan di Cesano Boscone. Mercoledì sera, alle 21, un senegalese di 30 anni ha presentato dei documenti falsi per accendere un finanziamento da 8mila euro. Ma le impiegate hanno mangiato la foglia.

L'uomo, S.S.M, operaio, residente in provincia di Bergamo, aveva acquistato assieme alla moglie vari elettrodomestici. E' stato arrestato dai carabinieri di Cesano Boscone, intervenuti sul posto in seguito alla segnalazione effettuata di soppiatto dalle impiegate. La moglie del truffatore, disoccupata, è stata denunciata a piede libero come complice della truffa. Ne avrebbe fatto le spese la società finanziaria del colosso francese della grande distribuzione, la "Auchan-Accord".

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ROZZANO - Hanno infranto una vetrata e poi hanno devastato l'arredo della scuola. Fino all'arrivo dei carabinieri, contattati da alcuni residenti del quartiere. E' una banda di minorenni quella che è entrata in azione attorno alle 23 di ieri all'interno della scuola media "Luini-Falcone" di via Milano.

Tre dei cinque ragazzi sono stati braccati mentre tentavano di fuggire scavalcando la recinzione del'istituto. Dovranno rispondere dell'accusa di furto aggravato e danneggiamento. Sono invece ancora ricercati altri due giovanissimi. In particolare, la banda di vandali si è accanita sul laboratorio teatrale della scuola, dal quale ha tentato di asportare sei costumi di scena. http://www.libero-news.it/articles/view/392401

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 Davide Bortone ( 14/11/2008 - 11:22:58,  Cronaca)

CORSICO - Sarà inaugurata sabato 15 novembre alle 11, in presenza dell'assessora allo Sport e Tempo libero, Maria Ferrucci, la piscina comunale che si trova all'interno della scuola primaria di via Galileo Galilei.

Un evento molto atteso, dal momento che prima della ristrutturazione (costata 85mila euro, completamente a carico della società Aicsport-Sportitalia, gestrice della piscina comunale di via Don Tornaghi) si registrava una media di 15 frequentatori ogni ora. Cento persone al giorno, quindi, fra adulti e bambini.

Oltre ai corsi di nuoto saranno ripristinati i corsi di acquaticità dedicati ai più piccoli, e le lezioni di nuoto per i disabili. La piscina, gestita dall'associazione sportiva dilettantistica utenti impianti sportivi del Comune di Corsico, è larga 6 metri e lunga 13,8. E' profonda dagli 0,81 ai 0,71 metri, su una superficie di 82,8 metri quadrati.

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GARBAGNATE - Quaranta denunce a piede libero, 150 persone segnalate alla Prefettura per uso personale ed oltre quindici chili di stupefacente sequestrato. Con quelli di ieri salgono a settanta gli spacciatori finiti in manette dall'inizio dell'anno nel Rhodense.

B.H., E.A. e H.A., pregiudicati clandestini di nazionalità marocchina di 27, 30 e 22 anni, sono stati arrestati ieri sera nella boscaglia del Parco delle Groane, nota zona di spaccio battuta soprattutto da tossici lombardi e piemontesi, oltre che da extracomunitari.

I carabinieri si sono appostati con visori notturni e telecamere a infrarosso per acquisire le prove necessarie durante il processo. Gli obbiettivi hanno ripreso le scene che da anni caratterizzano il Parco delle Groane: spacciatori intenti a tagliare e confezionare la droga. In particolare sono stati sequestrati 10 grammi di cocaina, 5 grammi di eroina e 5 grammi di hashish, già suddivisi in dosi e in parte nascosti nel pannello della portiera di un'auto. Sono finiti nelle mani dei militari anche dei foglietti manoscritti che riportano le liste di acquirenti e gli importi che avrebbero dovuto versare. E un macete con lama di 60 centimetri, utilizzato per allontanare gli intrusi. http://www.libero-news.it/articles/view/392394#

