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CORSICO - Sono stati ricevuti in municipio questa mattina i lavoratori della Piattaforma dell'Edilizia di Corsico. I dipendenti dell'azienda di via per Cesano Boscone chiedevano un incontro all'Amministrazione comunale, per denunciare le pesanti ripercussioni del taglio deciso dalla multinazionale francese Saint Gobain, proprietaria del negozio per la vendita all'ingrosso di materiale per l'edilizia. La Piattaforma, aperta solo tre anni fa, è già a rischio di chiusura. In allarme sono una settantina di lavoratori, tra la sede di Corsico e quelle di Milano e Roma. Secondo quanto riferisce la Filcams Cgil, la multinazionale francese giustifica i licenziamenti con "lo scarso recepimento da parte dei clienti del format proposto dall'azienda", oltre "alla crisi finanziaria in atto, che investe anche il settore edile provocando il conseguente calo del fatturato nei primi mesi del 2009". Una giustificazione che i lavoratori hanno rigettato anche durante il presidio del 22 settembre, davanti ai cancelli dell'azienda: "Quello che manca è la merce da vendere, non i clienti".La giornata ha visto anche i dipendenti di un'altra azienda del sudovest milanese impegnati in un presidio: quelli della maflow di Trezzano sul Naviglio, ditta in amministrazione straordinaria dove i posti a rischio sono 350. I lavoratori si sono dati appuntamento davanti al Palazzo di giustizia di Milano, per denunciare che "nell'ultimissimo periodo l'azienda ha visto il principale cliente, ovvero Bmw, sospendere la maggior parte degli ordini produttivi per i modelli della Serie 1, della Serie 3 e della Z4". "Oltre al ripristino degli ordinativi - spiega Walter Montagnoli della FlmUniti della Cub - i lavoratori vogliono garanzie circa il mantenimento occupazionale e delle attività produttive". Per il 30 novembre è prevista nel sito trezzanese di via Boccaccio 1 un'assemblea aperta, a cui è stato invitato anche il sindaco di Trezzano, Liana Scundi. Saranno presenti anche lavoratori di altre aziende in crisi. "Per sostenere la lotta". TREZZANO SUL NAVIGLIO - Le istituzioni fanno un altro passo avanti per dare una speranza ai lavoratori della multinazionale trezzanese che produce componentistica per le principali aziende automobilistiche italiane ed europee. Gli onorevoli Erminio Angelo Quartiani e Andrea Lulli (Partito democratico) hanno, infatti, presentato nei giorni scorsi un’interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per sensibilizzarlo sui problemi della maflow di Trezzano sul Naviglio, dove sono a rischio più di 300 posti di lavoro.L'onorevole Quartiani lo aveva promesso partecipando, su invito del sindaco Liana Scundi, a un'assemblea organizzata nei capannoni di via Fleming, lo scorso 30 novembre. La risposta del ministro è attesa nei prossimi giorni. “In una vicenda difficile come quella della maflow – dichiara il sindaco Liana Scundi - credo sia fondamentale che tutte le istituzioni, a qualsiasi livello, siano impegnate per salvaguardare l'occupazione. Anche come Consiglio comunale abbiamo sollecitato, attraverso un documento condiviso da tutte le forze politiche, la Provincia e la Regione affinché assumano una posizione decisa a sostegno dei dipendenti della maflow”. Nell'interrogazione, gli onorevoli Quartiani e Lulli, dopo avere spiegato in dettaglio la situazione, chiedono al ministro "quali iniziative intenda il Governo intraprendere al fine di garantire la continuità produttiva del sito di Trezzano sul Naviglio di maflow e degli stabilimenti italiani del gruppo, per rilanciare le attività produttive dell’azienda in Italia e nei territori milanese e ascolano interessati dalla crisi del gruppo multinazionale oggetto dell’interrogazione". Una richiesta che i parlamentari, come hanno spiegato nella premessa della loro interrogazione urgente, hanno fatto "Trattandosi di una crisi che giunge nel settore automotive in un momento in cui il settore auto pare riprendersi importanti quote di mercato anche a seguito degli incentivi ecologici riconosciuti in Italia e in Europa; trattandosi, a giudizio degli interroganti di una caratteristica situazione in cui sono più le condizioni finanziarie del gruppo che quelle di capacità produttiva competitiva degli stabilimenti italiani, in particolare quella di Trezzano sul Naviglio, a generare l’attuale crisi e il conseguente stato di amministrazione straordinaria; essendo stato nominato l’advisor per valutare la proprietà e indire la gara di vendita, da effettuarsi entro metà gennaio; avendo in queste condizioni la Rsu e le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori dipendenti richiesto al ministero dello Sviluppo economico l’attivazione urgente del Tavolo di crisi, con l’obiettivo di individuare un percorso teso a una positiva soluzione della vicenda del Gruppo ora in amministrazione controllata; il 25 novembre scorso essendosi i commissari italiani incontrati, insieme ai liquidatori polacco e francese, con i principali clienti del gruppo per presentare loro quattro potenziali acquirenti del gruppo medesimo".