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Domenico Raimondo si dimetteràufficialmente  lunedìL'aria di crisi che spira da giorni all'interno della maggioranza di Assago si tramuterà presto nelle dimissioni del sindaco, Domenico Raimondo. Nei giorni scorsi l'ex margheritino è stato ricevuto in Prefettura, a Milano, dove ha reso nota la propria intenzione di lasciare la poltrona più alta del municipio assaghese. Raimondo avrebbe chiesto al Prefetto Gian Valerio Lombardi di assicurare alla città "un commissario in gamba", che possa traghettare la città verso elezioni. La formalizzazione delle dimissioni è attesa per lunedì. Domenico Raimondo, calabrese di Zagarise (Cosenza), 51 anni compiuti ieri, è sposato e ha due figli. Lavora ad Assago dal 1987, dove come commercialista. Conosciuto con l’appellativo "Mimmo", ha militato in tra le fila del Partito Popolare Italiano. Ha poi ottenuto la carica di coordinatore della Margherita assaghese. E' stato eletto sindaco nel 2004, in rappresentanza della Lista Civica di centrosinistra "Uniti per Assago". Due le parole parole d'ordine con le quali ha dichiarato di voler governare: "Trasperenza e partecipazione". "Lavoreremo molto per costruire quelle condizioni, assenti all'interno dell' Ente, necessarie per avviare i processi partecipativi che trovano la loro espressione nel progetto 'Noi di Assago, laboratorio di partecipazione'", aveva dichiarato all'inizio del mandato. Incarico che ora restituisce alle urne. E in città il Popolo delle Libertà già esulta con manifesti e volantini che sottolineano la crisi della maggioranza.
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Un cittadino indica il centro di compostaggio di AlbairateALBAIRATE - "Da parte nostra non è stata presentata nessuna richiesta formale di controllo all'Arpa sul corretto funzionamento dell'impianto per una ragione molto semplice: un controllo era già stato programmato per il mese di settembre". La giunta di Albairate rompe così, con delle spiegazioni dovute, il silenzio durato una settimana sulla polemica delle puzze provocate dal centro di compostaggio. "Sono in corso tutte le procedure previste per affrontare e risolvere il problema - dichiara il sindaco Luigi Tarantola - e l'augurio è che la vicenda non venga strumentalizzata ad arte da qualcuno, con il rischio di procurare allarme tra la cittadinanza in merito alla presunta tossicità dei miasmi. In questo caso daremo il via ad azioni legali". Del resto, "Asl e Arpa sono le autorità preposte ai controlli, e in caso di rischi reali sono tenute ad avvertire immediatamente il sindaco in quanto responsabile della salute pubblica".

"Ad oggi - precisa la giunta - il sindaco di Albairate non ha ricevuto alcuna comunicazione di pericolosità. Anzi, dai costanti contatti tra l'Amministrazione comunale e gli enti preposti sono finora emerse soltanto rassicurazioni. Adesso il sindaco attende un incontro con l'Arpa (più volte sollecitato), per ricevere ufficialmente i relativi documenti sui controlli effettuati. L'Arpa ha rinviato un incontro che era stato fissato lo scorso 10 novembre per motivi legati allo sciopero nazionale dei trasporti".

Ma in paese restano i dubbi. Il primo: minacce di querele a parte, la natura delle puzze non è stata ancora resa nota ufficialmente dall'Asl o dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che a fine settembre si è occupata della sole verifiche per il rinnovo dell'autorizzazione a trattare rifiuti da parte di Ecoprogetto. E il secondo: se le puzze sono cominciate a giugno, perché non sono stati richiesti controlli anticipati rispetto a quelli in calendario per settembre? Dubbi che, forse, saranno chiariti durante il consiglio comunale convocato in municipio per la sera del 21 novembre.

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ALBAIRATE - Niente assemblea pubblica e rapporti con la stampa sospesi dalla giunta di Albairate sul tema dell'impianto di compostaggio di via Marcatutto. Dopo la smentita di Arpa, che ieri ha chiarito ufficialmente come il Comune non abbia di fatto "mai richiesto un intervento in relazione alle molestie olfattive lamentate dai cittadini", il sindaco Luigi Tarantola e l'assessore all'Ambiente Giovanni Pioltini non rilasciano più interviste. Un silenzio dentro il quale sguazza il gruppo di minoranza "Progetto Albairate".

"Questa amministrazione evita il contraddittorio - evidenzia il capogruppo Gianfranco Ticozzelli - specie per la vicenda del compostaggio. Infatti non siamo stati informati della conferenza stampa tenuta la scorsa settimana in municipio". La vicenda, secondo l'opposizione, "sta assumendo contorni sempre più surreali e grotteschi". "Noi di Progetto Albairate - dichiara Ticozzelli - pur mostrando la massima fermezza nel chiedere l'immediata soluzione del problema puzza, abbiamo scelto di mantenere un comportamento responsabile, volto a non alimentare allarmismi e a evitare ulteriori danni di immagine al nostro paese (anche se il Sindaco Tarantola fa paragoni impropri tra compostaggio e casa di riposo!). E' quasi comico sentire l'Amministrazione dire 'basta' e minacciare l'ennesimo, inefficace 'penultimatum'. Sembra quasi che le vittime di questa situazione siano soltanto il sindaco e l'assessore Pioltini. Non è così: siamo noi e i cittadini a dire basta, perché è la maggioranza, e nessun altro, responsabile di quanto sta succedendo".

Ticozzelli e il suo gruppo difendono i cittadini dalle accuse di strumentalizzazione. "Sta diventando insopportabile questo atteggiamento che evoca sempre le imminenti elezioni come movente della protesta - attacca il capogruppo di Progetto Albairate - e che fa ricorso a deboli giochetti, silenzi imbarazzati e mancanza di trasparenza". Poi la richesta di convocazione di un'assemblea pubblica sulle puzze. "Il sindaco convochi l'assemblea pubblica promessa fin dal 29 luglio - invoca il gruppo di minoranza - spieghi ai cittadini cosa intende fare e accetti il rischio di un minimo di contraddittorio. Riconosca, insieme a Pioltini, che la scelta da noi sempre avversata di un impianto vicino alle case era, e si sta dimostrando, insensata". Perché "a non riconoscere questo è ormai rimasta solo la maggioranza e qualche esponente della Provincia, che ci offende parlando di puzza 'di origine psicologica' e di responsabilità della Regione nell'approvare il progetto. Da quando in qua la Regione o qualunque altro ente appaltante è responsabile della tecnologia della ditta fornitrice di un impianto 'chiavi in mano'? Siamo al culmine del pressapochismo e dell'arroganza". Eppure anche Ticozzelli, che di professione fa il medico, tende a scansare l'ipotesi che le puzze siano tossiche: "Si sposta l'attenzione dal vero disagio, che è la puzza insopportabile per i cittadini, a improbabili danni da sostanze tossiche".

http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=2
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PIEVE EMANUELE - A Oxford, la città inglese famosa per la sua università dove il Consiglio comunale ha di recente bandito la parola "Natale" e istituito per il 25 dicembre il "Winter Light Festival" (la "Festività della Luce Invernale"), qualcuno rabbrividirebbe. Ma quel che è fatto, ormai, è fatto. E dell'opinione dei britannici, a Pieve Emanuele, vicino Rozzano, frega del resto meno di zero. Il Comune ha deciso che quest'anno a pagare le luminarie natalizie saranno i cittadini. Questione di risparmio su ciò che si può risparmiare, dato "il buco ereditato dalla precedente gestione". E i 30mila euro che gli amministratori pensano così di preservare, non sono certo noccioline.