Davide Bortone ( 15/04/2009 - 16:39:23 Cronaca)
TREZZANO - Il sindaco di Trezzano, Liana Scundi, sta seguendo da vicino la situazione della maflow, multinazionale che opera nel settore metalmeccanico, i cui dipendenti hanno organizzato, in mattinata, un presidio."Nei giorni scorsi - precisa Scundi - ho incontrato i rappresentanti della Fiom Cgil che mi hanno illutrato i problemi messi in evidenza dai lavoratori. Ho chiesto, quindi, un incontro con i dirigenti dell'azienda per conoscere direttamente il futuro dello stabilimento trezzanese. Insieme alle altre Amministrazioni comunali del territorio - continua Scundi - abbiamo inoltre messo in atto una serie di misure a sostegno sia delle imprese sia dei lavoratori sulle quali vorrei confrontarmi anche con i responsabili della società di via Boccaccio". TREZZANO SUL NAVIGLIO - La presenza in Polonia di un grande stabilimento simile a quello di Trezzano sul Naviglio. E il fatto che l'area su cui sorge, in via Boccaccio 1, è già stata alienata e l'immobile è stato venduto a una società immobiliare del gruppo Unicredit. Sono queste le pesanti ipoteche sul futuro della maflow di Trezzano, azienda del settore metalmeccanico fornitrice delle principali case automobilistiche, a partire dalla tedesca Bmw. I posti di lavoro a rischio sono 350. Dalle 12 alle 15 i dipendenti hanno manifestato sotto la sede del Consolato tedesco a Milano, in via Solferino 40. La richiesta è stata quella di un incontro con il console generale di Germania, chiamato "a intervenire affinché Bmw torni a essere cliente di maflow".La casa automobilistica tedesca ha infatti un grande peso nella vicenda, dal momento che l'80 per cento delle commesse dell'azienda trezzanese arrivano proprio da Monaco di Baviera. Nonostante la crisi abbia colpito anche il mercato dell'auto, maflow ha dimostrato di saper reggere il colpo, registrando nel 2009 ordini per circa 300 milioni di euro. Il problema è costituito dai debiti accumulati con le banche, in particolare Intesa Sanpaolo e Popolare. "Scelte finanziarie dissennate - comunica la Fiom - rischiano di distruggere un'azienda e di cancellare 350 posti di lavoro". TREZZANO SUL NAVIGLIO - "L'area dove si trova l'azienda maflow rimarrà industriale": il sindaco di Trezzano, Liana Scundi lo ha detto in mattinata davanti a oltre 250 lavoratori della multinazionale che realizza componenti per alcune tra le più importanti aziende automobilistiche europee. Si sono riuniti in un capannone di via Fleming per conoscere cosa succederà dopo che i commissari che stanno seguendo la procedura di liquidazione hanno presentato, giovedì scorso, la loro relazione. Il sindaco segue la vicenda da molti mesi. Ha incontrato più volte i rappresentanti sindacali, ma anche dell'azienda, così come amministratori provinciali e regionali per verificare le possibilità di intervento dell'Ente locale. Essendo però l'azienda una multinazionale con due stabilimenti in Italia, la questione deve essere affrontata a livello centrale, al ministero dello sviluppo economico. "Nei mesi scorsi - precisa il sindaco Scundi - abbiamo monitorato la situazione delle oltre 2000 aziende trezzanesi e non c'è dubbio che la crisi maflow, multinazionale con oltre 300 dipendenti, è quella più significativa. Per questo abbiamo ritenuto, come Giunta, che non bastasse la solidarietà delle istituzioni, ma servissero azioni concrete per aiutare la mediazione. La crisi, infatti, non ha origini strettamente e unicamente legate all'andamento del mercato economico, ma è più di carattere finanziario. Per questo - prosegue Liana Scundi - ho chiesto sia alla Provincia sia alla Regione di verificare la possibilità di istituire un apposito tavolo per seguire da vicino l'evoluzione della situazione". Il sindaco e la sua Giunta hanno anche