Cittadini come azionisti del proprio Natale, insomma. Vuoi la città addobata come Copenaghen, Parigi oppure Praga? Paga, bello mio. In realtà, l'iniziativa dell'assessorato allo Sviluppo Economico ha anche uno sfondo sociale. Servirebbe appunto a stuzzicare il senso civico degli abitanti. Facendo sentire "propria" la città nel contribuire a renderla più accogliente per Babbo Natale e le sue renne. Il bando scade giusto in tempo: dieci giorni prima, il 15 dicembre. "Le luminarie - spiega l'assessora Marisa Bozzini - sono necessarie per ricreare l'atmosfera di gioia tipica del Natale, utile a rallegrare gli animi delle comunità locali. A Natale, si sa, siamo tutti più buoni ed è proprio durante questo periodo che siamo più portati a stringere rapporti, a parlare di collaborazione e sussidiarietà, a guardare il nostro vicino con l'occhio della festa e della gioia nel cuore. Le luminarie sono quindi importantissime per contribuire a creare l'atmosfera della festa". Basta un gesto, insomma. Ognuno a modo suo. "Potranno partecipare economicamente i cittadini di Pieve Emanuele - evidenzia ancora Marisa Bozzini - anche con una piccola offerta. Ma anche gli imprenditori e i professionisti potranno contribuire con una sponsorizzazione. Invito quindi le imprese, e soprattutto i liberi professionisti, a partecipare attivamente al bando, mostrando così la loro collaborazione con le istituzioni locali per conferire alla città un aspetto di gioia e di festa, e regalare a tutti i cittadini uno splendido Natale 2008".

La speranza degli amministratori è che "l'iniziativa trovi una buona risposta sul territorio". Qualche buon segnale già si avverte. Sono già arrivati in municipio i primi versamenti sul costo postale 47904206, intestato a Comune di Pieve Emanuele - Tesoreria; al conto bancario 000000007020 della Banca Popolare di Milano Tesoreria Comunale, Codice IBAN: IT42T0558433581000000007020, dov'è indicata come causale "Sponsorizzazione Luminarie Natalizie". I cittadini dal cuore grande (e dal portafoglio aperto) riceveranno durante le festività "i ringraziamenti ufficiali, attraverso la pubblicazione dell'elenco". Il Comune di Pieve, del resto, non è nuovo a questo tipo di iniziative. La giunta guidata dal sindaco Rocco Pinto ha già approvato la proposta di un contributo di circa 300 euro ai disoccupati che si rendono disponibili a tenere pulita la città.

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BARANZATE - Casa e prigione. Vietato uscire per la moglie e i figli. Anche solo per fare la spesa o un giretto con gli amici. La tragedia familiare si è consumata per anni a Baranzate, ed è finita solo ieri grazie all'intervento dei carabinieri della Compagnia di Rho, guidati dal capitano Luca Necci. Il carceriere, B.S., un uomo di 52 anni di origine siciliana, è finito in manette con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. A farne le spese erano infatti la moglie di 46 anni, la figlia di 22 e il figlio di 20. Veri e propri ostaggi. A tenerli incollati alle mura domestiche erano le minacce di violenza da parte dell'uomo, un disoccupato con pregiudizi di polizia che era spesso ubriaco. "I rischi di degenerazioni delle condotte in ambito famigliare - evidenzia il capitano Luca Necci - possono determinare il verificarsi di vere e proprie tragedie. Un contesto che impone il monitoraggio preventivo di tutte le situazioni a rischio, con conseguente possibilità di intervenire prima che le situazioni arrivino al punto di non ritorno".
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CORSICO - Furti in abitazione e zingari. Ecco i due spauracchi degli anziani del sud Milano. Uomini, ma soprattutto donne che vivono sole. In villetta o in condominio conta poco. La notte e i suoi agili fantasmi fa paura alla gente dei quartieri popolari di Corsico, Cesano Boscone e Trezzano sul Naviglio, come fra le eleganti villette immerse nel verde di Ozzero, Gudo Visconti e Rosate. Lo evidenzia uno studio presentato ieri al Teatro Verdi di Corsico, commissionato all'Università Bicocca di Milano e ai sindacati dei pensionati dall'assessorato alla Sicurezza della Provincia di Milano e dagli amministratori di 15 Comuni del sud ovest milanese. A rispondere ai quesiti previsti sono stati 255 anziani, dai 65 anni.

Uomini e donne che hanno visuto almeno una guerra, ma che ora si sentono "più sicuri in chiesa, al cimitero o in oratorio che all'interno delle proprie abitazioni". Coraggio che comunque non manca se si considera che il 46,7% degli uomini di età compresa fra i 65 e i 74 anni "non teme alcun luogo". Diverso il discorso per le donne, a cui fa più paura la sera della notte (50,6% contro 28,1%). I soggetti più temuti sono gli zingari (66,6%). Seguono i tossicodipendenti (41,5%), gli extracomunitari (29,4%), i giovani bulli (21,9%) e gli appartenenti alla criminalità organizzata (18,4%), dal momento che la Ndrangheta è attivissima nella zona. Eppure il timore di subire reati da questi soggetti non cambia le abitudini quotidiane del 40,8% degli intervistati. Per difendersi, gli anziani del Sud Milano ne inventano una più del diavolo.

I meno fantasiosi ricorrono ai sistemi d'allarme delle abitazioni (34,5%). Gli altri studiano i modi più sicuri per custodire i contanti in casa o nel portafoglio, quando sono per strada (23,1%). Ci si fida in generale dei vicini se il 39,6% degli intervistati sostiene di averli incaricati almeno una volta "di controllare l'abitazione in caso di assenza prolungata". Secondo i dati raccolti coi questionari, la percezione di insicurezza è aumentata nell'arco dell'ultimo anno a Rosate (46,1%), Gudo Visconti, Lachiarella e Ozzero (25%), Trezzano sul Naviglio (24,3%), Assago (22,2%), Buccinasco (18,1%), Cesano Boscone (6,5%), Corsico (2,6%). "Eppure - dichiara Sergio Graffeo, sindaco di Corsico, Comune capofila di zona - questi dati dimostrano come a influenzare certe risposte sia l'enfatizzazione di notizie di cronaca dai parte soprattutto della televisione".

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ABBIATEGRASSO - Giovani e incazzati. Registrano tutto. Giorno dopo giorno. Ritardi, cancellazioni, carrozze sporche. Maniaci della lancetta e del decoro. Per disperazione. Sono i ragazzi di "Odio la Milano-Mortara", il gruppo fondato su Facebook da Luca Monti, 23enne di Ozzero, laureando in Scienze Agrarie all'Università Statale di Milano. "Ho deciso di aprire questo spazio sulla community più in voga del momento - spiega lo studente - per dar voce alle centinaia di ragazzi della zona di Mortara, Abbiategrasso e Corsico, costretti a subìre quotidianamente i disservizi di questa tormentata tratta ferroviaria. Esistono già vari dei comitati di pendolari, ma uno strumento come Facebook è il migliore per noi ragazzi".

Prendere il treno sull'asse che collega il Pavese a Milano-Porta genova, è un'odissea. "Ho preso il treno alle 7.17 a Mortara - evidenzia in un post un ragazzo - e sono arrivato alle 10 alla Cattolica". "Il 5 novembre - evidenzia una ragazza - tra ritardi e strane soppressioni ho impiegato 4 ore per la tratta Alessandria-Milano Porta Genova. Partenza alle 16.46 circa, arrivo alle 20.40 circa. Da suicidio". "Mi piacerebbe sapere quando Trenitalia e Regione Lombardia firmeranno il prossimo contratto di servizio", evidenzia un pendolare. Che aggiunge, sconsolato: "Poi, se Trenitalia riuscisse anche a rispettarlo, non sarebbe male". I giovani, lunedì, si sono interrogati pure sullo sciopero delle Ferrovie: "Ciao a tutti - scrive un ragazzo - questa mattina il treno delle 7.45 è arrivato con 30 minuti di ritardo 'causa sciopero'. Ma io, infervorandomi, mi domando: e le fasce protette? E poi: se l'autista del treno stava scioperando, come ha fatto ad arrivare in ritardo? Misteri di Trenitalia". Qualcuno pensa che la colpa sia del Comune di Corsico, che sta chiedendo l'interramento dei binari in fase di raddoppio.