deciso di adottare fin da subito due azioni: confermare il vincolo ad area industriale dell'attuale sito anche nel nuovo Piano di governo del territorio e mettere a disposizione i fondi di sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi industriale e che hanno quindi difficoltà a pagare bollette o le tariffe di mensa, nido e altri servizi comunali, così come deciso nel "Piano anticrisi" di questa Amministrazione. Il sindaco si attiverà anche con altri sindaci della zona, dove risiedono i lavoratori della maflow, affinché vengano adottate misure di sostegno ai lavori. DUE POSSIBILI ACQUIRENTI "Attendiamo ora - ha sottolineato Walter Montagnoli, coordinatore nazionale Cub - di essere convocati a Roma dove il ministero per lo sviluppo industriale dovrà decidere se ammettere alla vendita la società o dare avvio alle procedure di fallimento. Nel primo caso, che è molto più probabile, vorremmo però conoscere a quali condizioni". Ci sarebbero due possibili acquirenti, uno a Udine e uno a Torino. "Escludiamo invece - dice Montagnoli - l'ipotesi del fondo polacco di investimenti, che sarebbe poco interessato alla parte produttiva". Nel corso dell'assemblea è anche emersa la necessità di predisporre il piano industriale di rilancio che la Bmw starebbe attendendo per tornare a chiedere commesse all'azienda trezzanese dove attualmente lavorano una settantina di operai sui circa 300 dipendenti. "Il Consiglio comunale - sottolinea il sindaco Liana Scundi - ha confermato ciò che avevo personalmente già comunicato all'assemblea dei lavoratori. Questo voto unanime è importante perché riflette l’indirizzo del Consiglio e quindi di tutta la popolazione trezzanese. L’Amministrazione comunale conferma la massima disponibilità a seguire tutte le iniziative che verranno promosse, sempre al fianco dei lavoratori". IL TESTO DELL'ORDINE DEL GIORNO Il Consiglio comunale informato sulla grave situazione della ditta maflow dove sono a rischio centinaia di posti di lavoro esprime massima solidarietà ai lavoratori sostenendo la loro lotta per assicurare un futuro allo stabilimento di Trezzano conferma che nel Piano di governo del territorio (in formazione) le aree sede della maflow rimarranno a destinazione produttiva richiede il supporto del Consiglio provinciale di Milano e del Consiglio della regione Lombardia alla vertenza dei lavoratori maflow chiede al ministro per lo Sviluppo economico di convocare le parti e ogni soggetto interessato per individuare un percorso che dia soluzione positiva alla vicenda di questo gruppo in amministrazione controllata. TREZZANO SUL NAVIGLIO - "L'attività deve continuare sul nostro territorio e tutti i posti di lavoro devono essere salvaguardati": il sindaco di Trezzano sul Naviglio, Liana Scundi ha chiesto l'intervento della Regione Lombardia affinché venga salvaguardato il posto di lavoro degli oltre trecento dipendenti maflow, ditta del comparto metalmeccanico con sede in via Boccaccio."Nei giorni scorsi ho incontrato le organizzazioni sindacali - precisa il sindaco - e poi la proprietà. Credo sia fondamentale che tutte le istituzioni siano impegnate insieme a seguire da vicino e dare tutto il supporto necessario nella delicata vertenza maflow". Il sindaco ha contattato il vicepresidente della Giunta regionale, con delega anche alla formazione e lavoro, Giovanni Rossoni il quale ha dato la sua più ampia disponibilità a incontrare, fin dalla prossima settimana, le organizzazioni sindacali. Il sindaco intende coinvolgere anche la Provincia che si è appena insediata. L'obiettivo è garantire il mantenimento di un'attività economica importante sul territorio trezzanese, offrendo una speranza ad oltre trecento famiglie, soprattutto in un momento di difficile crisi come quello che l'Italia sta attraversando.