"Ritengo strumentale e fuori luogo - dichiara il sindaco Sergio Graffeo - imputare alla nostra battaglia di civiltà, di salvaguardia ambientale e di salute pubblica i disservizi delle Ferrovie. Siamo stati costretti ad adeguarci a scelte imposte dall'assessore ai Trasporti della Giunta Formigoni, che ha trasformato in carta straccia un ordine del giorno votato in Consiglio regionale anche da un partito della maggioranza di centrodestra. È chiaro a tutti che il Governatore lombardo non abbia voluto in alcun modo interpretare la preoccupazione di decine di migliaia di persone che abitano vicino ai binari, da Milano-San Cristoforo in poi. Non è stato certamente l'intervento del sindaco di Abbiategrasso a respingere la nostra richiesta di una nuova convocazione della conferenza dei servizi che valuti l'interramento - precisa Graffeo - tanto che i ricorsi proseguono. Di fronte all'indisponibilità della Regione e al silenzio, falsato da inutili chiacchiere del presidente della Commissione trasporti, del Comune di Milano, anche gli altri Comuni sono stati costretti a scegliere di non sostenere il nostro studio e, senza di loro, l'interramento è divenuto, di fatto, tecnicamente non attuabile".

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ALBAIRATE - "Ad oggi non ci risultano richieste di intervento rivolte al dipartimento di Parabiago da parte del Comune di Albairate, in relazione alle molestie olfattive lamentate dai cittadini". Parole e musica dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa). Parole che non coincidono con quelle del sindaco Luigi Tarantola e dell'assessore all'Ambiente Giovanni Pioltini, che di recente hanno affermato di essere in contatto da tempo coi tecnici di via Juvara. Musica, invece, per le orecchie dei responsabili del Comitato anti puzze: da sempre Domenico Gallo e Piero Sebri sostengono che le analisi effettuate sul finire di settembre dall'ente deputato a monitorare la salubrità dell'aria sono scattate in seguito alle numerose segnalazioni di cattivi odori inoltrate agli uffici di Parabiago e alla Forestale di Magenta.

"Arpa - evidenzia ancora l'agenzia in una nota scritta - è comunque intervenuta presso l'impianto a fine settembre, per controlli già programmati in seguito alla richiesta di rinnovo dell'autorizzazione al trattamento dei rifiuti da parte dell'azienda Ecoprogetto Milano". Tuttavia non sono stati effettati controlli sulle emissioni fastidiose. "I tecnici, che erano a conoscenza delle segnalazioni da parte dei cittadini - evidenzia sempre Arpa - non hanno in quell'occasione potuto rilevare nulla che fosse collegato alle molestie in oggetto, in quanto nel corso del sopralluogo non si sono manifestate puzze particolari". C'è di più. Per motivi non definiti, sarebbe "saltato" l'incontro fissato per ieri fra gli amministratori di Albairate e l'Asl, durante il quale sarebbero stati comunicati gli esiti delle analisi effettuate nei pressi dell'impianto di via Marcatutto.

"Quello che ci sorprende - dichiara il combattivo Piero Sebri - è come Taratola e Pioltini possano essere certi che i miasmi non siano tossici, dal momento che loro stessi dicono di non essere ancora in possesso degli esiti delle analisi dell'Arpa e dell'Asl. La cosa ci preoccupa moltissimo, perché per tutta l'estate e oltre molti cittadini hanno sofferto di strani mal di gola, insonnia, e della continua necessità di bere. Sintomi mai accusati prima. Per questo - prosegue il responsabile del Comitato anti puzze - torniamo a chiedere con forza la convocazione di un'assemblea pubblica e di un tavolo tecnico a cui partecipano tutti i responsabili, da quelli del Comune a quelli della Provincia, passando per l'Arpa e l'Asl. Al posto di mettere su Internet la ripresa delle conferenze stampa (http://www.alba-tv.it/notizie_territorio.html) e di diffondere notizie che poi si rivelano false, il sindaco abbia il coraggio di incontrare i suoi concittadini, spiegandogli cosa sta succedendo".

Che quella di Internet sia una cartina tornasole per capire quanti cittadini stiano seguendo la vicenda a pochi mesi dalle elezioni? Il controllo degli "accessi" su un sito web è un gioco da ragazzi. "Non convochiamo l'assemblea - ha spiegato invece l'assessore Giovanni Pioltini - perché vogliamo evitare insulti gratuiti". Pazienza, allora: per ultimare i lavori intimati dalla Provincia, a Ecoprogetto servono circa 4 mesi.

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TREZZANO SUL NAVIGLIO - Seicentocinquanta euro per 15 giorni. Dagli 800 ai mille per un anno intero. Sono le cifre da capogiro che ingrassano il mercato dei pannelli pubblicitari abusivi. Una peste bubbonica che affligge le strade più trafficate dell'hinterland. Zone franche, all'apparenza. Dove le agenzie di pubblicità fanno affari d'oro. Scannandosi una con l'altra. Ci siamo finti interessati all'acquisto di uno dei tanti pannelli lungo la ex Statale Nuova Vigevanese, fra Trezzano sul Naviglio, Cesano Boscone e Corsico. Qui, l'altissima densità di traffico a tutte le ore garantisce riscontri veloci e sicuri a chi investe sul pannello tarocco. Il trucco? Ogni azienda scredita le altre.

"L'unica società autorizzata a vendere pubblicità su quella strada siamo noi - evidenzia al telefono un agente - gli altri non sono in regola". Eppure: "Noi siamo gli unici a essere convenzionati coi Comuni", dichiara un altro operatore del settore, contattato per pubblicizzare l'apertura di un fantomatico pub. Così si scopre che nella zona fa gola il Comune di Cusago. E' lì che stanno investendo adesso molte aziende del territorio. "Siamo attivi da più di 20 anni - sostiene un altro agente pubblicitario - il nostro nome è una garanzia". Come è possibile installare pannelli abusivi? Semplice. A Pessano con Bornago, vicino Gessate, c'è chi lo fa sotto la luce del sole, mentre nel Sud Milano gli operai lavorano di soppiatto, nottetempo.

"Ho querelato il titolare di una di queste aziende - dichiara il vicesindaco di Pessano, Damiano Dalerba - che mi ha insultato e minacciato in presenza di alcuni agenti di polizia locale che avevano pizzicato dei suoi operai mentre installavano abusivamente uno di questi cartelli". La frustrazione degli amministratori locali fa eco ad abissali vuoti normativi. Dentro i quali gongolano le aziende di pubblicità. "Per questo - attacca il vicesindaco di Trezzano sul Naviglio, Oliviero Camisani - occorre una riforma a livello statale che preveda sanzioni pesantissime per chi installa pannelli senza autorizzazione. Le ditte dovrebbero essere costrette pure a pagare i costi di rimozione, che ora gravano sui Comuni. Inoltre occorrerebbe punire con la temporanea revoca della licenza chi acquista queste pubblicità". Ovvero: centri commerciali, mobilifici, megastore d'abbiamento.

Una "battaglia per la legalità" che sta combattendo anche l'associazione Italia Nostra lungo le sponde del Naviglio. "Il sistema dei Navigli - spiega Gianni Micheloni, responsabile della campagna 'SpazioLibero, contro la pubblicità stradale abusiva' - così come il Parco Agricolo Sud Milano è un patrimonio che va tutelato. E i cartelli pubblicitari non potrebbero comparire, perché è una tratta a interesse panoramico". Quando a giugno Italia Nostra ha cominciato la sua guerra, degli 80 cartelli installati nei soli Comuni di Corsico e Trezzano solo sei eramo (pur erroneamente) autorizzati.

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