Davide Bortone ( 14/04/2009 - 10:00:22 Cronaca)
TREZZANO SUL NAVIGLIO - Domani mattina, alle 8, i dipendenti della maflow di via Boccaccio 1 faranno un presidio davanti all'azienda. "Solo grazie a una visura camerale - riferisce la rappresentanza sindacale - abbiamo scoperto che è in liquidazione"."Il presidio - continuano i metalmeccanici - è per dimostrare al gruppo dirigente il nostro dissenso sulla gestione della società, in quanto negli ultimi anni ci hanno fatto credere che delocalizzare le attività all'estero (polonia) sarebbe stato elemento necessario per restare sul mercato, nel frattempo hanno venduto gli immobili a Trezzano sul Naviglio e spostato la maggior parte delle macchine, sempre in Polonia. Oggi - aggiungono i dipendenti - scopriamo che senza un nuovo investitore non possiamo stare sul mercato, perchè hanno contratto un sacco di debiti. La nostra risposta è questo presidio, le trattative le faremo con il nuovo investitore se arriva!".
Davide Bortone ( 17/03/2009 - 08:53:04 Cronaca)
TREZZANO SUL NAVIGLIO - E' un periodo delicato per le aziende del sudovest milanese. La crisi nazionale e globale allunga i suoi tentacoli. E oltre alle proteste dei dipendenti dell'Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone e a quelle delle sarte della Hitman di Corsico, la scorsa settimana si sono registrate le mobilitazioni dei dipendenti di altre due aziende, entrambe operanti a Trezzano sul Naviglio. Si tratta dei cassintegrati della maflow, con sede in via Boccaccio 1, e di quelli della Cem Spa di via Enrico Fermi, 50. I lavoratori maflow, metalmeccanici, hanno effettuato giovedì un presidio davanti all'azienda. "Negli anni passati - spiega Massimo Lettieri della rsu - la dirigenza ha applicato la politica di delocalizzazione delle attività produttive in Polonia e in altri siti nel mondo. In questo periodo i lavoratori della maflow stanno facendo una settimana di cassa integrazione al mese. A marzo si prospettano due settimane di cassa integrazione, cosa che noi abbiamo accettato. Il presidio ha avuto l'obiettivo di chiedere alla direzione che alcune lavorazioni che si fanno in Polonia per il mercato italiano vengano riportate a Trezzano sul Naviglio". IL DRAMMA DELLA CEM La Cem Spa sarebbe l'unica azienda in provincia di Milano ad avere aperto contemporaneamente tre fronti di contrasto alla crisi. Da qui la protesta e lo sciopero, che è sfociato la scorsa settimana in un presidio sotto la sede dell'Assolombarda di Milano, mentre era in corso l'incontro tra dirigenza, rsu e sindacati. Un dramma, quello della Cem, che interessa intere famiglie di lavoratori residenti sopratutto a Gaggiano, ma anche a Rosate, Vermezzo e Abbiategrasso. Ricerca fotografie per maflow
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